“Non possiamo lasciarci depredare le fabbriche che ancora esistono nel Mezzogiorno”. Lo sostiene il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, commentando la decisione della Bidgestone di chiudere la sua fabbrica pugliese.
Il sindacalista fa sapere che l’Ugl “farà come sempre il possibile per difendere insieme il lavoro e le attività economiche, perché l’uno e le altre sono interdipendenti”.
“Anche l’incertezza politica e istituzionale che stiamo vivendo dopo le elezioni – sottolinea Centrella – non aiutano il Paese e ancora di meno il Mezzogiorno, perché inducono a scappare dall’Italia quei pochi coraggiosi investitori italiani e stranieri che pur ancora esistono e resistono”. “E’ dall’estate del 2011 – conclude – che l’Ugl lancia allarmi sul rischio desertificazione industriale a cui erano già esposti principalmente i territori più deboli e l’Italia, ma si è preferito dare la precedenza al rigore e ai conti pubblici, quindi alle tasse”. (LF)
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