“Chiudere velocemente la partita della riforma del lavoro, ma sull’articolo 18 serve un equilibrio più nitido ed evoluto”. Lo afferma Confcooperative che ha aperto oggi a Roma la 38/a assemblea annuale.
“Sulla flessibilità in entrata – ha detto il vicepresidente vicario Carlo Mitra – concordiamo su due obiettivi: valorizzare il canale principe dell’apprendistato e contrastare la precarietà e gli abusi. Sono miopi quelle imprese che si illudono di trarne vantaggio dalla precarietà”. Sulla riforma del lavoro Confcooperative conferma “il percorso di questi mesi, riconoscendosi nel complesso delle proposte comuni delle associazioni imprenditoriali. L’occupazione stabile si ottiene soprattutto con politiche mirate alla crescita dimensionale, all’irrobustimento patrimoniale, alla modernità gestionale delle imprese” .
“Sull’art. 18 – sostiene – bando a paure apocalittiche o speranze messianiche. Tuttavia avremmo preferito un punto di equilibrio più evoluto e più nitido. Fino a quando non avremo superato i limiti di efficienza, lentezza e talora imprevedibilità, della giustizia civile, aumentare il carico di lavoro dei magistrati non è mai la soluzione giusta”. Tuttavia, aggiunge, “ci sono alcuni comparti cooperativi che non possono sostenere nessun aggravio”. (LF)

























