Da oggi “l’Unità” è tornata in edicola. Nella giornata di ieri, infatti, il Comitato di redazione ha sospeso lo sciopero a oltranza che è durato per otto giorni, da martedì16 amartedì 23 maggio. Secondo un comunicato dello stesso Comitato, pubblicato sull’edizione odierna del quotidiano, questa decisione è motivata dal fatto che l’iniziativa di lotta “ha ottenuto due primi, importanti risultati”. Uno di questi risultati è “il pagamento delle retribuzioni” del mese di aprile, di cui era stato versato solo un modestissimo anticipo, inferiore ai 100 euro a testa. L’altro, ancora più importante, è “l’impegno del rientrante direttore Sergio Staino a non firmare lettere di licenziamento.”
La notizia del ritorno di Staino alla direzione del giornale era stata data martedì 23 nel corso di una conferenza stampa svoltasi alla sala stampa della Camera dei Deputati. Nella stessa occasione, era stato anche comunicato dal Comitato di redazione che il direttore “rientrante” e quello che lo aveva temporaneamente sostituito dopo le sue dimissioni, ovvero Marco Bucciantini, si erano ritrovati sulla stessa posizione: quella dell’impegno a non avallare licenziamenti collettivi.
Da notare che, nella circostanza della conferenza stampa, si erano segnalati per la loro presenza parlamentari di diversi partiti, da Fabrizio Cicchitto di Ap, a Renata Polverini, di Forza Italia, nonché esponenti delle diverse “sensibilità” interne al Pd, da Cesare Damiano, intervenuto nelle sue vesti di presidente della Commissione Lavoro, a Walter Verini.
In particolare, lo stesso Verini aveva sottolineato la necessità che trala Piesse, società editrice del quotidiano, e i rappresentanti dei dipendenti, giornalisti e poligrafici, si aprisse una trattativa “su basi nuove”. Ed è appunto questo, ovvero l’apertura di una trattativa, ciò che adesso attende il Comitato di Redazione.
Nel suo editoriale odierno, Staino butta giù un schizzo di ciò che potrebbe essere “l’Unità” di un prossimo futuro: “Un giornale che non si mette in concorrenza con il web o con la televisione o con giornali generalisti sul terreno dell’informazione quotidiana”, ma “scava, approfondisce e offre strumenti per una partecipazione attiva di tutti noi al processo di cambiamento dello stato attuale” delle cose.
Il pagamento delle spettanze arretrate e il ritorno di Staino sono stati dunque considerati dal Comitato di Redazione come segnali di armistizio. Ma si tratta solo di una tregua. Per arrivare a una pace nelle relazioni sindacali a “l’Unità” sarà prima necessaria, come detto, l’apertura di una trattativa.
Nel suo comunicato, il Comitato di Redazione chiede dunque che “si riapra da subito un tavolo aziendale per discutere con la proprietà e la direzione giornalistica un piano industriale ed editoriale finalizzato al rilancio del giornale, sia sul cartaceo che on line”. E aggiunge poi che lo stesso Cdr “non si è mai sottratto a un confronto che tenesse conto della grave situazione economica in cui versa l’azienda e del necessario contenimento dei costi”. Salvo a ribadire, col sostegno della Fnsi e dell’Associazione della Stampa Romana, la propria “assoluta contrarietà a qualsiasi ristrutturazione che contempli licenziamenti collettivi”.
Da parte sua, la Piesse “ringrazia Sergio Staino per aver accettato di ritornare alla direzione del giornale, confidando nel suo prezioso contributo per il ripristino di un tavolo di confronto aziendale e sindacale per dipanare i nodi relativi al piano di ristrutturazione e rilancio de l’Unità”.
@Fernando_Liuzzi






















