(Dal Resoconto Sommario)
SEDE CONSULTIVA
ATTI DEL GOVERNO
Martedì 3 maggio 2005. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Filippo Berselli.
La seduta comincia alle 14.45.
Schema di decreto legislativo correttivo del decreto legislativo n. 265 del 1997 in materia di personale civile del Ministero della Difesa.
Atto n. 473.
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l’esame.
Benito SAVO (FI), relatore, rileva come lo schema di decreto legislativo in esame è stato emanato in attuazione della delega prevista dall’articolo 5 della legge 6 luglio 2002, n. 137, che prevede l’emanazione uno o più decreti legislativi integrativi e correttivi, fra l’altro, del decreto legislativo 16 luglio 1997, n. 265 e si muova nella logica di riduzione e ottimizzazione dell’utilizzo del personale già auspicata nella precedente seduta in sede consultiva.
Lo schema di decreto legislativo in esame modifica l’articolo 2 del decreto legislativo 16 luglio 1997, n. 265, recante disposizioni in materia di personale civile del Ministero della difesa, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettere e) e g), della legge 28 dicembre 1995, n. 549 (provvedimento collegato alla manovra finanziaria per il 1996), concernente le procedure di copertura dei posti disponibili in determinate qualifiche funzionali del personale civile del Ministero della difesa.
L’articolo 1, commi 1-3, della richiamata legge n. 549 del 1995 ha introdotto disposizioni in materia di ristrutturazione organizzativa delle forze armate. In particolare, il comma 1 ha delegato il Governo ad emanare uno o più decreti legislativi in materia, tra gli altri, di organizzazione delle forze armate. Più specificamente, il Governo è stato delegato a disciplinare l’eventuale mobilità contrattata dei lavoratori, anche concordando con le organizzazioni sindacali e le regioni interessate le iniziative volte ad evitare negative ricadute sociali, derivanti da eventuali riduzioni (articolo 1, comma 1, lettera e), della legge n. 549) e a rideterminare, coerentemente con la suddetta ristrutturazione, le dotazioni organiche in base alla definizione dei carichi di lavoro, procedendo alla copertura dei posti disponibili anche attraverso la riqualificazione dei dipendenti civili con le medesime procedure (articolo 1, comma 1, lettera g), della legge 549). In sostanza, nell’ambito della riduzione degli enti e dei comandi, si è disposto la rideterminazione delle dotazioni organiche del personale civile, precisando che alla copertura dei posti disponibili si procedesse attraverso le procedure di riqualificazione previste dall’articolo 3, commi 205-208, della stessa legge 549.
In attuazione delle deleghe richiamate è stato appunto emanato il citato decreto legislativo n. 265 del 1997. In particolare, l’articolo 2 del provvedimento ha disposto che, alla copertura dei posti disponibili nelle qualifiche funzionali dalla III alla IX e dei relativi profili professionali, risultanti dalle dotazioni organiche di cui al DPCM del 7 febbraio 1997, si provvede, nel rispetto della natura della richiamata delega, e della inevitabile separazione temporale dei singoli provvedimenti rientranti nella ristrutturazione globale, anche attraverso le procedure previste dal successivo articolo 3, commi da 205 a 208, della legge n. 549 del 1995, per la riqualificazione del personale, le cui modalità applicative, in ambito Difesa, devono essere definite con decreto del Ministro della difesa, previa contrattazione ai sensi dell’articolo 50, comma 7, del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29 (ora articolo 46 del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165).
Lo schema, secondo anche quanto riportato nella relazione illustrativa che accompagna il provvedimento, ha ricevuto il parere favorevole del Consiglio superiore delle forze armate, ai sensi dell’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 25 ottobre 1999, n. 556, regolamento concernente le attribuzioni dei vertici militari. L’articolo 1 dello schema di decreto legislativo in esame, in sostanza, ha lo scopo di integrare la disciplina concernente lo svolgimento delle procedure di riqualificazione del personale civile dei vari comandi, enti ed uffici militari, prevista già dagli articoli 2 e 3 del più volte richiamato D.Lgs. 265 del 1997, precedentemente programmate per gli organismi periferici dell’area tecnico-operativa e tecnico-amministrativa dell’Amministrazione della difesa. In particolare, introducendo il comma 1-bis all’articolo 2 del citato D.Lgs. 265, si prevede che la determinazione dei posti da coprire, esperite le procedure di riqualificazione indicate al precedente comma 1, in relazione al processo di ristrutturazione degli enti dell’area tecnico-operativa e tecnico-amministrativa periferica, si applichi in riferimento alle dotazioni organiche considerate su base regionale, rideterminate con specifiche modalità, individuate nel successivo articolo 3. Tale determinazione dovrà quindi effettuarsi con D.P.C.M., da emanarsi ogni due anni tenendo conto della definizione dei contingenti nonché del ridimensionamento dello strumento militare, come anche evidenziato nella relazione illustrativa.
Secondo la relazione illustrativa che accompagna lo schema, tale modifica è necessaria in quanto «nasce dall’esigenza di completare la riqualificazione del personale civile in servizio presso gli enti periferici dell’area tecnico-operativa e tecnico-amministrativa, interessati dal processo di ristrutturazione tuttora in atto, prevedendo che le relative procedure siano attuate con riguardo agli organici globalmente individuati su base regionale. Ciò, al fine di evitare l’eccessiva frammentazione dei concorsi che si verificherebbe, a legislazione vigente, se si procedesse ente per ente». Secondo la relazione tecnica, il provvedimento non recherebbe nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, ma, al contrario, determinerebbe una riduzione dei costi. In proposito, infatti, la relazione tecnica stima che le prove residuali del corso-concorso da effettuare potranno consentire un abbattimento dei costi globali fino ad un’incidenza del 65 per cento circa. Ciò dipende dal fatto che tali corsi, «ove espletati nelle singole sedi locali comporterebbero oneri significativi a causa della loro notevole «polverizzazione sul territorio nazionale». Inoltre, l’introduzione del comma 1-bis all’articolo 2 del D.Lgs. 265 del 1997, prosegue la relazione, rispetta «i termini delle economie scaturenti già in prima applicazione del decreto legislativo 265/97, essendo la riqualificazione in stretta correlazione con la diminuzione delle dotazioni organiche (da 50.000 unità alle 43.838 attuali ed alle 43.000 finali) prevista dallo stesso decreto legislativo.
Ricorda che l’articolo 1, comma 1, del d.lgs. n. 265 del 1997, infatti, ha fissato la dotazione organica del personale civile del Ministero della difesa, inquadrato nelle qualifiche funzionali e relativi profili professionali, già rideterminata in 50.250 unità dal D.P.C.M. 7 febbraio 1997, in 43.000 unità, da raggiungere a conclusione del processo di ristrutturazione dello strumento militare e comunque entro otto anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, secondo criteri atti ad assicurare il rispetto delle specifiche attribuzioni, nell’ottica di una integrazione funzionale.
Il sottosegretario Filippo BERSELLI, condiviso il contenuto della relazione, invita la Commissione ad esprimere in tempi rapidi parere favorevole sul provvedimento in esame.
Aldo PERROTTA (FI) sottolinea come il provvedimento consentirà significativi risparmi di finanza pubblica.
Roberto GUERZONI (DS-U) invita il Governo a quantificare i risparmi prodotti dal provvedimento in esame.
Il sottosegretario Filippo BERSELLI, ricordato come gli oneri attualmente sostenuti per l’organizzazione dei corsi-concorsi ammontino attualmente a circa 750 mila euro, riferiti a 300 prove concorsuali in dieci sedi, per un costo unitario di circa 2.500 euro, riferisce tuttavia di non avere dati esatti sui risparmi che si produrranno a regime per effetto delle norme in esame. È comunque evidente che ci si attende una significativa riduzione delle spese appena ricordate, in ragione della razionalizzazione dei corsi.
Benito SAVO (FI), relatore, formula una proposta di parere favorevole.
La Commissione approva la proposta di parere del relatore.
La seduta termina alle 15.

























