Si è tenuto oggi al Mimit l’incontro sulla vertenza STMicroelectronics, nell’ambito del confronto sul piano industriale dell’azienda che prevede investimenti complessivi per circa 12 miliardi di euro fino al 2034, di cui 8 miliardi da parte della società e circa 4 miliardi di risorse pubbliche.
Nel corso del tavolo, la direzione di STMicroelectronics ha confermato gli interventi industriali previsti sui siti di Agrate e Catania e, secondo quanto riferito dalla Fim Cisl, al termine del percorso di transizione saranno mantenuti i 12.700 posti di lavoro.
“È stato un incontro importante dove sono confermati investimenti in un settore strategico per il nostro Paese”, ha dichiarato il segretario nazionale Fim Cisl Massimiliano Nobis. “A settembre, nel prossimo incontro, attendiamo la conferma anche del Board di STMicroelectronics della copertura del progetto industriale oggi presentato e la conferma che l’accordo sull’approvvigionamento dell’acqua per il sito di Catania con il Comune sia definitivo. Senza l’accordo la produzione a Catania sarebbe preclusa”. Nobis ha inoltre sottolineato la necessità della presenza, ai prossimi incontri, dei referenti politici del Mimit e del Mef.
Per la Fiom-Cgil, il piano può rappresentare “un esempio positivo di transizione verso tecnologie più avanzate”, ma solo a fronte di garanzie precise su occupazione, diritti e salari. “Abbiamo evidenziato l’aumento dei rapporti di lavoro precari e chiediamo tutele per tutti i lavoratori coinvolti, a partire dai 57 addetti alla logistica di Agrate, che sono parte del core business e non possono essere sostituiti e lasciati fuori dal perimetro aziendale”, ha dichiarato Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile Microelettronica.
Secondo Tibaldi, il confronto deve riguardare “l’intero pacchetto” e nessun lavoratore dovrà essere espulso dal ciclo produttivo o dal mercato del lavoro in un settore strategico come la microelettronica. “I periodi di transizione, che potranno durare anche più anni, devono essere utilizzati per mettere in campo strumenti innovativi che garantiscano continuità occupazionale, riqualificazione delle competenze e piena tutela dei salari”, ha aggiunto.
La Fiom ha inoltre chiesto che, a fronte delle risorse pubbliche previste, siano introdotte “condizioni vincolanti” e non solo verifiche, con un ruolo attivo delle istituzioni, garanzie pubbliche e monitoraggi progressivi. “Siamo disponibili al confronto, ma non a un accordo in bianco: servono impegni chiari e condivisi”, ha concluso Tibaldi.



























