LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª)
Presidenza del Presidente
ZANOLETTI
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Sacconi.
SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE
Il PRESIDENTE avverte che il Presidente del Senato, con lettera in data di ieri, ha autorizzato lo svolgimento dell’indagine conoscitiva sulla condizione dei lavoratori anziani in Italia, accogliendo così la proposta formulata dalla Commissione. Verrà pertanto predisposto quanto prima il relativo calendario delle audizioni.
Per quanto riguarda il calendario dei lavori per le prossime settimane, il Presidente osserva che qualora si dovesse pervenire in modo stabile al prolungamento dell’orario della seduta antimeridiana dell’Assemblea, ogni giovedì, sarebbe opportuno prospettare alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari l’eventualità di differire brevemente l’orario di inizio della seduta, in tale giornata, onde consentire alle Commissioni di riunirsi prima di essa.
Sempre con riferimento al calendario dei lavori, il senatore Tommaso SODANO chiede al Presidente di valutare la possibilità di fissare l’orario di una eventuale seduta della Commissione per martedì 16 aprile in modo tale da consentire ai senatori interessati di prendere parte alle iniziative connesse allo sciopero generale proclamato per quel giorno dalle organizzazioni sindacali confederali.
Il PRESIDENTE, nel prendere atto della richiesta del senatore Tommaso Sodano, fa però presente che, a quanto gli risulta, l’attività del Senato non subirà modificazioni rispetto a quanto previsto dal calendario dei lavori, anche per la giornata di martedì 16 aprile.
IN SEDE REFERENTE
(1197) PIZZINATO ed altri. – Istituzione di una Commissione d’indagine sulla condizione degli anziani in Italia
(Rinvio dell’esame)
Il PRESIDENTE avverte che il disegno di legge in titolo, recante istituzione di una Commissione d’indagine sulla condizione degli anziani in Italia, è stato iscritto all’ordine del giorno dell’Assemblea, per la prossima settimana, ai sensi dell’articolo 53, comma 3, terzo periodo del Regolamento del Senato. Ricorda altresì che l’assegnazione del disegno di legge medesimo fa seguito anche ad una lettera in data 5 dicembre, con la quale la Presidenza della Commissione aveva segnalato al Presidente del Senato l’esigenza di riconoscere una competenza prevalente alla Commissione in materia di politiche sociali, anche per effetto dei mutamenti intervenuti nella struttura del Governo in seguito alla riforma varata nella passata legislatura, e in particolare dell’accorpamento del Dipartimento delle politiche sociali all’interno del Ministero del lavoro, che ha conseguentemente mutato la sua denominazione.
Poiché il tema trattato dal disegno di legge n. 1197 è effettivamente rilevante, ed è difficile, considerata anche la mole degli attuali impegni della Commissione, che quest’ultima possa essere in grado di riferire all’Assemblea entro il termine previsto in sede di programmazione dei lavori, si ravvisa comunque l’esigenza di disporre di tempi più ampi di quelli indicati dai Presidenti dei Gruppi parlamentari, per lo svolgimento dell’esame in sede referente del provvedimento in titolo: pertanto, il Presidente chiede alla Commissione di conferirgli il mandato di chiedere all’Assemblea di rinviare la trattazione del disegno di legge n. 1197, il cui esame, peraltro, verrà avviato al più presto possibile, compatibilmente con l’esigenza di carattere generale di assicurare il coordinamento del lavoro della Commissione con la programmazione dei lavori dell’Assemblea e, più nello specifico, di disporre dei tempi necessari per avviare l’indagine conoscitiva sulla condizione dei lavoratori anziani.
Senza discussione, la Commissione accoglie la proposta del Presidente, conferendogli il mandato richiesto.
(848) Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro
(357) STIFFONI ed altri. – Norme per la tutela dei lavori atipici
(629) RIPAMONTI. – Norme a tutela dei lavori atipici e delega al Governo in materia di previdenza, di formazione, di coordinamento con la disciplina comunitaria e di riduzione del contenzioso in relazione alla qualificazione dei rapporti di lavoro atipici
(869) MONTAGNINO ed altri. – Norme per la tutela dei lavori “atipici”
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Si riprende l’esame congiunto dei provvedimenti in titolo, sospeso nella seduta di ieri.
Il PRESIDENTE avverte che si riprenderà la votazione degli emendamenti all’articolo 1 del disegno di legge n. 848, a partire dall’emendamento 1.110.
Il senatore RIPAMONTI raccomanda l’accoglimento dell’emendamento 1.110, che può concorrere ad articolare meglio i contenuti della delega, fortemente ridimensionati, per quanto riguarda la parte di essa attualmente all’esame, per effetto dell’accoglimento, nella seduta di ieri, dell’emendamento del relatore soppressivo di gran parte della lettera b).
Il senatore SODANO aggiunge la sua firma all’emendamento 1.110, a favore del quale voterà.
Anche la senatrice DATO aggiunge la sua firma all’emendamento 1.110, annunciando il voto favorevole su di esso.
Il sottosegretario SACCONI invita i proponenti a ritirare l’emendamento in corso di votazione, chiarendo che il parere contrario da lui espresso non ha riguardo al merito delle modifiche proposte, poiché la competenza dello Stato per quel che riguarda il Sistema informativo lavoro è già assicurata dall’ordinamento vigente che, per questa parte, non viene posto in discussione dal provvedimento del Governo. Proprio in base a tale considerazione, però, appare superflua la riaffermazione di disposizioni già in vigore.
Il senatore RIPAMONTI insiste per la votazione, ricordando che, secondo il Regolamento del Senato, per un disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica, quale è quello in discussione, il ritiro di un emendamento preclude la sua successiva presentazione in Assemblea.
Posto ai voti l’emendamento 1.110 è respinto.
Il RELATORE ed il rappresentante del GOVERNO, modificando l’avviso contrario precedentemente espresso, esprimono quindi parere favorevole sull’emendamento 1.114, al quale aggiungono la firma, dichiarando il voto favorevole, le senatrici PILONI e DATO, e i senatori MONTAGNINO e PAGLIARULO.
Dopo una dichiarazione di voto favorevole del senatore RIPAMONTI, l’emendamento 1.114 è accolto.
Al fine di impedire la dichiarazione di decadenza per l’assenza del proponente, il senatore FERRARA sottoscrive l’emendamento 1.88. Aderendo quindi ad un invito del RELATORE, lo ritira.
Il senatore PAGLIARULO, nel raccomandare l’accoglimento dell’emendamento 1.81, esprime forti perplessità in particolare sulla formulazione della lettera g) che, coinvolgendo nelle attività di intermediazione tra offerta e domanda di lavoro anche le organizzazioni sindacali, rischia di determinare un conflitto di interesse rispetto alle funzioni di rappresentanza e autotutela da queste tradizionalmente svolte.
A favore della soppressione del numero 11 del comma 2 dell’articolo 1 si pronuncia anche il senatore RIPAMONTI, che condivide le argomentazioni testé espresse dal senatore Pagliarulo.
Nel dichiarare il suo voto a favore dell’emendamento 1.81, il senatore PETERLINI ricorda che il Gruppo per le Autonomie ha espresso in linea generale un apprezzamento per l’impegno del Governo in direzione del riassetto del mercato del lavoro, ma al tempo stesso lo sollecita a riconsiderare le posizioni assunte sulla modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. La contrapposizione creatasi su tale tema rischia infatti di mettere in discussione la pace sociale, e di pregiudicare non solo l’interesse dei lavoratori, ma anche quello delle stesse imprese, come ha evidenziato, in un recente comunicato, l’associazione degli imprenditori della provincia di Bolzano.
Dopo che il PRESIDENTE ha invitato i senatori che intervengono per dichiarazione di voto ad attenersi alle materie oggetto della votazione, il senatore Tommaso SODANO annuncia il suo voto favorevole alla soppressione del numero 11 del comma 2 dell’articolo 1, sottolineando in particolare il suo dissenso rispetto alla formulazione della lettera g) dello stesso comma 2.
Il sottosegretario SACCONI fa presente che con la lettera g) il Governo ha inteso riconoscere un ruolo specifico nelle attività di mediazione tra offerta e domanda di lavoro alle associazioni di rappresentanza dei datori di lavoro ovvero dei lavoratori, nonché agli enti bilaterali. Tale disposizione, peraltro, costituisce un risultato del dialogo sociale, poiché è stata richiesta esplicitamente da alcune organizzazioni sindacali confederali, evidentemente convinte, come il Governo, che la gestione di funzioni di intermediazione da parte del sindacato non comporta alcun conflitto con il suo ruolo istituzionale di tutela e rappresentanza.
Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti 1.81 e 1.127 non sono accolti.
A seguito di alcune osservazioni della senatrice PILONI, sulla difficoltà di individuare, tra i senatori appartenenti ai Gruppi politici di maggioranza, quelli presenti in sostituzione dei colleghi impossibilitati a prendere parte alla seduta odierna, ai sensi dell’articolo 31 comma 2 del Regolamento del Senato, si apre una breve discussione alla quale prendono parte i senatori Tommaso SODANO, PAGLIARULO, FERRARA, BATTAFARANO e MONTAGNINO.
Al termine, il PRESIDENTE richiama l’attenzione sulla necessità di una rigida osservanza delle disposizioni del Regolamento che disciplinano le sostituzioni dei componenti delle Commissioni. Rispetto a questo e ad altri profili procedurali, soprattutto nella discussione su materie complesse come quella in corso, è infatti interesse di tutti i Gruppi politici e preciso e costante impegno della Presidenza che venga garantito l’ordinato svolgimento dei lavori.
Il senatore BATTAFARANO annuncia quindi il suo voto favorevole all’emendamento 1.203, contenente, a suo avviso, una riformulazione del numero 11 più sobria e corretta di quella proposta dal Governo.
Posto ai voti, l’emendamento 1.203 è respinto. Con distinte votazioni sono altresì respinti gli emendamenti 1.31 e 1.32.
La senatrice PILONI osserva quindi che l’emendamento 1.195 del relatore, pur ponendo la corretta esigenza di ridefinire il regime sanzionatorio per le materie oggetto dell’articolo 1 del disegno di legge n. 848, appare eccessivamente generico e impreciso nel definire le finalità della delega. Sarebbe pertanto opportuno che il proponente riformulasse l’emendamento, precisandone meglio i contenuti.
Il sottosegretario SACCONI fa presente che nelle norme di delega, adottate nella passata legislatura, utilizzate dal Governo per predisporre il decreto legislativo sul riordino del collocamento ordinario che sta per essere varato dal Consiglio dei ministri, erano assenti disposizioni in materia di sanzioni, che invece si rendono necessarie in relazione ai nuovi obblighi che verranno posti a carico degli intermediari e dei datori di lavoro. Peraltro, in relazione alle richieste di riformulazione avanzate dalla senatrice Piloni, non esclude che nel corso della discussione in Assemblea la norma all’esame possa essere ulteriormente specificata e articolata.
Il senatore MONTAGNINO osserva che l’emendamento del relatore sembra riferito alla violazione delle norme sulle autorizzazioni e sull’accreditamento, più che a quelle sul collocamento ordinario.
Dopo che il sottosegretario SACCONI ha fatto presente al senatore Montagnino che l’emendamento 1.195 integra la lettera b), che ha per oggetto la modernizzazione e la razionalizzazione del sistema del collocamento pubblico, il senatore TREU, nel dichiarare di condividere il rilievo del senatore Montagnino, invita il proponente a rivedere la formulazione dell’emendamento 1.195 che, proprio in riferimento ai nuovi obblighi richiamati dal rappresentante del Governo, dovrebbe prospettare un orientamento più esplicito circa le caratteristiche che il nuovo regime sanzionatorio dovrà assumere.
Su proposta del relatore TOFANI, si conviene di accantonare la trattazione dell’emendamento 1.195.
E’ quindi respinto l’emendamento 1.128, dopo che su di esso ha annunciato il suo voto favorevole il senatore RIPAMONTI.
Il senatore DEMASI ritira l’emendamento 1.198.
Vengono quindi respinti, con distinte e successive votazioni, gli emendamenti 1.109 e 1.108, dopo che su ciascuno di essi il senatore RIPAMONTI ha annunciato il suo voto favorevole.
Il senatore BATTAFARANO ritiene che l’annunciato decreto legislativo di riordino del collocamento ordinario dovrebbe includere anche le disposizioni di cui alla lettera c) del comma 2 che, pertanto, sono collocate impropriamente nel disegno di legge all’esame. Per tale motivo, raccomanda l’accoglimento dell’emendamento 1.205.
Anche il senatore RIPAMONTI voterà a favore dell’emendamento 1.205, dato che la formulazione della lettera c) del comma 2 risulta ambigua e imprecisa. Sarebbe stato invece utile introdurre misure volte a garantire il rafforzamento del settore pubblico del collocamento.
Con riferimento alle osservazioni del senatore Battafarano, il sottosegretario SACCONI ricorda che il decreto legislativo di imminente adozione disciplina il collocamento ordinario, ma non incide sulle modalità del raccordo tra operatori privati ed operatori pubblici, poiché tale profilo non era incluso nella legge di delega.
Posto ai voti, l’emendamento 1.205 è respinto. E’ altresì respinto l’emendamento 1.37.
Il senatore Tommaso SODANO auspica l’accoglimento dell’emendamento 1.240, volto, come il successivo emendamento 1.132, di identico tenore, a definire un rapporto equilibrato tra operatori privati ed operatori pubblici nel settore del collocamento.
Il senatore PAGLIARULO annuncia che voterà a favore degli emendamenti 1.240 e 1.132 ai quali aggiunge la sua firma.
Anche il senatore RIPAMONTI raccomanda l’accoglimento degli emendamenti 1.240 e 1.132, sottolineando che i principi di trasparenza in essi contenuti sono volti anche a favorire il sistema delle imprese.
Gli emendamenti 1.240 e 1.132, di identico contenuto, sono quindi posti congiuntamente ai voti e respinti. E’ altresì respinto l’emendamento 1.38.
Il senatore GRUOSSO, nel raccomandare l’accoglimento dell’emendamento 1.206, osserva che la creazione di condizioni di reale competizione tra operatori pubblici e privati nel settore della mediazione tra domanda ed offerta di lavoro comporta un preciso impegno del Governo per rafforzare i servizi pubblici, se si vuole evitare, come è auspicabile, che ad un sistema caratterizzato dal monopolio pubblico succeda un regime di monopolio privato.
Il senatore RIPAMONTI annuncia che voterà a favore dell’emendamento 1.206.
Il senatore MONTAGNINO, anch’egli favorevole all’emendamento 1.206, ritiene imprecisa la formulazione della lettera c) del comma 2, soprattutto nella parte in cui si prevede una non meglio identificata incentivazione del coordinamento tra operatori pubblici e privati, coordinamento che andrebbe invece più precisamente definito. Occorre comunque evitare che la delega, nel testo finale, risulti eccessivamente squilibrata a favore degli operatori privati.
Il senatore PAGLIARULO ritiene che l’emendamento 1.206, a favore del quale voterà, consenta la realizzazione di un effettivo equilibrio tra settore pubblico e privato nell’ambito del collocamento, come ha opportunamente ricordato il senatore Gruosso. Su tale tema, peraltro, riterrebbe utile che il rappresentante del Governo precisasse il suo punto di vista.
Nel dichiarare di aggiungere la sua firma all’emendamento 1.206, il senatore Tommaso SODANO ritiene che l’accoglimento delle modifiche ivi proposte potrebbe fugare i dubbi, più che fondati, sull’intenzione del Governo di privilegiare il ruolo degli operatori privati.
Il sottosegretario SACCONI, nel ribadire l’avviso contrario espresso sull’emendamento 1.206, fa presente che attualmente solo il 4 per cento dei rapporti dei lavoro è intermediato dai servizi pubblici di collocamento, che pertanto coprono con il loro intervento un’area assai ristretta del mercato del lavoro. Il Governo – che non condivide di certo il rimpianto per il modello basato sul monopolio pubblico, ravvisabile in alcuni degli interventi che lo hanno preceduto – punta alla realizzazione di un sistema fondato su una effettiva pluralità di operatori, con una presenza significativa, in particolare, del cosiddetto privato sociale, delle organizzazioni sindacali e datoriali, delle realtà associative e degli enti bilaterali. Entro tale modello, il collocamento ordinario conserva funzioni primarie di monitoraggio, statistica e verifica della correttezza dell’operato delle agenzie private, che verranno autorizzate in relazione alle funzioni svolte e sulla base di requisiti precisi, anche per quel che attiene alla capitalizzazione. Il rapporto tra pubblico e privato deve pertanto caratterizzarsi in senso sia cooperativo sia competitivo, fermo restando che una ripresa dei servizi pubblici di collocamento presuppone uno spostamento dell’asse di attività dai singoli adempimenti ai servizi, già nella fase precedente alla rimozione dell’esclusività dell’oggetto sociale per le agenzie private.
Posto ai voti, l’emendamento 1.206 è respinto.

























