“La Banca Popolare di Milano continua a lavorare intorno al progetto che vorrebbe portare alla trasformazione dell’azienda da cooperativa in società per azioni, che potremmo definire light, vista l’intenzione di riservare comunque una partecipazione congrua al capitale delle lavoratrici e dei lavoratori”. Lo scrive la Uilca in una nota.
“Ma questa impostazione – si legge – è ancora insufficiente per comprendere pienamente la portata dell’operazione e quale sarebbe il reale ruolo riservato ai lavoratori, in alternativa a quello attuale, che prevede la possibilità di ognuno di partecipare all’elezione del consiglio di sorveglianza tramite il principio del voto capitario (un dipendente un voto), che per noi è prioritario e garanzia del mantenimento dello spirito cooperativistico dell’istituto milanese”.
La Uilca dichiara di “essere sempre disponibile a confrontarsi su proposte innovative, ma respinge qualsiasi tentativo di concentrare la discussione in merito al nuovo progetto su quali e quanti saranno i posti da dividersi nelle strutture di governance”.
“Il ruolo del sindacato, sostiene la Uilca, “non è quello di avere posti negli organismi, ma di avere garanzie che i lavoratori possano continuare a scegliere e non subiscano penalizzazioni, anche di natura economica”.
“Abbandonare – prosegue – il modello cooperativo sarebbe una svolta epocale per cui devono servire ottimi e fondati motivi in termini di convenienza per i lavoratori”. “Oggi sono ancora troppi gli aspetti da chiarire – conclude – per assumere una decisione in tal senso e è basilare che non si disperda il patrimonio di partecipazione dei lavoratori alla vita dell’impresa, ai suoi utili e alla sua governance costruito e sviluppato i tanti anni”. (LF)
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