SEDE CONSULTIVA
Giovedì 11 ottobre 2012. — Presidenza del presidente Silvano MOFFA.
La seduta comincia alle 12.35.
DL 158/2012 Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute.
C. 5440 Governo.
(Parere alla XII Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con condizioni).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta di ieri.
Silvano MOFFA, presidente, avverte che il testo del provvedimento, come risultante al termine dell’esame degli emendamenti, è stato trasmesso da parte della Commissione di merito ai fini dell’espressione del prescritto parere.
Nedo Lorenzo POLI (UdCpTP), relatore, preso atto del contenuto del decreto-legge in titolo, come risultante dagli emendamenti approvati dalla Commissione di merito, presenta una proposta di parere favorevole con condizioni, che illustra dettagliatamente.
Cesare DAMIANO (PD), nell’apprezzare il lavoro svolto dal relatore, intende soffermarsi esclusivamente sul contenuto dell’articolo 4, comma 3-ter, del testo trasmesso dalla Commissione di merito, che giudica di una gravità inaudita, atteso che esso sembra prefigurare un regime normativo di accesso privilegiato alla pensione anticipata per il personale del Servizio Sanitario Nazionale, in deroga a quanto previsto per tutti gli altri dipendenti del comparto pubblico, oltre che del settore privato. Ritiene, dunque, indispensabile che la Commissione – approvando la condizione soppressiva della citata disposizione, inserita nella proposta di parere del relatore – intervenga con fermezza sul punto rivendicando le proprie competenze in materia, non essendo accettabile che ciascuna Commissione di settore promuova continue deroghe al regime previdenziale generale, limitatamente al personale di proprio riferimento, impedendo alla XI Commissione di svolgere una funzione di omogeneizzazione, che non può esserle sottratta con interventi di questa natura.
Si chiede come sia stato possibile che la XII Commissione abbia introdotto una norma di questa portata nel provvedimento in esame, tenuto anche conto che il Governo ha sempre manifestato forti perplessità inerenti ai profili di copertura finanziaria degli interventi derogatori in materia previdenziale, da ultimo con riferimento al progetto di legge in favore dei cosiddetti «esodati».
Giudica, infatti, incomprensibile che si possa ipotizzare un consenso dell’Esecutivo sulla norma in discussione, se lo stesso Governo, a proposito del richiamato provvedimento sugli «esodati», ha paventato il rischio di una destrutturazione della recente riforma previdenziale.
In considerazione di tali elementi, chiede quindi al relatore – che già prospetta la soppressione della citata disposizione – se sia possibile specificare, nella parte premissiva della sua proposta di parere, la netta contrarietà della XI Commissione rispetto al citato articolo 4, comma 3-ter, affinché la stessa Commissione, in piena dignità, si riappropri del suo ruolo di garante dei diritti dei lavoratori e configuri per essi una disciplina di accesso alla pensione non discriminatoria e omogenea.
Giuliano CAZZOLA (PdL), nel giudicare condivisibili le argomentazioni svolte dal deputato Damiano, auspica che le indicazioni contenute nella proposta di parere del relatore – sulle quali ritiene di poter concordare – possano favorire un ripensamento della Commissione di merito sul testo in esame.
Silvano MOFFA, presidente, confidando che il relatore possa sottolineare, nelle premesse del proprio parere, la netta contrarietà della Commissione alla parte del provvedimento volta a riconoscere un regime previdenziale privilegiato per i dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale, fa notare che la copertura finanziaria che il provvedimento in esame prefigura per un simile intervento appare inadeguata e non del tutto attendibile, in quanto fa riferimento, per fronteggiare il pensionamento anticipato dei singoli dipendenti, alle risorse che sarebbero risparmiate attraverso un meccanismo che obbligherebbe le amministrazioni interessate, per un minimo di tre anni, a rendere non disponibile una posizione di corrispondente livello nella propria dotazione organica.
Massimiliano FEDRIGA (LNP) chiede se sia possibile modificare la proposta di parere formulata dal relatore, indicando in modo esplicito la contrarietà della Commissione rispetto al provvedimento nel suo complesso.
Silvano MOFFA, presidente, nel far notare al deputato Fedriga che la Commissione è chiamata a pronunciarsi sugli aspetti di suo diretto interesse presenti nel provvedimento e che tali aspetti non sembrerebbero, a giudizio del relatore, indurre a proporre un parere complessivamente contrario sul testo, osserva che sarà in ogni caso possibile – nell’esprimere un parere favorevole – condizionare tale orientamento all’accoglimento di precise richieste modificative, che la Commissione di merito dovrebbe avere una certa difficoltà a non recepire.
Massimiliano FEDRIGA (LNP), pur prendendo atto dei chiarimenti resi dal presidente, fa notare che sul testo in esame si profila l’ipotesi della posizione della questione di fiducia da parte del Governo, con conseguente rischio di una «blindatura» del provvedimento e, dunque, dell’impossibilità di apportarvi modifiche. Si dichiara, pertanto, convinto della necessità che il relatore proponga alla Commissione l’espressione di un parere contrario sull’intero provvedimento.
Silvano MOFFA, presidente, evidenziato che l’eventuale posizione della questione di fiducia da parte del Governo difficilmente potrà discostarsi dai più pregnanti rilievi formulati dalle Commissioni competenti in sede consultiva, di cui occorrerà tenere conto nella definitiva stesura dell’articolato, osserva che è comunque rimesso al relatore il compito di presentare alla Commissione una proposta di parere, che deve tendenzialmente concentrarsi sulle parti del provvedimento di più immediata competenza della Commissione: in questo caso, lo stesso relatore ha ritenuto che vi siano i margini per un orientamento favorevole della Commissione stessa, benché fortemente condizionato all’adozione di specifiche modifiche al testo.
Nedo Lorenzo POLI (UdCpTP), relatore, alla luce del dibattito svolto, presenta una nuova versione della sua proposta di parere favorevole con condizioni, nella quale dichiara di avere ritenuto opportuno modificare la parte premissiva, in relazione alle norme sul pensionamento anticipato del personale del SSN, nonché la formulazione delle condizioni di cui ai punti 6) e 7), attesa l’esigenza di coordinare il contenuto degli articoli 4-bis e 15-ter del testo risultante dagli emendamenti approvati dalla Commissione di merito.
Massimiliano FEDRIGA (LNP), preso atto che il relatore non ha inteso formulare un orientamento contrario sul provvedimento nel suo complesso, preannuncia che il suo gruppo, di conseguenza, non potrà che votare contro la proposta di parere del relatore, pur dichiarando di condividere integralmente le condizioni in essa contenute.
La Commissione approva, quindi, la nuova versione della proposta di parere favorevole con condizioni del relatore.
La seduta termina alle 13.
SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 10 ottobre 2012. — Presidenza del presidente Silvano MOFFA.
La seduta comincia alle 15.05.
Promozione a titolo onorifico ai militari profughi a seguito dell’applicazione del trattato di Parigi del 10 febbraio 1947.
C. 4994 Villecco Calipari.
(Parere alla IV Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con condizione).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 4 ottobre 2012.
Antonino FOTI (PdL), relatore, alla luce del dibattito finora svolto, presenta una proposta di parere favorevole con condizione (vedi allegato), di cui illustra il contenuto.
Elisabetta RAMPI (PD) prende atto che il relatore ha recepito nella proposta di parere favorevole con condizione i rilievi da lei svolti nel corso del dibattito.
Teresa BELLANOVA (PD) preannuncia il suo voto contrario sulla proposta di parere favorevole con condizione formulata dal relatore.
Donella MATTESINI (PD) dichiara il suo voto contrario sulla proposta di parere favorevole con condizione del relatore.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole con condizione formulata dal relatore.
DL 158/2012 Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute.
C. 5440 Governo.
(Parere alla XII Commissione).
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 4 ottobre 2012.
Silvano MOFFA, presidente, in sostituzione del relatore, fa presente che si sta concludendo proprio in questi momenti, presso la Commissione di merito, l’esame degli emendamenti riferiti al provvedimento in titolo, segnalando che nel frattempo sono già intervenute talune importanti modifiche al testo, sulle quali sarebbe opportuno sin d’ora svolgere adeguate riflessioni, attesa la significativa implicazione delle norme introdotte nelle materie di competenza della XI Commissione.
Considerato, infatti, che nella giornata di domani – a causa del previsto andamento dei lavori parlamentari – il tempo per l’approvazione del parere di competenza sarà limitatissimo, avverte che illustrerà da subito le principali modifiche apportate al testo in esame con i predetti emendamenti, in modo da poter svolgere oggi il dibattito in Commissione, lasciando alla giornata di domani esclusivamente la fase dello svolgimento delle dichiarazioni di voto sulla proposta di parere, che il relatore si riserva di presentare nel seguito dell’esame.
Passando, quindi, alle novità introdotte nel testo, per quanto concerne i profili di interesse, rileva anzitutto che, a seguito di un emendamento approvato presso la Commissione di merito, è previsto che il limite massimo di età per il collocamento a riposo dei dirigenti medici e sanitari del Servizio sanitario nazionale, ivi compresi i responsabili di struttura complessa e i ricercatori universitari, sia stabilito al compimento del sessantasettesimo anno di età; tuttavia, su proposta dell’azienda, acquisito l’assenso dell’interessato, il predetto limite può essere elevato fino al settantesimo anno di età, (in tal caso, la permanenza in servizio del dirigente interessato deve avvenire senza che l’azienda aumenti il numero complessivo dei propri dirigenti).
Sempre in tema di accesso al trattamento pensionistico, osserva, inoltre, che, sulla base delle modifiche introdotte dall’emendamento testé richiamato, i dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale che risultino in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi i quali (ai fini del diritto all’accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico in base alla disciplina vigente prima dell’entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, 214) 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. n. avrebbero comportato la decorrenza del trattamento entro il 31 dicembre 2014, possono richiedere l’accesso al trattamento pensionistico anticipato entro tale data, con il riconoscimento di un periodo aggiuntivo fino a 30 mesi.
Inoltre, fa notare che l’emendamento prevede che l’azienda sanitaria, ove conceda il collocamento a riposo con il predetto beneficio, sia obbligata a rendere non disponibile un posto di corrispondente livello nella dotazione organica per un periodo minimo di tre anni e comunque possa procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato nel limite massimo del 20 per cento del personale cessato dal servizio nell’anno immediatamente precedente. Rileva che si dispone, quindi, che al personale di cui alla citata disposizione il trattamento di fine rapporto sarà corrisposto alla data in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione dello stesso secondo le 201 del 2011 e disposizioni di cui all’articolo 24 del citato decreto-legge n. sulla base di quanto stabilito dall’articolo 1, comma 22, del decreto-legge 13 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre agosto 2011, n. 148.
Fa presente che il contenuto di tali disposizioni si intreccia con quello di altri interventi normativi all’attenzione della Commissione proprio in queste ore (in materia di deroghe alla disciplina vigente sull’accesso ai trattamenti pensionistici), in relazione ai quali ci si sta confrontando seriamente con il Governo, soprattutto in vista del reperimento delle risorse necessarie alla copertura degli oneri finanziari conseguenti.
Rileva, infine, che, tra le modifiche apportate al testo, vi è anche una previsione in tema di proroga dei contratti a tempo determinato del personale del Servizio Sanitario Nazionale, ivi compresi quelli dei dirigenti, in considerazione della necessità di garantire la costante erogazione dei servizi sanitari e il rispetto dei livelli essenziali di assistenza, nel rispetto dei vincoli finanziari che limitano, per il Servizio Sanitario Nazionale, la spesa di personale e il regime delle assunzioni.
Sulla base delle nuove disposizioni testé richiamate, ritiene utile, quindi, avviare una discussione in Commissione, rimettendo al relatore, in ogni caso, il compito di valutare qualsiasi altra eventuale novità apportata al testo in sede referente, ai fini dell’elaborazione della proposta di parere.
Amalia SCHIRRU (PD) giudica in termini favorevoli l’impianto complessivo del provvedimento, pur sottolineando taluni aspetti meritevoli di approfondimento sui quali ritiene ragionevole svolgere alcune considerazioni di merito. Ritiene opportuno, innanzitutto, rafforzare il servizio di assistenza territoriale deputato alle cure primarie delle persone, in accordo con i soggetti istituzionali competenti, facendo notare che l’esigenza di assicurare prestazioni omogenee in tutto il Paese richiede la messa a disposizione di risorse adeguate e la valorizzazione di figure professionali qualificate e in possesso di una adeguata formazione. Giudica necessario, a tale riguardo, avviare una proficua interlocuzione con i comuni – anche i più piccoli – nell’ottica di realizzare un sistema integrato di assistenza che faccia fronte a qualsiasi evenienza sanitaria in tutto il territorio nazionale, superando quei vuoti di organico o quelle situazioni di precarietà che connotano taluni importanti servizi di guardia medica. Valutata favorevolmente la parte del provvedimento inerente alla materia dell’attività libero-professionale intramuraria, laddove si mira anche a rendere possibile un effettivo controllo del numero delle prestazioni rese dal professionista in tale regime, si sofferma sull’esigenza di prevedere, anche attraverso una implementazione delle risorse, un aggiornamento dei LEA, in previsione di una migliore cura delle malattie rare, rispetto alle quali, al contrario, denota un evidente taglio di spese. Espresso un orientamento positivo sulle norme di razionalizzazione degli enti sanitari, manifesta una certa perplessità sulle modifiche apportate al testo nel corso dell’esame degli emendamenti, soprattutto con riferimento a quelli che incidono sulla materia previdenziale. Ritiene incongruo prefigurare per le figure professionali sanitarie un percorso previdenziale differenziato, in deroga a quanto previsto dalla disciplina vigente, laddove esso non sia giustificato dall’esigenza – in tal caso comprensibile – di salvaguardare i lavoratori più in difficoltà, in connessione, ad esempio, con la natura usurante della prestazione svolta. Si riserva, in ogni caso, di formulare ulteriori osservazioni nel prosieguo del dibattito, anche alla luce della proposta di parere che il relatore presenterà.
Giuliano CAZZOLA (PdL), soffermandosi sulle modifiche apportate al testo in esame, concernenti profili di interesse della Commissione, osserva che, mentre potrebbero risultare in parte persino comprensibili le disposizioni che tendono ad elevare i limiti di età per i dirigenti medici, a fronte dell’esigenza di provvedere ad una equiparazione dei requisiti anagrafici per l’intero comparto pubblico, in continuità con quanto già previsto dall’ordinamento, appaiono ingiustificate le disposizioni in materia di pensionamento anticipato dei dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale, potenzialmente suscettibili, a suo avviso, di determinare una profonda discrepanza all’interno dell’attuale quadro giuridico previdenziale. Giudica incongruo, infatti, concedere ai lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale di accedere alla pensione secondo criteri assimilabili sostanzialmente a quelli del previgente sistema delle quote, laddove, per l’intero settore pubblico una disposizione di tale portata è prevista esclusivamente come strumento per la gestione degli esuberi. Fatto notare, peraltro, che una tutela specifica per i lavoratori del comparto sanitario adibiti a lavoro notturno potrebbe derivare automaticamente dall’applicazione delle norme in materia di lavori usuranti, auspica che su tale importante tematica la Commissione possa far sentire con forza la propria voce – anche alla luce degli approfondimenti svolti sulla questione dei cosiddetti «esodati» – eventualmente esprimendo un parere che contenga questi rilievi.
Silvano MOFFA, presidente, condivide l’esigenza che la Commissione si pronunci con decisione, sulla base di una posizione unanime già manifestata in occasione dell’esame del provvedimento sui cosiddetti «esodati», facendo notare che le disposizioni in questione appaiono fortemente criticabili laddove fanno dipendere la possibilità di uscita dal lavoro non più dalla discrezionalità dell’amministrazione, bensì dalla volontà del dipendente, configurando un diritto in capo a quest’ultimo.
Luigi BOBBA (PD) si chiede ironicamente a quali conseguenze istituzionali estreme potranno mai portare le norme previdenziali in discussione, tenuto conto che, già in occasione dell’esame di altri provvedimenti da parte della XI Commissione, dall’effetto sicuramente meno dirompente per il sistema pensionistico, si è giunti a paventare le dimissioni del Ministro Fornero.
Silvano MOFFA, presidente, nel ribadire la sua convinzione circa l’esigenza che la Commissione si pronunci a pieno titolo sull’argomento previdenziale, rimette alla sensibilità del relatore il compito di valutare tale esigenza, nella prospettiva di riaffermare un principio di salvaguardia di quei lavoratori posti in difficoltà dalla recente riforma pensionistica.
Rinvia, infine, il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.30.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 10 ottobre 2012.
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.30 alle 15.40.
COMITATO DEI NOVE
Martedì 9 ottobre 2012.
Modifiche alla vigente normativa in materia di requisiti per la fruizione delle deroghe in materia di accesso al trattamento pensionistico.
C. 5103-5236-5247-A.
Il comitato dei nove si è riunito dalle 10.40 alle 10.50 e dalle 14.40 alle 15.25.
SEDE REFERENTE
Martedì 9 ottobre 2012. — Presidenza del presidente Silvano MOFFA. — Interviene il viceministro del lavoro e delle politiche sociali, Michel Martone.
La seduta comincia alle 14.05.
Modifiche dell’ordinamento e della struttura organizzativa degli enti previdenziali.
C. 5463 Moffa.
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento in titolo.
Nedo Lorenzo POLI (UdCpTP), relatore, osserva che la proposta di legge in esame sostituisce l’articolo 3 del decreto 479 del 1994, concernente l’ordinamento e la struttura legislativo n. organizzativa degli enti pubblici previdenziali: il provvedimento, in particolare, modifica i principi generali ai quali i regolamenti interni di organizzazione devono uniformarsi, rivedendo composizione e funzioni degli organi di governance.
Al riguardo ricorda, in via preliminare, che la disciplina degli enti previdenziali pubblici negli ultimi anni è stata caratterizzata da un progressivo accorpamento degli enti rimasti pubblici a seguito della privatizzazione delle casse professionali; tale processo è giunto a compimento con il decreto-legge n. del 2011, che, nel disporre la soppressione di INPDAP ed ENPALS (e il conseguente trasferimento delle funzioni all’INPS) ha lasciato in vita unicamente INPS e INAIL. Per quanto concerne la governance degli enti, rammenta altresì che la disciplina di base, recata dall’articolo 3 del decreto 479 del 1994 (che individuava quali organi il presidente, il legislativo n. consiglio di amministrazione, il consiglio di indirizzo e vigilanza, il collegio dei sindaci ed il direttore generale), è stata ampiamente rivista dal 78 del 2010, che – in particolare – ha sostanzialmente decreto-legge n. convogliato nella figura del solo presidente le funzioni facenti capo fino a quel momento al presidente e al consiglio di amministrazione (conseguentemente soppresso), configurando quindi un organo monocratico al vertice degli Istituti. Per quanto attiene, invece, alla composizione dei consigli di indirizzo e sorveglianza, dei comitati amministratori delle gestioni, fondi e casse, nonché 78 del dei comitati regionali e provinciali, ricorda che il decreto-legge n. 2010 ha disposto una riduzione del numero dei componenti non inferiore al 30 per cento.
Passando, più specificamente, ai contenuti del provvedimento in esame, rileva che per quanto concerne gli organi degli enti si prevede in primo luogo la soppressione del presidente quale organo monocratico, con il conseguente trasferimento delle funzioni ad esso attualmente attribuite al consiglio di amministrazione e al consiglio di strategia e controllo; vengono, poi, riviste composizione e funzioni del consiglio di strategia e controllo (che sostituisce l’attuale consiglio di indirizzo e vigilanza), del collegio dei sindaci e del direttore generale; infine, viene prevista la creazione di un organismo indipendente di valutazione.
Fa presente che la proposta configura il consiglio di amministrazione come composto da cinque membri, che eleggono al proprio interno un presidente, con funzione di rappresentanza legale dell’ente; i componenti del consiglio di amministrazione, scelti in base a criteri di alta professionalità, di capacità manageriale e di qualificata esperienza nell’esercizio di funzioni attinenti al settore operativo dell’ente, sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, emanato su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con il consiglio di strategia e di controllo e previa acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari. Evidenzia che il consiglio di amministrazione predispone i piani pluriennali, i criteri generali dei piani di investimento e disinvestimento, il bilancio preventivo e il conto consuntivo; approva i piani annuali nell’ambito della programmazione; delibera i piani d’impiego dei fondi disponibili e gli atti individuati nel regolamento interno di organizzazione e funzionamento; delibera il regolamento organico del personale, trasmette trimestralmente al consiglio di strategia e di controllo una relazione sull’attività svolta. Sottolinea, quindi, che al consiglio di amministrazione spetta la nomina dei componenti dell’organo di controllo interno (potere attualmente riservato al Presidente), d’intesa con il consiglio di strategia e controllo.
Si sofferma, poi, sul consiglio di strategia e controllo, composto da 12 membri, di cui cinque in rappresentanza delle confederazioni sindacali dei lavoratori dipendenti maggiormente rappresentative sul piano nazionale, e cinque in rappresentanza delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi maggiormente rappresentative sul piano nazionale; il consiglio di strategia e controllo sostituisce l’attuale consiglio di indirizzo e vigilanza, composto da 24 membri. Osserva che i componenti del consiglio di strategia e controllo sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, tra soggetti con specifica competenza ed esperienza maturate in posizioni di responsabilità e non devono ricoprire o avere ricoperto negli ultimi tre anni incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici. Per quanto riguarda le funzioni dell’organo (determinazione degli obiettivi strategici pluriennali; emanazione delle direttive di carattere generale relative all’attività dell’ente; approvazione in via definitiva del bilancio preventivo e del conto consuntivo, nonché dei piani pluriennali e dei criteri generali dei piani di investimento e disinvestimento), segnala che restano sostanzialmente confermate quelle attualmente attribuite al consiglio di indirizzo e vigilanza; viene poi stabilito che il possesso dei requisiti per la nomina a componente del consiglio di amministrazione e del consiglio di strategia e controllo deve essere comprovato da apposito curriculum (da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale); inoltre, viene prevista l’incompatibilità tra la carica di consigliere di amministrazione e quella di componente del consiglio di strategia e di controllo.
Fa notare che il provvedimento rafforza anche la figura del direttore generale (sempre nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del consiglio di amministrazione, come attualmente previsto), sancendone la partecipazione, con voto consultivo, alle sedute del consiglio di amministrazione e specificando che ad esso competono la gestione dell’ente e il conferimento e la revoca dei dirigenti generali; la sua durata in carica è definita nel provvedimento di nomina ed è, normalmente, di 5 anni.
Sottolinea che il collegio dei sindaci viene ridotto a tre membri (dagli attuali sette), di cui uno in rappresentanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e uno in rappresentanza del Ministero dell’economia e delle finanze; il presidente del collegio dei sindaci deve essere iscritto nel registro dei revisori contabili, con specifica esperienza nell’esercizio della funzione in ambito pubblico, e può anche non essere un dipendente pubblico, mentre i suoi componenti devono essere dirigenti delle amministrazioni pubbliche rappresentate. Ricorda, poi, che per il collegio dei sindaci dell’INPS e dell’INAIL sono nominati due membri supplenti e che lo stesso provvedimento specifica le funzioni del collegio, prevedendo che ad esso competa (oltre alle funzioni di cui all’articolo 2043 del codice civile) la vigilanza sulla legittimità e sulla regolarità contabili di tutte le gestioni amministrate dall’ente.
Segnala che, per quanto riguarda la durata degli organi, il provvedimento conferma la disciplina vigente (comma 8), in base alla quale durano in carica quattro anni e possono essere confermati una sola volta; esso dispone, inoltre, l’istituzione dell’organismo interno di valutazione (già 150 del previsto per le amministrazioni pubbliche dal decreto legislativo n. 2009, cosiddette «riforma Brunetta»), con il compito di definire il sistema della valutazione della performance: i componenti dell’organismo indipendente di valutazione devono avere elevate professionalità ed esperienza, maturate nel campo del management, della valutazione della performance e della valutazione del personale delle amministrazioni pubbliche. Fa notare che essi non possono essere nominati tra soggetti che rivestono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali, ovvero che hanno rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni, ovvero che hanno rivestito simili incarichi o cariche o che hanno avuto simili rapporti nei tre anni precedenti la designazione. Sottolinea, poi, che l’organismo indipendente di valutazione è nominato dal consiglio di amministrazione, d’intesa con il consiglio di strategia e di controllo, ed è composto da tre membri, di cui uno esterno all’ente, con funzione di presidente, e due provenienti dalla dirigenza di prima fascia dell’ente, collocati fuori ruolo.
Infine, osserva che il provvedimento prevede che ai componenti del consiglio di amministrazione, del consiglio di strategia e di controllo e al presidente del collegio dei sindaci dell’ente è dovuto, per l’esercizio delle funzioni inerenti alla carica, un emolumento onnicomprensivo (attualmente previsto per il solo Presidente) stabilito con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
Per quanto concerne, dunque, il prosieguo dell’esame, considerato che risultano in corso di presentazione altre proposte di legge vertenti sulla medesima materia, propone di attendere che queste vengano effettivamente assegnate alla Commissione e possano, conseguentemente, essere abbinate al progetto di legge in titolo, al fine di poter avviare la discussione avendo chiaro il quadro complessivo delle proposte medesime.
Silvano MOFFA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, ritiene che si possa procedere nel senso appena indicato dal relatore, a condizione che le preannunciate, ulteriori, proposte di legge sull’argomento siano assegnate alla Commissione entro la metà della prossima settimana; in caso contrario, la Commissione stessa – considerati anche i tempi di programmazione previsti per l’Assemblea – dovrà procedere senza indugi con l’esame del provvedimento in titolo.
La Commissione conviene.
Silvano MOFFA, presidente, rinvia, quindi, il seguito dell’esame ad altra seduta.
78 del 2010, Modifiche all’articolo 12 del decreto-legge n. 122 del 2010, in materia di convertito, con modificazioni, dalla legge n. ricongiunzione onerosa dei contributi previdenziali.
C. 3693 Gnecchi, C. 5215 Santelli e C. 5219 Fedriga.
(Seguito dell’esame e rinvio – Nomina di un comitato ristretto).
La Commissione prosegue l’esame dei provvedimenti in titolo, rinviato nella seduta del 3 ottobre 2012.
Silvano MOFFA, presidente e relatore, ricorda che nella scorsa settimana la Commissione ha acquisito dal Governo dati ed elementi conoscitivi sulla potenziale platea dei soggetti beneficiari dei provvedimenti in esame, unitamente ai conseguenti oneri finanziari.
Preso atto che i gruppi hanno approfondito detta documentazione e che, pertanto, vi è ora l’esigenza di verificare la possibile unificazione – in tempi rapidi – dei progetti di legge in esame, propone di procedere alla nomina di un comitato ristretto per lo svolgimento dell’ulteriore istruttoria legislativa sulle proposte di legge nn. 3693, 5215 e 5219.
La Commissione delibera di nominare un comitato ristretto, riservandosi la presidenza di indicarne i componenti sulla base delle designazioni dei gruppi.
Marialuisa GNECCHI (PD) ricorda che i provvedimenti in titolo intervengono su problematiche che presentano un’urgenza pari a quella dei progetti di legge concernenti i cosiddetti «esodati».
Silvano MOFFA, presidente, nell’auspicare che i lavori del comitato ristretto appena nominato, vista l’urgenza di intervenire sull’argomento, si possano concludere già entro la prossima settimana, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.30.


























