Sciopero nazionale dei dipendenti dei teatri e del personale scritturato martedì 27 ottobre, blocco degli straordinari da oggi e una manifestazione nazionale a Roma il 9 novembre. È il calendario della mobilitazione proclamata dal coordinamento nazionale unitario dello Spettacolo dal vivo di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Fpc, dopo la rottura del confronto con Federvivo sul rinnovo del contratto nazionale, al termine di due anni di trattative senza accordo.
I singoli teatri, le strutture territoriali e i lavoratori che non avranno produzioni in programma il 27 ottobre potranno proclamare lo sciopero in alternativa tra il 21 e il 30 ottobre. Ulteriori iniziative potranno essere organizzate nei territori prima e dopo questa finestra. La mobilitazione culminerà il 9 novembre a Roma con una manifestazione nazionale, accompagnata da una conferenza stampa.
I sindacati denunciano l’indisponibilità della controparte ad accogliere le richieste avanzate per rinnovare e ammodernare il settore, a partire dall’unificazione dei contratti, dalla definizione di una classificazione unica del personale e dalla semplificazione delle voci retributive. «La rottura rappresenta l’esito inevitabile di un confronto durato due anni, durante i quali la parte datoriale ha respinto sistematicamente tutte le richieste avanzate dai sindacati per ammodernare e dare dignità al settore», afferma il coordinamento unitario.
Al centro della vertenza ci sono anche gli aumenti salariali proposti da Federvivo, che le organizzazioni sindacali giudicano del tutto insufficienti a recuperare il potere d’acquisto perso durante la lunga vacanza contrattuale. Secondo i dati riportati nel comunicato sindacale, l’inflazione nel periodo di mancato rinnovo ha raggiunto il 23%, mentre l’ultimo aggiornamento del contratto risale al 2018.
Per i dipendenti dei teatri, la cui retribuzione media mensile è attualmente di 1.433,43 euro, la proposta datoriale prevede un aumento del 18% nell’arco di tre anni. Nel 2029 lo stipendio medio arriverebbe così a 1.691,44 euro, con un incremento complessivo di 258,01 euro. In assenza di arretrati e considerando i nove anni trascorsi dall’ultimo rinnovo, secondo i sindacati l’aumento equivale a circa 28 euro lordi per ogni anno di vacanza contrattuale.
Ancora più critica, secondo le organizzazioni sindacali, la situazione del personale scritturato, che comprende tra gli altri attori, ballerini, macchinisti, professori d’orchestra e capi macchinisti. Per questi lavoratori il minimo contrattuale giornaliero medio è oggi di 58,69 euro lordi. L’aumento del 20% proposto da Federvivo, distribuito su tre anni, porterebbe la paga giornaliera a 70,42 euro nel 2029: 11,73 euro lordi in più al giorno, che, rapportati ai nove anni trascorsi dal precedente rinnovo, corrispondono a circa 1,30 euro lordi all’anno, sempre senza arretrati.
Il coordinamento nazionale unitario conferma quindi la volontà di proseguire la mobilitazione fino al raggiungimento di un accordo che garantisca un recupero effettivo del potere d’acquisto e un adeguato riconoscimento professionale a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori dello spettacolo dal vivo.



























