Le segreterie nazionali dei sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, si sono runite a Castellammare di Stabia per discutere del peggioramento complessivo di tutta la situazione produttiva e occupazionale del gruppo Fincantieri, con un’estensione della cassa integrazione che man mano coinvolge sempre più lavoratori e stabilimenti.
I sindacati ritengono che all’azienda manchi “una strategia che affronti la crisi con programmi e investimenti in grado di presentare la cantieristica navale italiana su tutti i fronti delle possibili commesse e non solo, come avviene oggi, sulle grandi navi da crociera e sulle commesse militari”. Proprio per affrontare la crisi, da tempo Fim, Fiom, Uilm avevano chiesto al governo e al sistema delle aziende un piano di investimenti e commesse per la cantieristica navale. Dopo quasi un anno dall’apertura del confronto al tavolo del ministero dello Sviluppo Economico, i risultati sono, a giudizio dei sindacati, inconsistenti.
Per queste ragioni Fim, Fiom, e Uilm hanno chiesto formalmente l’apertura di un tavolo sulla cantieristica navale a Palazzo Chigi per affrontare davvero la crisi del settore.
Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre a Fincantieri un piano di salvaguardia dell’occupazione di tutti gli 8 cantieri, delle Direzioni navi, del Cetena e di Isotta Fraschini, affinché sia garantita un’equa ripartizione del lavoro, escludendo in ogni modo gli esuberi con una gestione della cassa integrazione che, escludendo il ricorso a quella straordinaria, sia tale da consentire a tutti la maggiore copertura salariale possibile e un’organizzazione del lavoro verificata con le Rsu in grado di garantire efficienza e controllo sugli appalti.
Il Coordinamento unitario e Fim, Fiom, Uilm nazionali hanno deciso di dare avvio alla mobilitazione dei lavoratori di Fincantieri per un piano sulla cantieristica che garantisca lavoro e salario. E’ previsto uno sciopero nazionale di 8 ore il 1° ottobre e altre iniziative a settembre. (FRN)



























