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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato

Commissione Lavoro, pubblico e privato

22 Ottobre 2009
in Camera

(Dal Resoconto Sommario)

SEDE REFERENTE


Mercoledì 19 febbraio 2003. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Interviene il Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Alberto Brambilla.

Delega al Governo in materia previdenziale.
C. 2145 Governo.

(Seguito dell’esame e conclusione).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 12 febbraio 2003.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che sono stati trasmessi i pareri da parte del Comitato per la legislazione e delle Commissioni I, V, VI, X, XII e XIII.

Luigi MANINETTI (UDC), relatore, al fine di recepire le condizioni e le osservazioni poste nei pareri, in particolare, della Commissione bilancio e del Comitato per la legislazione, presenta alcuni emendamenti, di cui raccomanda l’approvazione (vedi allegato).
In particolare richiama l’attenzione sull’emendamento 1.191 che recepisce la terza condizione posta dalla Commissione bilancio in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi, al fine di ampliare progressivamente le possibilità di somma dei periodi assicurativi previste dalla legislazione vigente. Nell’emendamento viene recuperato anche il periodo che prevede che ogni ente è tenuto al pagamento pro quota del trattamento pensionistico. Osserva poi che l’emendamento 7.1 recepisce parzialmente la quinta condizione della Commissione bilancio, prevedendo per l’emanazione dei decreti legislativi un doppio parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili di carattere finanziario, sulla scorta di numerosi precedenti legislativi che fanno ritenere preferibile tale soluzione rispetto a quella proposta dalla Commissione bilancio per la quale, nell’emanazione di detti decreti legislativi, il Governo «è tenuto a conformarsi» ai pareri delle Commissioni parlamentari competenti.

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA esprime parere favorevole sull’emendamento 1.188 recante progressiva anticipazione della facoltà di richiedere la liquidazione del supplemento di pensione. Esprime invece parere contrario sull’emendamento 1.189, in quanto la destinazione di quote del TFR, non altrimenti devolute, ad altre forme che non fossero quelle dei fondi contrattuali rappresenterebbe un ulteriore aggravio, e sull’emendamento 1.190. Esprime parere favorevole sull’emendamento 1.191 in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi, e parere contrario sull’emendamento 1.192.
In merito all’emendamento 4.6 non concorda sull’eventualità che le informazioni da trasmettere al Casellario siano definite con regolamento anziché con decreto del ministro del lavoro di concerto con il ministro dell’economia; osserva in proposito che la formulazione originaria consente di procedere più speditamente. Trattandosi oltretutto di un emendamento che recepisce una premessa e non un’osservazione o una condizione del Comitato per la legislazione, invita il relatore a ritirarlo.
Esprime parere favorevole sull’emendamento 4.7 e invita il relatore a ritirare l’emendamento 4.8.
In merito all’emendamento 7.1, si riserva di esprimere il parere in quanto riterrebbe preferibile recepire integralmente la formulazione indicata dalla Commissione bilancio per ciò che attiene al comma 6, per il quale nell’emanazione dei decreti legislativi il Governo è tenuto a conformarsi ai pareri resi dalle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario nelle parti in cui essi esprimono indirizzi identici in relazione allo specifico ambito di competenza delle Commissioni medesime. Ricorda peraltro che tale formulazione è il frutto di una intesa raggiunta anche con il rappresentante del ministero dell’economia e delle finanze.
Esprime infine parere favorevole sull’emendamento 8.1, mentre esprime perplessità sull’emendamento 8.2, ritenendo strumentale alla redazione del Testo Unico la previsione di un gruppo di lavoro.

Luigi MANINETTI (UDC), relatore, in alternativa alla soppressione del comma 4 dell’articolo 8, secondo la sesta condizione posta dalla Commissione bilancio, presenta l’emendamento 8.2 (seconda versione) per il quale all’onere stabilito si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto per l’anno 2004, ai fini del bilancio triennale 2003-2005, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2003, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali (vedi allegato).

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA esprime parere favorevole sull’emendamento 8.2 (seconda versione).

Elena Emma CORDONI (DS-U) richiama l’attenzione della Commissione sulla diversità di formulazione del comma 6 dell’emendamento 7.1 del relatore rispetto alla formulazione proposta nella condizione della Commissione bilancio, ritenendo che quest’ultima sia maggiormente cautelativa rispetto all’incremento della spesa.

Renzo INNOCENTI (DS-U) ritiene che la formulazione del comma 6 dell’articolo 7 così come indicata dalla Commissione bilancio sia molto più chiara e vincolante rispetto alla formulazione proposta dal relatore, secondo la quale l’unico obbligo per il Governo che non intenda conformarsi alle condizioni stabilite dalle Commissioni è quello di ritrasmettere i testi alle Camere.

Elena Emma CORDONI (DS-U) chiede di conoscere le ragioni per le quali si è giunti ad una formulazione diversa del comma 6 dell’articolo 7 rispetto a quella indicata dalla Commissione bilancio.

Roberto GUERZONI (DS-U) sottolinea a sua volta il carattere maggiormente garantista della procedura prevista nel parere della Commissione bilancio rispetto all’emendamento del relatore sotto il profilo della garanzia degli equilibri finanziari.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, osserva che la formulazione adottata dal relatore recepisce comunque la sostanza della condizione posta dalla Commissione bilancio forse in modo proceduralmente più corretto, sempre al fine di garantire il rispetto dell’articolo 81, comma 4, della Costituzione.
Nel merito rileva poi che se è vero che, nel parere approvato dalla V Commissione, si prevede un obbligo per il Governo di conformarsi ai pareri resi dalle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, è altresì vero che il vincolo per il legislatore delegato nasce solo in relazione alle parti in cui i pareri delle Commissioni parlamentari esprimono «indirizzi identici», per cui si potrebbe verificare l’ipotesi di pareri non convergenti che lascerebbero al Governo un’ampia discrezionalità non più sottoposta al parere parlamentare.
Sottolinea inoltre che il testo licenziato dalla Commissione lavoro sarà comunque nuovamente sottoposto al parere della Commissione bilancio, in occasione del parere all’Assemblea, per cui sarà la medesima Commissione bilancio a valutare se lo spirito della condizione posta nel parere sia – o meno – correttamente recepito nell’emendamento proposto dal relatore. Infine, prospetta alla Commissione possibili dubbi sulla correttezza costituzionale della disposizione, che potrebbero provocare la necessità di nuovi interventi sul punto, al momento della presentazione e dell’esame degli emendamenti in Assemblea.

Antonino GAZZARA (FI) propone pertanto di recepire, senza modificarlo, il testo dell’articolo 7 così come indicato nel parere della Commissione bilancio, posto che si tratta di una formulazione corretta e rispettosa del ruolo del Parlamento e del Governo.

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA insiste per la formulazione indicata dalla Commissione bilancio, peraltro concordata in quella sede con il rappresentante del ministero dell’economia e delle finanze.

Luigi MANINETTI (UDC), relatore, riformula pertanto l’emendamento 7.1 recependo integralmente la formulazione della Commissione bilancio con un’unica integrazione non attinente agli aspetti finanziari della questione, volta a coordinare le disposizioni che prevedono l’adozione di un testo unico in materia previdenziale e l’adozione di decreti legislativi integrativi e correttivi di quello originario (vedi allegato).

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA esprime parere favorevole sull’emendamento 7.1 (nuova versione).

Elena Emma CORDONI (DS-U), trattandosi di un disegno di legge di delega collegato alla manovra finanziaria, chiede quale sia il margine di ammissibilità degli emendamenti da presentare in Assemblea.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ai sensi dell’articolo 121, comma 4, del regolamento, precisa che possono essere presentati in Assemblea gli emendamenti respinti in Commissione e nuovi emendamenti riferiti alle parti del testo del provvedimento modificate dalla Commissione.

Luigi MANINETTI (UDC), relatore, ritira gli emendamenti 1.189, 4.6 e 4.8.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 1.188, 1.190 e 1.191.

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA, modificando l’orientamento precedentemente manifestato, esprime parere favorevole sull’emendamento 1.192.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 1.192, 4.7, 7.1 (seconda versione), 8.1 e 8.2 (seconda versione).

Alfonso GIANNI (RC), intervenendo sull’ordine dei lavori, chiede chiarimenti in ordine alla prosecuzione dei lavori, posto che è imminente la ripresa della seduta dell’Assemblea con le comunicazioni del Presidente del Consiglio in merito alla crisi irachena.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che la ripresa della seduta pomeridiana dell’Assemblea con le comunicazioni del Presidente del Consiglio è stata posticipata di mezz’ora.

Elena Emma CORDONI (DS-U) lamenta le modalità di organizzazione delle sedute dell’Assemblea che, variando senza congruo preavviso, non consentono alle Commissioni di svolgere un lavoro più produttivo e meno dispersivo.

Alfonso GIANNI (RC), dopo aver rilevato che le comunicazioni del Presidente del Consiglio sulla crisi irachena hanno di fatto impedito lo svolgimento, previsto come ogni mercoledì, del question time e dunque di una importante interrogazione a sua firma sulla Federmeccanica, osserva che il ristretto tempo rimasto a disposizione della Commissione per concludere l’esame del disegno di legge n. 2145 non consente di pronunciare un’adeguata dichiarazione di voto.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ritiene che la Commissione possa utilmente sfruttare la mezz’ora di tempo ancora a disposizione con lo svolgimento delle dichiarazioni di voto. Osserva poi che il dissenso sull’organizzazione dei lavori dell’Assemblea può essere adeguatamente manifestato in quella sede.

Alfonso GIANNI (RC) chiede che la Commissione venga riconvocata questa sera per consentire lo svolgimento delle dichiarazioni di voto.

Elena Emma CORDONI (DS-U) si associa alla richiesta del deputato Gianni.

Aldo PERROTTA (FI) preannuncia il voto favorevole del gruppo di Forza Italia al disegno di legge di delega in materia previdenziale, posto che si tratta di un provvedimento sollecitato non solo dall’Europa ma anche dalla contigenza reale dell’evoluzione economica della nazione. L’Italia si pone così all’avanguardia nella soluzione dei problemi in materia di previdenza.

Elena Emma CORDONI (DS-U) annuncia che i deputati dell’opposizione non parteciperanno alla votazione del disegno di legge di delega in materia previdenziale, rammaricandosi per il fatto che l’esame del provvedimento debba concludersi, e non per responsabilità dell’opposizione, in questo modo. In proposito, stigmatizza il comportamento della maggioranza che non ha voluto tener conto del fatto che l’opposizione ha rinunciato alla presentazione in Commissione di subemendamenti agli emendamenti presentati dal relatore per evitare di rinviare ulteriormente la conclusione del provvedimento.

Alfonso GIANNI (RC) dichiara a sua volta di non partecipare alla votazione del provvedimento.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, respinta l’accusa di non aver dato ampio spazio all’esame del disegno di legge di delega, ribadisce la possibilità di sfruttare il tempo ancora a disposizione della Commissione prima della ripresa dei lavori dell’Assemblea per svolgere le dichiarazioni di voto. Invita poi tutti i deputati a non scaricare reciprocamente sui gruppi o sulla presidenza difficoltà oggettive che nascono da una organizzazione dei lavori della Camera che certo non dipende dalla Commissione lavoro.
Preso atto delle proteste manifestate, sollecita ancora una volta chi fosse intenzionato a prendere la parola per le dichiarazioni di voto.

Cesare CAMPA (FI), pur riconoscendo la validità delle proteste relative all’organizzazione dei lavori della Camera, precisa che la presidenza della Commissione si è sempre adoperata per consentire l’esame del provvedimento in modo ampio ed articolato, con ciò dimostrandosi assolutamente super partes.
Ribadisce infine il voto favorevole del gruppo di Forza Italia sul disegno di legge n. 2145.

Roberto ALBONI (AN), a nome dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale, dichiara voto favorevole.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, non essendovi altre richieste di parola per dichiarazione di voto, passa ai voti, nonostante il fatto che, essendo le 15.10, ci sarebbe ancora dello spazio per ulteriori dichiarazioni di voto.

(I deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l’Ulivo e di Rifondazione comunista abbandonano l’aula della Commissione).

La Commissione delibera di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all’Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l’autorizzazione a riferire oralmente.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

Roberto ALBONI (AN), intervenendo sull’ordine dei lavori, chiede che la Commissione prosegua nell’esame dei punti all’ordine del giorno, posto che restano ancora venti minuti prima della ripresa della seduta pomeridiana dell’Assemblea.

La Commissione consente.

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