Ad aprile 2015 l’avanzo del commercio estero extra Ue è salito a 2.586 milioni di euro (+1.637 milioni ad aprile 2014). Il surplus nell’interscambio di prodotti non energetici è pari a 5,6 miliardi, rispetto ai 5,1 miliardi di aprile 2014. Lo ha comunicato l’Istat.
Nel mese di aprile 2015, i mercati di sbocco più dinamici sono Stati Uniti (+36,4%), Cina (+17,9%) e paesi Eda (+12,5); le vendite verso la Russia (-29,5%) sono invece in forte calo. Le importazioni da paesi Eda (+50,8%), Stati Uniti (+29,6) e Turchia (+22,6%) sono in marcata espansione.
Ad aprile 2015, rispetto al mese precedente, i flussi commerciali con i paesi extra-Ue mostrano dinamiche divergenti, con un calo delle esportazioni (-2%) e un aumento delle importazioni(+1,5%). Su base annua l’export sale del 12,2% ed è condizionata da una differenza nei giorni lavorativi (21 ad aprile 2015 rispetto a 20 ad aprile 2014), mentre l’import registra un incremento tendenziale del 6,3%.
I beni strumentali (-6,8%) e, in misura meno rilevante, l’energia (-5,4%) concorrono alla flessione delle vendite verso i paesi extra-Ue. Al netto dei prodotti energetici, la diminuzione congiunturale dell’export è pari a -1,8%. Le vendite di beni di consumo (+2,6%) e di prodotti intermedi (+1,0%) sono invece in espansione.
La crescita congiunturale dell’import è trainata dall’energia (+12,4%) e dai beni strumentali (+7,5%). Gli acquisti di prodotti intermedi (-5,5%) e di beni di consumo (-4,3%) sono invece in forte calo. Nell’ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue si conferma ampiamente positiva (+4,8%) e risulta più intensa (+5,2%) al netto della flessione dell’energia (-2,8%). Tra i prodotti non energetici, la crescita delle vendite di beni strumentali è la più marcata (+9,6%).



























