Dopo le elezioni subito un ‘tavolo’ con le istitutuzioni e le autorita’. Sono tredici pagine quelle in cui il presidente dell’Abi Antonio Patuelli riassume le linee programmatiche per i prossimi due anni, con alcune priorita’. In particolare nel programma diffuso attraverso il sito dell’Abi, Patuelli spiega che Palazzo Altieri ”rafforzera’ la collaborazione con le altre Associazioni di impresa, valorizzando l’esperienza fin qui fatta individuando anche forme piu’ strutturate e sistematiche di consultazione e confronto”, un percorso gia’ intrapreso dalla precedente presidenza. Tutto cio’ anche al fine di promuovere, subito dopo il risultato elettorale, un ”tavolo” con le ”competenti Istituzioni e le Autorita’ volto a individuare soluzioni che, anche attraverso la rimozione delle numerose penalizzazioni cui oggi sono soggette le banche italiane, possano liberare risorse per l’erogazione del credito e il finanziamento della crescita”. In questo modo l’Abi ”consolidera’ – si legge nel documento – lo sforzo finora intrapreso e che ha consentito di affermare l’idea che le imprese bancarie e le altre imprese produttive non si muovono su fronti contrapposti, ma perseguono interessi comuni per cui il buon andamento dell’attivita’ delle prime riverbera i suoi effetti sulle seconde e viceversa”. Sul fronte dei consumatori, Palazzo Altieri ”proseguira’ il positivo confronto con le Associazioni rappresentative dei consumatori secondo lo schema dei tavoli ‘multi stakeholder valorizzando la convergenza di interessi sperimentata con successo nell’iniziativa ”Trasparenza semplice”. Patuelli ricorda inoltre che ”tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 l’Abi aveva portato avanti l’iniziativa dell’agenda digitale delle imprese bancarie, nei prossimi mesi l’Associazione ne curera’ – per gli aspetti di sua competenza – l’implementazione. A fronte di un contesto che vede compressa la redditivita’ del modello di banca commerciale, Abi promuovera’ una riflessione sulle azioni che le imprese bancarie possono implementare per rivitalizzare questo modello virtuoso di banca, che si basa sul supporto allo sviluppo dell’economia reale”.
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