SEDE CONSULTIVA
Giovedì 24 novembre 2005. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI.
La seduta comincia alle 8.30.
Legge finanziaria per l’anno 2006.
C. 6177 Governo, approvato dal Senato.
Bilancio dello Stato per l’anno 2006 e bilancio pluriennale per il triennio 2006-2008.
C. 6178, e relative note di variazione C. 6178-bis e C. 6178-ter Governo, approvato dal Senato.
Tabella n. 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
(Relazione alla V Commissione).
(Seguito dell’esame congiunto e conclusione – Relazione favorevole con condizioni).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 22 novembre 2005.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che è stata presentata una proposta di relazione favorevole con condizioni del relatore (vedi allegato 1) e una proposta di relazione alternativa dei gruppi di opposizione (vedi allegato 2).
Avverte altresì che sono stati presentati emendamenti riferiti al disegno di legge finanziaria (vedi allegato 3).
Emerenzio BARBIERI (UDC), relatore, illustra la sua proposta di relazione favorevole con condizioni, rammaricandosi dell’assenza dei rappresentanti dell’opposizione che non consente un confronto e rende inutile la sua replica alle loro osservazioni. Esprime quindi parere favorevole sui seguenti emendamenti: Campa 6177/XI/1.1, Campa 6177/XI/1.2, Santori 6177/XI/1.3, Di Teodoro 6177/XI/1.4, Di Teodoro 6177/XI/1.5, Lo Presti 6177/XI/1.6, Misuraca 6177/XI/1.7, Campa 6177/XI/1.8, Campa 6177/XI/1.9, Santori 6177/XI/1.10, Campa 6177/XI/1.13, Santori 6177/XI/1.14, Campa 6177/XI/1.15, Campa 6177/XI/1.17, Campa 6177/XI/1.18, Campa 6177/XI/1.19, Campa 6177/XI/1.20, Campa 6177/XI/1.21, Campa 6177/XI/1.22, Santori 6177/XI/1.23, Santori 6177/XI/1.24, Di Teodoro 6177/XI/1.25, Santori 6177/XI/1.26, Campa 6177/XI/1.27, Campa 6177/XI/1.28, Campa 6177/XI/1.29, Campa 6177/XI/1.31, Campa 6177/XI/1.33, Campa 6177/XI/1.34, Santori 6177/XI/1.35, Santori 6177/XI/1.36, Campa 6177/XI/1.37, Campa 6177/XI/1.38, Santori 6177/XI/1.39, identico agli emendamenti Campa 6177/XI/1.40 e Di Teodoro 6177/XI/1.41, Campa 6177/XI/1.43, Campa 6177/XI/1.44, Campa 6177/XI/1.45, Campa 6177/XI/1.46, Campa 6177/XI/1.47, Campa 6177/XI/1.48, Santori 6177/XI/1.49, Santori 6177/XI/1.50, Campa 6177/XI/1.52, Campa 6177/XI/1.53, Campa 6177/XI/1.54, Campa 6177/XI/1.55, Campa 6177/XI/1.56, Campa 6177/XI/1.57, Campa 6177/XI/1.58, Campa 6177/XI/1.59, Campa 6177/XI/1.60, Campa 6177/XI/1.61, Santori 6177/XI/1.62, Campa 6177/XI/1.63, Campa 6177/XI/1.64, Campa 6177/XI/1.65, Campa 6177/XI/1.67, Campa 6177/XI/1.68 e Campa 6177/XI/1.69. Raccomanda inoltre l’approvazione dei suoi emendamenti 6177/XI/1.29, 6177/XI/1.30 e 6177/XI/1.70. Invita quindi al ritiro di tutti gli altri emendamenti, esprimendo altrimenti parerete contrario.
La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Campa 6177/XI/1.1, 6177/XI/1.2, Santori 6177/XI/1.3, Di Teodoro 6177/XI/1.4 e 6177/XI/1.5, Lo Presti 6177/XI/1.6, Misuraca 6177/XI/1.7, Campa 6177/XI/1.8 e 6177/XI/1.9, Santori 6177/XI/1.10, risultando pertanto assorbito l’emendamento Colasio 6177/XI/1.11 e precluso l’emendamento Campa 6177/XI/1.12. Approva altresì gli emendamenti Campa 6177/XI/1.13, Santori 6177/XI/1.14, Campa 6177/XI/1.15. Constatata l’assenza del presentatore dell’emendamento Burani Procaccini 6177/XI/1.16, s’intende vi abbia rinunciato. Approva quindi gli emendamenti Campa 6177/XI/1.17, 6177/XI/1.18, 6177/XI/1.19, 6177/XI/1.20, 6177/XI/1.21 e 6177/XI/1.22, Santori 6177/XI/1.23 e 6177/XI/1.24, Di Teodoro 6177/XI/1.25, Santori 6177/XI/1.26, Campa 6177/XI/1.27 e 6177/XI/1.28, 6177/XI/1.29 e 6177/XI/1.30 del relatore, Campa 6177/XI/1.31. Constatata l’assenza del presentatore dell’emendamento Alfonso Gianni 6177/XI/1.32, s’intende vi abbia rinunciato. Approva gli emendamenti Campa 6177/XI/1.33 e 6177/XI/1.34, Santori 6177/XI/1.35 e 6177/XI/1.36, Campa 6177/XI/1.37 e 6177/XI/1.38, Santori 6177/XI/1.39, gli identici emendamenti Campa 6177/XI/1.40 e Di Teodoro 6177/XI/1.41. Constatata l’assenza del presentatore dell’emendamento Alfonso Gianni 6177/XI/1.42, s’intende vi abbia rinunciato. Approva gli emendamenti Campa 6177/XI/1.43, 6177/XI/1.70 del relatore; Campa 6177/XI/1.44, 6177/XI/1.45, 6177/XI/1.46, 6177/XI/1.47 e 6177/XI/1.48, Santori 6177/XI/1.49 e 6177/XI/1.50. Constatata l’assenza del presentatore dell’emendamento Carra 6177/XI/1.51, s’intende vi abbia rinunciato. Approva gli emendamenti Campa 6177/XI/1.52, 6177/XI/1.53, 6177/XI/1.54, 6177/XI/1.55, 6177/XI/1.56, 6177/XI/1.57, 6177/XI/1.58, 6177/XI/1.59, 6177/XI/1.60 e 6177/XI/1.61, Santori 6177/XI/1.62, Campa 6177/XI/1.63, 6177/XI/1.64 e 6177/XI/1.65. Constatata l’assenza del presentatore dell’emendamento Burani Procaccini 6177/XI/1.66, s’intende vi abbia rinunciato. Approva gli emendamenti Campa 6177/XI/1.67, 6177/XI/1.68 e 6177/XI/1.69.
Cesare CAMPA (FI) rileva come l’esame della legge finanziaria 2006 abbia rappresentato una nuova occasione per verificare da un lato il lavoro svolto dal Governo e gli aspetti più significativi del programma della maggioranza, dall’altro le sterili ragioni che sono sempre stata alla base di un’opposizione che ha mascherato la propria profonda crisi d’identità e la totale mancanza di obiettivi e di programmi, attraverso una cortina fumogena alzata da un dibattito rissoso e bugiardo, con atteggiamenti pieni di bugie ed omissioni, privi di senso della realtà, ma soprattutto incapaci di portare contributi concreti, non certo per il bene della maggioranza, ma per il Paese. Ciò indica che in Parlamento siede una minoranza che dimostra di non avere a cuore le sorti dello Stato, ma soltanto quelle della propria coalizione, da sempre all’attacco con acredine, perfino con odio, delle posizioni di Governo. È così che, ad ogni importante appuntamento politico, la sinistra si presenta con slogan che ignorano la realtà, perché le bugie sembrano ripagare più della progettualità e delle scelte d’indirizzo, anche perché finora la sinistra stessa si è dimostrata incapace di realizzarle. Le cronache politiche sono ormai quotidianamente alimentate dalle rabbiose dispute interne su tutto e tra tutti i gruppi che compongono il centrosinistra. Il nuovo falso slogan, riconducibile direttamente a Prodi, definisce la manovra in esame «una Finanziaria dei tagli, che mette in ginocchio gli enti locali». In sintesi, sottolinea che il Patto di Stabilità voluto da Prodi e che tutti i Paesi dell’Unione europea non stanno rispettando e di cui sono, ovviamente, scontenti, ha imposto al Governo Berlusconi dei tagli che non sono stati rivolti soltanto alle competenze dei comuni e delle regioni, ma prima di tutto all’apparato statale e ministeriale, compresa la stessa indennità parlamentare. Tutto questo per affrontare una crisi che non è stata causata dal centro destra, come vorrebbe una intollerabile falsità, ma che viene da molto lontano, quando la sinistra governava attraverso il consociativismo e spendeva a piene mani per clientelismo e demagogia, causando la crescita di un debito pubblico colossale, che sta ora ingessando questo e chissà quanti altri esercizi finanziari. Si tratta di una indiscutibile realtà storica, che si è aggiunta alla sfavorevole congiuntura europea che ha colpito tutti i Paesi dell’Unione europea. Il Governo Berlusconi, attuando i tagli alla spesa pubblica di cui si sta discutendo, non ha fatto certo un’azione di propaganda elettorale, ma soltanto un sacrificio per rispettare i propri doveri e l’alta responsabilità che la maggioranza degli italiani gli ha affidato il 13 maggio 2001. Perfino il Presidente della Repubblica, dall’alto del suo ruolo costituzionale, ha inteso la necessità di condividere i sacrifici indicati dal Governo, compiendo un nobile gesto: la riduzione delle spese per il Quirinale. Di fronte a questo, viene da chiedersi come reagiscono i colleghi della sinistra e quali contributi offrono al paese in un momento che richiederebbe la partecipazione alla solidarietà nazionale. L’impressione è che l’opposizione si muova in base al motto: «muoia Sansone con tutti i filistei», dando il via ad una infinita sequela di bugie, attacchi immotivati, rancori e veleni.
La verità e che la stragrande maggioranza degli enti locali è amministrata dal centrosinistra e per l’opposizione sarebbe stato molto comodo continuare a spendere a piene mani, in consulenze, in notti bianche, concerti ed iniziative effimere, imputando le spese al Governo Berlusconi, alle prese con la grana del deficit. Da una parte si va avanti con clientelismo e demagogia nelle città, province e regioni e dall’altra si muove una critica spietata e contraddittoria in Parlamento. In realtà, le spese degli enti locali sono molto aumentate. Ha ragione la Corte costituzionale a ricordare l’autonomia decisionale degli enti locali, ma ciò non vuol dire che la sinistra sia stata autorizzata a fare la «vedova allegra» nei comuni e nelle tante regioni che amministra.
A dimostrazione che l’accusa di ridurrebbe la capacità di spesa tramite la finanziaria sia falsa ed errata, cita l’esempio di Venezia, dove egli stesso è consigliere comunale. Il conto consuntivo presentato in consiglio comunale lo scorso 11 novembre ha documentato maggiori entrate per circa 9 milioni di euro rispetto a quelle previste nel 2004, dei quali 7 milioni per maggiori trasferimenti dello Stato. Quel documento ha fatto sapere, nello stesso tempo, che gli amministratori del centrosinistra non sono riusciti a spendere 25 milioni di euro. Di fronte a questa situazione, le argomentazioni dell’opposizione si dimostrano vere e proprie provocazioni.
Il Governo, nei riguardi degli enti locali, si è ispirato ad un principio di corresponsabilità, per cui i comuni combattere l’evasione e partecipano ai benefici. I comuni fanno parte dello Stato, per cui enti locali e Stato devono remare assieme e le ragioni della contrapposizione politica non devono danneggiare il Paese.
Ritiene la manovra finanziaria un buon documento programmatico di spesa, perché, nelle severe ristrettezze in cui le casse pubbliche si trovano, il Governo è riuscito a stanziare le risorse per la totalizzazione, per non parlare della previdenza complementare che risolve moltissime delicate situazioni e che dà certezze a molti giovani lavoratori. Quanto alla legge n. 30 del 2003, cosiddetta legge Biagi, i numeri smentiscono ancora una volta le bugie dell’opposizione: un milione 800 mila assunzioni a tempo indeterminato più quelle a tempo determinato, che a torto vengono disprezzate, ma che spesso sono un primo passo verso la sistemazione definitiva. Questa volta, a questo riguardo, vi è stata una smentita dallo stesso Pezzotta: le sue parole devono essere risultate pesanti come macigni per la sinistra, abituata ad andare a braccetto con i sindacati. Basti pensare che il rapporto degli scioperi politici è stato di uno contro il Governo del centrosinistra e 29 contro il governo Berlusconi. Come dimostrano anche i lavori parlamentari, il governo Berlusconi ha realizzato una mole di lavoro enorme, in favore di politiche per i lavoratori che potrebbero essere considerate «di sinistra», dimostrando che il centrodestra non ha bisogno di suggerimenti in fatto di solidarietà e di equità sociale.
L’azione del Governo è infatti rivolta a rendere operativo il sistema-Italia per aumentare lo sviluppo, in modo da spartire ricchezza e non brandelli di povertà. Concludendo, ribadisce pertanto il voto favorevole del gruppo di Forza Italia sulla proposta di relazione del relatore.
La Commissione approva la proposta di relazione favorevole con condizioni del relatore, risultando pertanto preclusa la proposta di relazione alternativa; nomina quindi il deputato Emerenzio Barbieri relatore presso la V Commissione.
La seduta termina alle 9.20.




























