(Dal Resoconto Sommario)
ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 23 luglio 2003. – Presidenza del vicepresidente Angelo SANTORI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Maurizio Sacconi.
Schema di decreto legislativo recante attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro di cui alla legge 30/2003.
Atto n. 250.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta pomeridiana di ieri.
Angelo SANTORI, presidente, avverte che sono pervenute numerose richieste di iscrizioni a parlare. Peraltro, entro la giornata di oggi dovrà concludersi anche l’esame in sede consultiva del Documento di programmazione economico-finanziaria. Pertanto, verso le 16, l’esame dello schema di decreto legislativo verrà sospeso, per consentire di passare alla votazione del parere sul Documento di programmazione economico-finanziaria.
Elena Emma CORDONI (DS-U), intervenendo sull’ordine dei lavori, chiede di conoscere in che modo la presidenza intenda organizzare il prosieguo dei lavori della Commissione, in particolare invitandola a rinviare a domani la votazione del parere sul DPEF.
Emilio DELBONO (MARGH-U), intervenendo sull’ordine dei lavori, si associa alla richiesta del deputato Cordoni in merito all’organizzazione dei lavori della Commissione, anche in considerazione del fatto che sarà difficile prevedere una convocazione della Commissione al termine della seduta pomeridiana dell’Assemblea, posto che la stessa potrebbe proseguire i propri lavori in seduta notturna. Chiede quindi che sia immediatamente comunicato quando sarà votato il parere sul Documento di programmazione economico-finanziaria.
Angelo SANTORI, presidente, si riserva di decidere in merito all’organizzazione dei lavori della Commissione al termine dell’intervento del deputato Gianni che deve completare il suo intervento, già iniziato e sospeso al termine della seduta pomeridiana di ieri per l’imminente ripresa delle votazioni in Assemblea.
Alfonso GIANNI (RC), proseguendo nella sua esposizione, evidenzia altri aspetti critici riscontrati nello schema di decreto legislativo, in particolare sul cosiddetto job sharing, che ritiene suscettibile di essere corretto, dal momento che non si tratta di un rapporto di lavoro condiviso al 50 per cento dai lavoratori che lo sottoscrivono, bensì di un rapporto la cui quantità di lavoro prestata è a discrezione dei lavoratori stessi. Soffermandosi quindi sul comma 5 dell’articolo 41, per il quale dalle dimissioni o dal licenziamento di uno dei lavoratori si fa discendere l’estinzione dell’intero vincolo contrattuale, tranne nel caso in cui, su invito del datore di lavoro, l’altro prestatore accetti di trasformare il contratto in contratto di lavoro subordinato a tempo pieno, rileva l’assurdità della norma che non prevede invece in questi casi l’eventuale rielaborazione del contratto ripartito.
Posto che il relatore ha sollecitato l’opposizione ad avanzare proposte emendative allo schema di decreto legislativo, ritiene che secondo tale criterio si debba fare riferimento alla memoria consegnata dalla CGIL nel corso dell’audizione tenutasi la scorsa settimana in relazione proprio allo schema di decreto legislativo.
Osserva poi che il testo normativo in esame incorre nel vizio di eccesso di delega anche in relazione all’articolo 14, che riguarda l’inserimento lavorativo dei lavoratori disabili, materia non prefigurata nell’ambito dei criteri direttivi di cui alla legge n. 30 del 2003 e peraltro in contrasto con la stessa legge n. 68 del 1999. Ricorda in proposito che l’unica modifica avanzata dall’opposizione e accettata dalla maggioranza nel corso dell’esame della legge n. 30 è stata proprio quella che allargava la possibilità di collocazione per le agenzie interinali ai lavoratori soggetti alla legge n. 68 del 1999. Al riguardo, auspica che il relatore voglia tener conto nella stesura della proposta di parere della necessità di sopprimere la norma contenuta all’articolo 14 del decreto legislativo, preannunciando, in caso contrario, che abbandonerà la Commissione al momento del voto, atteso che non ritiene di partecipare più ad un consenso democratico.
Antonino LO PRESTI (AN), intervenendo sull’ordine dei lavori, in relazione all’andamento della seduta della Commissione, propone di passare immediatamente all’esame del Documento di programmazione economico-finanziaria, per procedere al voto entro le 16,30, ora in cui riprenderanno i lavori dell’Assemblea. L’esame dello schema di decreto legislativo potrà riprendere nella giornata di domani, come peraltro già previsto nell’ordine del giorno.
Angelo SANTORI, presidente, avverte che, sulla proposta avanzata dal deputato Lo Presti, ai sensi dell’articolo 41, comma 1, del regolamento, darà la parola ad un oratore contro e ad uno a favore.
Elena Emma CORDONI (DS-U), intervenendo contro la proposta formulata dal deputato Lo Presti, precisa che, nonostante la richiesta avanzata dal presidente dei Democratici di sinistra-L’Ulivo al Presidente della Camera di non consentire le sedute delle Commissioni in concomitanza con la riunione del gruppo dei DS relativa al decreto-legge sulla missione in Iraq, e dopo che il Presidente della Camera ha invitato i presidenti delle Commissioni a consultare i rappresentanti del gruppo dei DS sul punto, questi deputati sono comunque presenti in Commissione, sulla base dell’ordine del giorno deciso in ufficio di presidenza.
Pertanto, chiede che si prosegua nei lavori secondo l’ordine già stabilito.
Giovanni DIDONÈ (LNP) ritiene che la proposta avanzata dal deputato Lo Presti sia ragionevole e condivisibile.
La Commissione approva la proposta avanzata dal deputato Lo Presti.
Angelo SANTORI, presidente, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta ed avverte che si passerà immediatamente all’esame del Documento di programmazione economico-finanziaria.
SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 23 luglio 2003. – Presidenza del vicepresidente Angelo SANTORI.
Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2004-2007.
Doc. LVII, n. 3.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con osservazioni).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta di ieri.
Alfonso GIANNI (RC) ringrazia innanzi tutto il relatore per lo sforzo profuso in una esposizione non burocratico-tradizionale, che ha toccato aspetti che si intersecano con le disposizioni contenute nella legge n. 30 del 2003, con ciò dimostrando che il DPEF attribuisce una fiducia del tutto eccessiva, sproporzionata ed infondata agli effetti della citata legge n. 30. Ritiene tale fiducia infondata posto che la speranza che la legge delega dia un nuovo impulso all’occupazione è meramente un’illusione.
Rilevando preliminarmente che il dato eclatante contenuto nel Documento di programmazione economico-finanziaria è la riduzione della previsione di crescita in relazione al precedente DPEF, ritiene che si sia di fronte ad un clamoroso insuccesso del Governo di centro-destra che trascina sempre più l’Italia verso il baratro, senza peraltro dare segnali di una volontà di invertire questa tendenza.
Alla luce dei dati a disposizione, in base all’economia classica che non prevede un intervento fermo da parte del Governo a favore della piena occupazione, ma prevede al massimo un intervento che «olia» i meccanismi del mercato, la previsione di una crescita al di sotto del 3 per cento è assolutamente non realistica. Di fronte a tale fenomeno preoccupante sarebbe opportuno intraprendere scelte politiche più coraggiose, che non necessariamente derivano da una impostazione ideologica bensì dalla comprensione che una lunga stagnazione dimostra l’esaurirsi di un ciclo espansivo spontaneo.
In conclusione, pur non presentando una propria proposta alternativa di parere, esprime un giudizio negativo sul Documento di programmazione economico-finanziaria, svuotato di energia: ritiene questo un segnale dell’incrinatura del consenso, della separatezza, dello scollamento tra il paese e l’attuale maggioranza.
Emilio DELBONO (MARGH-U) ritiene che il Documento di programmazione economico-finanziaria non meriti né lunghi né approfonditi interventi, posto che si tratta di un documento privo di indicazioni concrete di strategie e misure mirate al raggiungimento degli scopi definiti, ma ricco di roboanti dichiarazioni a cui non corrispondono linee di fondo strutturali e legislative significative. In proposito, paventa il rischio che la ragione politica di ciò stia nella mancanza di un accordo fra le forze politiche della coalizione.
Ricorda come anche le previsioni finanziarie degli anni precedenti siano state sempre corrette in ribasso dall’attuale Governo: in proposito, evidenzia che anche il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2004-2007 contiene previsioni – quali per esempio la crescita del 2 per cento del PIL nel 2004 – che non si avvereranno, anche perché indicate in modo generico e legate a vaghe privatizzazioni, a vaghe riforme strutturali in materia di lavoro, previdenza e fisco.
Altro elemento che desta preoccupazione riguarda il decremento della crescita del paese, dato che interessa non solo la produzione industriale ma tutto il mondo imprenditoriale. Inoltre, ritiene ottimistica l’ipotesi di una crescita trainata esclusivamente dalla domanda interna, con un aumento dei consumi delle famiglie.
E ancora, sottolinea come il Documento di programmazione economico-finanziaria non contenga la previsione di adeguate risorse per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, per coprire i costi derivanti dallo scarto tra inflazione programmata ed inflazione reale per i contratti pubblici in fase di rinnovo: nel documento si parla solo di indennità di vacanza contrattuale.
Anche le misure poste in essere per favorire l’emersione del lavoro sommerso risultano inadeguate ed insufficienti a risolvere il problema.
Per quanto riguarda poi l’occupazione nel Mezzogiorno, i dati indicano che questa rallenta a favore dell’aumento del divario con il resto del paese.
Ritiene inoltre che non vi sia alcuna indicazione di un impegno per la realizzazione di una seria riforma degli ammortizzatori sociali e del sistema di tutela per quanto riguarda i lavoratori flessibili, così come risulta carente qualunque riferimento al problema degli infortuni sul lavoro, fenomeno che determina costi in termini umani, sociali ed economici assolutamente sproporzionati.
In conclusione, invita il relatore a raccogliere i suggerimenti e le preoccupazioni evidenziate dall’opposizione nella predisposizione della proposta di parere.
Carmen MOTTA (DS-U), intervenendo per una precisazione, ritiene che non convenga all’attuale maggioranza forzare l’andamento dei lavori in Commissione; la proposta avanzata dal deputato Lo Presti era discutibile, ma la richiesta formulata dal presidente del gruppo dei Democratici di sinistra-L’Ulivo e il conseguente comportamento dei deputati dei DS stavano a dimostrare che non vi era alcun intento dilatorio da parte dell’opposizione.
Auspica che in futuro l’organizzazione dei lavori della Commissione possa seguire criteri in grado di venire incontro alle necessità di tutti i gruppi.
Angelo SANTORI, presidente, avverte che il relatore ha presentato una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 7). Avverte altresì che è stata presentata una proposta alternativa di parere dai deputati Cordoni, Delbono, Guerzoni, Gasperoni, Motta, Nigra, Squeglia, Camo, Duilio, Bottino, e Widmann (vedi allegato 8).
Emerenzio BARBIERI (UDC), relatore, illustra la proposta di parere favorevole con osservazioni.
Roberto GUERZONI (DS-U), dopo aver stigmatizzato le modalità di organizzazione delle sedute della Commissione, che non hanno consentito né di svolgere un approfondito esame del Documento di programmazione economico-finanziaria né di intervenire anche sinteticamente sullo stesso, illustra la proposta alternativa di parere, sottolineando alcuni passaggi fondamentali che non si riscontrano nella proposta di parere del relatore. In particolare, osserva come nel Documento di programmazione economico-finanziaria in materia di contratti delle pubbliche amministrazioni si faccia riferimento soltanto alla concessione di una indennità di vacanza contrattuale: il provvedimento è privo infatti di qualunque previsione di risorse adeguate per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego per coprire lo scarto tra inflazione programmata ed inflazione reale per il pregresso e per i contratti pubblici in fase di rinnovo.
Antonino LO PRESTI (AN), pur condividendo la proposta di parere avanzata dal relatore, formula un’integrazione della stessa, nel senso di evidenziare l’opportunità di attuare le indicazioni europee in tema di sostegno delle forme di partecipazione dei lavoratori alla gestione e ai risultati delle imprese.
Emerenzio BARBIERI (UDC), relatore, concorda con la proposta di integrazione formulata dal deputato Lo Presti.
Cesare CAMPA (FI) preannuncia il voto favorevole dei deputati del gruppo di Forza Italia, condividendo le osservazioni formulate nel parere del relatore sull’opportunità di selezionare le reali necessità da affrontare con gli interventi di politica sociale, sull’opportunità di portare a termine la riforma degli ammortizzatori sociali e di prevedere per l’incremento occupazionale interventi di politica fiscale quali il credito di imposta a beneficio delle assunzioni a tempo indeterminato.
Giovanni DIDONÈ (LNP), a nome dei deputati della Lega nord Padania, esprime voto favorevole sulla proposta di parere del relatore, che evidenzia alcuni passaggi fondamentali che si sono consolidati negli ultimi anni. Dà atto al DPEF di rispondere alle esigenze dei più deboli in un periodo di congiuntura internazionale non favorevole, con ciò ribadendo l’obiettivo della ristrutturazione economica portato avanti dalla Casa delle Libertà.
Pietro GASPERONI (DS-U), dopo aver elevato formale protesta rispetto all’organizzazione dei lavori della Commissione che considera mortificante, e non solo per le opposizioni, auspica per il futuro che si possa individuare anche nelle fila della maggioranza un «moto di ribellione» nei confronti di un simile modo di procedere nell’esame di provvedimenti di particolare rilievo, come è il DPEF.
Per tale ragione, nell’esprimere un giudizio comunque negativo sul documento in esame, preannuncia che i deputati del gruppo dei DS non parteciperanno alla votazione, perché ritiene che votare un provvedimento sul quale non è stato consentito un minimo di confronto sia inaccettabile e vergognoso.
Luigi MANINETTI (UDC), nel ringraziare il relatore per la proposta di parere formulata, che contiene osservazioni specifiche attinenti ai problemi veri che interessano la realtà italiana ed il mondo del lavoro in particolare, dichiara il voto favorevole dei deputati del gruppo dell’UDC.
Alfonso GIANNI (RC), nel dichiarare il proprio voto contrario sul DPEF, condividendo anche la scelta operata dai Democratici di sinistra, propone provocatoriamente di non procedere più in futuro all’esame di questo documento qualora si dovessero ripresentare le stesse modalità di discussione di oggi.
Emilio DELBONO (MARGH-U) ritiene che la decisione di non partecipare alla votazione sia una chiara denuncia non solo della ristrettezza dei tempi a disposizione della Commissione per l’esame del DPEF ma anche di una situazione che lede non solo l’opposizione ma tutta l’attività parlamentare; il gesto preannunciato è un segnale che può aiutare il Parlamento a far sì che in futuro il Documento di programmazione economico-finanziaria sia presentato in tempi utili per la sua discussione.
Angelo SANTORI, presidente, avverte che porrà in votazione dapprima la proposta di parere del relatore. Se questa sarà accolta, si intenderà preclusa la proposta alternativa.
(I deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L’Ulivo e della Margherita-L’Ulivo abbandonano l’aula della Commissione).
La Commissione approva la proposta di parere formulata dal relatore, come integrata nel corso della seduta (vedi allegato 9), restando così preclusa la proposta di parere contrario dei deputati Cordoni ed altri.
ALLEGATO 9
Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2004-2007 (Doc. LVII, n. 3).
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
L’XI Commissione,
esaminato il documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2003-2006;
considerato che:
il Documento di programmazione economico-finanziaria prevede, per l’anno 2004, una manovra da 16 miliardi di euro, in termini di minor indebitamento netto, che costituisce il parametro rilevante nell’ambito dell’Unione europea. L’indebitamento programmatico risulta quindi pari, per il medesimo anno, all’1,8 per cento, a fronte di una previsione di crescita del PIL pari, per l’anno in corso, allo 0,8 per cento, e di una stima di crescita del 2 per cento per il 2004 e del 2,3 per cento per il 2005;
il DPEF fa riferimento, dal punto di vista degli interventi da adottare, a misure sul lato dell’entrata, volte al contrasto dell’evasione e del lavoro sommerso, e di contenimento della spesa corrente, nonché a misure una tantum, relative soprattutto al settore immobiliare;
pur tenendo conto di un quadro economico internazionale meno favorevole rispetto alle attese, l’obiettivo resta quello di rafforzare lo sviluppo economico e sociale del paese, sulla base di pilastri comuni ai grandi paesi europei, ossia una politica di riforme strutturali socialmente compatibili; una politica di investimenti in capitale fisico e umano e in tecnologia, finalizzata ad innalzare la produttività e la competitività; una politica macroeconomica e finanziaria atta a coniugare rigore e sviluppo, in linea con gli impegni europei;
il DPEF rappresenta la premessa per aprire una stagione di dialogo sociale e istituzionale mirata a realizzare riforme strutturali finalizzate a rilanciare uno sviluppo sostenuto e duraturo. L’obiettivo è giungere ad un accordo sulle riforme, sulla competitività, sullo sviluppo e sull’equilibrio finanziario da tradurre in termini normativi nella prossima legge finanziaria. Questo accordo deve partire dalla conferma degli impegni sottoscritti con il «Patto per l’Italia» e deve raccogliere il contributo del più recente «Patto per la competitività» siglato da CGIL, CISL, UIL e Confindustria;
già a partire dalla prossima legge finanziaria sarà opportuno dar seguito a tali accordi con misure che intervengano a favorire il tessuto produttivo, in particolare favorendo:
la ricerca e lo sviluppo, tramite la qualificazione della spesa, i collegamenti tra settore pubblico e privato, una maggiore efficienza del sistema degli incentivi pubblici alla ricerca privata e la riforma del sistema pubblico della ricerca, nonché l’attrazione di imprese ad alta e media tecnologia nel Mezzogiorno;
l’offerta formativa, definendo un sistema integrato in grado di migliorare l’intera gamma degli strumenti di collaborazione tra scuola, formazione e mondo del lavoro, rafforzando l’area tecnico-professionale del sistema formativo, favorendo un incremento e un utilizzo strategico delle risorse per la formazione continua e realizzando un sistema efficace e flessibile, nazionale e decentrato di accreditamento delle strutture formative, di definizione degli standard e di certificazione delle competenze delle persone;
per quanto riguarda il pubblico impiego, il Governo intende riconoscere un incremento retributivo pari all’1 per cento, sulla base di un incremento della produttività;
in materia previdenziale, le misure già adottate negli ultimi anni (legge n. 335 del 1995 e legge n. 449 del 1997) e quelle in via di approvazione (delega in materia previdenziale A.S. 2058) già offrono un contributo allo scopo di assicurare la sostenibilità finanziaria nel lungo periodo, adeguando le prestazioni ai contributi effettivamente versati tramite il sistema contributivo, integrando la previdenza obbligatoria pubblica con altre forme complementari e allungando, su base volontaria, la permanenza al lavoro, in linea con gli obiettivi che emergono in sede comunitaria;
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
appare opportuno che, anche nel quadro di difficoltà economica internazionale, il Governo, nella predisposizione della prossima manovra finanziaria, si impegni a selezionare le reali necessità da affrontare con gli interventi di politica sociale, calibrando al meglio le risorse destinate a tale finalità;
appare opportuno portare a termine la riforma degli ammortizzatori sociali, complementare alla riforma del mercato del lavoro, estendendo gli istituti esistenti o prevedendo forme autonome di tutela per i lavoratori occupati sulla base degli strumenti contrattuali flessibili, già vigenti o in via di introduzione;
appare ugualmente opportuno attuare le indicazioni europee in tema di sostegno delle forme di partecipazione dei lavoratori alla gestione e ai risultati delle imprese;
oltre alla revisione della tipologia di contratti di lavoro, un incremento occupazionale potrebbe essere favorito da interventi di politica fiscale finalizzati al sostegno dell’occupazione, quali il credito di imposta a beneficio delle assunzioni a tempo indeterminato, riconfermando le misure introdotte con la legge n. 388 del 2000 (finanziaria 2001), con la legge n. 488 del 2001 (finanziaria 2002) e con la legge n. 289 del 2002 (finanziaria 2003). Compatibilmente con gli equilibri finanziari complessivi, l’entità di tali agevolazioni potrebbe essere ampliata, considerati i buoni risultati fin qui registrati;
in materia previdenziale, il DPEF sottolinea che bisogna «rispondere alla sfida posta dall’invecchiamento della popolazione», concentrando gli interventi sulla riduzione dei regimi speciali di favore. Di notevole interesse potrebbe essere l’introduzione di una disciplina che renda finalmente operativa la totalizzazione dei periodi assicurativi accelerando l’intesa con le parti interessate e la successiva definizione normativa. In questa materia, occorre bilanciare le esigenze contabili delle casse professionali con le aspettative di tutela dei professionisti coinvolti.
Il relatore.

























