ATTI DEL GOVERNO
Giovedì 22 settembre 2005. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Interviene il sottosegretario per il lavoro e le politiche sociali Alberto Brambilla.
La seduta comincia alle 8.30.
Schema di decreto legislativo recante disciplina delle forme pensionistiche complementari.
Atto n. 522.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta di ieri.
Emilio DELBONO (MARGH-U) ribadisce l’esigenza di un confronto diretto tra la Commissione parlamentare ed il Governo, per verificare la effettiva possibilità che quanto concordato con le parti sociali venga inserito nel parere che la Commissione è chiamata ad esprimere: il Governo, al riguardo, deve chiarire se intende chiedere alla sua maggioranza un parere conforme alle intese con le parti sociali, ponendosi altrimenti un problema di sostanza e di procedura, in quanto, ove il Governo non intendesse conformarsi alle condizioni poste nel parere parlamentare, dovrebbe ritrasmettere lo schema di decreto legislativo alle Camere.
Ricordato come il sistema delineato dalla riforma n. 335 del 1995, a causa degli andamenti demografici e degli squilibri finanziari e in assenza della definizione di una soddisfacente normativa sulla previdenza complementare, determinerà prestazioni pensionistiche insufficienti, evidenzia come si sia sinora registrata, nel nostro paese, una tendenza a rivolgersi al sistema della previdenza complementare molto ridotta rispetto agli altri paesi europei.
Ricordato come in base a pronunce della Corte costituzionale che richiamano l’articolo 38 della Costituzione, i lavoratori hanno diritto che siano assicurati i mezzi adeguati alle loro esigenze di vita nella vecchiaia, per cui la previdenza complementare deve essere considerata come parte integrante del trattamento previdenziale e non rappresenta semplicemente una scelta privata, evidenzia come, affinché essa possa effettivamente decollare, occorre sciogliere alcuni nodi politici e superare la diffidenza e le preoccupazioni dei lavoratori.
Richiama quindi le possibili questioni di carattere costituzionale che potrebbero essere sollevate dalle regioni sulla base del titolo V della Costituzione. La questione sostanziale più importante è però quella relativa ai rendimenti ed ai rischi, considerato che, in base ai dati forniti dalla COVIP, il confronto tra il rendimento del trattamento di fine rapporto ed il rendimento dei fondi previdenziali fornisce dati incoraggianti per questi ultimi soltanto nel breve periodo, e non invece nel caso del medio-lungo periodo.
Chiarito che l’opposizione intende favorire l’emanazione del provvedimento, evidenzia come i fondi chiusi contrattuali offrano maggiori garanzie e trasparenza ma soprattutto abbiano fatto registrare minori costi di gestione. Sul fronte della vigilanza, è opportuno superare l’ambiguità prodotta dalle previsioni del disegno di legge sul risparmio, attualmente all’esame del Senato, prevedendo una vigilanza unitaria sulle forme di previdenza complementare che richiede un rafforzamento della COVIP sotto il profilo strutturale, assicurandole maggiori risorse e più personale, ma anche sotto il profilo giuridico, garantendole autonomia dall’Esecutivo.
Per quanto attiene alla governance, si sono compiuti passi in avanti rispetto allo schema originario ed occorre giungere al superamento dell’asimmetria tra fondi chiusi, aperti ed individuali. Evidenzia quindi, l’esigenza di assicurare la redditività del TFR conferito; in proposito rileva, con riferimento al fondo di garanzia dei lavoratori, che il contributo previsto dal decreto è insufficiente, specie se confrontato con altri sistemi, come quello anglosassone, in cui i meccanismi di protezione sono ben più solidi.
Un problema di fondo sollevato dalle parti sociali è poi quello della natura contrattuale del contributo del datore di lavoro definito con la contrattazione, in quanto se lo stesso venisse considerato «portabile», muterebbe la natura di tale contributo da contrattuale a retributiva. Quanto alla disciplina fiscale, non si registrano significativi passi in avanti, mentre sarebbe auspicabile un regime più flessibile e maggiormente agevolativo per rendere sicuro e conveniente, anche dal punto di vista fiscale, il ricorso alla previdenza complementare. Sottolinea infine come sia necessario stanziare adeguate e certe risorse contestualmente all’emanazione del decreto legislativo, eventualmente con decreto-legge, come ipotizzato dallo stesso Governo.
Dichiara infine che l’opposizione redigerà una propria proposta di parere sullo schema di decreto legislativo presentato dal Governo, augurandosi tuttavia che si possa giungere ad un parere unitario che raccolga il consenso di tutti i gruppi, in modo che il Governo possa varare un provvedimento condiviso sia dal Parlamento sia dalle parti sociali.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, condivide l’auspicio che si possa giungere ad un parere unanime di tutti i gruppi parlamentari, se vi sarà una effettiva convergenza di merito. Ritiene quindi che il termine per la presentazione delle proposte di parere possa essere fissato a martedì 27 settembre, alle ore 12.
Roberto GUERZONI (DS-U) invita il sottosegretario a chiarire se, per quanto riguarda il fondo di garanzia di compensazione per le imprese, sia stato siglato l’accordo con l’ABI, sottolineando come, essendosi dimesso il ministro dell’economia, potrebbero porsi difficoltà per la sottoscrizione del relativo protocollo.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, evidenzia come le parti sociali non abbiano insistito nelle loro richieste relative al fondo di garanzia per i lavoratori.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA ricorda come, a partire dal 1993 sino ad oggi siano state poste le questioni sollevate oggi dal deputato Delbono relativamente a rendimenti, rischi, fondo di garanzia, discipline contrattuali, mentre in Italia si è continuato a registrare un bassissimo ricorso alla previdenza complementare benché la relativa disciplina nazionale fosse la più sicura in ambito europeo, tanto da avere ispirato la stessa direttiva in materia. Naturalmente, anche nel sistema italiano si presentano rischi comuni a qualsiasi investimento mobiliare ma esistono meccanismi di garanzia superiori a quelli degli altri sistemi, relativi alle garanzie sul piano delle procedure concorsuali per quanto riguarda i fondi pensione, l’istituzione della banca depositaria quale soggetto terzo che comunica quotidianamente i propri movimenti agli organismi vigilanti, la figura del responsabile del fondo. In sostanza, in Italia, vigilano sul sistema della previdenza complementare la Banca d’Italia, la CONSOB, la COVIP e l’ISVAP, oltre all’intervento dell’Autorità per la concorrenza: per tale ragione, il sistema italiano ha rappresentato un modello in occasione dell’esame della direttiva europea sui fondi pensioni.
Ricorda quindi, con riferimento alla sistema delle garanzie, come, pur essendo stata consentita in passato una certa libertà d’azione alle compagnie di assicurazione, con la disciplina in esame esse non possano più operare caricamenti eccessivi, debbano avere un prezzo onnicomprensivo, un patrimonio separato per la previdenza complementare, un regolamento chiaro, possano raccogliere adesioni individuali e non collettive e siano sottoposte alla vigilanza della COVIP. In proposito, sottolinea come attualmente la COVIP debba impiegare la maggior parte delle proprie risorse, finanziarie ed umane, per la vigilanza sui preesistenti fondi pensione gestiti dalle parti sociali o da aziende bancarie e assicurative, ai quali sono attualmente consentiti criteri di gestione che non saranno più consentiti con la nuova normativa, cui tali fondi dovranno adeguarsi entro un certo lasso di tempo. Si libereranno così risorse finanziarie ed umane attualmente destinate soprattutto alla vigilanza sui vecchi fondi; osserva peraltro che, rispetto alla passata legislatura, nel corso dell’attuale legislatura la COVIP è stata dotata di maggiori risorse finanziarie ed umane.
Con riferimento alla destinazione del contributo datoriale, richiama quindi il parere dell’Autorità antitrust, che sollecita la massima concorrenza ed insiste sulle questioni relative alla governance, essendo effettivamente delicati i problemi relativi alla libertà di scelta dei lavoratori e della libera concorrenza fra le forme di previdenza complementare. Quanto alla questione sollevata relativamente alle competenze regionali previste sul piano costituzionale, la questione è stata affrontata nelle sedi appropriate, con particolare riferimento alla non disponibilità per le regioni della potestà fiscale, giungendosi a definire limitate modifiche al testo presentato. Quanto alla richiesta del deputato Guerzoni in ordine al protocollo di intesa tra Ministero e ABI, assicura che si è pervenuti ad un’intesa su cui concorda anche la Confindustria.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 9.40.
INTERROGAZIONI
Giovedì 22 settembre 2005. – Presidenza del vicepresidente Angelo SANTORI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Alberto Brambilla.
La seduta comincia alle 9.40.
5-04409 Trupia: Crisi della FIAMM di Montecchio Maggiore (VI).
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Lalla TRUPIA (DS-U), replicando, sottolinea come la risposta del Governo giunga con forte ritardo, essendo da tempo nota la soluzione della vertenza relativa alla FIAMM di Montecchio Maggiore. Osserva quindi come la questione sollevata per quel caso specifico riguardi una serie di realtà aziendali del nord-est, sinora considerato un’area industriale ricca, dato che stanno proseguendo processi di delocalizzazione, anche lesivi di accordi sindacali. Sollecita al riguardo una maggiore attenzione del Governo, che dovrebbe attivarsi per evitare un grave impoverimento dell’area.
5-04147 Panattoni: Fondi erogati dell’INAIL per l’adeguamento degli impianti alle norme di sicurezza.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Roberto GUERZONI (DS-U) prende atto della risposta del Governo.
La seduta termina alle 10.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 12.45 alle 13.
Giovedì 22 settembre 2005. – Presidenza del vicepresidente Angelo SANTORI.
La seduta comincia alle 14.15.
Modifiche alla normativa sull’assicurazione contro gli infortuni domestici.
C. 3011 Volontè, C. 3192 Cordoni e C. 4668 Gazzara.
(Seguito dell’esame e conclusione).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta di ieri.
Angelo SANTORI, presidente relatore, avverte che non è stato espresso il parere dalla V Commissione Bilancio sul nuovo testo trasmessogli dalla XI Commissione. Rilevato tuttavia come il provvedimento sia inserito nel calendario dell’Assemblea della prossima settimana e considerato che è stato già chiesto il rinvio dell’esame in Assemblea in due occasioni, propone di concludere l’esame del provvedimento in sede referente conferendo il mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea.
Roberto GUERZONI (DS-U), precisato che il suo gruppo condivide il testo in esame, avendo direttamente contribuito alla sua definizione a partire dalla fase dell’iniziativa legislativa, esprime perplessità sull’opportunità di votare subito il mandato al relatore nella considerazione che la V Commissione bilancio non ha ancora espresso il suo parere e potrebbero quindi determinarsi difficoltà con riferimento alla copertura finanziaria del provvedimento. Inoltre non è prevedibile la posizione che assumerà il Governo ed in particolare il responsabile del Ministero dell’economia, posizione attualmente vacante. Ritiene pertanto che spetti alla maggioranza che esprime il Governo assumersi una responsabilità relativamente alla positiva conclusione dell’iter del provvedimento.
Angelo SANTORI (FI), presidente relatore, espressa soddisfazione per il consenso unanime dei gruppi sul testo in esame, ribadisce l’opportunità di concludere l’esame del provvedimento in sede referente nella seduta odierna.
Pietro GASPERONI (DS-U) manifesta la preoccupazione che, in assenza del parere della V Commissione bilancio e del Governo, il testo possa essere rinviato in Commissione, determinandosi così un forte ritardo per la sua approvazione.
Cesare CAMPA (FI) dichiara il voto favorevole del suo gruppo sul testo in esame, che a suo avviso non pone problemi di copertura finanziaria, prevedendo introiti superiori alla prevedibile spesa sulla base della esperienza compiuta nel passato: rileva, a tale riguardo, che si sarebbero potute prevedere anche misure di maggiore favore per le casalinghe.
La Commissione delibera quindi di conferire al deputato Angelo Santori il mandato a riferire in senso favorevole all’Assemblea sul testo unificato delle proposte di legge C. 3011, C. 3191 e C. 4668.
Angelo SANTORI, presidente, si riserva di designare i membri del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.
La seduta termina alle 14.45.

























