• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
lunedì, 27 Luglio 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    Istat, nel 2016 il reddito medio delle famiglie cresce del 2%

    Reintegra e preavviso: perché le due indennità non possono convivere

    Elezioni, cresce la voglia di pareggio. Il destino di Meloni e Schlein legato alla riforma elettorale. Il ruolo dei Berlusconi

    Giorgia, Elly e il fantasma condiviso dell’establishment. Ma è solo un alibi

    L’azzardo di Meloni, trasformare le elezioni nella scelta del capo dello Stato. Solo così può motivare i suoi elettori a ridarle la fiducia

    L’azzardo di Meloni, trasformare le elezioni nella scelta del capo dello Stato. Solo così può motivare i suoi elettori a ridarle la fiducia

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Riforma Pa, Fp Cgil: delega consegna Vigili Fuoco ai prefetti

    Vigili del fuoco, due morti in quattro giorni. Vespia: “investire nella prevenzione sanitaria e nel rafforzare l’organico. Bene il governo sul riassetto delle carriere”

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Primi effetti delle politiche di sostegno alla contrattazione collettiva: un nuovo inizio per la rappresentanza sindacale

    Metalmeccanici, Rinaudo (Fismic Confsal), energia, giovani e competenze: senza investimenti il rischio è perdere il futuro industriale

    Metalmeccanici, Rinaudo (Fismic Confsal), energia, giovani e competenze: senza investimenti il rischio è perdere il futuro industriale

    Sanità privata, sindacati e lavoratori in presidio davanti al Ministero: “Basta promesse, rinnovare subito i contratti”

    Sanità privata, sindacati e lavoratori in presidio davanti al Ministero: “Basta promesse, rinnovare subito i contratti”

    Le persone al centro dell’impresa: il modello partecipativo di Leroy Merlin tra welfare, produttività e competenze. Intervista a Fabrizio Leopardi, capo delle relazioni istituzionali HR di Leroy Merlin Italia

    Le persone al centro dell’impresa: il modello partecipativo di Leroy Merlin tra welfare, produttività e competenze. Intervista a Fabrizio Leopardi, capo delle relazioni istituzionali HR di Leroy Merlin Italia

    Caporalato, Barbalaco (Uila Calabria): un bracciante irregolare è terreno fertile per la criminalità

    Caporalato, presentata alla Camera la proposta di legge per tutelare chi denuncia lo sfruttamento

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Il testo dell’accordo Enel sul sistema di relazioni sindacali in materia di evoluzione tecnologica, intelligenza artificiale e occupabilita di lungo periodo

    Il testo dell’accordo Enel sulla impiegabilitá all’interno del Gruppo

    L’ordine del giorno e il documento conclusivo dell’assemblea generale della Cgil

    Il testo dell’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto delle BCC e CRA

    La congiuntura flash del Centro Studi Confindustria – Luglio 2026

    Poste, Giorgetti: con la cessione garantiti livelli occupazionali e qualità dei servizi, nessuna svendita

    Poste, accordo sulla riorganizzazione: nasce il modello a zone. Roscigno (Slp Cisl): “Difesa la presenza sul territorio”. Non firma la Slc Cgil, nodo sulle tre ore dei corrieri

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    Istat, nel 2016 il reddito medio delle famiglie cresce del 2%

    Reintegra e preavviso: perché le due indennità non possono convivere

    Elezioni, cresce la voglia di pareggio. Il destino di Meloni e Schlein legato alla riforma elettorale. Il ruolo dei Berlusconi

    Giorgia, Elly e il fantasma condiviso dell’establishment. Ma è solo un alibi

    L’azzardo di Meloni, trasformare le elezioni nella scelta del capo dello Stato. Solo così può motivare i suoi elettori a ridarle la fiducia

    L’azzardo di Meloni, trasformare le elezioni nella scelta del capo dello Stato. Solo così può motivare i suoi elettori a ridarle la fiducia

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Riforma Pa, Fp Cgil: delega consegna Vigili Fuoco ai prefetti

    Vigili del fuoco, due morti in quattro giorni. Vespia: “investire nella prevenzione sanitaria e nel rafforzare l’organico. Bene il governo sul riassetto delle carriere”

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Primi effetti delle politiche di sostegno alla contrattazione collettiva: un nuovo inizio per la rappresentanza sindacale

    Metalmeccanici, Rinaudo (Fismic Confsal), energia, giovani e competenze: senza investimenti il rischio è perdere il futuro industriale

    Metalmeccanici, Rinaudo (Fismic Confsal), energia, giovani e competenze: senza investimenti il rischio è perdere il futuro industriale

    Sanità privata, sindacati e lavoratori in presidio davanti al Ministero: “Basta promesse, rinnovare subito i contratti”

    Sanità privata, sindacati e lavoratori in presidio davanti al Ministero: “Basta promesse, rinnovare subito i contratti”

    Le persone al centro dell’impresa: il modello partecipativo di Leroy Merlin tra welfare, produttività e competenze. Intervista a Fabrizio Leopardi, capo delle relazioni istituzionali HR di Leroy Merlin Italia

    Le persone al centro dell’impresa: il modello partecipativo di Leroy Merlin tra welfare, produttività e competenze. Intervista a Fabrizio Leopardi, capo delle relazioni istituzionali HR di Leroy Merlin Italia

    Caporalato, Barbalaco (Uila Calabria): un bracciante irregolare è terreno fertile per la criminalità

    Caporalato, presentata alla Camera la proposta di legge per tutelare chi denuncia lo sfruttamento

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Il testo dell’accordo Enel sul sistema di relazioni sindacali in materia di evoluzione tecnologica, intelligenza artificiale e occupabilita di lungo periodo

    Il testo dell’accordo Enel sulla impiegabilitá all’interno del Gruppo

    L’ordine del giorno e il documento conclusivo dell’assemblea generale della Cgil

    Il testo dell’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto delle BCC e CRA

    La congiuntura flash del Centro Studi Confindustria – Luglio 2026

    Poste, Giorgetti: con la cessione garantiti livelli occupazionali e qualità dei servizi, nessuna svendita

    Poste, accordo sulla riorganizzazione: nasce il modello a zone. Roscigno (Slp Cisl): “Difesa la presenza sul territorio”. Non firma la Slc Cgil, nodo sulle tre ore dei corrieri

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - Analisi - Obiettivi condivisibili nella riforma Renzi

Obiettivi condivisibili nella riforma Renzi

di Mario Ricciardi
5 Maggio 2014
in Analisi

di Mario Ricciardi

E  quattro. Dopo la riforma Amato (1993), la riforma Bassanini-D’Antona (1997/98) e quella Brunetta (1999) è la quarta volta in vent’anni che si mette in campo una riforma “organica” della pubblica amministrazione italiana, senza contare i numerosi  interventi “micro” o settoriali susseguitisi negli anni. Un simile accanimento terapeutico, che non ha paragoni in altri settori, tranne forse in quello, altrettanto sventurato, del mercato del lavoro, può avere diverse motivazioni. Una può essere l’importanza strategica della pubblica amministrazione per chiunque si proponga di governare questo paese. Un’altra può essere la difficoltà dell’impresa. Un’altra (e quella forse più credibile, a parere di chi scrive) è il fatto che in questo, come in moltissimi altri casi, dopo aver progettato e redatto provvedimenti pensati e presentati come epocali, la politica non si è poi per nulla preoccupata della loro attuazione, e anzi, dopo aver constatato problemi e resistenze, li ha lasciati  andare tranquillamente alla deriva: sicché viene da pensare che, anziché progettare ripetute riforme, sarebbe stato più opportuno ed efficace  (e il suggerimento vale ovviamente  anche per il futuro) preoccuparsi dell’implementazione delle  riforme esistenti.

Come che sia, sembra che ora  ci troviamo di fronte a un nuovo progetto: e diciamo “sembra” perché ciò che è noto  appare decisamente spiazzante, tale è il contrasto tra  l’ampiezza degli obiettivi enunciati e la sinteticità delle informazioni disponibili. Informazioni sulle quali, peraltro, è stata  promossa dal governo  una consultazione online che sembra avere riscosso un certo successo, anche se ci si può chiedere  quale valore possa avere una consultazione  siffatta: è come se ai giurati di un premio letterario venisse chiesto di assegnare il premio consultando i titoli dei capitoli dei libri in concorso.

Riservando dunque un giudizio ponderato a quando saranno noti anche  i dettagli, si può dire che buona parte degli obiettivi proposti appare condivisibile, e si inserisce anzi in un dibattito da tempo aperto, con mete che riscuotono un ampio consenso, a partire da una cosa che non è nel progetto Renzi-Madia  perché è già stata inserita nel decreto degli “ottanta euro”, ovverosia il tetto alle retribuzioni dei dirigenti pubblici.

Si tratta di una misura che non riguarda molte persone, e che dovrebbe più che altro lanciare un segnale. In questi anni, in realtà, all’interno della dirigenza pubblica le retribuzioni individuali (non  la retribuzione base, ma le retribuzioni di posizione e di risultato) sono cresciute in maniera consistente. Ciò non corrisponde, in gran parte dei casi, a nessuna delle  ragioni   che nel privato presiedono alla determinazione delle retribuzioni del management di livello medio-alto (discorso tutto diverso riguarda ovviamente il top management). Per i dirigenti pubblici non valgono né le leggi del mercato, né la precarietà implicita nel ruolo dirigenziale, e per molti tra essi neppure il livello e il peso delle responsabilità attribuite. La crescita numerica della dirigenza pubblica  e delle  sue retribuzioni  trae largamente origine da ragioni d’ordine politico-corporativo, e il passo successivo all’apposizione del “tetto” dovrebbe essere  un deciso  ridimensionamento e una ripulitura degli organici dirigenziali finalizzata ad attribuire posizioni (e stipendi) a funzioni effettivamente strategiche e a capacità effettivamente comprovate.

Che quello della dirigenza sia giustamente percepito come un tema strategico per il rinnovamento della p.a. sembra emergere con nettezza dai titoli del progetto Renzi-Madia, ritornando per diversi aspetti all’impostazione che ispirò la riforma della dirigenza alla fine degli anni novanta, e che fu poi stravolta da Frattini e da provvedimenti successivi: quella riforma si proponeva infatti di creare un vero e proprio “mercato” della dirigenza pubblica, nel quale soltanto l’accesso era regolato dal meccanismo concorsuale, mentre la carriera del dirigente era improntata a una serie di reciproche e motivate opzioni tra l’amministrazione e il dirigente stesso, concretizzate nell’attribuzione di un incarico a tempo. E ciò poteva avvenire nell’insieme dell’amministrazione pubblica, dando al datore di lavoro un’ampia possibilità di scelta, e  al dirigente la possibilità di fare esperienze in ambiti diversi. A questo sembra voler ritornare il governo con la reintroduzione del ruolo unico, e la  proclamata serietà della  valutazione. Più discutibile può apparire la proposta di  eliminazione delle due fasce dirigenziali, abolizione che forse va attribuita  alla cultura un po’  “da enti locali” (dove esiste una fascia dirigenziale unica), del premier e dei suoi più stretti collaboratori, ma che non è detto vada bene per tutte le amministrazioni. Ovviamente non si può dimenticare che queste buone intenzioni devono fare i conti  con alcuni dati di fatto. Il primo è che ancora non esiste, nel nostro paese, un serio e generalizzato sistema di valutazione del personale pubblico. Esistono varie esperienze, più o meno buone e consolidate, esiste un rispettabile dibattito accademico,  esiste un modello esageratamente barocco e  molto criticato (si pensi al sistema delle “tre fasce” di merito) contenuto nella legge Brunetta. E’ dunque, questo della valutazione, un tema da costruire pressoché integralmente, se si vuole dar corpo alle intenzioni. Vi è poi la questione di fondo del rapporto tra politica e dirigenza. Ogni riforma, anche la meglio congegnata, può funzionare soltanto se dirigenza e politica fanno il loro mestiere in spirito di collaborazione  e rispettando reciprocamente i limiti delle proprie competenze.   Per questo serve certamente avere una dirigenza rinnovata e opportunamente formata (assolutamente condivisibile l’intenzione di  unificare le  Scuole di formazione della p.a.): ma altrettanto, se non più, è avere un ceto politico alieno da invasioni di campo e clientelismi e questo, pur con tutto l’ottimismo del caso, è un poco più difficile da ottenere.

Altre norme riguardanti il restante personale sono poi enunciate nel progetto di riforma, e qui per dare una valutazione bisognerebbe andare oltre i troppo  scarni enunciati finora disponibili. Sono evidenti due intenzioni di fondo, una è quella di riaprire gli accessi al lavoro nella p.a,, l’altra è quella di introdurre maggiore flessibilità nella vita del rapporto di lavoro.  Al primo obiettivo sembrano essere rivolti sia l’abrogazione dell’istituto del  trattenimento in servizio (che peraltro richiede oggi l’assenso dell’amministrazione) sia la reintroduzione dell’istituto dell’esonero, cioè della possibilità, introdotta nel 2008 e successivamente soppressa, che il dipendente pubblico nel quinquennio precedente alla pensione chieda  di smettere di lavorare in anticipo percependo un salario ridotto. Molto delicato è naturalmente il tema della mobilità, volontaria e obbligatoria, che è adesso disciplinata da norme di legge e contrattuali: si tratta  peraltro di norme, in particolare per quanto riguarda la mobilità collettiva per eccedenza di personale, sostanzialmente già in linea con il settore privato. Per quanto riguarda la mobilità individuale già la legge Brunetta dà la possibilità al ministro della p.a, di procedere con decreto ad attuare i processi di mobilità “anche volontaria” necessari per riequilibrare  gli organici tra le amministrazioni pubbliche.

Accanto alle questioni riguardanti il personale, vi è poi nella proposta Renzi-Madia un lungo elenco di tagli e razionalizzazioni, leggendo il quale, dopo aver apprezzato l’intento generale, non ci si può sottrarre a una certa impressione di approssimazione o di faciloneria. Innanzitutto perché non è evidenziato alcun obiettivo di carattere generale se non quello di operare tagli, mentre sembra essere assente (o comunque non è espresso) un intento strategico, né appare concreta la percezione della differente qualità degli interventi proposti.  Accorpare Aci, Pra e motorizzazione civile è probabilmente opportuno,  così come lo è razionalizzare le autorità portuali, ma non è certamente la stessa cosa la “riorganizzazione strategica  della ricerca pubblica”  che non può essere assolutamente  perseguita semplicemente attraverso processi, seppure in qualche caso forse opportuni, di accorpamento. Così si dica della riorganizzazione del sistema delle autority, che  è sicuramente  necessario (altrettanto dicasi, se non di più, del proliferare delle Agenzie), ma che, come nel caso della ricerca, riguarda una riflessione ampia e seria  su settori  spesso delicatissimi del funzionamento dello Stato, e non può certamente essere assimilato a un accorpamento di uffici. L’impressione è insomma che nell’elenco si siano inserite, forse con l’intento di dimostrare che “vogliamo fare sul serio”, e una certa tendenza bulimica del nuovo esecutivo, cose che proprio non stanno assieme, e la fretta e l’approssimazione, in casi come questi, sono  pessime consigliere.

Accanto ai tagli, vi sono poi diversi “titoli” che riguardano provvedimenti tendenti non solo a semplificare, ma a impedire comportamenti della burocrazia  che possono rallentare o rendere più difficile il processo politico decisionale.  Leggendo l’intento di ridurre il controllo della Ragioneria generale dello Stato (vale a dire del più potente degli apparati statali) al controllo “solo” sui profili di spesa viene spontaneo pensare a Renzi come un coraggioso Davide, cercando di soppesare la portata della sua fionda.

Meno rischiosi, ma altrettanto destinati a seminare  ostacoli sul cammino del governo si può prevedere che saranno la riduzione delle  prefetture  e il ridimensionamento delle camere di commercio. In un altro ambito,  quello  dell’indispensabile ridimensionamento del contenzioso giudiziario, sarebbe forse utile che il governo ripescasse e valorizzasse l’idea dell’arbitrato nelle controversie di lavoro, che si tentò inutilmente di far decollare all’inizio  del decennio scorso.

Una cosa non c’è, infine, nel lungo elenco delle intenzioni di Renzi-Madia: non si parla di contratti né di sistema contrattuale. Si può pensare che il silenzio nasca  dal fatto che il sistema contrattuale esistente va bene così, secondo il governo, o forse che con  l’erogazione degli ottanta euro  ai  bassi redditi la questione-contratti può dirsi archiviata per un bel po’. Non è chiaro quali siano le intenzioni del governo a questo proposito, e anche le dichiarazioni del presidente del Consiglio e della ministra non si sono sbilanciate più che tanto, salvo rinviare la questione alla redazione della prossima legge finanziaria. Sarebbe opportuna, invece, una riflessione su almeno due aspetti Il primo, contingente ma nient’affatto secondario, riguarda il fatto che nessuna intenzione di miglioramento della qualità delle pubblica amministrazione può prescindere da un  efficiente sistema di premi e carriere, e che la situazione è ferma da troppo tempo, in assenza di contratti. A ciò si aggiunga che molti degli interventi promessi dal governo impattano su norme contenute nei contratti collettivi: è intenzione del governo spostare ancor più, dopo Brunetta e Tremonti, il baricentro della disciplina del rapporto di lavoro verso lo strumento legislativo? 

Il secondo aspetto riguarda invece l’impianto stesso del sistema contrattuale pubblico, pensato e nato, negli anni novanta  in condizioni politiche, economiche e finanziarie profondamente diverse da quelle odierne. E’ ragionevole, alle condizioni attuali, tenere in vita un sistema di fatto centralizzato a livello interconfederale? E’ ragionevole pensare che possa riprodursi il tradizionale paradigma per cui si partiva da uno stanziamento di risorse consistente e sostanzialmente uguale per tutto il pubblico impiego, seguito da trattative sostanzialmente “ a fotocopia” gestite a Roma da un unico soggetto datoriale? Oppure perpetuare questo sistema è l’alibi per mantenere il sostanziale congelamento, e la rottamazione di fatto del sistema contrattuale pubblico? Sono domande  alle quali il governo, ma soprattutto i sindacati, una volta superato il disagio  per il progettato dimezzamento dei permessi, dovrebbero saper rispondere.

Mario Ricciardi

Mario Ricciardi

Mario Ricciardi

Docente di Relazioni Industriali all’Università di Bologna

In evidenza

Riforma Pa, Fp Cgil: delega consegna Vigili Fuoco ai prefetti

Vigili del fuoco, due morti in quattro giorni. Vespia: “investire nella prevenzione sanitaria e nel rafforzare l’organico. Bene il governo sul riassetto delle carriere”

24 Luglio 2026
Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

24 Luglio 2026
Metalmeccanici, Rinaudo (Fismic Confsal), energia, giovani e competenze: senza investimenti il rischio è perdere il futuro industriale

Metalmeccanici, Rinaudo (Fismic Confsal), energia, giovani e competenze: senza investimenti il rischio è perdere il futuro industriale

24 Luglio 2026
La filastrocca di Hal

Accordo tra Enel e i sindacati per governare gli effetti dell’IA sul lavoro

24 Luglio 2026
Sanità privata, sindacati e lavoratori in presidio davanti al Ministero: “Basta promesse, rinnovare subito i contratti”

Sanità privata, sindacati e lavoratori in presidio davanti al Ministero: “Basta promesse, rinnovare subito i contratti”

24 Luglio 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi