Il tema del costo del lavoro è una questione secondaria. Lo affermano i sindacati arrivando a Fiumicino per incontrare i commissari straordinari dell’Alitalia, specificando che per loro il contratto di lavoro, scaduto il 31 dicembre, rimane valido anche dopo il 31 maggio in virtù di un accordo stipulato a febbraio scorso.
“Per noi le questioni sono due – ha detto il segretario nazionale della Filt-Cgil, Nino Cortorillo – come i commissari intendono assicurare la continuità di cassa, anzitutto finanziaria e quella operativa. Sappiamo che c’è un’esigenza di contenimento dei costi, ma non è detto che i commissari intendano partire da quelli del lavoro. Bisogna fare un passo alla volta”.
Per quanto riguarda il contratto di lavoro, Cortorillo ha aggiunto che “per l’azienda scade il 31 maggio, per noi no. C’è una diversa interpretazione. Ritengo poco realistico che ciò che non si è fatto in quattro mesi (sul rinnovo del contratto, ndr) si possa fare in poche settimane”. Infine, sull’eventualità di un nuovo referendum, il segretario nazionale della Filt-Cgil ha replicato che “allo stato non esiste nessunissima ipotesi di nessunissima consultazione”.
“Prima di parlare del costo del lavoro – ha poi detto il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi – bisogna che si confermi di voler aggredire i fattori che hanno determinato la crisi, come i costi del carburante. Chiederò l’avvio di un’azione di responsabilità verso i precedenti amministratori”.
“Il costo del lavoro – ha proseguito Tarlazzi – va in coda. Non è il problema di questa azienda”. Infine alla domanda se rifarebbe il referendum, Tarlazzi ha risposto: “Assolutamente sì. Era un atto dovuto farlo, perché non abbiamo potuto proseguire ulteriormente nella trattativa”.






















