Si a Delrio, no a Delrio. Cosi’ le federazioni dei Trasporti di Uil e Cisl sulla proposta lanciata dal ministro dei Trasporti, secondo il quale la possibilità di proclamare scioperi dovrebbe essere legata al principio di rappresentatività delle organizzazioni sindacali.
Una soluzione che trova d’accordo la Uilt, il cui segretario generale, Claudio Tarlazzi, afferma: “da tempo sosteniamo la stessa tesi del ministro: deve valere il principio della rappresentatività dei sindacati. E la possibilità di indire lo sciopero solo da parte delle organizzazioni che singolarmente o sommate hanno una rappresentatività pari al 50% più uno dei lavoratori può essere una strada praticabile, facendo sempre i conti con il rispetto del diritto costituzionale dello sciopero”.
Di parere del tutto opposto Giovanni Luciano, leader della Fit Cisl: “chi e’ d’accordo con Delrio –spiega- vuole il sindacato unico”. “Non sono d’accordo col Ministro sul 50% di rappresentatività per poter fare lo sciopero: chi è d’accordo significa che vuole il sindacato unico, perche’ nessuno, da solo, raggiunge il 50% di rappresentatività”. Diverso, prosegue Luciano, sarebbe affermare che “chi ha la rappresentatività certificata per firmare i contratti nazionali sciopera a costanza di regole, mentre chi non ce l’ha, pur potendo scioperare, lo deve fare con qualche difficoltà in più”. Ma, aggiunge, “non parlerei di referendum preventivi, che sarebbero di difficilissima praticabilità nei trasporti. Piuttosto, si potrebbero inserire le regole sulla rappresentatività alla 146, ma rispettando Costituzione e buon senso.
“Nel frattempo – conclude- aspettiamo ancora che la commissione lavoro della Camera presieduta da Damiano esami la nostra proposta di legge di iniziativa popolare ‘sciopero intelligente'”.

























