“Polemiche certo, e attacchi personali. Ma anche tanta solidarietà, tanta vicinanza: è stata un’esperienza straordinaria, profonda, piena. Ho sempre sentito che le imprese, gli imprenditori italiani, erano con me. Con le nostre battaglie”. È quanto afferma al Sole 24 Ore, Emma Marcegaglia, all’ultimo giorno di presidenza della Confindustria. L’Italia, per Marcegalia, non è un malato inguaribile anche se siamo in “una crisi senza precedenti: la recessione ha fermato il processo di ristrutturazione in atto e ha acuito i problemi”. “Ma il nostro problema – spiega – si chiama produttività: non siamo ai livelli dei nostri migliori concorrenti, siamo 30 punti sotto la quota dei tedeschi. Il dato più grave è relativo alla pubblica amministrazione: lo Stato è obeso, la spesa corrente è sempre cresciuta fino a bruciare completamente il dividendo dell’euro che, con il calo dei tassi, avrebbe potuto consentirci di abbassare la spesa pubblica”.
A salvare il Paese sono state “imprese e forze sociali”, spiega Marcegaglia che rinnova il suo appello per la “crescita e le riforme”. Il fisco, aggiunge, “resta il tema dei temi: il governo Monti ha fatto qualche passo in avanti, ma la pressione su imprese e lavoro è insostenibile”. Sulla riforma del lavoro, l’ormai ex presidente di Confindustria osserva: “L’accordo del giugno 2011 è molto rilevante. La flessibilità nei contratti avrà presto effetto”. (LF)
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