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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato

Commissione Lavoro, pubblico e privato

22 Ottobre 2009
in Camera

(Dal Resoconto Sommario)

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI


Martedì 31 maggio 2005.

L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 14 alle 14.15.


SEDE CONSULTIVA


Martedì 31 maggio 2005. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per la funzione pubblica Learco Saporito.

La seduta comincia alle 14.15.

Delega al Governo per il riordino dello stato giuridico dei professori universitari.
Nuovo testo C. 4735 Governo.
(Parere alla VII Commissione).
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta di ieri.

Aldo PERROTTA (FI) ritiene che il provvedimento in esame offra l’occasione per individuare una soluzione al problema del riconoscimento dei diritti acquisiti dell’ex personale docente degli ISEF. Ricorda in proposito che la trasformazione degli istituti superiori di educazione fisica (ISEF) e la contestuale istituzione di facoltà, corsi di laurea e di diploma in scienze motorie, ha determinato l’insorgere di un nutrito contenzioso in relazione alla corretta applicazione dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 178 del 1998. In particolare, taluni atenei stanno disapplicando la citata disposizione che ha inteso garantire il mantenimento in servizio presso le nuove istituzioni sia del personale tecnico-amministrativo, sia del personale docente non universitario. Il legislatore del 1998 ha infatti voluto garantire un minimo di continuità didattica tra vecchio e nuovo ordinamento degli studi, evitando di disperdere un patrimonio di esperienze acquisito in circa mezzo secolo. Tra l’altro, la utilizzazione di docenti universitari in luogo degli ex docenti ISEF comporta un illegittimo aggravio di spesa per il bilancio dello Stato. Infatti, mentre gli ex docenti ISEF che sono chiamati ad insegnare nei nuovi corsi di laurea devono accontentarsi degli emolumenti che già percepivano (si tratta in genere di qualche milione all’anno), stante il preciso disposto dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 178 del 1998, il quale stabilisce che il mantenimento delle funzioni didattiche non deve comportare «oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato», ben altro è il costo di un docente universitario.
Propone quindi di inserire, nel parere della Commissione, una condizione a tale riguardo.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, assicura che valuterà la proposta del deputato Perrotta ai fini della definizione della sua proposta di parere. Rileva in proposito come, essendo il provvedimento di notevole complessità, è opportuno un ulteriore approfondimento del suo contenuto, che attiene strettamente alle competenze della XI Commissione. Propone pertanto di proseguire l’esame del provvedimento in sede consultiva al termine della seduta pomeridiana in Assemblea.

Roberto GUERZONI (DS-U) rileva come tale orientamento del presidente sembra indicare la volontà di esprimere comunque il parere della Commissione senza richiedere alla VII Commissione Cultura, competente per il merito, di rinviare il voto sul mandato al relatore.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, riferisce di avere espresso alla Commissione di merito l’insoddisfazione della XI Commissione per la ristrettezza dei tempi a sua disposizione per l’espressione del parere su un provvedimento che probabilmente avrebbe dovuto più propriamente esaminare in sede referente insieme con la VII Commissione. Quest’ultima peraltro ha mostrato sensibilità al problema, rinviando la sua votazione del mandato al relatore in attesa dell’espressione del parere della XI Commissione.

Roberto GUERZONI (DS-U) evidenzia come sarebbe opportuno che la VII Commissione Cultura chiedesse un rinvio della calendarizzazione del provvedimento.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, fa presente che la Conferenza dei presidenti di gruppo è convocata domani per decidere il calendario dei lavori dell’Assemblea per il mese di giugno.

Emerenzio BARBIERI (UDC) sottolinea come sia opportuno che la Commissione XI compia ogni sforzo per esprimere il proprio parere in tempo utile, considerato che la materia affrontata nel provvedimento è in larga parte di sua diretta competenza.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame alla. seduta di domani.

Promozione della conciliazione stragiudiziale.
C. 5492 e abb.
(Parere alla II Commissione).
(Rinvio dell’esame).

La Commissione inizia l’esame.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che il relatore è momentaneamente assente. Rileva peraltro come l’espressione del parere della Commissione possa essere rinviato alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la votazione referendaria.


Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia l’esame ad altra seduta.

Misure per la tutela giudiziaria dei disabili vittime di discriminazioni.
C. 4129 Governo.
(Parere alla XII Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole con condizione).

La Commissione inizia l’esame.

Danilo MORETTI (FI) relatore, rileva come il provvedimento in esame sia volto a rafforzare ulteriormente il processo di integrazione dei soggetti disabili nella vita politica, sociale ed economica. In particolare, la relazione illustrativa sottolinea la necessità di introdurre strumenti giuridici idonei a garantire l’effettività della parità di trattamento e a promuovere pari opportunità per le persone disabili, qualora si trovino a subire a causa della loro disabilità discriminazioni anche in ambiti di vita diversi da quella lavorativa. Ciò anche in considerazione del fatto che l’imminente recepimento della direttiva 2000/78/CE (recepita dal decreto legislativo n. 216 del 2003), pur accordando alla persona disabile una particolare tutela in sede giurisdizionale con la possibilità di avvalersi della azione civile contro la discriminazione prevista all’articolo 44 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, ne limita l’esperibilità solo ai comportamenti discriminatori posti in essere nei luoghi di lavoro.
L’articolo 1 fa comunque salve le garanzie già previste dall’ordinamento a favore dei disabili che vogliono accedere al mondo del lavoro e per coloro che già prestano un attività lavorativa.
L’articolo 2 definisce le fattispecie di discriminazione diretta (trattamento meno favorevole riservato a persone con disabilità) e di discriminazione indiretta (che fa riferimento a prassi, atti o comportamenti che mettono comunque il disabile in una situazione di svantaggio rispetto ad altre persone). Si ha discriminazione diretta quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile in situazione analoga. Si ha discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona disabile in una posizione di particolare svantaggio rispetto ad altre persone.
Gli articoli 3 e 4 introducono nuovi strumenti di tutela giurisdizionale prevedendo, da un lato, il ricorso contro atti e comportamenti discriminatori ai sensi dell’articolo 44 del decreto legislativo n. 286/1998 («Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero») (articolo 3) e legittimando ad agire in giudizio, su delega dell’interessato, anche associazioni ed enti individuati con decreto del Ministro delle pari opportunità (articolo 4).
L’articolo 44 del decreto legislativo n. 268 del 1998, in presenza del comportamento di un privato o della pubblica amministrazione produttivo di una discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, prevede la possibilità di agire in giudizio avanti al tribunale civile in composizione monocratica. L’azione è attivabile mediante ricorso al tribunale in composizione monocratica, depositato anche personalmente, teso ad ottenere un provvedimento (ordinanza), (impugnabile entro 10 giorni davanti al tribunale collegiale) che, anche in via di urgenza, possa rimuovere gli effetti della discriminazione e risarcire il danno subito, anche se di natura non patrimoniale. Il giudice procede senza formalità come ritiene più opportuno agli atti istruttori che ritiene necessari.
In caso di accoglimento, i provvedimenti richiesti sono immediatamente esecutivi. Nei casi di urgenza, inoltre, il giudice provvede con decreto motivato, assunte, ove occorre, sommarie informazioni. In tal caso fissa, con lo stesso decreto, l’udienza di comparizione delle parti davanti a sé entro un termine non superiore a quindici giorni, assegnando all’istante un termine non superiore a otto giorni per la notificazione del ricorso e del decreto. Con la decisione sul ricorso il giudice può condannare il convenuto al risarcimento del danno, anche di natura non patrimoniale.
Formula infine una proposta di parere favorevole.

Emerenzio BARBIERI (UDC) rileva, con riferimento all’articolo 3, comma 3, in base al quale il giudice adotta i provvedimenti idonei a rimuovere gli effetti della discriminazione, compresa l’adozione di un piano di rimozione delle discriminazioni accertate, che tale norma sembra una sorta di grida manzoniana, rispetto alla quale mancano forme di controllo. Con riferimento al comma 4 del medesimo articolo 3, in base al quale il giudice può ordinare la pubblicazione della sentenza su un quotidiano a tiratura nazionale, ritiene che sarebbe più opportuno fare riferimento alla pubblicazione sul quotidiano di maggiore diffusione nella provincia in cui si è verificata la discriminazione. Propone che, relativamente a tali punti, nella proposta di parere della Commissione, vengano inserite due condizioni.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, rileva come le norme richiamate dal deputato Barbieri ricalcano quelle del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, recante l’attuazione della Direttiva 2000/43/CE per la parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dalla origine etnica. L’articolo 4, ultimo periodo, prevede infatti «al fine di impedirne la ripetizione, il giudice può ordinare, entro il termine fissato nel provvedimento, un piano di rimozione delle discriminazioni accertate». Inoltre, il comma 6 del medesimo articolo 4 prevede che il giudice può ordinare la pubblicazione del provvedimento, a spese del convenuto, per una sola volta su un quotidiano di tiratura nazionale.

Danilo MORETTI (FI), relatore, con riferimento alla prima osservazione del deputato Barbieri, ritiene che il controllo spetti al giudice, il quale può prevederlo nell’ambito dell’adozione del piano di rimozione delle discriminazioni accertate. Quanto alla sua seconda osservazione, ritiene si possa inserire nella proposta di parere una condizione.

Aldo PERROTTA (FI) rileva, con riferimento all’articolo 2, comma 2, come il concetto di «trattamento» ai fini della definizione della nozione di discriminazione sia eccessivamente ampio. Con riferimento al comma 3 del medesimo articolo 2, ritiene che, ai fini della nozione di discriminazione indiretta, un comportamento apparentemente neutro non dovrebbe essere sufficiente, dovendosi prevedere un’ipotesi di dolo. Ritiene infine che il comma 3 dell’articolo 4 sia in contrasto con le norme generali in materia di legittimazione ad agire in giudizio.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, con riferimento alla prima osservazione del deputato Perrotta, rileva che il concetto di «trattamento» è normalmente utilizzato nel linguaggio giuridico per indicare un complesso di comportamenti. Quanto alla sua seconda osservazione, rileva che uno degli obiettivi dell’iniziativa legislativa in esame sia proprio perseguire, oltre che la discriminazione diretta, anche quella indiretta che si produca attraverso un comportamento apparentemente neutro. In merito alla terza osservazione, richiama l’articolo 5 del decreto legislativo n. 215 del 2003, in base al quale «le associazioni e gli enti inseriti nell’elenco di cui al comma 1 sono, altresì, legittimati ad agire ai sensi dell’articolo 4 nei casi di discriminazione collettiva qualora non siano individuabili in modo diretto e immediato le persone lese dalla discriminazione».

Danilo MORETTI (FI), relatore, recependo l’osservazione del deputato Barbieri relativa alla pubblicazione della sentenza relativa alla discriminazione, formula una proposta di parere favorevole con condizione (vedi allegato).

La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 15.


SEDE REFERENTE


Martedì 31 maggio 2005. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Intervengono il sottosegretario di Stato per le attività produttive Battista Caligiuri e il sottosegretario di Stato per la funzione pubblica Learco Saporito.

La seduta comincia alle 15.

Ricalcolo del trattamento pensionistico dei lavoratori postelegrafonici.
C. 535 Pistone, C. 2349 Trupia, C. 2364 A. Gianni, C. 2458 Perrotta, C. 2722 Merlo, C. 2752 Delbono, C. 3245 Maninetti, C. 4259 Mazzoni, C. 5027 Zacchera e C. 5624 Zanetta.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo nella seduta del 12 aprile 2005.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che è stato trasmesso il parere favorevole della I Commissione Affari costituzionale e della II Commissione Giustizia ma che non sono ancora pervenuti i pareri della V Commissione Bilancio e della IX Commissione Trasporti.

Il sottosegretario Learco SAPORITO rileva come il provvedimento in esame abbia contenuto analogo a quello già approvato dalla Commissione sul trattamento pensionistico dei ferrovieri. Ricordato come anche a quest’ultimo riguardo debbano essere emanate le norme di attuazione sulla base del provvedimento, ritiene che il contenuto dei due provvedimenti debba essere opportunamente coordinato.

Luigi MANINETTI (UDC) sottolinea come sia opportuno seguire nel caso del provvedimento in esame il medesimo procedimento che ha portato all’approvazione del provvedimento in favore dei ferrovieri.

Cesare CAMPA (FI) ritiene che nella presente fase, recepito il parere favorevole delle Commissioni I e II, sia necessario attendere il parere delle Commissioni V e IX, lavorando nel frattempo nella direzione indicata dal sottosegretario Saporito.

Roberto GUERZONI (DS-U) evidenzia come sia opportuno sollecitare l’espressione del parere da parte della V e della IX Commissione.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, assicura che l’espressione del parere da parte della V Commissione Bilancio e della IX Commissione Trasporti verrà sollecitato per consentire il proseguimento dell’iter del provvedimento.

Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

Lavoro prestato all’estero.
C. 1129 Benvenuto e C. 4365 Maninetti.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 6 aprile 2005.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ricorda che è già scaduto il termine per la presentazione di emendamenti.

Anna Maria LEONE (UDC), relatore, esprime parere favorevole su tutti gli emendamenti presentati. Rilevato come l’assenza di un rappresentante del Governo non consenta di acquisire il relativo parere sugli emendamenti e di proseguire in maniera utile l’iter del provvedimento, ritiene che la Commissione debba valutare la possibilità di procedere nella prossima seduta alla loro votazione, anche se il Governo non si sarà espresso.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.

Disposizioni per l’assunzione di personale da parte dell’Automobile Club d’Italia.
C. 4572 Perrotta, C. 5076 Mazzarello.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 6 aprile 2005.

Il sottosegretario Battista CALIGIURI evidenzia come il provvedimento non indichi la copertura finanziaria, che potrebbe eventualmente determinarsi con una revisione tariffaria.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, evidenzia come sia necessario chiarire se le assunzioni previste dal provvedimento avverranno solo in cambio di aumenti tariffari.

Aldo PERROTTA (FI), sottolinea che la sua proposta C. 4572, all’articolo 1, comma 2, prevede che l’ACI provveda alle assunzioni all’atto della rideterminazione delle tariffe dei servizi.

Roberto GUERZONI (DS-U) sottolinea come l’assunzione del personale dell’ACI Global collocato in mobilità e l’aumento tariffario siano due questioni distinte e separate: ritiene che il provvedimento in esame debba solo prevedere una deroga al blocco delle assunzioni negli enti pubblici in favore dei lavoratori cui si fa riferimento nel testo.

Il sottosegretario Learco SAPORITO evidenzia come le assunzioni da parte dell’ACI debbano essere disciplinate dalle norme generali in materia di blocco delle assunzioni e del turn over, che prevedono anche possibilità di deroga con specifiche procedure.

Cesare CAMPA (FI) sottolinea come la proposta in esame autorizza semplicemente l’assunzione di lavoratori da parte dell’ACI che deve individuare le risorse finanziarie per farvi fronte.

Antonino LO PRESTI (AN) sottolinea come non si possa approvare un provvedimento condizionato agganciandolo al blocco delle tariffe; ritiene pertanto che il provvedimento debba semplicemente prevedere l’autorizzazione all’ACI di procedere ad assunzioni in deroga alla disciplina generale per gli enti pubblici.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ritiene che, riguardando il provvedimento la tutela di interessi primari di lavoratori in mobilità, sia opportuno perseguire un risultato concreto. Propone pertanto di proseguire l’iter del provvedimento fissando il termine per la presentazione degli emendamenti.

Cesare CAMPA (FI) ritiene che la disciplina generale sul blocco delle assunzioni negli enti pubblici potrebbe non riguardare il personale di ACI Global Spa collocato in mobilità a seguito di processi di ristrutturazione.

Giovanni RAINISIO (DS-U) evidenzia come il provvedimento in esame preveda assunzioni da parte di un ente pubblico, l’ACI, affrontando quindi la materia disciplinata sul piano generale nel senso di un blocco delle assunzioni, cui peraltro si può derogare, a suo avviso, con l’approvazione della legge.

Alfonso GIANNI (RC) ricorda come il provvedimento in esame sia stato presentato a seguito del collocamento in mobilità del personale di ACI Global Spa seguito al processo di liberalizzazione dei servizi forniti da quella società. Sottolinea in proposito come l’assunzione dei lavoratori da parte dell’ACI determinerebbe una riduzione degli oneri sopportati dallo Stato per il trattamento di mobilità. Evidenzia inoltre come sia opportuno sostituire, all’articolo 1, comma 1, la parola «partecipa» con le parole «può partecipare», non potendosi naturalmente prevedere un obbligo a partecipare a selezioni per assunzioni.

Daniele GALLI (FI), relatore, ricorda che, nel corso della relativa audizione, i vertici dell’ACI richiesero di poter procedere alle assunzioni cui il provvedimento fa riferimento in quanto necessarie per l’erogazione dei propri servizi. Al riguardo, i vertici dell’ACI ritenevano opportuno un aggiustamento tariffario senza però porlo come condizione delle assunzioni. Ritiene pertanto che la questione delle assunzioni e quella dell’aggiornamento tariffario possano essere mantenute distinte.

Il sottosegretario Learco SAPORITO ribadisce l’esigenza che le assunzioni da parte dell’ACI, come di qualsiasi altro ente pubblico, vengano disciplinate dalle norme generali sulla materia che prevedono anche specifiche procedure di deroga.

Roberto GUERZONI (DS-U) evidenzia come il caso del personale di ACI Global Spa sia caratterizzato da una propria specificità, trattandosi di lavoratori che erano dipendenti da una società interamente controllata dall’ACI.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, evidenzia come il provvedimento in esame sia finalizzato a conciliare la disciplina generale ricordata dal sottosegretario Saporito con le esigenza specifiche di lavoratori attualmente collocati in mobilità.

Emerenzio BARBIERI (UDC) ritiene che la lettera del provvedimento in esame non sia corretta, prevedendo una possibilità di partecipare a selezioni e non una deroga alla disciplina del blocco delle assunzioni negli enti pubblici.

Pietro GASPERONI (DS-U) condivide l’osservazione del deputato Barbieri, sottolineando come il provvedimento in esame dovrebbe esplicitamente prevedere la possibilità per l’ACI di assumere in deroga alla disciplina generale sul blocco delle assunzioni.

Daniele GALLI (FI), relatore, condivide la proposta del presidente di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti al fine di favorire un utile proseguimento dell’iter del provvedimento.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, fissa il termine per la presentazione degli emendamento al 16 giugno, alle ore 12.

Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta

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