I vigili del fuoco di tutta Europa si ritroveranno il prossimo 3 novembre a Bruxelles per chiedere più mezzi, più formazione e più tutele nell’ambito della mobilitazione promossa dall’EPSU, l’European Public Service Union, alla quale parteciperà anche la Fns Cisl. La mobilitazione si svolgerà in concomitanza con il Forum europeo della Protezione civile 2026, nel quale, rappresentanti delle istituzioni europee e delle autorità nazionali, discuteranno delle sfide future della protezione civile.
“La Fns Cisl, membro attivo dell’EPSU, da anni porta sui tavoli nazionali ed europei le rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e da tempo partecipa alle iniziative finalizzate a rafforzare la sicurezza degli operatori e la capacità dei sistemi di soccorso, ribadendo con forza che, ad oggi, con oltre 4.000 unità mancanti non si può chiedere al comparto di affrontare le varie criticità esistenti, non da ultima un’emergenza climatica crescente, con risorse insufficienti” afferma il segretario generale Massimo Vespia.
“La mobilitazione del 3 novembre arriva, infatti, in un momento nel quale cambiamento climatico, incendi boschivi ed eventi estremi stanno aumentando la pressione sui servizi di emergenza, mentre gli organici dei Vigili del Fuoco continuano a registrare pesanti criticità. Secondo i dati richiamati dall’EPSU, il numero dei Vigili del Fuoco professionisti in Europa è passato da 390.600 nel 2024 a 372.400 nel 2025, con una riduzione di circa 18.000 unità. E l’Italia non è immune da questa situazione. I dati della pianificazione del personale del Corpo Nazionale evidenziano 36.321 unità effettive a fronte di una dotazione prevista di 40.707, con una carenza di 4.386 unità, pari a circa il 10,8%: numeri, questi, che non possono essere considerati semplicemente una questione amministrativa – sottolinea Vespia – perché dietro ogni posto vacante ci sono turni da coprire, servizi da garantire, lavoratrici e lavoratori sottoposti a maggiore pressione e una capacità operativa che rischia di essere messa a dura prova”.
“Da qui il sostegno della Fns Cisl alle richieste avanzate dall’EPSU: più vigili del fuoco professionisti a tempo pieno, una capacità nazionale minima di risposta alle emergenze, standard comuni di formazione, esercitazioni transfrontaliere, maggiore interoperabilità e soprattutto più attenzione alla salute e alla sicurezza degli operatori. Ma, se, da una parte, condividiamo la necessità di rafforzare il sistema europeo di protezione civile e la cooperazione tra gli Stati, dall’altra, evidenziamo un principio fondamentale: la solidarietà europea non può sostituire la responsabilità dei singoli Paesi nel garantire adeguate capacità nazionali di soccorso. La nostra Federazione partecipa alle iniziative europee proprio per far arrivare la voce dei vigili del fuoco italiani nei luoghi nei quali vengono discusse le politiche che riguardano sicurezza, emergenze e protezione civile. Non chiediamo slogan – conclude –. Chiediamo che alle emergenze corrispondano investimenti, che alla crescita dei rischi corrisponda una crescita delle capacità operative e che alla professionalità dei vigili del fuoco corrispondano condizioni di lavoro adeguate e sicure” ha concluso Vespia.



























