“Ho imparato sul campo che é meglio dialogare in modo leale e costruttivo per cercare le migliori soluzioni. Penso, quindi, a un sistema di relazioni industriali che garantisca la massima flessibilità nelle regole, così come la massima coerenza e responsabilità nei comportamenti, un sistema che deve essere costruito giorno per giorno, partendo da scelte strategiche forti e ponderate”. Lo scrive Giorgio Squinzi, in lizza per la successione alla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, in una lettera inviata agli associati.
“Ho sempre rifiutato approcci o scelte – spiega Squinzi – che non fossero strettamente legati alla sostanza e al merito dei problemi. Ritengo che le relazioni industriali debbano essere un fattore di competitività, un veicolo di innovazione, di crescita culturale, di responsabilità sociale; devono essere uno strumento utile non solo a risolvere problemi ma, possibilmente, a prevenirli”.
L’Italia, rileva Squinzi, “é diventata meno competitiva quando é venuta a mancare nelle istituzioni la necessaria cultura d’impresa” ma, a seguito della crisi, “per il nostro Paese si é aperta una nuova fase di cambiamento e di maggiore consapevolezza del ruolo dell’impresa e del mercato”. Per questo motivo, a suo giudizio, l’efficienza del sistema Paese “deve diventare, ancor più, la priorità di Confindustria: nel mercato globale la nostra competitività dipende anche e, soprattutto, dalla competitività del sistema Italia”.
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Per Squinzi, “dobbiamo essere europei in tutto” e l’azione di Confindustria deve essere prioritaria su: semplificazione normativo-burocratica per gli investimenti; politica energetica che riduca il divario di costo di circa il 30% sulla media europea; politica fiscale “non oppressiva e prevaricatrice” allineata alla media europea; politica creditiza per le imprese, soprattutto le piccole e medie oggi in sofferenza; intervento “rapidissimo e significativo” sui tempi di pagamento delle amministrazioni pubbliche; politica di investimenti in infrastrutture, materiali e immateriali, e nei settori scuola, formazione e sanità.
Confindustria, secondo Squinzi, “deve essere propositiva su temi che ci riguardano direttamente” e “l’obiettivo deve essere quello di realizzare, a tutti i livelli, un’organizzazione autorevole e coesa, punto di riferimento per un’Italia che deve tornare a crescere. Nella mia vita imprenditoriale ho avuto come obiettivo costante la “ossessione” per la crescita: Confindustria ha la responsabilità di fare in modo che siano tantissimi a tornare ad averla”. La lettera, spiega Squinzi, contiene “riflessioni di un imprenditore, alla giuda di un’impresa familiare in cui é nato e vissuto”.”Idee e non un programma per la Presidenza” che, “rispettando le regole statutarie”, sarà predisposto “nel caso in cui venissi designato dai componenti la Giunta”. (FRN)

























