All’indomani della fine dell’embargo dell’Iran, si erano già avviate le relazioni commerciali con l’Italia. Molti rappresentati del nostro paese hanno visitato l’Iran. Ma oggi, il governo iraniano incontra il premier Matteo Renzi in persona. Atterato poche ore fa a Teheran, il presidente del consiglio guida la missione di governo in Iran seguito da una folta schiera di imprenditori e manager italiani: un rappresentante del gruppo Cassa depositi e Prestiti, un rappresentante della Simest, l’ad della Sace, Alessandro Castellano, l’amministratore delegato di Eni, Claudio De Scalzi, l’ad di Mediobanca, Alberto Nagel e ancora l’ad di Ferrovie Italiane, Renato Mazzoncini, il presidente dell’Anas, Gianni Vittorio Armani e l’ad di Saipem, Stefano Cao.
A giudicare dalle rappresentanze presenti oggi in Iran è evidente che oltre ai settori industriali e commerciali ripartano i rapporti anche nel mondo bancario. Una richiesta esplicita del presidente iraniano Hassan Rohani, che il premier Matteo Renzi ha voluto riprendere e condividere nelle dichiarazioni a Teheran, dopo il colloquio bilaterale: “E’ importante investire sulle linee di credito, sulle banche, sugli aseptti finanziari: per questo ci sono Sace, Cdp, l’ad di Mediobanca. Condividiamo il giudizio di Rohani che c’è bisogno di fare di più da parte di tutte le istituzioni bancarie. Ora è importante che si sia operativi con l’aiuto al credito e alla finanza”, ha sottolineato Renzi.
In precedenza Rohani aveva sottolineato come “sia per quanto riguarda il settore bancario sia con la Sace sono stati compiuti dei buoni passi ma abbiamo bisogno di muoverci più velocemente per superare anche alcuni dettagli che ancora rimangono. E’ vero che le sanzioni bancarie sono state tolte e le banche hanno cominciato la loro attività però abbiamo ancora qualche aspetto psicologico delle sanzioni e su questo dobbiamo lavorare”.
Ma l’impegno degli istituti di credito italiani sembra essere confermato. Il gruppo Cassa depositi e prestiti, ha dichiarato in una nota stampa, “si impegna a sostegno dell’export italiano nel Paese con un sistema integrato di strumenti di intervento” per un ammontare di risorse di circa 8,8 miliardi di euro. Di queste: 4 miliardi di euro di linee di credito erogate nell’ambito del sistema “export banca” a controparti sovrane iraniane, da Cdp in complementarietà con il sistema degli intermediari creditizi.
L’iniziativa è finalizzata a supportare importanti progetti nei settori infrastrutture, oil&gas e trasporti, commissionati a grandi imprese italiane e con il coinvolgimento di un ampio indotto di PMI fornitrici; 4 miliardi di euro di garanzie sulle suddette linee di credito da parte di Sace, con l’intervento di Simest per la stabilizzazione del tasso di interesse; 800 milioni di euro per favorire la ripresa delle attività delle Pmi italiane nel Paese. Questo, si spiega, avverrà attraverso due iniziative di Sace a sostegno di della competitività delle Pmi italiane nelle transazioni di breve e medio termine relative a forniture di beni di consumo o macchinari made in Italy: una linea di trade finance da 500 milioni di euro e, grazie a un accordo firmato con Banca Popolare di Sondrio, una linea di credito da 300 milioni di euro.
Le iniziative, inoltre, giungono a poche settimane dalla firma dell’accordo per il recupero del credito sovrano (pari a 564 milioni di euro) vantato da Sace nei confronti della Banca Centrale dell’Iran a fronte degli indennizzi pagati a imprese italiane per importi non corrisposti a causa del blocco dei sistemi di pagamento imposto dalle sanzioni internazionali. Un accordo che ha consentito alla società assicurativo-finanziaria del Gruppo Cdp, prima tra le società di assicurazione del credito, di riavviare le proprie attività di assunzione dei rischi a sostegno di operazioni di export e investimenti nel Paese.
Sono inoltre in fase di finalizzazione le prime operazioni finanziate con l’intervento di Sace: operazioni che riguardano forniture di Pmi italiane a Pmi iraniane, rese possibili dall’accordo firmato nella precedente missione con le tre principali banche private iraniane (Bank Pasargad, Bank Parsian e Saman Bank).
Nel contempo, da parte di Simest, è in corso di finalizzazione, attraverso l’utilizzo di Fondi messi a disposizione dal Mise, un programma strutturato di business scouting ed assistenza professionale alle Pmi italiane che vogliano individuare qualificati partner locali con i quali costituire società miste per promuovere le loro produzioni in Iran e nell’area.
Le operazioni in Iran rientrano nell’ambito del supporto all’export e all’internazionalizzazione che costituisce uno dei 4 pilastri del Piano industriale 2016-2020 del Gruppo Cdp, in quanto driver di crescita del Paese. L’obiettivo, conclude la nota, è aumentare il supporto alle imprese italiane anche attraverso la costituzione presso Sace di una “one-door” per accedere a tutti i prodotti ed i servizi del Gruppo per lo sviluppo sui mercati internazionali.





























