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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

11 Gennaio 2012
in Camera

ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 11 gennaio 2012. – Presidenza del presidente Silvano MOFFA. – Interviene il viceministro del lavoro e delle politiche sociali, Michel Martone.
La seduta comincia alle 11.55.
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/104/CE relativa al lavoro tramite agenzia interinale.
Atto n. 428.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame dello schema di decreto legislativo in titolo, rinviato nella seduta del 20 dicembre 2011.
Silvano MOFFA, presidente, ricorda preliminarmente che la Commissione – secondo quanto indicato anche dal Presidente della Camera all’atto dell’assegnazione – è tenuta ad attendere il prescritto parere della Conferenza unificata e la consultazione delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro, prima di pronunciarsi definitivamente sull’atto del Governo in titolo. Al riguardo, fa presente che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con una nota in data 5 gennaio 2012, ha comunicato che la Conferenza unificata non ha potuto esprimere il parere di competenza nella seduta del 21 dicembre scorso e che la prossima seduta utile è fissata per giovedì 19 gennaio 2012; il Governo, pertanto, si è impegnato a non procedere comunque all’approvazione in via definitiva dello schema di decreto in esame, fino a quando non saranno stati resi i pareri delle Commissioni parlamentari.
Rilevato, peraltro, che non sono ancora pervenuti i rilievi sulle conseguenze di carattere finanziario da parte della V Commissione (Bilancio) e che l’Esecutivo dovrà anche trasmettere formalmente la documentazione relativa alla consultazione con le parti sociali, chiede al rappresentante del Governo di confermare l’impegno a non adottare definitivamente il testo, in attesa del parere della Commissione, anche qualora tale parere non venga espresso entro i termini previsti dalla legge di delegazione.
Il viceministro Michel MARTONE conferma, a nome del Governo, l’impegno a non procedere all’approvazione in via definitiva dello schema di decreto in titolo, fino a quando non saranno stati resi i pareri delle competenti Commissioni parlamentari. Preannuncia, peraltro, che – in vista della verifica di possibili punti di convergenza su talune ipotesi di modifica al testo – è previsto per il prossimo venerdì 13 gennaio un nuovo incontro tra il suo dicastero e le parti sociali, dei cui esiti si riserva di informare la Commissione.
Giuliano CAZZOLA (PdL) si domanda se non sia utile procedere anche in sede di Commissione – come già avvenuto in altre occasioni simili – allo svolgimento di audizioni informali con i rappresentanti delle parti sociali.
Silvano MOFFA, presidente, atteso che le parti sociali incontreranno i rappresentanti del Governo in settimana, ritiene che possa risultare non appropriato lo svolgimento in parallelo di audizioni informali, restando inteso che lo stesso Governo si è impegnato ad informare la Commissione circa gli esiti del confronto.
Maria Grazia GATTI (PD), relatore, dichiarando che non vi sono difficoltà a prevedere eventuali audizioni informali in Commissione, ove richiesto espressamente dai soggetti interessati, si rimette comunque alle valutazioni della presidenza circa il seguito dell’iter.
Silvano MOFFA, presidente, alla luce degli elementi emersi, prospetta l’opportunità di attendere gli esiti del confronto tra Governo e parti sociali già previsto per venerdì 13 gennaio, per poi verificare, all’inizio della prossima settimana, l’eventuale esistenza di una convergenza su possibili modifiche al testo, che consentirebbe alla Commissione di procedere più speditamente nell’iter, ovvero l’esigenza di svolgere ulteriori approfondimenti, anche di natura informale, con i rappresentanti delle associazioni datoriali e sindacali interessate, sulla base di loro specifiche richieste.
La Commissione conviene.
Silvano MOFFA, presidente, rinvia, quindi, il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 12.

SEDE REFERENTE
Mercoledì 11 gennaio 2012. – Presidenza del presidente Silvano MOFFA. – Interviene il viceministro del lavoro e delle politiche sociali, Michel Martone.
La seduta comincia alle 12.
Disposizioni concernenti la disciplina degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza.
Testo unificato C. 2715 Damiano e C. 3522 Di Biagio.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 14 dicembre 2011.
Silvano MOFFA, presidente, ricorda che nella precedente seduta sono stati presentati taluni emendamenti al testo unificato delle proposte di legge in titolo, adottato dalla Commissione come testo base per il seguito dell’esame in sede referente (vedi Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari di mercoledì 14 dicembre 2011, n. 580). Fa presente, peraltro, che il relatore ha nel frattempo predisposto un ulteriore emendamento riferito al predetto testo unificato (vedi allegato 4), in relazione al quale potrebbe essere fissato un termine per la presentazione di subemendamenti per lunedì 16 gennaio.
Nedo Lorenzo POLI (UdCpTP), relatore, giudica importante concedere un margine temporale congruo a gruppi e Governo per approfondire il contenuto del proprio emendamento 4.10, che interviene su una materia di particolare rilievo per le casse e gli enti privatizzati.
Silvano MOFFA, presidente, propone, quindi, di fissare il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti all’emendamento 4.10 del relatore per le ore 12 di lunedì 23 gennaio 2012.
La Commissione concorda.
Il viceministro Michel MARTONE, atteso che lo stesso Ministro del lavoro e delle politiche sociali valuta della massima importanza il tema oggetto del provvedimento, fa notare che il Governo chiede un certo margine di tempo per svolgere i necessari approfondimenti di merito, anche in relazione al nuovo emendamento del relatore.
Nedo Lorenzo POLI (UdCpTP), relatore, ritiene ragionevole la richiesta del rappresentante del Governo.
Silvano MOFFA, presidente, preso atto che non vi sono obiezioni in proposito, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Norme per favorire l’inserimento lavorativo dei detenuti.
Testo unificato C. 124 Angeli, C. 859 Pisicchio, C. 937 D’Ippolito Vitale, C. 3010 Renato Farina.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame dei provvedimenti, rinviato nella seduta del 21 dicembre 2011.
Silvano MOFFA, presidente, ricorda che, nella precedente seduta, sono state presentate talune proposte emendative riferite al testo unificato delle proposte di legge in titolo, adottato come testo base per il seguito dell’esame in sede referente (vedi allegato 5).
Alessia Maria MOSCA (PD), relatore, invita al ritiro di tutti gli emendamenti presentati, ad eccezione degli identici emendamenti Bobba 6.1 e Versace 6.2, per i quali il parere è favorevole, sia pure subordinatamente alla disponibilità del Governo in ordine alle modalità di copertura. Al contempo, esprime parere favorevole sull’articolo aggiuntivo Schirru 3.01, a condizione che esso sia riformulato nel senso di limitarne il contenuto al solo comma 2.
Fa presente, in particolare, che gli emendamenti riferiti agli articoli 3 e 5 sembrano trarre origine dall’esigenza di rimediare ad un effetto di «spiazzamento» delle risorse attualmente esistenti, che potrebbe crearsi a seguito dell’approvazione del testo unificato; poiché incrementando la copertura complessiva del provvedimento tale effetto sarebbe scongiurato, ne prospetta il ritiro, auspicando che il Governo sia comunque disponibile a garantire la copertura dei maggiori oneri.
Il viceministro Michel MARTONE, nel formulare un parere conforme a quello del relatore, sottolinea che il Governo ha avviato un lavoro istruttorio su questo tema, che giudica di assoluta importanza, anche mediante la verifica del possibile coinvolgimento del Ministero della giustizia. In questo senso, ritiene che l’eventuale conferma dello stanziamento fissato dal testo unificato possa anche essere assicurata – in via sperimentale – tramite la norma di copertura al momento prevista, mentre un suo incremento sino alla cifra indicata dagli identici emendamenti Bobba 6.1 e Versace 6.2 andrebbe coperto attraverso possibili fondi indicati dal predetto dicastero della giustizia.
Alessia Maria MOSCA (PD), relatore, alla luce delle considerazioni appena svolte dal rappresentante del Governo, propone di procedere sin d’ora alla votazione delle proposte emendative, fatta eccezione per gli identici emendamenti Bobba 6.1 e Versace 6.2, sui quali potrebbe essere utile un ulteriore approfondimento istruttorio.
Luigi BOBBA (PD) ritira i propri emendamenti 3.2, 3.3, 3.5 e 5.1.
Silvano MOFFA, presidente, constata l’assenza del presentatore degli emendamenti Versace 3.1, 3.4, 3.6 e 5.2; si intende che abbia rinunciato.
Amalia SCHIRRU (PD) dichiara di accettare la proposta di riformulazione del proprio articolo aggiuntivo 3.01.
La Commissione approva l’articolo aggiuntivo Schirru 3.01, nella sua nuova formulazione (vedi allegato 5).
Silvano MOFFA, presidente, secondo quanto prospettato in precedenza dal relatore, propone di accantonare gli identici emendamenti Bobba 6.1 e Versace 6.2, per consentire i necessari approfondimenti da parte del Governo.
Il viceministro Michel MARTONE si impegna a svolgere le opportune riflessioni sugli elementi di copertura finanziaria degli identici emendamenti Bobba 6.1 e Versace 6.2.
La Commissione delibera di accantonare gli identici emendamenti Bobba 6.1 e Versace 6.2.
Massimiliano FEDRIGA (LNP) dichiara il proprio disappunto per le modalità di esame delle proposte emendative presentate, prendendo atto che i gruppi di maggioranza hanno ritenuto di procedere alla votazione di tutti gli emendamenti, pur in assenza di elementi di chiarezza circa la copertura finanziaria del testo.
Silvano MOFFA, presidente, nel ricordare che gli emendamenti legati ai profili di copertura finanziaria degli oneri recati dal provvedimento sono stati appena accantonati dalla Commissione, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici di reversibilità.
Testo unificato C. 1847 Bragantini, C. 945 D’Ippolito Vitale, C. 1158 Lamorte, C. 2140 Capitanio Santolini, C. 2767 Franzoso, C. 2782 Lorenzin, C. 2837 Guzzanti, C. 2988 Bitonci, C. 3166 Milo, C. 4010 Schirru, C. 4011 Gnecchi, C. 4016 Bobba e C. 4150 Poli.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 6 ottobre 2011.
Silvano MOFFA, presidente, ricorda che nella riunione del 21 dicembre scorso si sono conclusi i lavori del Comitato ristretto, al quale era stato deferito l’esame delle proposte emendative riferite al testo unificato delle proposte di legge in titolo, adottato come testo base. Al riguardo, fa presente che in tale riunione si è convenuto di porre in votazione le predette proposte emendative, senza procedere ad ulteriori modifiche del testo nell’ambito del Comitato ristretto.
Comunica, peraltro, che il relatore ha nel frattempo predisposto un ulteriore emendamento riferito al predetto testo unificato (vedi allegato 6). Propone, quindi, di prevedere un termine per la presentazione di eventuali subemendamenti a tale emendamento 4.10 del relatore, che potrebbe essere fissato per le ore 12 di lunedì 16 gennaio 2012.
La Commissione concorda.
Massimiliano FEDRIGA (LNP), relatore, nell’illustrare il proprio emendamento 4.10, auspica che esso possa registrare la convergenza di tutte le forze politiche sul problema delle penalizzazioni introdotte dalla recente riforma del sistema pensionistico. Osserva altresì che l’esame del presente provvedimento può anche costituire una buona occasione per rivedere in termini più complessivi il sistema delle pensioni di reversibilità, eventualmente prendendo in considerazione anche forme di intervento suscettibili di incidere sulla tabella F, allegata alla legge n. 335 del 1995. In tale ottica, ritiene importante avviare un riflessione circa l’opportunità di rivalutare il sistema di decurtazione del trattamento, prevedendo limiti di cumulo con i redditi del beneficiario più equi, al fine di superare il rischio – attualmente presente, con la normativa vigente – che vengano ingiustamente penalizzate le persone in difficoltà economica e premiate, al contrario, quelle più abbienti. Giudica, inoltre, importante individuare vere e proprie soglie di detrazione, al fine di rapportare l’entità di tale decurtazione esclusivamente alle somme eccedenti questi limiti, evitando in tal modo di penalizzare la misura del trattamento nel suo complesso.
Cesare DAMIANO (PD), nel riservarsi di verificare la praticabilità dell’emendamento testé presentato dal relatore, intende comunque riproporre con forza la questione delle penalizzazioni dei trattamenti pensionistici, introdotte dal Governo con la recente manovra economica: in proposito, fa presente che il suo gruppo ritiene urgente intervenire su questo versante, anche in considerazione del fatto che sul tema – al pari della questione dei casi di ingiustizia sociale che si determinano per coloro che resteranno senza pensione, senza stipendio e senza ammortizzatori sociali – sono stati assunti dal Governo importanti impegni, a fronte dell’accoglimento di precisi ordini del giorno in Parlamento. Ricorda, altresì, che sull’argomento è ritornato lo stesso Presidente Monti, nella conferenza stampa di fine anno, dichiarando la propria intenzione di intervenire per risolvere gli elementi di maggiore criticità derivanti da una applicazione troppo rigida della recente riforma previdenziale, soprattutto laddove sia in ballo la tutela di categorie di lavoratori particolarmente disagiate (come, ad esempio, quella dei lavoratori posti in mobilità).
Auspica, pertanto, che il Governo passi dalla parole ai fatti, prevedendo interventi incisivi sul punto già a partire dal primo atto utile, che risulta essere il decreto-legge recante la proroga di termini legislativi in scadenza, all’esame del Parlamento.
Silvano MOFFA, presidente, in linea con quanto dichiarato dal deputato Damiano, evidenzia la necessità che il Governo affronti la problematica testé evidenziata ed individui quanto prima idonee soluzioni, in coerenza con gli impegni assunti a livello parlamentare. Pur comprendendo che il percorso di modifica del decreto-legge recante le proroghe di termini legislativi possa risultare difficoltoso, invita comunque il Governo a intervenire quanto prima sulla materia, attese anche le sue declamate competenze tecniche, che non dovrebbero rendere impossibile l’individuazione di una soluzione in quel contesto. Fa presente, infatti, che – ove l’Esecutivo non provvedesse con tempestività – sarebbe l’intera Commissione ad assumere le iniziative di propria competenza.
Massimiliano FEDRIGA (LNP), relatore, intervenendo per una precisazione, fa notare che un eventuale intervento sul tema delle penalizzazioni dei trattamenti pensionistici – in conformità con quanto indicato nella relazione tecnica (presentata dal Governo nel corso dell’esame presso le Commissioni riunite V e VI della recente manovra economica), che ha ritenuto non quantificabili i possibili risparmi di spesa – non sembrerebbe suscettibile di produrre oneri di natura finanziaria.
Nedo Lorenzo POLI (UdCpTP), associandosi alle considerazioni svolte, osserva che le conseguenze negative dell’attuazione della recente riforma previdenziale nei confronti di talune categorie di persone sono ben note a tutti e richiedono, pertanto, l’adozione di urgenti misure improntate ad una maggiore equità sociale.
Giuliano CAZZOLA (PdL), ritenuto assolutamente condivisibile l’intento del Presidente Monti – espresso nella conferenza stampa di fine anno – di salvaguardare la posizione di determinate categorie di soggetti in difficoltà, affinché nessuno, a seguito dell’applicazione della recente riforma pensionistica, rimanga senza pensione, stipendio o altra forma di sostegno al reddito, intende esprimere – a titolo personale – la propria convinzione (difforme rispetto a quella manifestata dai deputati finora intervenuti) circa l’utilità del sistema di penalizzazione dei trattamenti pensionistici (di recente introdotto dal Governo con la manovra economica), da lui giudicato pienamente coerente con l’instaurazione del sistema contributivo.
Il viceministro Michel MARTONE, dopo avere dichiarato che sarà sua cura rappresentare al Ministro le importanti osservazioni svolte nel corso del dibattito, intende assicurare che il Governo è pienamente consapevole dell’esistenza di taluni elementi di criticità derivanti dall’applicazione della riforma previdenziale, soprattutto nella parte in cui essa disciplina alcune fattispecie (come il comma 14 dell’articolo 24 del decreto-legge n. 201 del 2011), la cui delicatezza e specificità richiede la massima attenzione e disponibilità dell’Esecutivo. Ritiene necessario, in ogni caso, che la portata di tali problematiche sia valutata caso per caso, al fine di realizzare interventi di maggiore equità sociale laddove essi siano concretamente esistenti, sapendo distinguere tra le diverse posizioni previdenziali acquisite.
Atteso che il Governo sta lavorando secondo i predetti criteri di equità alla soluzione dei problemi esistenti, fa presente, quindi, di essere favorevole ad un rinvio del seguito dell’esame del provvedimento, anche al fine di svolgere i necessari approfondimenti.
Silvano MOFFA, presidente, nel sottolineare che la ristrettezza dei margini temporali impone con urgenza l’adozione di misure forti ed incisive, auspica che l’imminente esame del decreto-legge di proroga dei termini possa rappresentare la sede idonea ad individuare soluzioni specifiche a tale problematica, affinché sia salvaguardata l’equità degli interventi previdenziali realizzati dall’Esecutivo, fermo restando che la Commissione potrà continuare a svolgere con serietà ed autonomia il proprio lavoro sul tema correlato delle pensioni di reversibilità, oggetto del presente provvedimento.
Rinvia, quindi, il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 12.25.

ALLEGATO 1
5-05256 Fedriga: Procedure dell’INPS per il recupero di somme a carico dei pensionati.
TESTO DELLA RISPOSTA

L’interrogazione che passo ad illustrare concerne le procedure adottate dall’INPS per il recupero della somma aggiuntiva (così detto quattordicesima) prevista dall’articolo 5, commi da 1 a 4 del decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 127, nei confronti di alcune categorie di pensionati.
Il decreto-legge citato ha previsto, a partire dall’anno 2007, la corresponsione di una somma aggiuntiva, in presenza di determinate condizioni reddituali, in favore di pensionati ultrasessantaquattrenni titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della stessa, gestite da enti pubblici di previdenza obbligatoria.
In base a quanto previsto dalla normativa vigente, l’Istituto eroga tali prestazioni sui redditi riferiti all’anno del pagamento della quattordicesima mensilità; trattasi quindi di redditi presunti che solo in un momento successivo possono essere verificati attraverso l’incrocio con quelli effettivamente dichiarati all’Agenzia delle entrate.
Come comunicato dall’INPS ai competenti Uffici del Ministero che rappresento, il pagamento della somma aggiuntiva è stato effettuato in via provvisoria, in attesa di verificare il diritto e la misura del beneficio concesso, sulla scorta dei redditi definitivi dell’anno 2008. Peraltro tale informazione viene espressamente fornita ai soggetti interessati, all’atto dell’erogazione della prestazione.
Con le verifiche iniziate nel mese di luglio 2010, è stato effettuato il confronto fra l’importo erogato sulla base dei redditi presunti e l’importo effettivamente spettante, sulla base dei redditi consolidati del 2008. Nel corso del mese di maggio 2011 la verifica è stata completata con riferimento anche a tutti i soggetti esclusi dalla precedente elaborazione di controllo a seguito della trasmissione dei dati reddituali da parte dell’Agenzia delle entrate.
Tali verifiche hanno comportato:
la convalida dell’erogazione, nel caso in cui i redditi dichiarati non superassero i limiti stabiliti;
il conguaglio, a credito o debito del pensionato, nel caso in cui il reddito dichiarato abbia comportato la rideterminazione dell’importo a suo tempo erogato;
la revoca della prestazione, nel caso di superamento dei limiti reddituali, ovvero di omessa dichiarazione.
L’INPS ha provveduto ad inviare ai soggetti interessati le relative comunicazioni, informando coloro per i quali, in funzione dei redditi dichiarati, è risultato necessario recuperare l’intero importo aggiuntivo o parte dello stesso, che tale recupero viene effettuato in forma rateale (cinque rate).

ALLEGATO 2
5-05315 Bellanova: Riparto delle risorse per la CIG in deroga in favore della Regione Puglia.
TESTO DELLA RISPOSTA

L’interrogazione che passo ad illustrare concerne i criteri utilizzati dal Governo per il riparto fra le regioni delle risorse da destinare al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga.
Il combinato disposto dei commi 29, 30 e 34 dell’articolo 1 della legge 220 del 2010 (legge di stabilità 2011) stabilisce che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze può disporre, in deroga alla normativa vigente, la concessione e/o la proroga, anche senza soluzione di continuità, di trattamenti di cassa integrazione guadagni, di mobilità e di disoccupazione speciale, anche con riferimento a settori produttivi e ad aree regionali.
A tal proposito, in attuazione dell’accordo governativo dell’8 settembre 2011, con successivo decreto ministeriale del 24 ottobre scorso, sono state assegnate alla Regione Puglia 100 milioni di euro «al fine della concessione o proroga, in deroga alla vigente normativa, di trattamenti di cassa integrazione guadagni, ordinaria e/o straordinaria, di mobilità, di disoccupazione speciale ai lavoratori a tempo determinato ed indeterminato, con inclusione degli apprendisti e dei lavoratori somministrati, delle imprese ubicate nella Regione medesima».
Occorre considerare che nel procedere al riparto della quota del fondo sociale per occupazione e formazione volta a finanziare gli ammortizzatori sociali in deroga, è stato necessario prendere atto che le richieste avanzate dalle regioni si sono rivelate, a causa dell’attuale situazione economico-finanziaria, molto superiori alle risorse disponibili. L’assegnazione delle risorse è stata quindi disposta in misura inferiore alle richieste iniziali, mediamente nella misura del 50 per cento di quanto richiesto dalle singole regioni. Ne consegue che anche l’importo di 100 milioni di euro assegnato alla Regione Puglia, è stato determinato in applicazione del criterio innanzi richiamato, volto a soddisfare in maniera proporzionale le richieste regionali.
Conclusivamente voglio rassicurare la Commissione che elevata è l’attenzione del Governo – e del Ministero che rappresento in particolare – verso la crisi occupazionale che sta investendo l’intero Paese ed in particolare la Regione Puglia; tuttavia, pur dando atto della rilevanza delle questioni prospettate dall’OnorevoIe interrogante, non appare agevole allo stato attuale della congiuntura economica aderire pienamente alle richieste formulate dalle regioni in materia di risorse da destinare al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga.

ALLEGATO 3
5-05402 Gatti: Salvaguardia dei posti di lavoro per il personale del gruppo Baglietto di Pisa.
TESTO DELLA RISPOSTA

Passo ad illustrare l’atto ispettivo dell’Onorevole Gatti, inerente alla situazione produttiva ed occupazionale della società Cantieri Navali di Pisa Spa, appartenente al Gruppo Baglietto, uno dei principali produttori nazionali specializzati nella produzione di superyacht.
In proposito, ricordo che – a seguito della presentazione dell’istanza di CIGS del 6 maggio 2010 – il competente Ufficio Territoriale del lavoro, in data 3 giugno 2010, ha proceduto al compimento degli accertamenti relativi alla situazione di crisi che ha colpito la società in parola.
Dalle verifiche effettuate è emerso che, nel dicembre 2009, la società ha registrato il venir meno delle commesse di lavoro e che la realtà aziendale era caratterizzata da 3 capannoni, di cui uno completamente vuoto ed inutilizzato, e da 4 imbarcazioni, di cui 1 in costruzione e 3 la cui costruzione è stata bloccata a causa dei mancati pagamenti da parte dei committenti. Il blocco delle lavorazioni, in particolare, è scaturito dall’interruzione dei rapporti contrattuali con fornitori e committenti dovuta alla congiuntura economica negativa che ha interessato e sta interessando, tuttora, il settore della nautica da diporto.
In questo contesto, i competenti uffici dell’Amministrazione che rappresento hanno provveduto ad autorizzare – con decreto direttoriale del 1° ottobre 2010 – la corresponsione del trattamento di CIGS per crisi aziendale in favore dei dipendenti della società Cantieri Navali di Pisa Spa, per un massimo di 63 unità lavorative, relativamente al periodo dal 13 aprile 2010 al 12 aprile 2011.
Successivamente, a seguito della proposizione della domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo, dichiarata aperta in data 8 luglio 2010, è stata autorizzata – con decreto direttoriale del 18 aprile 2011 – la corresponsione del trattamento di CIGS per procedure concorsuali, ex articolo 3, comma 1, della legge n. 223 del 1991, per un massimo di 63 unità lavorative, relativamente al periodo dall’8 luglio 2010 al 7 luglio 2011. Tale misura di sostegno ai lavoratori ha sostituito quella precedentemente concessa, limitatamente ai periodi coincidenti.
Con successivo decreto del 1° agosto 2011 è stata autorizzata la proroga del trattamento di CIGS per procedure concorsuali, per un massimo di 59 unità lavorative, relativamente al periodo dall’8 luglio 2011 al 7 gennaio 2012.
Faccio, inoltre, presente che lo scorso 27 dicembre, presso gli uffici di La Spezia del Gruppo Baglietto, si è tenuto un incontro tra i vertici aziendali e le rappresentanze sindacali dei lavoratori, all’esito del quale è stato siglato l’accordo per la concessione – per l’unità produttiva di Pisa – del trattamento di Cassa integrazione guadagni in deroga in favore di 55 dipendenti sospesi a zero ore, relativamente al periodo dal 9 gennaio 2012 all’8 maggio 2012.
Dalle informazioni acquisite presso la Regione Toscana, risulta che – a metà giugno 2011 – è stato attivato un tavolo di crisi a livello territoriale, che ha coinvolto successivamente anche la Regione Liguria al fine di garantire continuità storica ai Cantieri Navali di Pisa spa e agli altri siti produttivi coinvolti.
Sulla base delle informazioni al momento disponibili risulta inoltre che lo scorso 19 dicembre è stata formalizzata un’offerta irrevocabile di acquisto per i Cantieri Navali di Pisa spa, da parte di un gruppo italiano finora rappresentato da uno studio legale. Tale offerta, in particolare, prevede tra le condizioni per la sottoscrizione del relativo accordo l’attribuzione diretta – da parte di una società all’uopo delegata dal comune di Pisa – della concessione pluriennale per l’occupazione e l’uso dei terreni demaniali. A questo proposito è stato da più parti rilevato che il tema delle concessioni per l’occupazione e l’uso dei terreni demaniali rappresenta, ad oggi, uno dei nodi più critici rispetto alla possibilità che si giunga ad una positiva soluzione della vicenda in esame.
Per quanto invece attiene alle possibili iniziative volte al rilancio economico e produttivo della società Cantieri Navali di Pisa Spa, faccio inoltre presente che il Ministero dello sviluppo economico non è stato al momento coinvolto nella vicenda. Tuttavia ha manifestato la propria disponibilità ad aprire un tavolo di confronto qualora le parti ne facciano espressa richiesta.
In conclusione, posso assicurare che la vicenda rappresentata dall’Onorevole Gatti è all’attenzione dell’Amministrazione che rappresento e che sarà mia cura fornire all’interrogante ogni utile elemento in ordine agli ulteriori sviluppi della vicenda.

ALLEGATO 4
Disposizioni concernenti la disciplina degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza (Testo unificato C. 2715 Damiano e C. 3522 Di Biagio).
EMENDAMENTO DEL RELATORE
ART. 4.

Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:
5. Fermo restando quanto previsto al comma 1 del presente articolo, il comma 24 dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 2011, n. 214, è sostituito dal seguente: «In considerazione dell’esigenza di assicurare l’equilibrio finanziario delle rispettive gestioni in conformità alle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, gli enti e le forme gestorie di cui ai predetti decreti adottano, nell’esercizio della loro autonomia gestionale, entro e non oltre il 31 dicembre 2012, misure volte ad assicurare l’equilibrio tra entrate contributive, patrimoni e relativi rendimenti, e spesa per prestazioni pensionistiche secondo bilanci tecnici riferiti ad un arco temporale di cinquanta anni. Le delibere in materia sono sottoposte all’approvazione dei ministeri vigilanti secondo le disposizioni di cui ai predetti decreti; essi si esprimono in modo definitivo entro trenta giorni dalla ricezione di tali delibere. Decorso il termine del 31 dicembre 2012 senza l’adozione dei previsti provvedimenti, ovvero nel caso di parere negativo dei ministeri vigilanti, si applicano:
a) le disposizioni di cui al comma 2 del presente articolo sull’applicazione del pro-rata agli iscritti alle relative gestioni;
b) un contributo di solidarietà, per gli anni 2012 e 2013, a carico dei pensionati nella misura dell’1 per cento».
4. 10.Il Relatore.

ALLEGATO 5
Norme per favorire l’inserimento lavorativo dei detenuti (Testo unificato C. 124 Angeli, C. 859 Pisicchio, C. 937 D’Ippolito Vitale, C. 3010 Renato Farina).


EMENDAMENTI
ART. 3.

Al comma 1, capoverso articolo 3, sopprimere il comma 1.
3. 1. Versace.
Al comma 1, capoverso articolo 3, sostituire le parole: 1.000 euro con le seguenti: 516 euro e sopprimere la parola: accreditate.
3. 2. Bobba.
Al comma 1, sopprimere il capoverso articolo 3-bis.
*3. 3. Bobba.
Al comma 1, sopprimere il capoverso articolo 3-bis.
*3. 4. Versace.
Al comma 1, sopprimere il capoverso articolo 3-ter.
**3. 5. Bobba.
Al comma 1, sopprimere il capoverso articolo 3-ter.
**3. 6. Versace.
Dopo l’articolo 3, inserire il seguente:
Art. 3-bis. – 1. Le agevolazioni di cui agli articoli da 1 a 3 della presente legge sono riconosciuti alle imprese costituite tra i detenuti negli istituti penitenziari, finalizzate allo svolgimento di attività di gestione di servizi interni agli istituti stessi, quali la pulizia, le manutenzioni, la preparazione e somministrazione di pasti, l’infermeria, nonché per attività artigianali, agro-pastorali o di commercializzazione dei prodotti realizzati dai detenuti.
2. Al fine di favorire esperienze di auto imprenditorialità dei detenuti negli istituti penitenziari, l’amministrazione, nell’ambito delle proprie risorse finanziarie, provvede alla realizzazione di appositi progetti sperimentali di formazione professionale e tutoraggio delle iniziative imprenditoriali realizzate dai detenuti.
3. 01. Schirru.
Dopo l’articolo 3, inserire il seguente:
Art. 3-bis. – 1. Al fine di favorire esperienze di auto imprenditorialità dei detenuti negli istituti penitenziari, l’amministrazione, nell’ambito delle proprie risorse finanziarie, provvede alla realizzazione di appositi progetti sperimentali di formazione professionale e tutoraggio delle iniziative imprenditoriali realizzate dai detenuti.
3. 01. (Nuova formulazione)Schirru.
(Approvato)
ART. 5.
Al comma 1, sopprimere il capoverso articolo 5-bis.
*5. 1. Bobba.
Al comma 1, sopprimere il capoverso articolo 5-bis.
*5. 2. Versace.ART. 6.
Al comma 1, sostituire le parole: 3.423.000 euro annui con le seguenti: 6.500.000 euro annui.
**6. 1. Bobba.
Al comma 1, sostituire le parole: 3.423.000 euro annui con le seguenti: 6.500.000 euro annui.
**6. 2. Versace.
ALLEGATO 6
Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici di reversibilità (Testo unificato C. 1847 Bragantini, C. 945 D’Ippolito Vitale, C. 1158 Lamorte, C. 2140 Capitanio Santolini, C. 2767 Franzoso, C. 2782 Lorenzin, C. 2837 Guzzanti, C. 2988 Bitonci, C. 3166 Milo, C. 4010 Schirru, C. 4011 Gnecchi, C. 4016 Bobba e C. 4150 Poli).

EMENDAMENTO DEL RELATORE
ART. 4.

Al comma 1, sostituire le parole da: confluiscono fino alla fine del comma con le seguenti: sono destinate all’attuazione delle disposizioni di cui al comma 2.
Conseguentemente, sostituire il comma 2 con il seguente: Al comma 10 dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono abrogati i seguenti periodi: «Sulla quota di trattamento relativa alle anzianità contributive maturate antecedentemente il 1o gennaio 2012, è applicata una riduzione percentuale pari ad 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni; tale percentuale annua è elevata a 2 punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni. Nel caso in cui l’età al pensionamento non sia intera la riduzione percentuale è proporzionale al numero di mesi».
4. 10. Il Relatore.

Martedì 10 gennaio 2012

Disposizioni per il superamento del blocco delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e per la chiamata dei vincitori e degli idonei nei concorsi. Nuovo testo unificato C. 4116 Damiano, C. 4366 Cazzola, C. 4455 Di Pietro (Seguito dell’esame e rinvio) … 35
Martedì 10 gennaio 2012. – Presidenza del presidente Silvano MOFFA. – Interviene il ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi.
La seduta comincia alle 12.55.
Disposizioni per il superamento del blocco delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e per la chiamata dei vincitori e degli idonei nei concorsi.
Nuovo testo unificato C. 4116 Damiano, C. 4366 Cazzola, C. 4455 Di Pietro.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 21 dicembre 2011.
Silvano MOFFA, presidente, ricorda che nella precedente seduta – in cui sono state presentate talune proposte emendative riferite al nuovo testo unificato delle proposte di legge in titolo, adottato come testo base dalla Commissione (vedi Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari di mercoledì 21 dicembre 2011, n. 585) – si è convenuto sull’opportunità di un rinvio del loro esame ad altra seduta, in modo da consentire al Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione di svolgere le proprie valutazioni e considerazioni al riguardo.
Il Ministro Filippo PATRONI GRIFFI dichiara preliminarmente di avere compreso la logica sottesa al provvedimento in esame, volta a rendere effettivi i concorsi pubblici già svolti che abbiano graduatorie ancora aperte e, al contempo, a prevedere l’introduzione «a regime» di un diverso sistema di reclutamento, basato su concorsi unici per qualifiche comuni. Sotto questo profilo, si riserva di prospettare alla Commissione possibili riformulazioni formali, prendendo atto anche dei diversi emendamenti presentati al testo unificato in esame, sui quali ritiene opportuno riflettere con attenzione. Segnala, peraltro, due esigenze prioritarie legate al merito del provvedimento: da un lato, quella di assicurare a coloro che hanno vinto un concorso il diritto di lavorare presso l’amministrazione che lo ha bandito e, dall’altro, quella di non impedire l’accesso delle generazioni più giovani alle amministrazioni pubbliche; in tal senso, invita la Commissione a ragionare sulla difficoltà di affrontare il tema degli idonei alla stregua di quello dei vincitori di concorso, giudicando utile, a questo fine, la ricerca di un punto di equilibrio comune, che induca anche i gruppi parlamentari che sinora si sono dimostrati più critici ad un’intesa sui principi generali del provvedimento. Se, infatti, ritiene indiscutibile la legittimità di una disposizione che vieti nuovi concorsi per quelle amministrazioni che non abbiano esaurito le graduatorie dei vincitori dei concorsi già svolti, si dichiara disponibile ad individuare meccanismi più innovativi per la tutela degli idonei in graduatoria – che si trovano, a suo avviso, in una posizione qualificata ma non parificata a quella dei vincitori di concorso – attraverso l’introduzione di forme di reclutamento che consentano alle amministrazioni di bandire, in parte, nuovi concorsi e di «pescare» i neo-assunti, per la restante parte, dalle graduatorie degli idonei ancora aperte. A suo giudizio, si tratterebbe quindi di inserire nel testo unificato una disposizione in grado di evitare – ove residuino soltanto idonei in graduatoria – il blocco totale di nuovi concorsi, che potrebbe prestarsi a oggettivi rilievi critici, oltre che a forti preoccupazioni per le generazioni più giovani.
Giuliano CAZZOLA (PdL) ricorda che l’ipotesi avanzata dal Ministro nella seduta odierna si pone su una linea di continuità rispetto alle soluzioni prospettate dalla Commissione nel corso dell’esame del presente provvedimento, pur riconoscendo che, durante l’iter, il testo ha subito numerose modifiche che ne hanno alterato, in alcune sue parti, l’originaria impostazione. Fatto notare, peraltro, che l’idea di introdurre un meccanismo che preveda un giusto contemperamento tra l’esigenza di indire nuovi concorsi e quella di salvaguardare le graduatorie in corso è stata già presa in considerazione dall’attuale Ministro della pubblica istruzione, dell’università e della ricerca, ritiene auspicabile prevedere una forma di intervento di compromesso, che salvaguardi le legittime istanze di tutti i soggetti interessati, anche considerando che la platea di potenziali beneficiari non appare di dimensioni significative.
Cesare DAMIANO (PD), dopo avere dichiarato di non poter condividere talune delle considerazioni svolte dal Ministro, fa notare che il lungo e articolato lavoro svolto dalla Commissione è stato orientato proprio alla soluzione di una problematica eccezionale e di straordinaria gravità, generata dal blocco pressoché assoluto del turn over e dal conseguente progressivo «rigonfiamento» delle graduatorie dei concorsi. In coerenza con tale indirizzo, giudica opportuno, pertanto, continuare a dare priorità – nell’immediato – alla questione dell’assorbimento delle graduatorie vigenti, rinviando ad altri momenti lo studio di ipotesi di riforma più complessive e sistematiche, che ritiene saranno più facilmente attuabili una volta normalizzata la situazione. Piuttosto, nella prospettiva di conseguire un ampio consenso e perseguire la finalità testé indicata, anche con una vera e propria «terapia d’urto», ritiene possibile avviare una riflessione sui limiti temporali del provvedimento stesso, già ampiamente ridotti nei vari passaggi parlamentari, dichiarandosi favorevole ad una forma di «moratoria concorsuale» che, seppure più circoscritta nel tempo, sia mantenuta integra nella sua capacità di produrre effetti di ampia portata, attraverso l’adozione di misure incisive di scorrimento delle graduatorie, che investano in pieno anche gli idonei: a tal fine, si dichiara disponibile a ritirare tutti gli emendamenti del suo gruppo, fatta eccezione per il proprio emendamento 1.4, teso a prevedere un intervento specifico a favore di tali soggetti. Ritiene, infatti, che l’eventuale introduzione di complessi meccanismi di compensazione tra le opposte esigenze, come quelli prospettati dal Ministro, prevedendo eccessive diversità di posizione tra vincitori e idonei, possa anche determinare gravi difficoltà di tipo applicativo e gestionale, generando problemi di disparità di trattamento tra le amministrazioni pubbliche. Auspica, pertanto, che lo stesso Ministro possa tenere in debita considerazione le osservazioni testé svolte, così come si è mostrato attento alle istanze formulate da altri gruppi (per venire incontro alle quali, peraltro, sembrerebbe avere prospettato una specifica proposta di modifica del testo): in caso contrario, il Governo guadagnerebbe forse l’assenso di una parte politica, ma perderebbe il sostegno di un’altra, ossia del gruppo del Partito Democratico.
Soffermandosi, poi, sul recente decreto-legge adottato dal Governo per la proroga di termini legislativi in scadenza (decreto-legge n. 216 del 2011), fa notare che, da una prima lettura del testo, sembrerebbero emergere evidenti problematiche connesse ai periodi di decorrenza delle proroghe delle graduatorie dei concorsi, che risulterebbero differenti (dal settembre 2003 o dal dicembre 2005) a seconda del tipo di amministrazione preso in considerazione: per la sola Presidenza del Consiglio dei ministri, infatti, sembrerebbe essere stata adottata una decorrenza più risalente. Auspica, in proposito, una modifica del provvedimento, che renda omogeneo l’intervento di proroga, facendolo decorrere per tutte le amministrazioni dal settembre 2003, in modo da evitare di determinare palesi situazioni di disparità.
Augurandosi, infine, che l’esame del provvedimento possa proseguire lungo la linea già tracciata dalla Commissione e ricordando che essa, a seguito di una discussione lunga e complessa, è pervenuta a conclusioni condivise che dovrebbero essere salvaguardate, evidenzia la necessità di adottare con celerità le misure urgenti previste nel testo unificato, che non mirano ad introdurre un modello organico per il futuro, bensì a fronteggiare una situazione di temporanea difficoltà. Quanto alle ipotesi di successivi interventi nel settore, peraltro, auspica che il Governo possa elaborare provvedimenti adeguati, che sappiano far coincidere l’indizione dei nuovi concorsi con le effettive esigenze di organico delle amministrazioni.
Il Ministro Filippo PATRONI GRIFFI fa anzitutto notare che la proposta di compromesso in precedenza indicata mirerebbe a raggiungere una più ampia condivisione tra i gruppi sui contenuti del provvedimento e non certo a segnare una divisione tra di essi; proprio in tale ottica, si dichiara disposto a ragionare anche sul periodo di vigenza del divieto di nuovi concorsi, nel presupposto che un intervento rigorosamente delimitato nel tempo, immediato e non ridimensionato nell’efficacia, possa contemperare le esigenze di tutti i soggetti coinvolti, comprese quelle di coloro che intendono partecipare a concorsi futuri.
Inoltre, riservandosi di svolgere ulteriori approfondimenti sulla questione prospettata dal deputato Damiano, relativa a talune misure contenute nel decreto-legge recante la proroga di termini legislativi, di recente adottato dal Governo, fa notare da subito che la proroga di cui al comma 6 dell’articolo 1 di tale decreto-legge sembra corrispondere ad una logica precisa, tesa a salvaguardare la specificità di talune amministrazioni. Fa presente, peraltro, che lo slittamento di un anno della decorrenza delle graduatorie riguardanti le amministrazioni pubbliche, previsto al pari del prolungamento di un anno della loro validità, risponde all’esigenza di garantire la credibilità delle graduatorie stesse, ponendosi in una linea di continuità rispetto a provvedimenti di analogo tenore assunti negli anni passati.
Cesare DAMIANO (PD), nel rimettersi alle conclusioni alle quali il Governo giungerà in esito ai necessari approfondimenti di merito, fa comunque notare che, dalle informazioni in suo possesso, non risulterebbe che i precedenti provvedimenti di proroga prevedessero forme di decorrenza differenziate, limitandosi essi a reiterare l’efficacia di disposizioni in scadenza a partire dalla medesima data e per tutte le amministrazioni. Fa presente, inoltre, che – se proprio si volesse seguire la logica richiamata dal Ministro – non sarebbe comunque comprensibile la differenza tra le diverse decorrenze, atteso che tra il settembre 2003 e il dicembre 2005 intercorre ben più di un anno.
Il Ministro Filippo PATRONI GRIFFI si ripromette di verificare con la massima attenzione la questione posta dal deputato Damiano.
Giuliano CAZZOLA (PdL) giudica opportuno precisare, per il rispetto di un principio di verità, che il precedente intervento di proroga delle graduatorie dei concorsi, originariamente delimitato al 31 marzo 2011, è stato successivamente esteso al 31 dicembre 2011 a seguito dell’adozione di una ulteriore misura attuativa da parte del Governo, osservando che, alla stregua di quanto disposto dai provvedimenti precedenti, si prevedeva un’unica data di decorrenza dell’efficacia delle graduatorie (risalente, nel caso di specie, al 2003). Ritiene probabile, pertanto, che lo slittamento di un anno nella decorrenza dell’efficacia delle graduatorie dei concorsi sia stato previsto per la prima volta proprio nel decreto-legge recante la proroga di termini, più volte richiamato nella seduta odierna.
Silvano MOFFA, presidente, ritiene opportuno che la Commissione affronti in una sede più informale le ipotesi di modifica e di integrazione del testo, che sembrerebbero rendersi necessarie in relazione alle questioni emerse nel corso della seduta odierna, auspicando – al contempo – che il Governo fornisca eventuali chiarimenti in ordine alle norme di cui al decreto-legge recante la proroga di termini previsti da disposizioni legislative.
Il Ministro Filippo PATRONI GRIFFI, nel dichiarare la completa disponibilità a collaborare con la Commissione, ritiene che un lavoro istruttorio come quello appena prospettato dal presidente non possa che muoversi in parallelo con l’esame delle disposizioni introdotte nel decreto-legge n. 216 del 2011, che ha disposto le più volte richiamate proroghe in materia di graduatorie dei concorsi pubblici.
Silvano MOFFA, presidente, considerata l’esigenza – anche alla luce delle valutazioni svolte dal rappresentante del Governo – di una ridefinizione del nuovo testo unificato dei progetti di legge in esame, propone di tornare a deferire il provvedimento, unitamente alle proposte emendative presentate, al Comitato ristretto.
La Commissione conviene.
Silvano MOFFA, presidente, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 13.30.

 

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