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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

17 Luglio 2012
in Camera

SEDE REFERENTE
Mercoledì 18 luglio 2012. – Presidenza del presidente Silvano MOFFA. – Interviene il viceministro del lavoro e delle politiche sociali, Michel Martone.
La seduta comincia alle 13.40.  
Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi e di estensione del diritto alla pensione supplementare.
Nuovo testo unificato C. 3871 Gnecchi, C. 4260 Cazzola, C. 4384 Poli.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta dell’11 luglio 2012.  
Silvano MOFFA, presidente, avverte che – rispetto alle proposte emendative già pubblicate in occasione della precedente seduta, nella quale è stato differito il relativo termine – sono stati nel frattempo presentati ulteriori emendamenti al nuovo testo unificato delle proposte di legge in titolo, adottato come testo base.
Paola PELINO (PdL), relatore, fa presente che, da una prima valutazione degli emendamenti presentati, si evince la necessità di compiere una verifica sotto il profilo finanziario di taluni aspetti del testo e delle possibili novità che potrebbero essere in esso introdotte, in caso di approvazione delle diverse proposte emendative. Al riguardo, osserva che è in corso un accertamento di natura tecnica da parte degli organismi competenti, al cui esito sarà necessario rinviare ogni valutazione, per la definizione più puntuale delle questioni in campo. Auspica, pertanto, che il Governo supporti adeguatamente tale importante iniziativa parlamentare, anche mediante un eventuale incontro di natura tecnica, che preceda la prossima seduta dedicata a tale argomento.
Il viceministro Michel MARTONE 201 del 2011); al riguardo, peraltro, avverte che il suo dicastero tiene a comunicare che – nonostante alcune interessanti innovazioni apportate e nel condividere le finalità perseguite dalla proposta di legge in questione, compatibilmente con i limiti delle scelte operate dal Governo in materia previdenziale e di contenimento della spesa pubblica – è tuttora in corso di definizione una attenta valutazione dei competenti uffici tecnici, essendo la materia potenzialmente in grado di produrre oneri, che vanno quantificati e valutati con l’ausilio dell’INPS. fa presente che il Governo prende atto del positivo lavoro svolto dalla Commissione sul nuovo testo unificato, volto ad allineare la disciplina del cumulo dei periodi assicurativi alle novelle introdotte con il decreto-legge cosiddetto «Salva Italia» (e, in particolare, con l’articolo 24 del predetto decreto-legge n.
Osserva, dunque, che si tratta di consentire al Ministero, sulla base dei dati finanziari che saranno forniti a breve dall’INPS, di avere una quadro più chiaro sugli aspetti relativi alla copertura finanziaria, atteso anche che la clausola di invarianza degli oneri, di cui all’articolo 4, non è certo che possa considerarsi assolutamente «pacifica». Rileva, tra l’altro, che – considerato che il provvedimento contiene una delega legislativa e non può, quindi, essere approvato in sede legislativa e che risulta del tutto verosimile che esso non possa essere calendarizzato prima del prossimo mese di settembre – appare quanto mai opportuno che l’esame del provvedimento e dei relativi emendamenti venga rinviato ad altra seduta, anche al fine di approfondire i predetti aspetti di natura finanziaria: in tal senso, si dichiara disponibile a prevedere con la Commissione un preliminare confronto di natura tecnica.  
Massimiliano FEDRIGA (LNP) dichiara di non comprendere le ragioni per le quali il Governo non sia ancora in grado di esprimere una posizione precisa sul testo in esame, ricordando che su di esso, già nella scorsa seduta, è stato chiesto un rinvio dell’esame, proprio al fine di consentire all’Esecutivo di svolgere i necessari approfondimenti. Fa notare, quindi, che le uniche novità nel frattempo intervenute sono rappresentate da pochi emendamenti, presentati prevalentemente dal suo gruppo, che ripropongono questioni connesse alla ricongiunzione onerosa di posizioni contributive presso diverse gestioni, ormai note da tempo. Considerato che tali proposte erano contenute in un progetto di legge, a sua prima firma, precedentemente abbinato agli altri provvedimenti in esame, giudica incomprensibile un ulteriore slittamento dell’esame, dichiarandosi stupito che l’INPS non abbia ancora fornito i dati necessari, a distanza di una settimana dalla richiesta da parte del Governo: a tale scopo, peraltro, chiede al rappresentante del Governo di conoscere la data nella quale tale richiesta è stata formulata all’Istituto dal competente dicastero.
Il viceministro Michel MARTONE fa presente che l’INPS, che è stato tempestivamente sollecitato sul tema da parte del suo dicastero, ha fornito ampie rassicurazioni circa la trasmissione, in tempi brevi, dei dati di carattere finanziario, che saranno necessari anche al fine di definire al meglio la posizione del Governo sul testo e sugli emendamenti presentati.
Massimiliano FEDRIGA (LNP), nel confermare il proprio disappunto per la mancata acquisizione – pur a fronte di un ampio margine temporale a disposizione – di una posizione definitiva del Governo sul provvedimento, manifesta l’esigenza di procedere tempestivamente con l’esame del nuovo testo unificato da parte della Commissione, concludendo l’esame degli emendamenti prima della prevista sospensione estiva dei lavori parlamentari, anche al fine di consentirne la trasmissione alle altre Commissioni per l’espressione dei prescritti pareri e favorirne la calendarizzazione in Assemblea per il mese di settembre.
Marialuisa GNECCHI (PD), pur osservando che il suo gruppo concorda con l’esigenza di procedere celermente lungo l’iter di esame di un provvedimento importante e molto atteso, ritiene comprensibile che il Governo intenda svolgere ulteriori accertamenti di natura tecnica con gli organismi competenti, considerato che spesso, in materia previdenziale, i riscontri sulla sostenibilità finanziaria di taluni interventi normativi sono apparsi contraddittori e discutibili, richiedendo approfondimenti adeguati e complessi. Auspica, in ogni caso, che tale supplemento di istruttoria si concluda entro i primi giorni della prossima settimana, affinché si possa giungere in tempi rapidi all’approvazione del provvedimento da parte della Commissione.
Silvano MOFFA, presidente, preso atto degli orientamenti sinora emersi, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.55.  

RISOLUZIONI
Mercoledì 18 luglio 2012. — Presidenza del presidente Silvano MOFFA. — Interviene il viceministro del lavoro e delle politiche sociali, Michel Martone.

La seduta comincia alle 13.55.  

7-00791 Moffa: Sulle ricadute contributive derivanti dall’interpretazione di un contratto collettivo provinciale di lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti.
8-00192). (Seguito della discussione e conclusione – Approvazione della risoluzione n.
La Commissione prosegue la discussione della risoluzione in titolo, rinviata nella seduta dell’11 luglio 2012.  
Silvano MOFFA, presidente3-02378, svoltasi lo scorso 11 luglio – una nuova versione della risoluzione in discussione, avverte di avere predisposto – alla luce delle novità intervenute nella precedenti sedute e considerato il contenuto della risposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali all’interrogazione a risposta immediata in Assemblea n.
Il viceministro Michel MARTONE esprime l’orientamento favorevole del Governo sulla nuova versione della risoluzione in discussione.
Giuseppe BERRETTA (PD), condivisa la finalità della nuova versione della risoluzione in titolo, auspica che la sua eventuale approvazione possa costituire un valido precedente da estendere anche ad altre province, in particolare della Sicilia (tra cui cita, ad esempio, quella di Ragusa), in vista dell’assunzione di misure eque a favore delle analoghe categorie interessate, operanti in altre zone del Paese.
Silvano MOFFA, presidente, si dichiara convinto che il presente atto di indirizzo possa aprire la strada a un chiarimento più generalizzato, riguardante analoghe situazioni presenti nel resto del Paese.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva, quindi, la nuova versione della risoluzione in discussione, che assume il numero 8-00192.  

La seduta termina alle 14. 

 
SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 18 luglio 2012. — Presidenza del presidente   Silvano MOFFA. — Interviene il viceministro del lavoro e delle politiche sociali, Michel Martone.

La seduta comincia alle 14.  

Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2011.
C. 5324 Governo.
Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2012.
C. 5325 Governo.
2: Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze Tabella n. (limitatamente alle parti di competenza).
4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali Tabella n. (limitatamente alle parti di competenza).
(Relazione alla V Commissione).
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame congiunto dei provvedimenti in titolo, rinviato nella seduta del 12 luglio 2012.  
Silvano MOFFA, presidente, ricorda che nella precedente seduta ha avuto inizio l’esame congiunto dei provvedimenti in titolo, il cui seguito è stato rinviato alla seduta odierna, anche al fine di consentire lo svolgimento di eventuali interventi di carattere generale. In proposito, fa peraltro presente che la V Commissione (Bilancio), che sta procedendo nell’esame in sede referente di tali provvedimenti, ha convenuto di approfondirne l’istruttoria, prospettando l’opportunità di concludere l’esame per riferire all’Assemblea nella seconda metà del prossimo mese di settembre e deliberando, nel frattempo, un’indagine conoscitiva sul disegno di legge di rendiconto per il 2011, ai sensi dell’articolo 79, comma 5, del Regolamento.
Giulio SANTAGATA (PD), relatore, ritiene opportuno attendere la conclusione degli approfondimenti di natura istruttoria presso la Commissione di merito, al fine di acquisire – anche mediante l’ausilio degli uffici – ulteriori elementi di conoscenza sulla materia, per le parti di competenza della XI Commissione. Auspica, in particolare, che gli accertamenti che la Commissione potrà compiere siano in grado di contribuire a chiarire la questione relativa all’incremento dei residui di competenza e di cassa, registratasi in maniera preoccupante e costante negli ultimi anni, che appare anomala e inspiegabile, soprattutto a fronte dei ripetuti interventi di riduzione della spesa pubblica assunti, di recente, dal Governo.
Silvano MOFFA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Sull’ordine dei lavori.
Lucia CODURELLI (PD) coglie l’occasione della presenza del rappresentante del Governo per chiedere delucidazioni circa la mancata pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale 201 del 2011, anche in considerazione del fatto che è in corso di esame presso il Senato il provvedimento sulla cosiddetta « del decreto ministeriale di attuazione dei commi 14 e 15 dell’articolo 24 della decreto-legge n.spendig review», nell’ambito del quale si sta ragionando circa una possibile soluzione della questione dei cosiddetti «esodati». Auspica, dunque, una sollecita pubblicazione di tale decreto, dal momento che qualsiasi ipotesi di intervento sulla materia – da inserire sotto forma di specifici emendamenti al testo del decreto-legge sulla razionalizzazione della spesa pubblica – non potrà che farvi riferimento, essendo richiamato proprio in quel provvedimento.
Il viceministro Michel MARTONE fa notare che il decreto ministeriale è stato già adottato e registrato dalla Corte dei conti: per la sua concreta pubblicazione, dunque, sarà necessario attendere soltanto i necessari tempi tecnici.
Lucia CODURELLI (PD) giudica eccessivo il ritardo relativo alla pubblicazione del richiamato decreto ministeriale, augurandosi che ciò non sottintenda una mancanza di volontà di intervento da parte del Governo: si domanda, dunque, quali iniziative intenda adottare la presidenza al riguardo.
Silvano MOFFA, presidente, nel far notare che il Governo ha fornito ampie rassicurazioni circa l’assunzione delle misure in questione, rileva altresì che il decreto-legge che interviene sulla cosiddetta «spending review» è attualmente all’esame del Senato: ritiene, pertanto, che la pur comprensibile preoccupazione di esternare il problema nei confronti della Commissione non comporti, a carico della presidenza, alcun altro adempimento che non sia quello di prendere atto delle considerazioni testé svolte dal rappresentante del Governo.

La seduta termina alle 14.10. 
 

INTERROGAZIONI

Martedì 17 luglio 2012. — Presidenza del vicepresidente Luigi BOBBA. — Interviene il viceministro del lavoro e delle politiche sociali, Michel Martone.

La seduta comincia alle 12.05.

5-06535 Bellanova: Monitoraggio delle gravi situazioni di disagio occupazionale esistenti nel Paese.

Il viceministro Michel MARTONE risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Teresa BELLANOVA (PD), replicando, si dichiara parzialmente soddisfatta della risposta del rappresentante del Governo, segnalando con forza l’esigenza che si possa quanto prima avviare un osservatorio – o altro strumento analogo – per il monitoraggio delle situazioni di crisi occupazionale del Paese.

5-06958 Bellanova: Sul fabbisogno per gli ammortizzatori sociali in deroga nella Regione Puglia.

Il viceministro Michel MARTONE risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Teresa BELLANOVA (PD), nel replicare, esprime una soddisfazione molto parziale rispetto alla risposta del rappresentante del Governo, lamentando il fatto che le conseguenze della difficile situazione economica in atto continuano a ricadere sulle spalle dei lavoratori. Per un verso, infatti, nutre una forte preoccupazione per i livelli occupazionali delle imprese della regione Puglia, che costringono, peraltro, i lavoratori a pagare la crisi a proprie spese, a fronte di uno stanziamento di risorse che giudica palesemente insufficiente a coprire tutte le procedure di integrazione salariale avviate; per altro verso, prende atto di taluni passi in avanti, positivamente compiuti dal Governo in direzione dell’amministrazione regionale e locale, auspicando una più ampia tutela dei diritti dei dipendenti in difficoltà, per i quali il peso della crisi risulta maggiormente avvertito.

5-07289 Paladini: Procedura di esubero presso la Coni servizi Spa.

Il viceministro Michel MARTONE risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Giovanni PALADINI (IdV), nel replicare, si dichiara insoddisfatto della risposta del rappresentante del Governo, atteso che in essa non si profila alcun intervento volto a tutelare i lavoratori della Coni servizi Spa – assunti, peraltro, con concorso pubblico dall’ente di riferimento – in relazione ai quali sono state avviate irragionevoli procedure di esubero, che giudica incongrue e, per certi versi, anche illegittime. Fa notare, infatti, che la Coni servizi spa tenta di liberarsi di questi lavoratori, ponendoli a carico di altri enti sovvenzionati integralmente dallo Stato (come le federazioni sportive, presso le quali si intende trasferirli), e al contempo procede ad assunzioni per chiamata diretta, venendo meno a qualsiasi criterio di selezione meritocratica. Auspica, dunque, che il Governo vigili sul modus operandi dell’ente in questione, affinché sia salvaguardato il posto di lavoro di lavoratori assunti mediante legittime procedure selettive ad evidenza pubblica.

Luigi BOBBA, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all’ordine del giorno.

La seduta termina alle 12.20.

 

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Lunedì 16 luglio 2012.  

L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.15 alle 14.25.  

SEDE REFERENTE

Lunedì 16 luglio 2012. — Presidenza del presidente della VI Commissione   Gianfranco CONTE, indi del presidente della X Commissione Manuela DAL LAGO. — Intervengono il sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze Vieri Ceriani, e il sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico Claudio De Vincenti e il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti Guido Improta.

La seduta comincia alle 14.25.  

DL 83/2012: Misure urgenti per la crescita del Paese. 
C. 5312 Governo. 
(Seguito esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 13 luglio 2012.  

Gianfranco CONTE, presidente, informa che l’emendamento Savino 32.2, il quale modifica l’articolo 2810 del codice civile, al fine di rendere ipotecabili i diritti edificatori, identico all’emendamento Cesario 32.28, già dichiarato inammissibile, deve a sua volta considerarsi inammissibile.

Alberto FLUVI (PD), relatore per la VI Commissione, riprendendo l’esame delle proposte emendative riferite all’articolo 18, accantonate nella seduta dello scorso 13 luglio, anche a nome del relatore per la X Commissione, con riguardo agli emendamenti Ravetto 18.2 e agli identici Saglia 18.3 e Raisi 18.4, ne propone una riformulazione, nel senso di sostituire, al comma 4 dell’articolo 18, le parole «i concessionari di servizi pubblici e le società a prevalente partecipazione o controllo pubblico» con le seguenti «le aziende speciali e le società in house delle pubbliche amministrazioni». Esprime, inoltre, parere contrario sull’emendamento Palmieri 18.12.

Il sottosegretario Vieri CERIANI esprime parere conforme a quello del relatore.

Cosimo VENTUCCI (PdL) sottoscrive l’emendamento Ravetto 18.2 e accetta la riformulazione proposta dai relatori.

Deodato SCANDEREBECH (FLpTP) sottoscrive l’emendamento Raisi 18.4 e accetta la riformulazione proposta dai relatori.

Le Commissioni approvano in identico testo gli emendamenti Ravetto 18.2, Saglia 18.3 e Raisi 18.4, come riformulati(vedi allegato 1), e respingono l’emendamento Palmieri 18.12.

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, anche a nome del relatore per la VI Commissione, invita i presentatori a ritirare gli emendamenti Abrignani 19.5, Romani 19.2, Brunetta 19.1 e Servodio 19.3, mentre esprime parere favorevole sull’emendamento Forcolin 19.6.

Il sottosegretario Vieri CERIANI esprime parere conforme a quello del relatore.

Le Commissioni, con distinte votazioni respingono, gli emendamenti Abrignani 19.5, Romani 19.2 e Brunetta 19.1.  

Andrea LULLI (PD) sottoscrive l’emendamento Servodio 19.3 e lo ritira.

Le Commissioni approvano l’emendamento Forcolin 19.6.  

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, anche a nome del relatore per la VI Commissione, esprime parere favorevole sull’emendamento Brunetta 20.8. Invita i presentatori a ritirare gli emendamenti Saglia 20.1, Di Biagio 20.4 e Abrignani 20.3, Galletti 20.6 e Brunetta 20.20. Propone l’accantonamento degli emendamenti Brunetta 20.2, Romani 20.5, Abrignani 20.7, Brunetta 20.9 e 20.13, Fava 20.14, Romani 20.15 e Brunetta 20.21.

Stefano SAGLIA (PdL) ritira il proprio emendamento 20.1.

Deodato SCANDEREBECH (FLpTP) ritira l’emendamento Di Biagio 20.4.

Le Commissioni respingono l’emendamento Abrignani 20.3 e accantonano gli emendamenti Romani 20.5 e Abrignani 20.7. Respingono l’emendamento Galletti 20.6 e approvano l’emendamento Brunetta 20.8. Accantonano, quindi, gli emendamenti Brunetta 20.9 e 20.13, Fava 20.14 e Romani 20.15. Respingono, infine, l’emendamento Brunetta 20.20 e accantonano l’emendamento Brunetta 20.21.  

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, anche a nome del relatore per la VI Commissione, esprime parere favorevole sull’emendamento Comaroli 21.10 e parere contrario sugli emendamenti Palmieri 21.2, Abrignani 21.4, Romani 21.5 e Raisi 21.9.

Il sottosegretario Guido IMPROTA esprime parere conforme a quello dei relatori.

Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Palmieri 21.2, Abrignani 21.4 e Romani 21.5; approvano l’emendamento Comaroli 21.10 e respingono l’emendamento Raisi 21.9.  

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, anche a nome del relatore per la VI Commissione, esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Palmieri 22.3 e Galletti 22.4, nonché sull’emendamento Brunetta 22.2. Esprime parere contrario sugli emendamenti Raisi 22.7 e Palmieri 22.9. Chiede l’accantonamento degli emendamenti Brunetta 22.1, Torazzi 22.15, sul quale i relatori stanno studiando una proposta di riformulazione per coordinare la norma con le disposizioni previste dal decreto-legge sullaspending review. Esprime altresì parere contrario sugli articoli aggiuntivi Servodio 22.01 e Montagnoli 22.012. Chiede infine l’accantonamento dell’articolo aggiuntivo Caparini 22.017, al fine di predisporne una riformulazione.

Le Commissioni accantonano l’emendamento Brunetta 22.1 e, con distinte votazioni, approvano gli identici emendamenti Palmieri 22.3 e Galletti 22.4, nonché l’emendamento Brunetta 22.2.  

Deodato SCANDEREBECH (FLpTP) ritira l’emendamento Raisi 22.7.

Le Commissioni respingono l’emendamento Palmieri 22.9 e accantonano l’emendamento Torazzi 22.15. Con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Servodio 22.01 e Montagnoli 22.012. Accantonano quindi l’articolo aggiuntivo Caparini 22.017.  

Giovanni FAVA (LNP), intervenendo sull’ordine dei lavori, ritiene che si dovrebbe procedere nell’esame del decreto-legge iniziando dall’articolo 1. Dopo aver chiesto ai relatori e al Governo il motivo per cui si sia scelto nella seduta odierna di procedere dall’articolo 19, ai fini di un ordinato svolgimento dei lavori, ritiene che i lavori dovrebbero essere sospesi fino a quando non siano formulati i pareri su tutte le proposte emendative presentate a cominciare dall’articolo 1.

Gianfranco CONTE, presidente, fa presente che l’accantonamento di alcune proposte emendative, comprese quelle presentate dal gruppo della Lega Nord Padania, dimostra la serietà con la quale i relatori stanno procedendo nel loro lavoro. Aggiunge che si tratta di un provvedimento complesso che richiede diversi livelli di approfondimento e sottolinea che gli accantonamenti finora effettuati sono motivati anche dall’esigenza di verificare gli effetti finanziari delle proposte emendative in questione.

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, anche a nome del relatore per la VI Commissione, esprime parere favorevole sull’emendamento Lulli 23.1, a condizione che sia riformulato. Esprime parere contrario sugli emendamenti D’Antoni 23.3, Cenni 23.2 e Torazzi 23.6. Esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Torazzi 23.10 e Fugatti 23.12 e parere contrario sull’emendamento Torazzi 23.11, sugli emendamenti Lazzari 23.19 e Alessandri 23.20, nonché sugli emendamenti Galletti 23.25, Borghesi 23.28, sugli identici Romani 23.29, Borghesi 23.30 e Galletti 23.38, nonché sugli emendamenti Fugatti 23.43 e Delfino 23.52. Chiede, infine, chiede l’accantonamento dell’emendamento Romani 23.54, sul quale i relatori stanno svolgendo una riflessione.

Il sottosegretario Guido IMPROTA esprime parere conforme a quello dei relatori.

Andrea LULLI (PD) accetta la proposta di riformulazione del proprio emendamento 23.1.

Le Commissione approvano l’emendamento Lulli 23.1, come riformulato.  

Sergio Antonio D’ANTONI (PD) illustra le finalità del proprio emendamento 23.3 e chiede al Governo di riconsiderare il parere contrario espresso. Ritiene che non si dovrebbe ricorrere in ogni occasione all’utilizzo dei fondi per le aree sottoutilizzate.

Il sottosegretario Guido IMPROTA conferma il parere contrario del Governo sull’emendamento D’Antoni 23.3, facendo presente che la materia delle aree sottoutilizzate potrà essere oggetto di approfondimento in altra sede.

Giovanni FAVA (LNP) esprime apprezzamento per l’espressione del parere contrario sull’emendamento D’Antoni 23.3, in controtendenza con la linea seguita dai Governi italiani in passato. Ritiene che non si possa continuare a sovvenzionare il Mezzogiorno, in un momento di grave crisi economica e produttiva che interessa l’intero territorio nazionale.

Maurizio FUGATTI (LNP) si associa alle considerazioni del deputato Fava.

Il sottosegretario Guido IMPROTA sottolinea che il parere contrario del Governo sull’emendamento D’Antoni 23.3 non è motivato da una diversa valutazione della situazione, ma dalla volontà di migliorare l’efficacia degli strumenti messi a disposizione dall’ordinamento.

Sergio Antonio D’ANTONI (PD), osservato che il Sud consuma 70 miliardi di euro l’anno per beni e servizi che sono prodotti anche dal resto del Paese, sottolinea che il sostegno alle zone più deboli contribuisce a rilanciare l’economia anche nelle parti più avanzate del Paese. Preso atto che i relatori e il Governo non sono disponibili a riconsiderare il parere contrario espresso, ritira il proprio emendamento 23.3.

Raffaele VOLPI (LNP), con riferimento all’intervento del deputato D’Antoni, sottolinea che da oltre un secolo le regioni meridionali hanno ricevuto consistenti aiuti finanziari.

Le Commissioni respingono l’emendamento Cenni 23.2.  

Giovanni FAVA (LNP), intervenendo sull’emendamento Torazzi 23.6, di cui è cofirmatario, sottolinea che il rilancio dell’economia del Paese passa attraverso la capacità di innovazione delle PMI. Chiede pertanto di considerare il parere contrario espresso sull’emendamento in esame.

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, rileva che non vi sono contrarietà nel merito dell’emendamento Torazzi 23.6 e che su di esso è stato espresso un parere contrario perché nello Statuto delle imprese vi sono disposizioni molto più stringenti sulle micro, piccole e medie imprese.

Le Commissioni respingono l’emendamento Torazzi 23.6.  

Maurizio FUGATTI (LNP) esprime apprezzamento per il parere favorevole sul proprio emendamento 23.12, identico all’emendamento Torazzi 23.10, ma rileva che la soppressione, all’articolo 23, comma 2, lettera b), dell’inciso «in particolare del Mezzogiorno» non comporta effetti particolarmente migliorativi del testo, atteso che il riferimento al Mezzogiorno è comunque formulato in termini assai generici. Sottolinea, invece, l’importanza del suo emendamento 23.43, che illustra, facendo presente come le aree in difficoltà economica non siano limitate al Mezzogiorno ma comprendano territori anche del Centro Nord. Chiede pertanto ai relatori di riconsiderare il parere contrario espresso sul proprio emendamento 23.43.

Giovanni FAVA (LNP) ribadisce che il tema della ripartizione dei fondi FAS risulta nevralgico e di particolare rilevo nel quadro degli interventi che il Governo intende approntare per arginare la crisi. Aggiunge che nell’attuale contesto non è più possibile utilizzare i fondi FAS come una sorta di bancomat a cui attingere per reperire risorse da destinare alle più svariate necessità di copertura del bilancio statale. Evidenzia che la predetta ripartizione del fondo è divenuta del tutto inadeguata in quanto diverse aree del nord Italia denotano oggi le medesime condizioni di disagio economico che affliggono le aree più svantaggiate del sud d’Italia. Occorre pertanto evitare inopinate discriminazioni nei confronti dei settori produttivi del nord che, come il comparto biomedicale o delle ceramiche, versano in condizioni sempre più difficili. Precisa che il meccanismo automatico dell’85 per cento del fondo assegnato alle aree del Mezzogiorno non ha risolto le criticità per le quali era stato realizzato e di fatto penalizza fortemente quel sistema di piccole e medie imprese ubicato prevalentemente nel nord del Paese. Conclude ribadendo che in un contesto di crisi nuovo rispetto al passato occorre necessariamente tutelare appieno le realtà economiche del nord Italia, volano dello sviluppo economico del paese, che altrimenti rischiano di entrare in un circuito di marginalità, inefficienza e definitiva caduta di competitività.

Raffaele VOLPI (LNP) rammenta che in alcune regioni del nord, come la Lombardia, sono stati fatti rilevanti passi avanti nel reperimento di finanziamenti regionali per far fronte alla carenza di risorse statali determinata dalla grave crisi in essere. In tale prospettiva, rileva, non è più possibile circoscrivere l’assegnazione dei fondi FAS alle sole regioni del sud che ne hanno tradizionalmente beneficiato fino ad oggi. Reputa opportuno che il Governo si faccia carico di idonee iniziative volte a rimodulare in sede europea gli obiettivi di finanza pubblica e la complessiva disciplina degli aiuti di Stato alle aree svantaggiate. Sostiene che il crollo del mercato delle imprese del nord Italia avvantaggia di fatto la posizione deipartner europei. Fa notare che con l’entrata dell’euro taluni settori, come la chimica e le acciaierie, sono stati monopolizzati dalle aziende straniere; paventa che analoga prospettiva negativa possa verificarsi nell’attuale contesto, in cui si assiste al fallimento di molte aziende del nord, alle sempre più diffuse delocalizzazioni ed all’acquisizione di quote sempre più ampie del mercato nazionale da parte di imprese straniere, con gravi ricadute sull’occupazione. Fa notare che in ambito economico e finanziario avranno luogo ulteriori cessioni di sovranità per effetto dell’imminente approvazione della disciplina del fiscal compact; diviene quindi necessario, anche in tale ottica, porre in essere tempestive misure di salvaguardia delle imprese del nord Italia.

Jonny CROSIO (LNP), nel replicare all’intervento del deputato D’Antoni, ricorda la virtuosa esperienza della provincia di Sondrio, oggi in forte difficoltà nel tutelare il proprio tessuto produttivo e industriale. Segnala che tale provincia si è distinta per aver utilizzato in passato in modo adeguato le risorse assegnatele per il completamento delle opere di risanamento dei territori della Valtellina colpiti dalla tragedia dell’alluvione. Fa notare che per un territorio che ha mostrato di saper impiegare al meglio le risorse concesse, diviene paradossale non poter ricevere sussidi ed incentivi in una fase di forte difficoltà economica quale quella attuale. Contesta, quindi, le previsioni di cui all’articolo 37 sulle concessioni idroelettriche.

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, pur comprendendo le ragioni del gruppo della Lega Nord, conferma il parere contrario sull’emendamento Fugatti 23.43, che incide sulla destinazione di risorse provenienti dai fondi strutturali. Tale destinazione pertanto può essere modificata soltanto a livello di normativa dell’Unione europea.

Maurizio FUGATTI (LNP) ritiene che sul punto si potrebbe presentare un ordine del giorno in Assemblea e chiede al Governo di chiarire sin d’ora se vi sia la disponibilità ad accoglierlo.

Il Sottosegretario Guido IMPROTA precisa che non può esservi è la disponibilità del Governo in ordine a quanto richiesto dall’onorevole Fugatti.

I deputati Deodato SCANDEREBECH (FLpTP) e Anna Teresa FORMISANO (UdCpTP) dichiarano voto contrario sugli identici Torazzi 23.10 e Fugatti 23.12.

Le Commissioni approvano gli identici emendamenti Torazzi 23.10 e Fugatti 23.12. Respingono, quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Torazzi 23.11, Lazzari 23.19, Alessandri 23.20, Galletti 23.25, Borghesi 23.28, nonché gli identici emendamenti Romani 23.29, Borghesi 23.30 e Galletti 23.38. Respingono, quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Fugatti 23.43 e Delfino 23.52. Accantonano infine l’emendamento Romani 23.54.

Raffaello VIGNALI (PdL) esprime parere contrario sugli emendamenti Fava 24.4, Gelmini 24.2, D’Antoni 24.6, Di Biagio 24.7, Anna Teresa Formisano 24.11, sugli identici emendamenti Fava 24.22, Galletti 24.26 e Abrignani 24.28, sugli emendamenti Marchignoli 24.30, Marinello 24.31 e sugli articoli aggiuntivi Fugatti 24.01, Lulli 24.012, Mariarosaria Rossi 24.014 e 24.015 e Fedriga 24.018.

Il Sottosegretario Guido IMPROTA esprime parere conforme.

Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Fava 24.4 e Gelmini 24.2.  

Sergio Antonio D’ANTONI (PD) ritira il proprio emendamento 24.6

Le Commissioni respingono l’emendamento Di Biagio 24.7.  

Anna Teresa FORMISANO (UdCpTP) illustra il proprio emendamento 24.11, volto ad estendere il credito d’imposta per le nuove assunzioni di profili altamente qualificati all’assunzione di ricercatori universitari, ritenendo illogico e inaccettabile che tali figure professionali non siano previste dalla norma.

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, rileva come i contratti indicati nell’emendamento 24.11 risultino già fiscalmente agevolati e fa presente come, in ogni caso, le condizioni della finanza pubblica non consentano di modificare il parere sull’emendamento in questione.

Anna Teresa FORMISANO (UdCpTP) ritira il proprio emendamento 24.11, riservandosi di ripresentarlo in Assemblea.

Raffaele VOLPI (LNP) illustra l’emendamento Fava 24.22, volto a stabilire che una quota pari al 50 per cento delle risorse stanziate sia destinata al credito d’imposta per le micro e piccole imprese, Invita quindi i relatori ed il Governo ad un ripensamento sul parere espresso sulla proposta emendativa in questione.

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, pur comprendendo le ragioni del collega Fava, ribadisce come, anche in questo caso, le condizioni della finanza pubblica non consentano di modificare il parere sull’emendamento in questione.

Maurizio FUGATTI (LNP) sottolinea come l’emendamento Fava 24.22 sia identico ad altri due emendamenti presentati da deputati dei gruppi del PdL e dell’UdC e come questa significativa convergenza su un tema di fondamentale importanza, quale il sostegno alle micro e piccole imprese, dovrebbe indurre i relatori ed il Governo ad un supplemento di riflessione e ad esprimere un parere favorevole sulle proposte emendative in questione, che potrebbero eventualmente essere riformulate in un testo maggiormente condiviso.

Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Fava 24.22, Galletti 24.26 e Abrignani 24.28.  

Massimo MARCHIGNOLI (PD) dichiara di non comprendere le ragioni del parere contrario sul proprio emendamento 24.30, volto a prevedere ulteriori stanziamenti che favoriscano le assunzioni da parte di imprese che abbiano la sede nei territori colpiti dagli eventi sismici del mese di maggio 2012. Sottolinea, in particolare, come i territori in questione rappresentino un distretto industriale che produce circa il 2,4 per cento del Pil.

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, precisa come le misure recate all’articolo in esame siano volte a favorire la crescita in tutte le zone del territorio nazionale, comprese quelle colpite dal sisma, e rappresentino quindi un’opportunità per tutte le imprese del Paese.

Maurizio FUGATTI (LNP), intervenendo sull’emendamento Marchignoli 24.30, osserva come un intervento specifico per favorire la ripresa nelle zone colpite dal sisma sia condivisibile. Sottoscrive pertanto l’emendamento Marchignoli 24.30.

Massimo MARCHIGNOLI (PD) invita i relatori a considerare l’opportunità di accantonare il proprio emendamento 24.30.

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, ritiene che non sia opportuno accantonare l’emendamento Marchignoli 24.30, suggerendo piuttosto l’eventuale presentazione di un ordine del giorno in Assemblea, che a suo giudizio dovrebbe riguardare gli articoli 30 e 31 che recano disposizioni relative al Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI).

Il sottosegretario Guido IMPROTA concorda con il relatore Vignali.

Raffaele VOLPI (LNP) ritiene che l’emendamento Marchignoli 24.30 debba essere preso in seria considerazione, recando disposizioni finanziarie a favore della ripersa economica e del mantenimento dei livelli occupazionali nelle zone colpite dal sisma giorni 20 e 29 maggio 2012. Dichiara che non sarebbe comprensibile se le Commissioni non accogliessero tale emendamento, mentre poi approvassero proposte emendative che abbiano a riguardo situazioni ed interessi di carattere assai specifico.

Gianfranco CONTE, presidente, invita, quindi, i relatori e il rappresentante del Governo ad accogliere la richiesta di accantonamento dell’emendamento Marchignoli 24.30, considerato il sostegno a tale ipotesi che si è manifestato nel corso del dibattito.

Andrea LULLI (PD) appoggia la richiesta di accantonare l’emendamento Marchignoli 24.30, ritenendo che esso debba essere valutato nell’ambito dell’esame delle proposte emendative riferite all’articolo 31.

Le Commissioni accantonano l’emendamento Marchignoli 24.30 e respingono l’emendamento Marinello 24.31.  

Maurizio FUGATTI (LNP) illustra il suo articolo aggiuntivo 24.01, di cui raccomanda l’approvazione, che tende a combattere il fenomeno della disoccupazione giovanile prevedendo un apposito credito d’imposta, per le imprese che assumono i lavoratori con meno di 35 anni di età.

Le Commissioni respingono l’articolo aggiuntivo Fugatti 24.01.  

Andrea LULLI (PD) ritira il suo articolo aggiuntivo 24.012, che ha l’obiettivo di contrastare il fenomeno del lavoro irregolare, sollecitando nel contempo il Governo di avviare su tale tema una seria riflessione.

Stefano SAGLIA (PdL) ritira, dopo averli sottoscritti, gli articolo aggiuntivi, Mariarosaria Rossi 24.014 e 24.015, invitando il Governo a svolgere una seria riflessione sui lavoratori impiegati nei call center, in assenza della quale si registrerà la perdita di un considerevole numero di posti di lavoro.

Anna Teresa FORMISANO (UdCpTP) dichiara di condividere le misure proposte dall’articolo aggiuntivo Mariarosaria Rossi 24.015, che sono volte a tutelare i giovani lavoratori dei call center. Al riguardo ritiene che nel settore dovrebbe essere introdotto l’obbligo del minimo contrattuale.

Cosimo VENTUCCI (PdL) si associa alle riflessioni dei colleghi sugli articoli aggiuntivi Mariarosaria Rossi 24.014 e 24.015.

Il sottosegretario Guido IMPROTA si dichiara disponibile a valutare eventuali ordini del giorno che verranno presentati sulle materie relative agli articoli aggiuntivi 24.014 e 24.015.

Raffaele VOLPI (LNP) raccomanda l’approvazione dell’articolo aggiuntivo Fedriga 24.018, illustrando le misure da questo recate per i lavoratori disoccupati di età superiore ai 40 o 50 anni. Osserva, in particolare, come sia necessario individuare le necessarie risorse economiche per affrontare tali problematiche, rese ancor più gravi dall’attuale crisi economica.

Maurizio FUGATTI (LNP) illustra l’articolo aggiuntivo Fedriga 24.018, di cui raccomanda l’approvazione. Ricorda, al riguardo, come per effetto della crisi economica anche nelle zone più ricche del Paese, come il Trentino e la Lombardia, ci siano purtroppo già molti casi di lavoratori disoccupati ultra quarantenni e cinquantenni.

Jonny CROSIO (LNP) nel manifestare preoccupazione per la contingente situazione socioeconomica del Paese, nel quale si registra una crescente disoccupazione non solo dei giovani, ma anche dei lavoratori con anzianità media o elevata, che cercano spesso di manifestare verso il mondo politico il proprio disagio, esprime il proprio rammarico per l’espressione di un parere contrario dei relatori e del Governo sull’articolo aggiuntivo Fedriga 24.018. Ritiene che tale parere manifesti una evidente distanza di una ampia parte della rappresentanza politica rispetto alle esigenze e alle opinioni dei cittadini. Rivolge pertanto un appello ai relatori e al Governo affinché rivedano la propria posizione contraria sull’articolo aggiuntivo Fedriga 24.018.

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione92 del 2012. , ricorda che ciò che si poteva fare legislativamente per l’assunzione dei lavoratori anziani è stato previsto con la recentissima legge n.

Gianfranco CONTE (PdL), presidente, nell’esprimere condivisione per lo spirito dell’articolo aggiuntivo in esame, constata il permanere del parere contrario del Governo e dei relatori.

Le Commissioni respingono l’articolo aggiuntivo Fedriga 24.018.  

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, esprime parere contrario sull’emendamento Fugatti 25.1. Esprime parere favorevole sull’emendamento Fugatti 25.2, a condizione che sia riformulato riferendolo all’articolo 24, nel senso di aggiungere al comma 4, dopo la lettera b), una lettera b-bis), con la previsione per cui l’impresa beneficiaria delocalizza all’estero riducendo le attività produttive in Italia nei tre anni successivi al periodo d’imposta in cui ha fruito del contributo. Esprime quindi parere contrario sull’emendamento Fugatti 25.4.

Il sottosegretario Guido IMPROTA, esprime parere conforme a quello del relatore.

Le Commissioni respingono l’emendamento Fugatti 25.1.  

Maurizio FUGATTI (LNP) accetta la proposta di riformulazione del suo emendamento 25.2.

Gianfranco CONTE, presidente, avverte che a seguito della riformulazione l’emendamento Fugatti 25.2 assume il numero 24.34, in quanto ora riferito all’articolo 24.

Andrea LULLI (PD), Anna Teresa FORMISANO (UdCpTP) e Ignazio MESSINA (IdV) esprimono apprezzamento per la nuova formulazione dell’emendamento Fugatti 25.2, che sottoscrivono.

Le Commissioni approvano la nuova formulazione dell’emendamento Fugatti 25.2, che ha assunto il numero 24.34, e respingono l’emendamento Fugatti 25.4.  

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, invita i presentatori a ritirare l’emendamento Cimadoro 26.1.

Ignazio MESSINA (IdV) ritira l’emendamento Cimadoro 26.1 di cui è cofirmatario.

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, esprime, anche a nome del relatore per la VI Commissione, parere contrario sugli emendamenti Torazzi 27.1 e Fava 27.5, e propone una riformulazione dell’emendamento Saglia 27.6, sostituendo al secondo periodo l’espressione «tali misure sono realizzate» con l’espressione «tali misure possono essere realizzate», e aggiungendo, in fine il seguente periodo: «Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». Esprime infine parere contrario sull’emendamento Marinello 27.10.

Le Commissioni, con distinte votazioni respingono gli emendamenti Torazzi 27.1 e Fava 27.5.  

Stefano SAGLIA (PdL) accoglie la riformulazione del proprio emendamento 27.6.

Le Commissioni approvano l’emendamento Saglia 27.6, nel testo riformulato. Respingono, quindi, l’emendamento Marinello 27.10.  

Gianfranco CONTE (PdL), presidente, informa che, a seguito del ricorso presentato dal deputato Quartiani, l’emendamento 67.2, precedentemente dichiarato inammissibile, le Presidenze hanno approfondito il contenuto dell’emendamento e ritengono di rivedere il giudizio di inammissibilità già espresso, in quanto la proposta emendativa appare finalizzata a sostenere il turismo nelle zone alpine, incidendo dunque, sia pure sotto un profilo specifico, sulla materia della promozione turistica, affrontata dal provvedimento. 
Deve invece considerarsi inammissibile l’emendamento 23.59 dei relatori, recante un finanziamento per il consolidamento del comparto industriale del mobile imbottito dell’area murgiana, presentato nella seduta di venerdì 13 luglio scorso e sui quali le Presidenze si erano riservate la valutazione di ammissibilità.   
Comunica inoltre che i relatori hanno presentato l’emendamento 32.43 dei Relatori, giudicato ammissibile e per il quale il termine di presentazione dei subemendamenti è fissato alle ore 20 di oggi.   
Sospende quindi la seduta fino alle 17.30.  

La seduta, sospesa alle 16.40, è ripresa alle 17.30.

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, esprime, anche a nome del relatore per la VI Commissione, parere contrario sugli emendamenti Fugatti 29.1 e Lorenzin 29.3. Esprime parere favorevole sugli emendamenti Vico 29.2 e Gioacchino Alfano 29.8, a condizione che siano riformulati in identico testo. Esprime quindi parere contrario sugli identici emendamenti Crosio 29.11 e Lorenzin 29.6, sugli identici Lorenzin 29.7 e Crosio 29.13, nonché sull’emendamento Vico 29.9. Esprime invece parere favorevole sull’articolo aggiuntivo Romani 29.04.

Il sottosegretario Guido IMPROTA esprime parere conforme al relatore.

Maurizio FUGATTI (LNP), intervenendo per illustrare il suo emendamento 29.1, fa presente di non avere ben compreso la ratio 415 del 1992, sembrerebbe contenere una sorta di «sanatoria parziale». Chiede pertanto dei chiarimenti in ordine alla natura dei predetti obblighi, se si tratti cioè di obblighi meramente formali ovvero sostanziali. dell’articolo 29 in quanto tale disposizione, facendo venire meno determinati obblighi per le imprese beneficiarie delle agevolazioni di cui all’articolo 1 del decreto-legge n.

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, replica all’onorevole Fugatti evidenziando che, in considerazione dell’attuale situazione di grave crisi economica e per consentire la chiusura positiva dei procedimenti relativi a programmi di investimento che siano stati portati a termine, si prevede che le imprese beneficiarie delle predette agevolazioni non siano più tenute al rispetto degli obblighi derivanti dal calcolo degli indicatori utilizzati per la formazione delle graduatorie. Ribadisce dunque che la disposizione si rende necessaria poiché gli obblighi sono stati assunti dalle imprese in un contesto economico del tutto diverso da quello dell’attuale situazione di crisi.

Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Fugatti 29.1 e Lorenzin 29.3.  

Ludovico VICO (PD) accetta la proposta di riformulazione dei relatori dell’emendamento 29.2, di cui è primo firmatario.

Stefano SAGLIA (PdL) sottoscrive l’emendamento Gioacchino Alfano 29.8 e accoglie la proposta di riformulazione dei relatori.

Le Commissioni approvano la nuova formulazione, in identico testo, degli emendamenti Vico 29.2 e Gioacchino Alfano 29.8. Respingono quindi, con distinte votazioni, gli identici emendamenti Crosio 29.11 e Lorenzin 29.6, gli identici Lorenzin 29.7 e Crosio 29.13, nonché l’emendamento Vico 29.9. Approvano, infine, l’articolo aggiuntivo Romani 29.04.  

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, esprime, anche a nome del relatore per la VI Commissione, parere contrario sugli emendamenti Fugatti 30.1, Torazzi 30.2 e Cambursano 30.4.

Il sottosegretario Guido IMPROTA esprime parere conforme al relatore.

Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Fugatti 30.1, Torazzi 30.2 e Cambursano 30.4.  

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, esprime, anche a nome del relatore per la VI Commissione, parere contrario su tutte le proposte emendative riferite all’articolo 31 e segnalate dai rappresentanti dei gruppi.

Il sottosegretario Guido IMPROTA esprime parere conforme al relatore.

Maurizio FUGATTI (LNP), intervenendo per illustrare il suo emendamento 31.39, fa presente che esso, agendo sull’imposizione fiscale da applicare alle banche che destinano una percentuale inferiore al 70 per cento delle risorse ricevute dalla Banca centrale europea all’erogazione di credito verso le piccole e medie imprese, intende riequilibrare il rapporto tra queste ultime, da un lato, e le banche, dall’altro. 
A questo proposito, osserva che dall’insediamento del Governo Monti le banche hanno ottenuto dalla Banca centrale europea notevoli finanziamenti, senza tuttavia che tali disponibilità siano state utilizzate in favore delle piccole e medie imprese le quali, oltre ad essere penalizzate dal mancato accesso al credito, sono state oggetto di un aumento della pressione fiscale nei loro confronti.   
Rileva quindi come, a fronte di un comportamento completamente ingiustificato da parte degli istituti di credito, il Governo non abbia esercitato alcuna azione di moral suasion nei loro confronti. 
Auspica pertanto che l’emendamento in esame possa in ogni caso essere utile a far riflettere sull’esigenza che ai finanziamenti a basso tasso di interesse alle banche corrisponda un più ampio accesso al credito da parte delle imprese.  

Giovanni FAVA (LNP) sostiene che il tema del rapporto tra la salvaguardia del sistema bancario ed il mercato del credito sia stato colpevolmente trascurato dal Governo nel corso della sua azione politica. Evidenzia che non vi può essere alcuno sviluppo economico in una condizione di carente liquidità nel sistema del credito per le imprese. Rammenta, quindi, che i provvedimenti in materia economica finora varati dal Governo si connotano tutti per l’inadeguatezza e la scarsa incisività dei contenuti; per le enormi attese suscitate e prontamente deluse. Richiama, al riguardo, gli obiettivi perseguiti dal decreto-legge «Salva Italia», dal decreto-legge sulle liberalizzazioni, dal decreto-legge sulle semplificazioni e da quello attualmente all’esame delle Commissioni. Sottolinea che tali provvedimenti risultano tutti privi di autentiche novità sul versante del credito, salvo il blando tentativo in ordine alla disciplina delle commissioni bancarie. Ciò evidenzia una persistente condizione di sudditanza del Governo nei confronti del sistema bancario, nonostante che tale sistema abbia beneficiato di ingenti trasferimenti di liquidità da parte della Banca centrale europea. Sostiene che questo è il vero nodo da affrontare e richiama le proposte emendative presentate dal suo gruppo, volte a prevedere opportuni meccanismi di premialità e puntuali misure finalizzate a liberare risorse nel comparto del credito. Si sofferma quindi sull’emendamento Fugatti 31.39, che si rivolge alle banche che hanno beneficiato di incentivi e di liquidità erogata dalla Banca centrale europea e non possono quindi sottrarsi all’impegno di fornire il proprio contributo per superare le difficoltà dell’accesso al credito. Contesta, altresì, le modalità di attuazione dell’operazione condotta dal Governo nei confronti dell’Istituto Monte dei Paschi di Siena. Ritiene opportuno, seppur si delinei quale misura anticiclica, un incisivo intervento statale volto a trasferire liquidità nel mercato creditizio coinvolgendo attivamente il settore bancario. Assicura che su tali temi sarà forte l’attenzione del suo gruppo sulle scelte del Governo e della maggioranza che lo sostiene.

Raffaele VOLPI (LNP), nel richiamare i dati riportati dal quotidiano Il Sole 24 Ore in ordine alla percentuale del 25 per cento di maggiori prestiti in Europa rispetto all’Italia; del 15 per cento dell’aumento di differenza rispetto alla media degli impieghi e del notevole aumento della redditività in Europa rispetto a quanto accade in Italia, evidenzia che ciò conferma una condizione di forte ritardo del Paese sui margini di competitività e di crescita rispetto ai partner europei, e ciò in conseguenza del fatto che alle imprese italiane risulta di fatto precluso l’accesso al credito. Sottolinea che il nodo centrale della questione della crescita e dello sviluppo dell’economia italiana attiene principalmente alla necessità che le risorse destinate dalle istituzioni europee alle banche dovrebbero essere impiegate non solo per operazioni finanziarie ma soprattutto per immettere liquidità nel circuito delle imprese e del lavoro. Evidenzia il grave disinteresse che su tali questioni manifestano i mass media ed il Governo stesso. Paventa il rischio che si perda tempo prezioso e che non siano comprese le istanze avanzate dal sistema produttivo ed industriale, che rischia un vero e proprio default in una congiuntura economica fortemente penalizzante. Esorta il Governo a pronunciarsi sui profili evidenziati e lamenta l’assenza di un programma strategico in materia di politica economica. Suggerisce al Governo di intervenire anche con i meccanismi dellamoral suasion nel mondo bancario al fine di renderlo più partecipe rispetto alle necessità manifestate dal mondo delle imprese. Sostiene, quindi, che provvedimenti di urgenza che siano privi di contenuti non apportano alcun beneficio al Paese e ledono l’autorevolezza del Governo.

Le Commissioni respingono l’emendamento Fugatti 31.39.  

Giovanni FAVA (LNP) illustra l’emendamento Fugatti 31.8, raccomandandone l’approvazione. Al riguardo, lamenta l’atteggiamento della maggioranza e del Governo di chiusura nei confronti di qualunque proposta di modifica, che costringe il suo gruppo ad adottare un atteggiamento di protesta nel corso dell’esame del provvedimento. Osserva, infatti, come il legislatore abbia il dovere morale di migliorare i provvedimenti che esamina, mentre un atteggiamento pregiudiziale di chiusura è assolutamente sbagliato e avvilente per il Parlamento, soprattutto quando si tratta di proposte che hanno come obiettivo la riduzione della pressione fiscale per le piccole e medie imprese. Rileva, inoltre, come i relatori ben potrebbero anche proporre una riformulazione dell’emendamento Fugatti 31.8, al fine di affrontare il problema della pressione fiscale, molto sentito dai cittadini e dal ceto produttivo.

Maurizio FUGATTI (LNP), illustrando il suo emendamento 31.8, sottolinea come il suo gruppo non intenda effettuare pratiche ostruzionistiche, quanto piuttosto affrontare temi assolutamente seri per il Paese, come l’erogazione del credito alle piccole e medie imprese e la riduzione della pressione fiscale. Raccomanda, quindi, l’approvazione del suo emendamento 31.8, volto a favorire, in particolare, la riduzione della pressione fiscale per le piccole e medie imprese tramite l’istituzione, nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, di un apposito fondo. Al riguardo, ricorda come la riduzione della pressione fiscale sia oggi un fattore imprescindibile per la sopravvivenza del tessuto produttivo nazionale, che si trova a subire la concorrenza sleale delle imprese estere, le quali godono di un costo del credito e di un costo dell’energia più bassi di quelli italiani. Ricorda, infatti, come nella situazione attuale anche autorevoli esponenti accademici abbiano proposto forme di protezionismo doganale, per contrastare la concorrenza sleale delle imprese estere. Ritiene, poi, assolutamente sbagliato la riduzione dei salari e degli stipendi al fine di aumentare la competitività delle imprese nazionali, in un processo che rischia di innescare anche in Italia una «cinesizzazione» dei diritti dei lavoratori. 
Segnala, quindi, il rischio che il sistema produttivo delle aree settentrionali del Paese in conseguenza dei mutamenti degli equilibri europei perda il ruolo propulsivo dell’economia svolto in passato. In quest’ottica, ritiene quindi necessario rilanciare la produzione manifatturiera nel nostro Paese, osservando come una ripresa produttiva spiegherebbe benefici effetti anche in termini occupazionali.  

Raffaele VOLPI (LNP), associandosi alle considerazioni dei colleghi che lo hanno preceduto, evidenzia come la grave situazione di crisi economica e finanziaria abbia fortemente accentuato il rischio di insolvenza delle imprese, che, secondo dati recentemente pubblicati ha raggiunto i livelli più alti registrati nell’ultimo decennio. Nell’evidenziare come anche le prospettive per i prossimi mesi non siano favorevoli, rileva come nei prossimi due anni il rischio di insolvenza sarà assai elevato per le microimprese e sarà quantificabile in circa il 66 per cento, mentre per le piccole imprese il rischio sarà comunque superiore al 50 per cento e per le medie imprese sarà pari a circa il 42 per cento. Nel segnalare come i settori più esposti al rischio siano quello delle costruzioni edilizie e dei servizi, osserva come si renda necessario un intervento a sostegno delle imprese di più ridotte dimensioni, evidenziando altresì come i rischi siano assai più elevati per le attività esercitate nelle regioni meridionali. In questo contesto, al fine di evitare il default del nostro sistema produttivo, reputa necessario un intervento deciso in favore delle piccole e medie imprese da realizzare innanzitutto attraverso sgravi fiscali. Evidenzia, infatti, come sia innegabile il rischio di un dumping sociale, che toccherà tutte le classi, segnalando come alcune delle misure prospettate, come gli incentivi alla ricapitalizzazione delle imprese, rischiano di rivelarsi inefficaci nell’attuale congiuntura economica e finanziaria. Su un piano generale, rileva la mancanza di una strategia di medio e lungo periodo volta al sostegno delle piccole e medie imprese, osservando altresì come i vincoli imposti dal rispetto del patto di stabilità interno limitino fortemente la possibilità per gli enti territoriali di realizzare interventi, specialmente in campo edilizio, che potrebbero aiutare le imprese di minori dimensioni ad affrontare la difficile situazione economica degli ultimi anni. Osserva, inoltre, come la virtuosità delle scelte in materia di finanza pubblica in un quadro economico e finanziario nel quale il prodotto interno lordo continua a decrescere rischia di rivelarsi inutile, segnalando altresì come gli Stati Uniti, anche avvalendosi del ruolo esercitato dalla Federal Reserve come prestatore di ultima istanza, abbiano seguito scelte finanziarie ben diverse. Denuncia, infine, in questo contesto, l’assenza, nei diversi provvedimenti adottati dal Governo ed esaminati dal Parlamento, di un disegno complessivo di politica economica.

Le Commissioni respingono l’emendamento Fugatti 31.8.  

Giovanni FAVA (LNP), illustrando l’emendamento Fugatti 31.24, sottolinea la rilevanza del tema del credito alle piccole e medie imprese. Richiamando i dati forniti dalla CGIA di Mestre, osserva che dopo aver ricevuto finanziamenti pari a circa 255 miliardi di euro dalla banca centrale europea, le banche italiane hanno ridotto i prestiti alle imprese e alle famiglie, mentre hanno aumentato del 44,3 per cento l’acquisti di titoli di Stato. Rileva, pertanto, che il sistema bancario, sfruttando un finanziamento ad un tasso dell’1 per cento, non ha in alcun modo sostenuto l’economia reale del nostro Paese, dedicando invece ad investimenti di carattere speculativo circa 93 miliardi di euro sul totale delle somme riconosciute dalla Banca centrale europea. Osserva, tuttavia, come non siano stato fatto nulla per controllare questo fenomeno, probabilmente anche in considerazione del fatto che sono fortemente calati gli acquisiti di titoli di Stato italiani da parte di operatori stranieri. Rileva tuttavia la necessità di arrestare in qualche modo questo percorso, prevedendo che almeno una parte delle risorse sia destinato alle imprese e ai cittadini, al fine di arrestare la spirale negativa prodottasi.

Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Fugatti 31.24 e 31.38.  

Laura FRONER (PD) 49 del 1985 al fine, rispettivamente, di adeguare la medesima alla riforma del diritto societario del 2003 e al nuovo statuto delle imprese, nonché di razionalizzare e rendere più efficace l’uso delle risorse finanziarie per lo sviluppo cooperativo. chiede ai relatori di valutare la possibilità di accantonare gli articoli aggiuntivi a sua prima firma 31.01 e 31.039, volti a modificare la legge n.

Raffaello VIGNALI (PdL), relatore per la X Commissione, aderendo alla richiesta dell’onorevole Froner, propone l’accantonamento dei richiamati articoli aggiuntivi Froner 31.01 e 31.039, nonché degli articoli aggiuntivi Galletti 31.03 e Lazzari 31.038, che vertono sul medesimo argomento.

Gianfranco CONTE, presidente, dispone l’accantonamento delle proposte emendative testé richiamate dal relatore della X Commissione.

Le Commissioni concordano. Respingono quindi, con distinte votazioni, gli articoli aggiuntivi Galletti 31.02, Ranieri 31.011, Fugatti 31.018 e 31.020 e Comaroli 31.037.  

Gianfranco CONTE, presidente, ricorda che il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti riferiti all’emendamento dei relatori 32.43 è fissato per le ore 20 di oggi. 
Informa, quindi, che sono stati presentati circa 90 subemendamenti all’articolo aggiuntivo 67.018 del Governo   (vedi allegato 2), alcuni dei quali devono tuttavia considerarsi inammissibili, in quanto non presentano alcun aggancio testuale con il contenuto dell’articolo aggiuntivo, né appaiono direttamente riconducibili alla materia oggetto dell’articolo aggiuntivo. 
Si tratta in particolare dei seguenti subemendamenti:   
Lolli 0.67.018.40, il quale interviene sulla disciplina relativa alla stipula dei contratti di lavoro a tempo determinato da parte del Comune de L’Aquila e dei comuni montani della Provincia, nonché in materia di inquadramento di personale idoneo in concorsi per la progressione della carriera da parte dello stesso Comune de L’Aquila; 
Lolli 0.67.018.41, il quale autorizza il sindaco del Comune de L’Aquila e il Presidente della Provincia ad avvalersi dei servizi della società Abruzzo Engineering;   
Lolli 0.67.018.42, il quale esclude il Comune de L’Aquila dall’obbligo di soppressione della figura del Direttore generale;   
Garofalo 0.67.018.71, recante uno stanziamento per la riparazione e ricostruzione degli immobili distrutti o danneggiati dalle alluvioni che nel 2011 hanno colpito la provincia di Messina;   
Montagnoli 0.67.018.77, il quale interviene sulla disciplina dei contributi riconosciuti ai soggetti danneggiati dagli eventi alluvionali verificatisi dal 31 ottobre al 2 novembre 2011 nella regione Veneto;  

Comunica inoltre che sono stati presentati un subemendamento all’emendamento 8.3 dei Relatori e un subemendamento all’emendamento 8.4 dei Relatori, dei quali deve considerarsi inammissibile, in quanto non presenta alcun aggancio testuale con il contenuto dell’articolo aggiuntivo, né appare riconducibile alla materia oggetto dell’emendamento, il subemendamento Montagnoli 0.8.4.1, il quale interviene in materia di aggiornamento dei canoni dovuti all’ANAS Spa, in particolare prevedendo che l’eventuale aumento annuo non possa superare il tasso di inflazione ISTAT, laddove l’emendamento 8.4 riguarda invece la possibilità di ridurre, per le opere di preparazione e realizzazione dell’EXPO 2015, le distanze minime tra gli edifici ed il ciglio stradale. 
Informa altresì che il deputato Saglia ha sottoscritto l’emendamento Graziano 38.6 e che i deputati Schirru e Rampi hanno sottoscritto l’articolo aggiuntivo Moffa 46.04, e che il deputato Savino ha sottoscritto i subemendamenti Lazzari 0.67.018.60, 0.67.018.61, 0.67.018.62, 0.67.018.65 e 0.67.018.67.  

Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell’esame alla seduta già convocata per la giornata di domani, alle ore 10.  

La seduta termina alle 19.50.  

ERRATA CORRIGE

682 del 13 luglio 2012, a pagina 17, prima colonna, dopo l’ottava riga, aggiungere le seguenti: Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n.  

ART. 9. «

All’articolo 9, comma 1, lettera a), capoverso numero 8-bis, aggiungere, in fine, le parole: «, e le cessioni di fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con il Ministro della solidarietà sociale, il Ministro delle politiche per la famiglia e il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive del 22 aprile 2008, per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione.» 
*9. 3. Cambursano.

All’articolo 9, comma 1, lettera a), capoverso numero 8-bis, aggiungere, in fine, le parole: «, e le cessioni di fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con il Ministro della solidarietà sociale, il Ministro delle politiche per la famiglia e il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive del 22 aprile 2008, per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione.» 
*9. 7. Bernardo, Saglia, Brunetta, La Loggia, Leo.

All’articolo 9, comma 1, lettera a), capoverso numero 8-bis, aggiungere, in fine, le parole: «, e le cessioni di fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con il Ministro della solidarietà sociale, il Ministro delle politiche per la famiglia e il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive del 22 aprile 2008, per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione.». 
9. 8.(Nuova formulazione) Strizzolo».

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