I dati Istat rilevano che ad aprile entrambi i flussi del commercio estero extra Ue risultano in contrazione rispetto al mese precedente, con una diminuzione più marcata per le esportazioni (-4,9%) che per le importazioni (-0,8%). Inoltre le esportazioni sono in diminuzione su base annua (-3,7%) ma, al netto dell’effetto prodotto dal diverso numero di giorni lavorativi, segnano un aumento (+2,7%). Le importazioni registrano una crescita tendenziale (+4,1%), determinata dall’energia (+31,2%).
Il surplus commerciale (+2.556 milioni) è in diminuzione rispetto a quello dello stesso mese del 2016 (+3.602 milioni). Il surplus nell’interscambio di prodotti non energetici (+5.097 milioni) è in flessione rispetto ad aprile 2016 (+5.598 milioni).
La flessione congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue è estesa a tutti i raggruppamenti principali di industrie, a esclusione dell’energia (+4,5%). La riduzione delle esportazioni è marcata per i beni strumentali (-8,1%), di intensità minore per i beni intermedi (-3,9%) e i beni di consumo non durevoli (-2,6%).
Dal lato dell’import, il calo congiunturale è il risultato di una flessione dell’energia (-3,8%) e, in misura minore, dei beni di consumo non durevoli (-3,3%). Al netto della componente energetica, si rileva una crescita delle importazioni (+0,2%) che interessa i beni di consumo durevoli (+5,3%), i beni strumentali (+2,9%) e i beni intermedi (+0,8%).
Nell’ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue risulta comunque positiva (+0,4%) ed estesa a quasi tutti i raggruppamenti principali di industrie.
L’aumento delle vendite dei beni di consumo durevoli sui mercati extra Ue è molto marcato (+6,2%).






















