Poche e lapidarie parole, quelle di Pietro Grasso, presidente del Senato, al termine del colloquio con il capo dello Stato Giorgio Napolitano in apertura delle consultazioni: “Con il presidente abbiamo riscontrato la concorde determinazione della necessità assoluta di dare un governo al Paese”. Per raggiungere questo obiettivo “si percorreranno tutte le strade”, ha aggiunto Grasso.
Dopo di lui toccherà alla presidente della Camera, Laura Boldrini, e, sempre nella mattinata, alle rappresentanze e alle delegazioni dei gruppi “minori” presenti in Parlamento. Nel pomeriggio gli incontri con il leader di Sel Nichi Vendola e con la delegazione di Sinistra ecologia e libertà. A chiudere la giornata Mario Monti e il gruppo di Scelta civica.
Le consultazioni si chiuderanno domani alle 18 con i gruppi del Pd. Pier Luigi Bersani andrà a chiedere un incarico pieno al Quirinale, nonostante alcune voci circolate nelle ultime ore a proposito di un possibile bis del “metodo Grasso”. Lo staff del segretario nega con forza l’ipotesi che il leader Pd vada al Quirinale a proporre un nome diverso dal proprio e, a questo punto, sembra probabile che già giovedì in serata Bersani possa ricevere l’incarico dal presidente della Repubblica. Incarico, però, non vuol dire nomina, come ripete il costituzionalista ed ex senatore Pd Stefano Ceccanti, la vulgata di Montecitorio assicura che il Colle non intende fare salti nel buio e chiederà a Bersani di presentare numeri certi prima della nomina vera e propria a presidente del Consiglio. Numeri che al momento non si vedono, poiché M5S continua a dire no e Lega e Pdl si muovono in coppia. Per questo, qualcuno nel Pd comincia sul serio a pensare di poter applicare il “metodo Grasso”, ovvero proporre per la premiership un nome non di partito, in modo da cercare di attrarre i grillini come accaduto per il presidente del Senato.

























