Non sarà il provvedimento sui voucher, ma “tante altre ragioni” a innescare una crisi di governo e a portare alle elezioni anticipate. Lo ha rilevato la leader della Cgil, Susanna Camusso, a margine del Jobless Society Forum 2017 organizzato a Milano dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.
“Il parlamento poi deciderà. Ho sentito qualcuno dire che il tema del lavoro non è un tema sufficiente per determinare conflitto politico e questa mi sembra un’affermazione grave, visto che il lavoro è la condizione prevalente delle persone”, ha dichiarato Camusso commentando le prese di posizione politiche che stanno accompagnando l’iter parlamentare di approvazione del provvedimento che reintroduce i voucher.
“Dopodiché – ha aggiunto – mi pare che vi siano tante altre ragioni che stanno portando alle elezioni anticipate senza che sia questo l’argomento che le determina”. Tra queste, il possibile accordo per una nuova legge elettorale che introduce il modello tedesco, che Camusso non ha però voluto commentare. “Mi pare un grande tema di riflessione dei partiti”, si è limitata a dire.
Sul tema della reintroduzione dei voucher, Camusso ha ribadito la posizione della Cgil, pronta ad arrivare a fare ricorso alla Corte Costituzionale. “La cosa che è successa è un lesione della democrazia, della Costituzione del nostro Paese, che mi pare che venga prima. Perché quando si sottovaluta che saltano le regole democratiche poi ci si mette nella condizione di non essere più in grado di agire in un sistema di certezze”, ha affermato.
“Il ricorso alla Corte – ha aggiunto Camusso – sarà su questo: non sul merito del provvedimento quanto sul fatto che dopo averli abrogati e in questo modo aver impedito il voto dei cittadini (con il referendum/ndr) hanno deciso di reintrodurli, esattamente in contrasto con quanto prevede l’articolo 75 della Costituzione”.
Quanto al merito dei contenuti del provvedimento, la leader della Cgil ha osservato che “è esattamente analogo a quello che c’era nella situazione precedente. Tant’è che, tranne che per le famiglie, quel provvedimento non è in grado di definire cos’è il lavoro occasionale”.
“Per quel provvedimento – ha proseguito – è occasionale tutto ciò che sta entro un certo tetto di reddito e quindi di nuovo diventa uno strumento per sostituire forme contrattuali che sono invece tutelate: penso al lavoro a termine, al lavoro stagionale e alle tante forme che già ci sono, determinando una condizione di assenza di diritti per le persone. Un processo di destrutturazione e dequalificazione del lavoro di cui il nostro Paese non ha bisogno”.























