Stamattina, intorno alle 8,30, è stato trovato l’ultimo corpo dei due lavoratori delle cave Apuane di Carrara, coinvolti nella frana di ieri. Una ricerca, condotta dai Vigili del Fuoco, durata tutta la notte. Le due vittime sono sono Roberto Antonioli Ricci, 55 anni e Federico Benedetti, 46. Entrambi, ieri, erano alla cava, insieme al loro compagno di lavoro, Giuseppe Alberti, 48 anni, che si è salvato grazie all’imbracatura ed è rimasto sospeso nel vuoto. Domani è stata chiamato il lutto cittadino sia a Carrara che a Massa. Mentre, oggi i sindacati di categoria Filca-Cisl, FenealUil e Fillea-Cgil hanno proclamato uno sciopero generale in tutta la provincia di Massa Carrara. Per le organizzazioni sindacali la situazione “sul fronte della sicurezza sul lavoro e’ diventata insostenibile”.
“In quelle cave sono morti tre operai in pochi mesi, un bilancio che assegna al settore lapideo della provincia apuana il triste primato delle morti sul lavoro”. Lo hanno dichiarato il segretario della Filca-Cisl nazionale, Riccardo Gentile, e il segretario generale della Filca Toscana, Ottavio De Luca, commentando l’incidente di questo pomeriggio in una cava di Carrara. “Evidentemente – aggiungono – c’è un problema sicurezza che è necessario affrontare subito e drasticamente. Le istituzioni dovrebbero prendere in seria considerazione la nostra idea, lanciata pochi mesi fa, di introdurre nel settore lapideo una sorta di ‘Patente a punti’ per le imprese, simile a quella già proposta per l’edilizia. Lo scopo di questo strumento, nelle nostre intenzioni, è di premiare le realtà virtuose e di escludere dal mercato quelle nelle quali si verificano troppi infortuni”.
Dopo lo sciopero di oggi, i sindacati hanno proclamato un ulteriore sciopero generale del comparto del marmo per il 28 aprile.
Per i sindacati Filca-Cisl, FenealUil e Fillea-Cgil “è necessario introdurre procedure che possano selezionare solo quelle aziende con comprovate capacità economiche, professionali e in grado di garantire la massima sicurezza nei posti di lavoro. “Vanno rafforzati i controlli ed elevate le sanzioni per chi non rispetta le regole, prevedendo la revoca, da parte delle istituzioni locali, delle concessioni alle aziende che non le rispettano.”


























