Il presidente di Federmeccanica, Pier Luigi Ceccardi, ha scritto sabato una lettera a Repubblica nella quale riassume i punti fondamentali contenuti nel documento del Consiglio direttivo e la posizione dell’industria metalmeccanica sul dibattito in corso sulle deroghe al contratto nazionale.
In particolare Ceccardi ha precisato che i lavoratori metalmeccanici “hanno il loro contratto nazionale, quello derivante dall’accordo del 15 ottobre 2009, che aggiunge a quello del 2008 miglioramenti economici e normativi”; che la comunicazione della disdetta del recesso del ccnl 2008 è avvenuta “in via meramente tecnica e cautelativa, a difesa delle aziende, di fronte alle minacciate iniziative giudiziarie” della Fiom.
Rispetto al sistema di derogabilità che, ha spiegato nella lettera, si rifà “alle positive esperienze del modello tedesco delle cosiddette clausole di uscita”, Federmeccanica intende definire a livello locale accordi per adattare le norme del contratto nazionale, secondo le regole che andranno concordate, a specifiche situazioni di crisi o per favorire lo sviluppo e la crescita dell’occupazione.
Inoltre Federmeccanica ha chiesto alle confederazioni sindacali di iniziare un confronto sul sistema della rappresentanza per dare “maggior ordine e certezza al sistema delle relazioni sindacali e contrattuali”, sottolineando che i sindacati che hanno sottoscritto il nuovo contratto dei meccanici rappresentano la maggioranza sia dei lavoratori iscritti ai sindacati di categoria che delle Rsu elette.
La rappresentazione di una Federmeccanica costretta a cambiare strada dalle pressioni della Fiat è “falsa e ingiusta”, ha detto Ceccardi. “Non c’è deviazione del percorso, ma un accelerazione di quanto eravamo già impegnati a fare”. “La verità, ha spiegato, è che tra le imprese esiste una larga e convinta convergenza sulla necessità di innovare le relazioni sindacali”.
Sulle divisioni interne a Federmeccanica, sulle quali insiste la Fiom, Ceccardi ha ribadito che in realtà “non esistono”. Piuttosto, riferendosi alla Fiom, “cominciano a farsi sentire al loro interno, come dimostra la votazione del Comitato centrale di mercoledì. Dovrebbero interrogarsi sul perché, unica categoria della Cgil, la Fiom si trovi in questa scomodissima situazione di isolamento”. “Federmeccanica, ha concluso il presidente, di fronte a proposte in grado di riaprire il dialogo è sempre pronta e disponibile”. (FRN)



























