La Fondazione Di Vittorio e il sindacato di categoria Slc-Cgil hanno condotta la ricerca “Vita da artisti”, che indaga la situazione lavorativa del mondo dello spettacolo.
L’ indagine sui lavoratori dello spettacolo è la prima ad essere stata realizzata in Italia, cui hanno risposto quasi 4.000 lavoratori a questionari elaborati dalla Fondazione Di Vittorio, e presentati ufficialmente ieri, 4 maggio. Ne emerge “un quadro drammatico delle condizioni di chi opera oggi nello spettacolo e nei linguaggi artistici”, commenta Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc Cgil.
In particolare, i lavoratori nello spettacolo dal vivo in Italia sono per la maggior parte giovani (il 71% ha meno di 45 anni), con una media di retribuzione annuale di poco superiore ai 5.000 euro e una situazione contrattuale precaria, con l’80% regolarizzati tramite contratti temporanei. Inoltre, mancano le tutelei: solo il 17% è iscritto a associazioni sindacali.
Secondo i dati Inps relativi al 2015, sono circa 137 mila le persone che lavorano nel settore, di cui il 55% uomini e il 45% donne, che vengono retribuite meno in ogni settore.
“Il riconoscimento di dignità di lavoratore, di tutele, diritti e pensioni adeguati è uno degli obiettivi che il sindacato persegue da molti anni – afferma Bizi -, ed abbiamo assistito a troppi progetti di legge di sistema abortiti, mancati provvedimenti ed applicazioni soprattutto in materia di copertura dei tempi di non lavoro (periodi in cui gli artisti proseguono la propria formazione e cercano e preparano altro lavoro), di copertura anche delle prove per gli spettacoli, ma sopratutto il riconoscimento che sono lavoratori con diritti ad avere redditi che permettano di fare questa professione.”
“Siamo soddisfatti che finalmente il Mibact ed alcuni esponenti parlamentari si siano presi l’impegno ad ascoltare le peculiarità di chi opera in questo settore e trovare adeguate soluzioni”, conclude Bizi.























