Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto nuovamente al rialzo le previsioni di crescita economica dell’Italia, in particolare sul 2015. Ora per quest’anno l’istituzione pronostica una espansione del Pil dello 0,7 per cento, a fronte del più 0,5 per cento indicato nell’ultima edizione del World Economic Outlook, lo scorso 14 aprile.
“La revisione – ha spiegato la capo missione per l’Italia Petya Koeva Brooks, nella conferenza stampa al termine della visita annuale nella Penisola – riflette prevalentemente la performance economica positiva del primo trimestre”. “Sul 2016 ci siamo mantenuti un po’ più prudenti”, ha aggiunto.
Ora sul prossimo anno i tecnici dell’istituzione di Washington prevedono un più 1,2 per cento del Pil, a fronte del più 1,1 per cento delle stime precedenti contenute nel Weo. Stime che a loro volta, un mese fa, erano state già oggetto di revisioni al rialzo, rispettivamente di 0,1 e 0,3 punti rispetto alle precedenti previsioni.
Avanti tutta con le riforme strutturali in Italia, puntando a risolvere i problemi di bassa produttività che il Paese si trascina da molto tempo. Secondo, sostenere il processo di riparazione dei bilanci nel settore bancario. Terzo, riequilibrare la dinamica di risanamento dei conti pubblici con l’obiettivo di ottenere una riduzione dell’elevato debito-Pil. E’ la ricetta in tre punti elaborata dagli ispettori del Fondo monetario internazionale, al termine della loro visita annuale nella Penisola.
Nella relazione diffusa al termine della missione annuale prevista dall’articolo IV dello statuto del Fmi, l’istituzione definisce “incoraggiante” il fatto che l’agenda di riforme del governo includa iniziative ambiziose in tutte le aree elencate.
“Ora la sfida è mantenere lo slancio sulle riforme e portare a compimento un vero cambiamento”.
Secondo il Fmi “il governo del premier Matteo Renzi ha portato avanti riforme economiche e istituzionali importanti, che hanno già migliorato i livelli di fiducia e che Apporteranno cambiamenti significativi, nel tempo, al mercato del lavoro, rendendo i lavoratori più produttivi e facilitando il processo di transizione nelle imprese”.
“Ci rendiamo conto che spesso si parla di riforme difficili, che creano problemi dal punto di vista politico, ma sono necessarie per aumentare la produttività – ha affermato la capo missione per l’Italia Petya Koeva Brooks – e per risolvere i problemi che l’Italia aveva già prima della crisi”.


























