• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
sabato, 6 Giugno 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Elezioni RSU: chi le avvia non può poi fermarle da solo

    Elezioni RSU: chi le avvia non può poi fermarle da solo

    Durante (Cgil), l’Europa è un gigante economico e sociale che rischia l’autolesionismo

    Lucciole e lanterne, chi ha davvero vinto la partita con Bruxelles

    Il bug del Campo largo, i giovani di nuovo a casa e gli elettori M5s “incompatibili”

    Il bug del Campo largo, i giovani di nuovo a casa e gli elettori M5s “incompatibili”

    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    Istat, l’economia italiana mantiene un profilo espansivo

    La grande promessa tradita del Pnrr

    Smart working: Cgil, positiva la sottoscrizione del protocollo

    Smart working: non basta dire “lavoro da casa”

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Caporalato, Castellucci (Fai-Cisl): un fronte comune tra parti sociale, forze dell’ordine e cittadinanza per la legalità e il lavoro dignitoso

    Caporalato, Castellucci (Fai-Cisl): un fronte comune tra parti sociale, forze dell’ordine e cittadinanza per la legalità e il lavoro dignitoso

    Caporalato, Barbalaco (Uila Calabria): un bracciante irregolare è terreno fertile per la criminalità

    Caporalato, Barbalaco (Uila Calabria): un bracciante irregolare è terreno fertile per la criminalità

    Diritti dei lavoratori ai minimi storici dal 2014 in Usa e Ue

    Diritti dei lavoratori ai minimi storici dal 2014 in Usa e Ue

    Le cooperative in tempi di crisi

    Anche l’economia dei servizi paga l’inverno demografico e il calo di appeal

    Istat, nel III trim tasso disoccupazione stabile all’11,2%, aumentano precari

    Federmeccanica: nel 2026 cresce l’incertezza globale, a rischio la produzione italiana

    Stronati (Confcooperative), l’economia dei servizi è un “fenomeno strutturale”

    Stronati (Confcooperative), l’economia dei servizi è un “fenomeno strutturale”

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Il testo del rapporto Ituc dell’Indice globale dei diritti dei lavoratori 2026

    Istat, le prospettive dell’economia italiana nel 2026-2027

    Lavori usuranti, i requisiti per la pensione anticipata

    Unionmeccanica, sottoscritto il rinnovo del contratto 2025-28. Aumenti retributivi complessivi di € 200 pari al 9,32%

    Unicredit, firmato accordo: 725 assunzioni nella rete commerciale

    UniCredit, primo aggiornamento con i sindacati sul piano esodi

    Lo studio della Uil sul sistema delle addizionali Irpef

    Le considerazioni finali del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, alla Relazione annuale 2025

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Città di Affitto, di Gessi White – Collettivo IrpiMedia. Editori Laterza

    Città di Affitto, di Gessi White – Collettivo IrpiMedia. Editori Laterza

    L’invenzione del colore, di Christian Raimo. Edizioni La nave di Teseo

    L’invenzione del colore, di Christian Raimo. Edizioni La nave di Teseo

    Una Cisl innovatrice nel complesso dei sindacati in Italia, di Guido Baglioni. Edizioni Lavoro

    Una Cisl innovatrice nel complesso dei sindacati in Italia, di Guido Baglioni. Edizioni Lavoro

    Il prezzo nascosto, di Marco Leonardi e Leonzio Rizzo. Editore Egea

    Il prezzo nascosto, di Marco Leonardi e Leonzio Rizzo. Editore Egea

    Quaderni Rassegna Sindacale n.2-2025, di AA.VV.

    Quaderni Rassegna Sindacale n.2-2025, di AA.VV.

    Una nuova idea di Paese, di Giovanni Marconi. Edizioni Rubbettino

    Una nuova idea di Paese, di Giovanni Marconi. Edizioni Rubbettino

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Elezioni RSU: chi le avvia non può poi fermarle da solo

    Elezioni RSU: chi le avvia non può poi fermarle da solo

    Durante (Cgil), l’Europa è un gigante economico e sociale che rischia l’autolesionismo

    Lucciole e lanterne, chi ha davvero vinto la partita con Bruxelles

    Il bug del Campo largo, i giovani di nuovo a casa e gli elettori M5s “incompatibili”

    Il bug del Campo largo, i giovani di nuovo a casa e gli elettori M5s “incompatibili”

    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    Istat, l’economia italiana mantiene un profilo espansivo

    La grande promessa tradita del Pnrr

    Smart working: Cgil, positiva la sottoscrizione del protocollo

    Smart working: non basta dire “lavoro da casa”

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Caporalato, Castellucci (Fai-Cisl): un fronte comune tra parti sociale, forze dell’ordine e cittadinanza per la legalità e il lavoro dignitoso

    Caporalato, Castellucci (Fai-Cisl): un fronte comune tra parti sociale, forze dell’ordine e cittadinanza per la legalità e il lavoro dignitoso

    Caporalato, Barbalaco (Uila Calabria): un bracciante irregolare è terreno fertile per la criminalità

    Caporalato, Barbalaco (Uila Calabria): un bracciante irregolare è terreno fertile per la criminalità

    Diritti dei lavoratori ai minimi storici dal 2014 in Usa e Ue

    Diritti dei lavoratori ai minimi storici dal 2014 in Usa e Ue

    Le cooperative in tempi di crisi

    Anche l’economia dei servizi paga l’inverno demografico e il calo di appeal

    Istat, nel III trim tasso disoccupazione stabile all’11,2%, aumentano precari

    Federmeccanica: nel 2026 cresce l’incertezza globale, a rischio la produzione italiana

    Stronati (Confcooperative), l’economia dei servizi è un “fenomeno strutturale”

    Stronati (Confcooperative), l’economia dei servizi è un “fenomeno strutturale”

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Il testo del rapporto Ituc dell’Indice globale dei diritti dei lavoratori 2026

    Istat, le prospettive dell’economia italiana nel 2026-2027

    Lavori usuranti, i requisiti per la pensione anticipata

    Unionmeccanica, sottoscritto il rinnovo del contratto 2025-28. Aumenti retributivi complessivi di € 200 pari al 9,32%

    Unicredit, firmato accordo: 725 assunzioni nella rete commerciale

    UniCredit, primo aggiornamento con i sindacati sul piano esodi

    Lo studio della Uil sul sistema delle addizionali Irpef

    Le considerazioni finali del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, alla Relazione annuale 2025

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Città di Affitto, di Gessi White – Collettivo IrpiMedia. Editori Laterza

    Città di Affitto, di Gessi White – Collettivo IrpiMedia. Editori Laterza

    L’invenzione del colore, di Christian Raimo. Edizioni La nave di Teseo

    L’invenzione del colore, di Christian Raimo. Edizioni La nave di Teseo

    Una Cisl innovatrice nel complesso dei sindacati in Italia, di Guido Baglioni. Edizioni Lavoro

    Una Cisl innovatrice nel complesso dei sindacati in Italia, di Guido Baglioni. Edizioni Lavoro

    Il prezzo nascosto, di Marco Leonardi e Leonzio Rizzo. Editore Egea

    Il prezzo nascosto, di Marco Leonardi e Leonzio Rizzo. Editore Egea

    Quaderni Rassegna Sindacale n.2-2025, di AA.VV.

    Quaderni Rassegna Sindacale n.2-2025, di AA.VV.

    Una nuova idea di Paese, di Giovanni Marconi. Edizioni Rubbettino

    Una nuova idea di Paese, di Giovanni Marconi. Edizioni Rubbettino

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato

Commissione Lavoro, pubblico e privato

22 Ottobre 2009
in Camera

(Dal Resoconto Sommario)
SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 26 novembre 2003. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Pasquale Viespoli.

La seduta comincia alle 10.25.

Legge finanziaria per l’anno 2004.
C. 4489 Governo, approvato dal Senato.

Bilancio dello Stato per l’anno 2004 e bilancio pluriennale per il triennio 2004-2006.
C. 4490, C. 4490-bis, C. 4490-ter Governo, approvato dal Senato.

Tabella n. 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro per l’anno finanziario 2004.
(Relazione alla V Commissione).
(Seguito dell’esame congiunto e conclusione – Relazione favorevole con osservazioni).

La Commissione prosegue l’esame congiunto, rinviato nella seduta del 20 novembre 2003.

Carmen MOTTA (DS-U) ricorda di essere già intervenuta sugli strumenti della sessione di bilancio in sede di discussione del decreto-legge n. 269 del 2003, il cosiddetto «il decretone» – uno dei tre documenti con i quali si realizza per la prima volta nel nostro paese la manovra di bilancio – sui quali, anche oggi intende ribadire un giudizio negativo.
Osserva che di è nella fase della discussione della legge finanziaria vera e propria, che contiene i saldi di finanza pubblica ed altre misure di significato più contenuto, dal momento che quelle più importanti, per peso finanziario e qualità, sono contenute e sono state approvate con voto di fiducia al Governo nel decreto-legge poc’anzi ricordato.
Il terzo documento, se così lo si può definire, è un intervento sulle pensioni, sotto forma di emendamento ad un disegno di legge giacente da tempo in Senato, approvato dal Consiglio dei ministri ma non ancora giunto in Parlamento.
Questa macchinosa complessità procedurale che contrasta con le esigenze di chiarezza e trasparenza che dovrebbero caratterizzare la gestione dei conti dello Stato è il motivo che sottostà al ribadito giudizio negativo che esprime, non per spirito di opposizione, ma sulla base di un elemento, sul quale ritiene che anche i deputati della maggioranza non possano sorvolare.
Da quando è stato introdotto il documento di programmazione economico-finanziaria, il problema dell’»assalto parlamentare alla diligenza» degli strumenti di bilancio, così come viene comunemente definito, è tema che riguarda la volontà nonché capacità del Governo in carica di perseguire coerentemente gli obiettivi indicati nel DPEF; a meno che non si riduca questo documento ad un mero esercizio retorico di fotografia dell’esistente con aggiunta qualche pagina di buoni intenti o, nel peggiore dei casi, di sogni ad occhi aperti.
Da quando esiste il DPEF e dunque lo strumento che fissa i saldi entro cui si deve sviluppare la sessione di bilancio, ritiene di poter affermare che non è mai avvenuto uno sfondamento rispetto alle previsioni. Per questo reputa sia un alibi, offerto dal Governo ai media con una dose di malizia calcolata, il tema del pericolo dell’«assalto alla diligenza».
La questione vera è un’altra e molto più seria: attraverso la sessione di bilancio, il Governo in carica, qualunque esso sia, deve avere garanzia che in tempi certi si possano presentare e possano essere approvate dal Parlamento misure di correzione degli andamenti tendenziali strettamente necessarie a conseguire gli obiettivi programmatici fissati nel DPEF. Così almeno è stabilito dalla legge di contabilità.
In sostanza il Governo deve approvare le misure di sostegno alla crescita, quanto meno le misure che influenzano l’andamento della crescita nazionale; quindi misure capaci di agire direttamente sul ritmo di sviluppo.
Questo secondo le norme di contabilità, indispensabili per delineare una vera manovra di bilancio. Tutte le altre misure, di conseguenza, non sono pertinenti e non devono stare negli strumenti di bilancio, come le misure di carattere ordinamentale, le misure che non sono in grado di produrre effetti diretti sull’andamento della crescita nell’anno immediatamente successivo a quello della loro approvazione.
Tutte queste misure devono trovare posto in altri strumenti legislativi, che non sono quelli della sessione di bilancio. Questa premessa di carattere generale è necessaria se si esprime, come lei ha espresso, un giudizio negativo sull’intero impianto della più importante legge dell’attività parlamentare; in proposito, ritiene sia doveroso anche motivare tale giudizio: se la sessione di bilancio non è fedele ai principi che la sostanziano, cioè le norme di contabilità dello Stato, all’opposizione non si consente di svolgere efficacemente quell’attività di verifica sulla tenuta e sulla consistenza delle misure correttive e di promozione dello sviluppo proposte dal Governo e non si consente di profilare al meglio (anche per l’opposizione vale la fedeltà alle norme sul contenuto proprio degli strumenti di bilancio) la propria proposta alternativa di politica economica.
Non è un problema da poco: è un problema che riguarda il cuore della democrazia parlamentare, il senso dell’azione parlamentare. Tutte le misure correttive dei tendenziali, le vere misure che dovrebbero stare nella legge finanziaria sono contenute nel cosiddetto decretone e nell’emendamento sulla riforma previdenziale, contenente un intervento strumentale, perché così lo ha presentato il ministro dell’economia, imposto per rendere accettabile in sede di Unione europea una manovra fatta di una tantum.
È questa la ragione per la quale il suo gruppo sostiene che il Parlamento è stato privato di una sua specifica e propria prerogativa. Per quanto attiene agli articoli del disegno di legge finanziaria di competenza della Commissione, il lavoro e le misure correlate, gli interventi previsti sono decisamente carenti.
In materia di pubblico impiego permane il vincolo di non sostituzione del turn-over e il divieto di nuove assunzioni a tempo indeterminato con varie deroghe introdotte per non arrivare ad una vera e propria paralisi dei servizi essenziali o di particolare rilevanza.
Lo stanziamento per i rinnovi contrattuali pubblici e la relativa contrattazione decentrata (circa 2 miliardi di euro) risulta del tutto insufficiente e se confermato l’attuale tasso programmato di inflazione, si determinerebbe una riduzione degli stipendi pubblici rispetto all’inflazione di oltre il 2 per cento.
Sulle politiche del lavoro, dopo la legge n. 30 del 2003 e il decreto attuativo, era necessario intervenire in due segmenti strategici come gli ammortizzatori sociali e la formazione professionale e continua. Niente di questo è contenuto nella manovra, per cui ad una overdose di flessibilità inevitabilmente aumenterà la precarietà del lavoro, soprattutto dei giovani.
L’intervento sugli aspetti previdenziali dei lavoratori soggetti all’amianto ha visto misure ingiustamente retroattive, modificate dalla dura reazione nel paese dei lavoratori colpiti dal provvedimento e dall’opposizione parlamentare, ma resta il ridimensionamento dei diritti futuri di altri lavoratori. Le risorse per il premio di natalità, il cosiddetto bonus di 1.000 euro – un’altra misura una tantum – sono prelevate dal Fondo di accantonamento per aumentare l’indennità di disoccupazione previsto dal Patto per l’Italia. I nuovi nati saranno opposti ai disoccupati, che vedranno il fondo a loro dedicato decurtato per circa 300 milioni di euro. Nessuna tutela specifica è poi prevista per i lavoratori precari, i co.co.co., gli associati in partecipazione, per i quali si è previsto un innalzamento dell’aliquota contributiva, incrementata in un colpo solo del 4,5 per cento (e per inciso questa è una delle voci da cui derivano maggiori entrate per 370 milioni di euro); si innalza l’aliquota contributiva ma non si adegua quella di computo, cioè quella che determina l’importo della pensione.
Ritiene, per brevità, di non doversi soffermare sulle misure di politica sociale, su quelle relative agli enti locali, alle regioni e al comparto sanità, comunque riprese nella proposta di relazione di maggioranza, di cui preannuncia la presentazione. Si tratta di una legge finanziaria, come qualcuno l’ha definita, «senza equità, né razionalità». Gli emendamenti proposti dall’opposizione tendono proprio a raggiungere questo obiettivo: introdurre un po’ più di equità ragionevole.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, dichiara pertanto concluso l’esame preliminare.
Avverte che sono stati presentati emendamenti riferiti agli articoli e alla Tabella A del disegno di legge finanziaria (vedi allegato 1).
Invita il relatore ad esprimere il parere su tali emendamenti.

Antonino LO PRESTI (AN), relatore, raccomanda l’approvazione dei suoi emendamenti 4489/XI/14.1, 4489/XI/15.1, 4489/XI/15.13, 4489/XI/26.2; esprime parere favorevole sugli emendamenti Santori 4489/XI/14.3, Migliori 4489/XI/14.2, Benedetti Valentini 4489/XI/15.12, Guerzoni 4489/XI/15.9, Di Teodoro 4489/XI/15.2, a condizione quest’ultimo che venga riformulato nel senso di specificare che non vi sono ulteriori oneri a carico dello Stato, ma semmai nell’ambito delle disponibilità proprie dell’istituto previdenziale. Esprime ancora parere favorevole sugli emendamenti Perrotta 4489/XI/15.4, Santori 4489/XI/20.01, Innocenti 4489/XI/27.04, a condizione quest’ultimo che venga riformulato sulla base del testo definitivo della proposta di legge in materia di trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato. Esprime infine parere favorevole sugli emendamenti Benedetti Valentini 4489/XI/27.06 e 4489/XI/30.1.
Invita i presentatori a ritirare gli emendamenti Guerzoni 4489/XI/15.7 e 4489/XI/15.8, Di Teodoro 4489/XI/15.3, Fatuzzo 4489/XI/19.01 e Scaltritti 4489/XI/26.1, altrimenti il parere è contrario.

Elena Emma CORDONI (DS-U) fa presente che anche l’emendamento Scaltritti 4489/XI/26.1 rettifica la data del 2 ottobre 2003 erroneamente indicata, ma in aggiunta è volto a tutelare coloro che hanno già fatto richiesta e sono in attesa di ricevere dall’INAIL la certificazione relativa all’esposizione all’amianto.

Antonino LO PRESTI (AN), relatore, alla luce di tale precisazione, modificando il proprio parere, esprime parere favorevole sull’emendamento Scaltritti 4489/XI/26.1.
Sugli emendamenti Santori 4489/XI/15.11 e Perrotta 4489/XI/15.5, si riserva di esprimere il parere in attesa di conoscere l’orientamento del Governo.
Esprime infine parere contrario sui restanti emendamenti.

Angelo SANTORI (FI), intervenendo sul suo emendamento 4489/XI/15.11, precisa che si tratta di una norma volta ad assicurare stabilità e certezza al personale delle Poste italiane SPA attualmente in posizione di comando presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, senza alcun onere aggiuntivo per il bilancio dello Stato, posto che i costi di tale personale sono supportati dalla stessa amministrazione con proprie disponibilità finanziarie.

Emerenzio BARBIERI (UDC) chiede chiarimenti in merito alla formulazione dell’emendamento in esame, facendo presente che la questione dell’inquadramento in posizione sopranumeraria è una strada già percorsa che non ha dato grandi risultati, ma ha semmai determinato condizioni di favore.

Elena Emma CORDONI (DS-U) precisa che una norma contenuta nel disegno di legge finanziaria stabilisce che per il personale comandato nella pubblica amministrazione sia previsto un altro anno di proroga del comando. Al di là di qualsiasi valutazione sulle modalità individuate per intervenire sulla questione, ritiene che l’emendamento tenti di risolvere definitivamente il problema di quei dipendenti delle Poste comandati per esubero presso altre amministrazioni.

Antonino LO PRESTI (AN), relatore, pur condividendo lo spirito dell’emendamento, ritiene che così come formulato non possa essere accolto. Prospetta pertanto l’opportunità che il contenuto dello stesso venga trasfuso come osservazione nella relazione che verrà predisposta per la Commissione bilancio, al fine di prevedere per questi lavoratori condizioni di stabilità e di certezza.
Invita pertanto il presentatore a ritirare l’emendamento.

Angelo SANTORI (FI), pur riconoscendo che sulla questione del personale delle Poste italiane comandato presso il Ministero dell’ambiente occorrerà ritornare, accede all’invito del relatore e ritira il suo emendamento 4489/XI/15.11.

Aldo PERROTTA (FI), intervenendo sul suo emendamento 4489/XI/15.5, ne precisa le finalità, alla luce di quanto disposto dall’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 178, facendo presente che l’applicazione della normativa in questione non determinerebbe alcun aggravio di spesa.

Antonino LO PRESTI, relatore, precisa che se l’emendamento è volto a garantire a questi soggetti esclusi la possibilità di un impiego stabile, consentendo un risparmio sulle consulenze che, dal punto di vista economico e finanziario, hanno gravato eccessivamente sui bilanci delle università, ritiene di poter esprimere un parere favorevole, tenendo in considerazione anche la questione dei vincitori dei concorsi a professore universitario, ordinario o associato, non in servizio.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, invita il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli emendamenti presentati.

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI precisa preliminarmente che molti degli emendamenti presentati si riferiscono più alla sfera della funzione pubblica che non al settore del Ministero del lavoro, con ciò determinando una difficoltà nell’espressione dei pareri che riguardano l’ambito della funzione pubblica: su tali emendamenti ritiene pertanto di dover assumere un atteggiamento prudenziale, invitando i presentatori a ritirarli e semmai a ripresentarli in Assemblea.
Esprime quindi parere favorevole sugli emendamenti del relatore 4489/XI/15.13 e 4489/XI/26.2, ma invita il relatore stesso a ritirare l’emendamento 4489/XI/14.1, che condivide nel merito, ma che incide sulla Tabella A, relativa a provvedimenti legislativi da definire, andando ad intaccare una posta contabile che ha già una sua collocazione; invita altresì il relatore a ritirare l’emendamento 4489/XI/15.1. Esprime poi parere favorevole sull’emendamento Di Teodoro 4489/XI/15.2, a condizione che venga riformulato nel senso indicato dal relatore.
Invita altresì i presentatori a ritirare gli emendamenti Santori 4489/XI/14.3, Migliori 4489/XI/14.2, Guerzoni 4489/XI/15.7 e 4489/XI/15.8, Benedetti Valentini 4489/XI/15.12, Guerzoni 4489/XI/15.9, Di Teodoro 4489/XI/15.3, Perrotta 4489/XI/15.4 e 4489/XI/15.5, Fatuzzo 4489/XI/19.01, Scaltritti 4489/XI/26.1 e Benedetti Valentini 4489/XI/30.1, questi ultimi per un problema di copertura finanziaria; altrimenti il parere è contrario.
Per quanto riguarda gli emendamenti Santori 4489/XI/20.01, Innocenti 4489/XI/27.04 e Benedetti Valentini 4489/XI/27.06, si riserva di esprimere il parere.
Esprime infine parere contrario sui restanti emendamenti.

La Commissione respinge l’emendamento Santori 4489/XI/14.3.

Antonino LO PRESTI (AN), a nome del gruppo di Alleanza nazionale sollecita l’approvazione dell’emendamento 4489/XI/14.1, che prevede risorse necessarie per gli adeguamenti retributivi del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia.

Renzo INNOCENTI (DS-U), pur riconoscendo la necessità di aumentare le risorse da destinare al personale delle Forze armate e del corpo di polizia, ritiene che la questione vada ulteriormente approfondita, posto che l’emendamento in esame determina uno spostamento di tali risorse sul trattamento accessorio del personale.

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI precisa che le ragioni di prudenza alla base dell’invito al ritiro dell’emendamento in questione sono dettate esclusivamente da problemi relativi alla copertura finanziaria.

La Commissione approva l’emendamento 4489/XI/14.1 del relatore.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, constata l’assenza del presentatore dell’emendamento Migliori 4489/XI/14.2; si intende che vi abbia rinunziato.

Elena Emma CORDONI (DS-U), illustra le finalità dell’emendamento Guerzoni 4489/XI/15.7, ricordando che la legge finanziaria per il 2004 rinnova il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato con varie deroghe introdotte per non arrivare ad una vera e propria paralisi dei servizi essenziali. A fronte del blocco delle assunzioni, per cui nessuna amministrazione può indire bandi di concorso, e della cancellazione del contratto di formazione lavoro, successiva all’approvazione della legge n. 30 del 2003, insiste per la votazione dell’emendamento.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Guerzoni 4489/XI/15.7 e 4489/XI/15.8; approva, con distinte votazioni, gli emendamenti 4489/XI/15.1 del relatore e Benedetti Valentini 4489/XI/15.12.

Antonino LO PRESTI (AN), relatore, conformemente al parere espresso dal rappresentante del Governo, esprime parere contrario sull’emendamento Guerzoni 4489/XI/15.9.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Guerzoni 4489/XI/15.9 e Guerzoni 4489/XI/15.10.

Andrea DI TEODORO (FI) accetta la riformulazione proposta dal relatore del suo emendamento 4489/XI/15.2, con l’aggiunta della dizione «nell’ambito delle disponibilità dell’istituto» (seconda versione).

Antonino LO PRESTI (AN), relatore, esprime parere favorevole sulla nuova formulazione dell’emendamento Di Teodoro 4489/XI/15.2 (seconda versione).

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI esprime parere conforme.

Elena Emma CORDONI (DS-U) osserva che la trasformazione del contratto di formazione lavoro dovrebbe essere possibile per tutti i dipendenti della pubblica amministrazione e non solo per quelli dell’INPS.

Andrea DI TEODORO (FI) precisa che l’emendamento raccoglie un’indicazione pervenuta nel corso dell’audizione del commissario straordinario dell’INPS, Sasso, con l’assicurazione che si tratta di un’operazione che non determina alcuna invarianza di spesa.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Di Teodoro 4489/XI/15.2 (seconda versione) e 4489/XI/15.13 del relatore.

Andrea DI TEODORO (FI) ritira il suo emendamento 4489/XI/15.3.

Aldo PERROTTA (FI), illustrando il contenuto del suo emendamento 4489/XI/15.4, di cui il rappresentante del Governo ha chiesto il ritiro, osserva che si tratta di una norma a salvaguardia di lavoratori posti in mobilità, senza alcun costo aggiuntivo per lo Stato.

Elena Emma CORDONI (DS-U), posto che qualunque disposizione volta a stabilizzare il rapporto di lavoro possa essere condivisibile, ritiene che l’emendamento in questione si rivolga ad una società privata, nei confronti della quale il Parlamento non può intervenire in materia di assunzioni.

Antonino LO PRESTI (AN), relatore, conformemente al parere espresso dal Governo, invita il presentatore a ritirare l’emendamento, suggerendo di trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno.

Aldo PERROTTA (FI) accoglie l’invito al ritiro del suo emendamento, riservandosi di trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno.

La Commissione approva l’emendamento Perrotta 4489/XI/15.5.

Aldo PERROTTA (FI), alla luce del parere contrario espresso dal relatore e dal rappresentante del Governo, ritira il suo emendamento 4489/XI/15.6, volto a dare chiarezza al dettato legislativo e ad offrire soluzioni alternative al problema della sistemazione dei docenti.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, constata l’assenza dei presentatori dell’emendamento Fatuzzo 4489/XI/19.01; si intende che vi abbiano rinunziato.

Elena Emma CORDONI (DS-U) fa proprio l’emendamento Leoni 4489/XI/19.02 e ne illustra brevemente il contenuto, volto ad istituire forme di previdenza complementare per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia.

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI ritiene più opportuno affrontare il tema indicato nell’emendamento in questione nell’ambito della riforma previdenziale, anche per consentire una più attenta valutazione degli oneri relativi rispetto alla compensazione. Conferma pertanto l’invito al ritiro; altrimenti il parere è contrario.

Elena Emma CORDONI (DS-U) insiste per la votazione.

La Commissione respinge l’emendamento Leoni 4489/XI/19.02.

Angelo SANTORI (FI) illustra le finalità del suo emendamento 4489/XI/20.01, precisando che l’esercizio della delega è già stato espletato dal Governo e che non sussistono oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato.

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI esprime un orientamento favorevole, pur riservandosi di effettuare ulteriori verifiche in considerazione della complessità della materia.

Elena Emma CORDONI (DS-U) condivide la finalità del comma 2 dell’emendamento in esame, posto che lo spirito della legge n. 144 del 1999 era quello di dar luogo ad una sperimentazione prudenziale sulla questione del danno biologico. Per quanto riguarda il comma 1 dell’emendamento, riterrebbe opportuno non procedere alla proroga indicata, posto che i problemi sono più di trasparenza che non di procedure amministrative arretrate.
Propone pertanto che si proceda ad una votazione per parti separate sui due commi dell’emendamento Santori 4489/XI/20.01.

Angelo SANTORI (FI) accede alla richiesta di votazione per parti separate del suo emendamento 4489/XI/20.01.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte quindi che la Commissione procederà alla votazione per parti separate dell’emendamento Santori 4489/XI/20.01, nel senso di votare prima il comma 1 e successivamente il comma 2.

La Commissione, con distinte votazioni, approva la prima parte e la seconda parte dell’emendamento Santori 4489/XI/20.01, nonché l’emendamento 4489/XI/26.2 del relatore.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, constata l’assenza del presentatore dell’emendamento Scaltritti 4489/XI/26.1; si intende che vi abbia rinunziato.

Cosimo Giuseppe SGOBIO (Misto-Com.it) fa proprio l’emendamento Scaltritti 4489/XI/26.1.

Elena Emma CORDONI (DS-U), nel dichiarare di voler aggiungere la propria firma all’emendamento Scaltritti 4489/XI/26.1, condividendone lo spirito, invita la Commissione ad esprimere su di esso un orientamento favorevole, posto che la finalità è quella di far rientrare nell’applicazione di cui al comma 1 dell’articolo 26 anche coloro che, alla data del 1o ottobre 2003, abbiano già fatto richiesta e siano in attesa di ricevere dall’INAIL la certificazione relativa all’esposizione all’amianto.

Luigi MANINETTI (UDC) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo, posto che condivide lo spirito dell’emendamento in esame, volto a consentire di porre rimedio ad una serie di ingiustificate restrizioni contenute nell’articolo 47 del decreto legge n. 269 del 2003.

Cesare CAMPA (FI) dichiara di aggiungere la propria firma all’emendamento 4489/XI/26.1, invitando il Governo a rivedere il proprio orientamento.

Angelo SANTORI (FI), nel condividere le finalità dell’emendamento in esame, dichiara a sua volta di aggiungere la propria firma all’emendamento 4489/XI/26.1.

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI ritiene di non poter modificare il proprio parere espresso perché nell’attività del Governo l’espressione di socialità si deve misurare con la capacità di individuare le compatibilità e non con la ristrettezza delle cifre, che ha portato in passato a vicende come quelle in esame. La valutazione disgiunta tra la pretesa di socialità e l’assenza di compatibilità provoca ingiustizie che non devono essere recuperate in corso d’opera.

Renzo INNOCENTI (DS-U), nel rilevare la necessità di ripristinare la situazione precedente a quella che si è venuta a determinare a seguito dell’adozione del decreto-legge n. 269 del 2003, in materia di lavoratori esposti all’amianto, ricorda che l’anno scorso fu approvato un emendamento presentato dall’opposizione ma sottoscritto in aula da tutti i gruppi parlamentari che prevedeva, a copertura delle uscite derivanti dalle prestazioni pensionistiche nel triennio 2002-2005 per i lavoratori che avrebbero conseguito il diritto al pensionamento anticipato, la somma non utilizzata per l’integrazione del famoso milione al mese. Posto che al momento è impossibile conoscere la sorte di quella somma non utilizzata, ritiene che con l’emendamento in esame si possa riparare, seppur parzialmente, alle ingiustizie perpetrate nei confronti dei lavoratori esposti all’amianto.

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI ritiene che, a fronte di un allargamento della platea dei beneficiari, occorra individuare il reperimento delle risorse necessarie, che non può avvenire andando ad incidere sul fondo per l’occupazione, istituito proprio per iniziative a sostegno dell’occupazione. Pertanto, pur condividendo lo spirito dell’emendamento in esame, ritiene opportuno individuare altre coperture che non siano quelle del fondo per l’occupazione.

Cosimo Giuseppe SGOBIO (Misto-Com.it) assicura il sottosegretario che in Commissione bilancio è già stato presentato un emendamento di analogo contenuto che individua una copertura finanziaria diversa.

La Commissione, con distinte votazioni, approva l’emendamento 4489/XI/26.1 (seconda versione) e respinge gli emendamenti Cordoni 4489/XI/26.01 e 4489/XI/26.02.

Elena Emma CORDONI (DS-U) propone alla Commissione di passare alla trattazione congiunta degli emendamenti Guerzoni 4489/XI/26.03, Benedetti Valentini 4489/XI/27.06 e Guerzoni 4489/XI/TAB.A.2, posto che le finalità sono identiche.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ritiene di poter accedere alla richiesta avanzata.

Elena Emma CORDONI (DS-U) osserva che si tratta di emendamenti volti ad incidere sul fondo istituito con la legge n. 288 del 2002 per la concessione dell’assegno sostitutivo ai grandi invalidi di guerra o per servizio; la differenza tra gli emendamenti presentati riguarda l’entità della spesa autorizzata per gli anni 2004, 2005 e 2006. Posto che il relatore ha espresso pareri difformi sui tre emendamenti, prospetta l’opportunità di una riformulazione, presentando l’emendamento aggiuntivo 4489/XI/27.09 (vedi allegato 1), di identico tenore dell’emendamento Benedetti Valentini 4489/XI/27.06.

Antonino LO PRESTI (AN), relatore, esprime quindi parere favorevole sull’emendamento Guerzoni 4489/XI/27.09.

La Commissione, con distinte votazioni approva gli identici emendamenti Guerzoni 4489/XI/27.09 e Benedetti Valentini 4489/XI/27.06 e respinge l’emendamento Cordoni 4489/XI/26.04.

Lalla TRUPIA (DS-U) illustra le finalità del suo emendamento 4489/XI/027.01, ricordando che la Commissione lavoro si è già occupata della questione del trattamento pensionistico dei lavoratori post-telegrafonici cessati dal servizio dal 1o ottobre 1994 al 1o ottobre 1995, ai quali si chiede vengano riconosciuti i benefici economici a regime previsti nel relativo contratto collettivo nazionale del lavoro. Dal punto di vista procedurale, prospetta l’opportunità che si voti prima l’emendamento relativo al trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato e successivamente quello sul trattamento pensionistico dei lavoratori post-telegrafonici.

Cesare CAMPA (FI) ritiene prioritario risolvere la questione relativa al trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato, per dar corso successivamente alle richieste relative ad altri trattamenti pensionistici.

Antonino LO PRESTI (AN), relatore, conferma il parere contrario sull’emendamento Trupia 4489/XI/27.01, posto che la copertura in esso individuata va ad intaccare il fondo già destinato per il trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato.

La Commissione respinge l’emendamento Trupia 4489/XI/27.01.

Elena Emma CORDONI (DS-U) illustra le finalità dell’emendamento Trupia 4489/XI/27.02, volto ad inserire una disposizione di integrazione e modifica delle norme per la tutela della salute nelle abitazioni e per l’assicurazione contro gli infortuni domestici.

La Commissione respinge l’emendamento Trupia 4489/XI/27.02.

Elena Emma CORDONI (DS-U) illustra le finalità dell’emendamento Innocenti 4489/XI/27.03, per il quale la pensione di inabilità, in conseguenza di infortunio sul lavoro o malattia professionale, è cumulabile con la rendita vitalizia liquidata dall’INPS per lo stesso evento invalidante.

La Commissione respinge l’emendamento Innocenti 4489/XI/27.03.

Elena Emma CORDONI (DS-U) osserva che il contenuto dell’emendamento Innocenti 4489/XI/27.04 riflette esattamente le disposizioni adottate dalla Commissione lavoro in ordine al trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato.

Antonino LO PRESTI (AN), relatore, ritiene che le disposizioni contenute nell’emendamento Innocenti 4489/XI/27.04 non siano sufficienti e reputa quindi opportuno introdurre una previsione per la quale i giudizi pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge, aventi ad oggetto l’applicabilità dei benefici previsti nell’arco di vigenza dei contratti comunque denominati, siano dichiarati estinti d’ufficio, per cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese tra le parti. Le sentenze non eseguite e non ancora passate in giudicato restano prive di effetto e non si dà luogo a restituzione; rimangono quindi definitivamente acquisite le somme percepite sulla base di sentenze effettivamente eseguite.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, in considerazione della necessità di passare all’esame in sede referente, congiuntamente con la VI Commissione finanze, delle proposte di legge recanti disposizioni in materia di partecipazione dei lavoratori alla gestione e ai risultati d’impresa, rinvia il seguito dell’esame alla seduta pomeridiana, dopo lo svolgimento delle audizioni informali.

La seduta, sospesa alle 13, è ripresa alle 17.10.

La Commissione riprende l’esame, rinviato nella parte antimeridiana della seduta odierna.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che il relatore ha presentato l’emendamento 4489/XI/27.07 (vedi allegato 1).

Antonino LO PRESTI (AN), relatore, illustra il contenuto del suo emendamento.

Elena Emma CORDONI (DS-U) ritiene che l’emendamento presentato dal relatore non rifletta esattamente il testo della proposta di legge sul trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato adottato dalla Commissione con l’assenso delle categorie interessate e precisa che sulla questione dei giudizi pendenti non è stato avviato alcun dibattito parlamentare.

Cesare CAMPA (FI) ritiene che l’emendamento presentato dal relatore sgombri il campo da qualsiasi perplessità rispetto a quanto discusso e deliberato dalla Commissione lavoro. Il riferimento all’estinzione d’ufficio dei giudizi pendenti ha lo scopo di prevenire una serie di problemi successivi ai quali, secondo quanto dichiarato dallo stesso Governo, non si potrebbe far fronte. Auspica pertanto che la Commissione non si divida proprio sulla questione del trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato.

Emerenzio BARBIERI (UDC) ritiene che nella sostanza le questioni poste dai deputati intervenuti possano essere condivise, atteso che per molti mesi la Commissione ha cercato di trovare una soluzione al problema del trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato dal punto di vista della copertura finanziaria.

Renzo INNOCENTI (DS-U) ricorda che sulla disposizione contenuta nel comma 3 dell’emendamento del relatore era già stata svolta una discussione approfondita in Commissione, al termine della quale si era convenuti sull’opportunità di non inserire il riferimento ai giudizi pendenti nel testo della proposta di legge sul trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato.
Pertanto, proprio alla luce delle considerazioni svolte in quell’occasione, ribadisce la necessità che dall’emendamento del relatore venga eliminato il comma 3 relativo ai giudizi pendenti; quanto al resto, ritiene di poter condividere la formulazione adottata.

Antonino LO PRESTI (AN), relatore, in considerazione dei rilievi emersi, propone che sia presentato un emendamento unitario di tutta la Commissione che riprenda il lavoro svolto dalla Commissione in materia di trattamento di quiescenza del personale delle Ferrovie dello Stato.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che è stato presentato l’emendamento Innocenti 4489/XI/27.08 (vedi allegato 1).

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI esprime parere favorevole sull’emendamento 4489/XI/27.08.

La Commissione, con distinte votazioni, approva l’emendamento Innocenti 4489/XI/27.08, risultando così assorbiti gli emendamenti Innocenti 4489/XI/27.04 e 4489/XI/27.07, e respinge l’emendamento Cordoni 4489/XI/27.05.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, accedendo all’invito formulato dal rappresentante del Governo, ritira il suo emendamento 4489/XI/30.1, prospettando al relatore la possibilità di prevedere, nel parere che vorrà predisporre, un’osservazione con la quale invitare la Commissione di merito a valutare l’opportunità di inserire una norma volta a sopprimere il comma 7 dell’articolo 44 del decreto-legge n. 269 del 2003, che prevede un aggravio particolarmente oneroso per gli operatori del settore agricolo. Osserva peraltro che tale aggravio si sovrappone ad analoghi obblighi già previsti dalla legislazione vigente, mentre il fine dell’emersione del lavoro agricolo irregolare può essere perseguito attraverso altri strumenti meno gravosi.

Antonino LO PRESTI (AN), relatore, concorda con la proposta avanzata dal presidente.

Elena Emma CORDONI (DS-U) illustra le finalità del suo emendamento 4489/XI/TABA.1, ricordando la distinzione che è stata operata tra lavori particolarmente usuranti e lavori usuranti ed i percorsi seguiti, senza che però si sia arrivati ad una definizione della questione.

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI ricorda che anche il ministro Maroni, in sede di audizioni nell’altro ramo del Parlamento ha evidenziato la necessità di affrontare il tema dei lavoratori precoci in sede di esame della riforma del sistema pensionistico.

Cesare CAMPA (FI) condivide l’impostazione assunta dal Governo.

La Commissione respinge l’emendamento Cordoni 4489/XI/TAB.A.1.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che è stato presentato l’ordine del giorno Migliori 0/4489/XI/1 (vedi allegato 2).

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI accetta l’ordine del giorno come raccomandazione.

Antonino LO PRESTI (AN), relatore, illustra la proposta di relazione favorevole con osservazioni (vedi allegato 2).

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che i deputati Cordoni, Delbono e Sgobio hanno presentato una proposta di relazione di minoranza (vedi allegato 2).

Elena Emma CORDONI (DS-U) illustra la proposta di relazione di minoranza, rilevando che la discussione della manovra finanziaria per il 2004 è stata notevolmente compromessa dalla pluralità e dalla natura diversa dei provvedimenti presentati dal Governo, che hanno stravolto le regole sulla formazione del bilancio, svilendo il confronto parlamentare e svuotando di significato il contenuto della legge finanziaria.
In considerazione dell’incapacità del Governo di far fronte alle questioni relative al deficit pubblico se non con provvedimenti-tampone, dagli effetti limitati, ritiene che ciò dimostri anche l’incapacità di stare al passo con i problemi del paese, in una fase in cui il costo della vita è aumentato, l’inflazione è più forte di quanto previsto e le risorse per i rinnovi contrattuali non sono in grado di soddisfare le aspettative dei soggetti interessati.
Nell’esprimere un giudizio negativo sulle singole proposte messe in campo dal Governo in materia di condono edilizio e di concordato preventivo, ritiene che, sulla base di operazioni di «finanza creativa», si sia proposta la modifica della riforma del sistema previdenziale solo per ottenere l’avallo dell’Unione europea, posto che per più di un anno il ministro del lavoro non ha mai messo in discussione l’equilibrio dell’attuale sistema previdenziale, facendo anche a meno del contributo dei sindacati.
Osserva poi che l’attuale manovra finanziaria non contiene né normative né risorse sufficienti per la riforma degli ammortizzatori sociali, ricordando che il disegno di legge in materia è fermo al Senato non certo per l’ostruzionismo dell’opposizione, bensì per la mancanza dei fondi a favore dell’indennità di disoccupazione.
Anche per ciò che riguarda l’attuazione di quanto previsto nel Patto per l’Italia, vi è uno stanziamento di risorse insufficienti, già peraltro parzialmente utilizzato per finanziare l’assegno per il secondo figlio.
Sul pubblico impiego, il blocco generalizzato delle assunzioni a tempo indeterminato da parte delle pubbliche amministrazioni configura il rischio concreto di una paralisi nell’azione amministrativa a tutti i livelli territoriali, senza peraltro conseguire il supposto risultato della diminuzione delle spese. In particolare, non condivide il riferimento contenuto nel parere del relatore alle 1.850 unità nel settore della giustizia, per il quale appare auspicabile la stabilizzazione del relativo rapporto di lavoro, posto che occorre prevedere un percorso di stabilizzazione per tutti i lavoratori.
A fronte dell’allarmante andamento dell’indice dei prezzi al consumo, ritiene che le risorse previste per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego siano insufficienti per adeguare le retribuzioni all’inflazione reale.
Rilevata la totale assenza di qualunque politica di sviluppo e di sostegno alle imprese con strumenti trasparenti e semplificati, osserva, in conclusione che, dopo il grave intervento compiuto dal Governo con l’articolo 47 del decreto-legge n. 269 del 2003, relativo ai benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto, che ha privato tali lavoratori, già duramente colpiti, dei diritti acquisiti, ridimensionando fortemente la portata del beneficio, è stata introdotta, a seguito dell’azione parlamentare dell’opposizione e della forte mobilitazione di tutto il paese, una nuova normativa che modifica il testo del Senato, ma che non risulta tuttavia sufficiente a salvaguardare il complesso dei lavoratori. In proposito fa presente che non si è tenuto conto neanche del lavoro svolto dalla 11a Commissione del Senato in riferimento ad uno schema di proposta all’Assemblea riguardante la disciplina normativa della previdenza per i lavoratori esposti all’amianto.

Emerenzio BARBIERI (UDC) dissente sull’affermazione secondo la quale nella proposta di relazione predisposta dal relatore si cerchi di garantire la stabilizzazione del rapporto di lavoro solo dei dipendenti del settore della giustizia e precisa che non è vero che la maggioranza ha operato per dividere il sindacato, perché ciò è scarsamente rispettoso dell’autonomia di giudizio di CISL e UIL, che non hanno avuto indicazioni dalla maggioranza per differenziarsi dalla CGIL.
Ricorda che il Patto per l’Italia è stato sottoscritto da 35 organizzazioni sindacali su un totale di 36, comprese quelle che fino a poco tempo fa erano considerate «collaterali» ad alcuni partiti della sinistra.
Sul problema delle pensioni, ribadisce come, per ultimo, anche il ministro Buttiglione abbia sollecitato i sindacati a formulare proposte alternative, che certo non possono concretizzarsi solo nella decisione di una mobilitazione nella giornata del 6 dicembre prossimo.
In conclusione, ritiene di poter affermare che il parere predisposto dal relatore sia serio e motivato dal punto di vista politico, ferme restando ovviamente le decisioni che in merito vorrà assumere la Commissione bilancio.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di relazione favorevole con osservazioni del relatore e nomina altresì il deputato Lo Presti quale relatore presso la V Commissione.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che, a norma del comma 3 dell’articolo 120 del regolamento, sarà altresì trasmessa alla Commissione bilancio la relazione di minoranza presentata dai deputati Cordoni, Delbono e Sgobio.

La seduta termina alle 18.10.


AUDIZIONI INFORMALI

Mercoledì 26 novembre 2003.


Audizione dei vertici dell’Alitalia sul piano di esuberi del personale.

L’audizione informale è stata svolta dalle 14.45 alle 16.15.


AUDIZIONI INFORMALI

Mercoledì 26 novembre 2003.

Audizione di rappresentanti dei lavoratori del settore chimico sulla disciplina previdenziale dei lavori usuranti.

L’audizione informale è stata svolta dalle 16.15 alle 16.40.


ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 26 novembre 2003. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Pasquale Viespoli.

La seduta comincia alle 18.10.

Proposta di nomina di Marco Staderini a presidente dell’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (INPDAP).
Nomina n. 85.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta del 20 novembre 2003.

Aldo PERROTTA (FI) esprime parere favorevole sulla proposta di nomina dell’ingegner Marco Staderini a presidente dell’INPDAP, auspicando che lo stesso possa intervenire per colmare quelle omissioni e quei ritardi che sono stati determinati da funzionari spregiudicati dell’istituto.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

Proposta di nomina di Vincenzo Mungari a presidente dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL).
Nomina n. 86.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta del 20 novembre 2003.

Aldo PERROTTA (FI) concorda sulla proposta di nomina del professor Vincenzo Mungari a presidente dell’INAIL, con l’auspicio che lo stesso possa intervenire nei confronti di tutti i funzionari che finora hanno gestito le sorti dell’istituto in maniera non corretta.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

Proposta di nomina di Gian Paolo Sassi a presidente dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS).
Nomina n. 87.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta del 20 novembre 2003.

Aldo PERROTTA (FI), alla luce dei gravi ritardi accumulati nella gestione dell’istituto, raccomanda al futuro presidente dell’INPS di intervenire in maniera adeguata al fine di sanare la situazione venutasi a determinare.

Emerenzio BARBIERI (UDC) ricorda che esiste una Commissione parlamentare bicamerale di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, di cui occorrerebbe acquisire le conclusioni delle audizioni svolte, tra cui anche quella del professor Mungari, per evitare di trovarsi di fronte ad affermazioni contraddittorie.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

Proposta di nomina di Antonio Parlato a presidente dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA).
Nomina n. 88.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta del 20 novembre 2003.

Aldo PERROTTA (FI), nel condividere la proposta di nomina dell’avvocato Antonio Parlato a presidente dell’IPSEMA, ne elogia le doti di ottimo amministratore.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 18.25.

redazione

redazione

In evidenza

Caporalato, Barbalaco (Uila Calabria): un bracciante irregolare è terreno fertile per la criminalità

Caporalato, Barbalaco (Uila Calabria): un bracciante irregolare è terreno fertile per la criminalità

5 Giugno 2026
Roma, Atac, accordo con sindacati, da 37 a 39 le ore di lavoro settimanali

Tpl, Filt-Cgil: bene l’impegno del Mit sulle risorse per il contratto ma resta ancora molto da fare per sostenere il settore al livello strutturale

5 Giugno 2026
Diritti dei lavoratori ai minimi storici dal 2014 in Usa e Ue

Diritti dei lavoratori ai minimi storici dal 2014 in Usa e Ue

5 Giugno 2026
Banche, ABI lancia ABI-ATLAS, centro di competenza permanente sulla geopolitica

Banche, ABI lancia ABI-ATLAS, centro di competenza permanente sulla geopolitica

5 Giugno 2026
Le cooperative in tempi di crisi

Anche l’economia dei servizi paga l’inverno demografico e il calo di appeal

5 Giugno 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi