ATTI DEL GOVERNO
Martedì 11 ottobre 2005. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Intervengono il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Maurizio Sacconi e il sottosegretario di Stato per la salute Cesare Cursi.
La seduta comincia alle 14.30.
Proposta di nomina del professor Antonio Guidi a presidente dell’Istituto italiano di medicina sociale (IIMS).
Atto n. 159.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 6 ottobre 2005.
Benito SAVO (FI), relatore, ribadisce la sua proposta di parere favorevole sulla proposta di nomina in esame.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI rileva, con riferimento alle questioni evidenziate dall’onorevole Guerzoni nel corso della seduta dello scorso 6 ottobre, che la situazione di incompatibilità per il professor Guidi tra l’incarico di presidente dell’IIMS e l’aver rivestito la carica di sottosegretario, non sembra sussistere. Infatti, l’articolo 2, comma 4, della legge 20 luglio 2004, n. 215, prevede che l’incompatibilità tra un incarico di Governo ed una carica in enti pubblici, anche economici, perduri per dodici mesi dal termine della carica di Governo solo nei confronti di enti di diritto pubblico, anche economici, nonché di società aventi fini di lucro che operino prevalentemente in settori connessi alla carica ricoperta.
La disposizione, quindi, al chiaro fine di evitare effettivi conflitti di interesse, limita il perdurare dell’incompatibilità ad un’ipotesi ben determinata che, nel caso in esame, non sussiste in quanto l’IIMS non opera prevalentemente in un settore che si possa intendere connesso alla carica di sottosegretario del Ministero della salute in precedenza rivestita dal professor Guidi. Basti al riguardo considerare che l’istituto non è soggetto alla vigilanza del Ministero della salute bensì del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Roberto GUERZONI (DS-U) non condivide la lettura del Governo delle previsioni dell’articolo 2, comma 4, della legge 20 luglio 2004, n. 215, ritenendo che l’Istituto italiano i medicina sociale operi in un settore connesso alla carica di sottosegretario di Stato per la salute rivestita dal professor Guidi fino a poco tempo fa. Evidenzia altresì come il Governo non abbia fornito risposta relativamente al secondo quesito posto, in ordine all’insediamento già avvenuto del professor Guidi quale presidente dell’IIMS.
Il sottosegretario Maurizio SACCONI evidenzia come la presenza del professor Guidi negli uffici dell’IIMS possa attualmente essere considerata alla stregua di una presa di contatto informale, dovendosi perfezionare la procedura per la nomina del presidente dell’IIMS con l’espressione del parere delle competenti Commissioni parlamentari.
Emilio DELBONO (MARGH-U) chiede al Governo di chiarire se sia stato già emanato l’atto ministeriale di nomina del professor Guidi
Il sottosegretario Maurizio SACCONI ribadisce che, per la conclusione della procedura di nomina del presidente dell’IIMS, occorre attendere l’espressione del parere delle competenti Commissioni parlamentari, o l’esaurirsi del termine temporale per l’espressione di tale parere.
Sottolinea altresì che il decreto di nomina debba ancora essere registrato dalla Corte dei conti.
Emilio DELBONO (MARGH-U) rileva come la nomina del professor Guidi a presidente del IIMS sia suscettibile di rilievi di legittimità sul piano del merito, a causa dell’incompatibilità prevista all’articolo 2, comma 4, della legge 20 luglio 2004, n. 215, e sul piano formale, essendo già stato emanato il decreto di nomina con il conseguente insediamento, in assenza del prescritto parere parlamentare. Questa violazione della legge sulle incompatibilità rischia di divenire un pericoloso precedente per tutte le maggioranze che si succederanno alla guida del paese, annullando quasi del tutto la portata della disciplina vigente.
Cesare CAMPA (FI) rileva come la Commissione sia chiamata ad esprimere il parere su una proposta di nomina rispetto alla quale nessuno ha sollevato obiezioni di merito relativamente al curriculum ed alle qualità professionali del designato: chiede pertanto che la Commissione esprima il proprio parere e che il Governo si attivi per assicurare, dal punto di vista formale, il rispetto delle procedure previste dalla legge.
Roberto GUERZONI (DS-U) avverte che, dato che le obiezioni sollevate riguardano rilievi di legittimità, i gruppi di opposizione non parteciperanno alla votazione.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, indice la votazione sulla proposta di nomina dando lettura delle sostituzioni pervenute alla presidenza.
La Commissione procede alla votazione della proposta di nomina.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, comunica che la Commissione non è in numero legale. Rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta, in cui verrà ripetuta la votazione.
La seduta termina alle 15.
Martedì 11 ottobre 2005. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Intervengono il ministro del lavoro e delle politiche sociali Roberto Maroni e il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Alberto Brambilla.
La seduta comincia alle 15.
Schema di decreto legislativo recante disciplina delle forme pensionistiche complementari.
Atto n. 550.
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l’esame.
Il ministro Roberto MARONI riferisce in ordine alla deliberazione del Consiglio dei ministri dello scorso 5 ottobre di rinvio alle Camere dello schema di decreto legislativo recante la disciplina delle forme pensionistiche complementari. Ricordato come tale decisione sia stata assunta, dopo una vivace discussione, attraverso una votazione, evidenzia che, ai sensi dell’articolo 1, comma 45, della legge di delega n. 243 del 2004, le competenti Commissioni parlamentari sono dunque chiamate ad esprimere nuovamente il parere sulla base delle osservazioni evidenziate nel verbale del Consiglio dei ministri dello scorso 5 ottobre. Precisa in proposito che, ai sensi della medesima legge di delega, il Governo non sarà tenuto a conformarsi al nuovo parere che verrà espresso dalle Commissioni parlamentari.
Nel merito, conferma di essersi personalmente opposto alla decisione di rinvio alle Camere e di aver invece insistito per il varo del testo presentato, che recepiva tutte le condizioni e parte delle osservazioni poste nei pareri parlamentari.
Alfonso GIANNI (RC), dato preliminarmente atto al ministro del lavoro di avere riferito, con onestà e chiarezza, in ordine ai contrasti emersi in seno al Consiglio dei Ministri, evidenzia come tale situazione appaia singolare da un punto di vista istituzionale, essendo stato presentato alle Camere un testo del Consiglio dei ministri che non è condiviso dal ministro competente per materia. Ribadito che il suo gruppo è contrario alla filosofia della legge di delega n. 243 del 2004 ed al varo del provvedimento che trasferisce il TFR dei lavoratori al sistema della previdenza complementare, osserva che si pone nella presente fase il problema di quale sia l’interlocutore istituzionale della Commissione.
Roberto GUERZONI (DS-U) sottolinea l’evidente imbarazzo politico del ministro del lavoro, il quale conferma di non condividere il testo trasmesso alle Camere dal Consiglio dei Ministri e di avere presentato uno schema di decreto legislativo che, benché non noto sul piano formale, recepiva le osservazioni concordate con le parti sociali. Rileva pertanto come, se la Commissione con l’espressione del nuovo parere mostrasse di condividere la linea del Consiglio dei ministri, verrebbe sostanzialmente sfiduciato il ministro del lavoro. Sottolineato come il suo gruppo sia favorevole al decollo del secondo pilastro della previdenza, si augura pertanto che la contraddizione politica emersa in seno alla maggioranza possa risolversi in senso conforme alle linee concordate con le parti sociali.
Il ministro Roberto MARONI chiarisce che il Consiglio dei ministri ha votato non sulla sua proposta di testo ma sull’opportunità di ritrasmetterlo alle Camere. Egli si è espresso personalmente in senso contrario al rinvio alle Camere avendo condiviso e recepito nella sua proposta il parere espresso dalle competenti Commissioni parlamentari: precisa pertanto che, se il parere delle Commissioni verrà confermato – come si augura – ripresenterà il medesimo testo in Consiglio dei ministri; se invece il parere delle Commissioni parlamentari verrà modificato, dovrà valutare la propria posizione, riservandosi di presentare ugualmente il medesimo testo in Consiglio dei ministri, sulla base della facoltà concessa dalla legge al Governo di non conformarsi al parere definitivo delle Commissioni parlamentari.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, rileva come i relatori alla Camera e al Senato si siano impegnati per contemperare diverse esigenze, quali la promozione di un consenso ampio, tale da garantire il voto da parte della maggioranza dei componenti le Commissioni, la necessità di rispettare i principi e criteri direttivi enunciati dalla legge 23 agosto 2004, n. 243, che ha conferito la delega, la sottolineatura della centralità della tutela del lavoratore, quale titolare del TFR e soggetto abilitato a disporre dei connessi diritti e la valorizzazione dei punti di consenso, maturati nella interlocuzione tra Governo e parti sociali, al fine di propiziare le migliori condizioni di attuazione della riforma.
Aldo PERROTTA (FI) rinuncia all’intervento che aveva chiesto di svolgere avendo il ministro chiarito i termini della questione, che si pone in maniera diversa da come viene presentata dai gruppi di opposizione.
Antonino LO PRESTI (AN) rileva come il ministro del lavoro abbia chiarito che occorre entrare nel merito delle osservazioni formulate dal Governo, mantenendo lo spirito collaborativo che ha finora contrassegnato la discussione sul provvedimento in esame, che ha portata storica: ritiene quindi che, a causa della limitatezza del tempo a disposizione della Commissione, si potrà entrare nel merito delle questioni nelle prossime sedute, valutando l’opportunità di modifiche che potrebbero essere accolte dal ministro del lavoro.
Emilio DELBONO (MARGH-U) rileva come l’ultimo intervento del ministro del lavoro modifichi l’originario approccio, ispirato ad una linea di neutralità formale rispetto alle decisioni del Consiglio dei Ministri. Il ministro, con il secondo intervento, ha sostanzialmente dichiarato che, se la Commissione non manterrà nel suo parere una linea conforme alle indicazioni concordate con le parti sociali, dovrà trarre conseguenze che determineranno una netta frattura politica. Ritiene pertanto che l’interlocutore istituzionale delle Commissioni parlamentari vi sia e sia il competente ministro del lavoro, il quale, se il nuovo parere che verrà espresso sarà in contrasto con le linee concordate con le parti sociali, ripresenterà il testo già presentato lo scorso 5 ottobre.
Cesare CAMPA (FI) ritiene che il deputato Delbono abbia male interpretato la parole del ministro e si riserva di intervenire a tale riguardo nel corso della prossima seduta.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.30.




























