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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale

Commissione Lavoro, previdenza sociale

22 Ottobre 2009
in Senato

(Dal Resoconto Sommario)

LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª)

MARTEDI’ 14 MAGGIO 2002
Presidenza del Presidente
ZANOLETTI

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Sacconi.

IN SEDE REFERENTE

(848) Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro
(357) STIFFONI ed altri. – Norme per la tutela dei lavori atipici
(629) RIPAMONTI. – Norme a tutela dei lavori atipici e delega al Governo in materia di previdenza, di formazione, di coordinamento con la disciplina comunitaria e di riduzione del contenzioso in relazione alla qualificazione dei rapporti di lavoro atipici
(869) MONTAGNINO ed altri. – Norme di tutela dei lavori “atipici”
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Si riprende l’esame congiunto dei provvedimenti in titolo, sospeso nella seduta del 9 maggio scorso.

Il PRESIDENTE ricorda che nella precedente seduta si è conclusa l’illustrazione degli emendamenti riferiti all’articolo 5 del disegno di legge n. 848 e dà quindi la parola al relatore e al rappresentante del Governo per l’espressione dei pareri.

Il relatore TOFANI, riservandosi di svolgere una riflessione più approfondita su singoli argomenti, esprime parere contrario sugli emendamenti 5.49, 5.115 e 5.50. Esprime altresì parere contrario sull’emendamento 5.102, che ritiene pleonastico, in quanto la questione in esso affrontata è trattata in modo esauriente anche all’articolo 13, comma 1. Il parere è altresì contrario sugli emendamenti 5.2, 5.3, 5.103, 5.51, 5.52, 5.53, 5.55, 5.54, 5.5, 5.86, 5.105, 5.107, 5.106, 5.87, 5.48, 5.60, 5.59 e 5.116.
Il parere è invece favorevole sugli emendamenti 5.101, 5.1 e 5.4. Si riserva di pronunciarsi successivamente sugli altri emendamenti riferiti all’articolo 5.

Il sottosegretario SACCONI esprime parere conforme a quello del relatore, riservandosi anch’egli di pronunciarsi successivamente sugli altri emendamenti riferiti all’articolo 5 e di intervenire per specifici approfondimenti su singoli punti. Riprendendo le motivazioni già espresse dal relatore, invita i proponenti a ritirare l’emendamento 5.102, in quanto già l’articolo 13, comma 1, presuppone che su gran parte delle materie disciplinate dal disegno all’esame, occorrerà acquisire l’avviso della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo n. 281 del 1997.

Sono quindi posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico contenuto, e respinti, gli emendamenti 5.49 e 5.115. E’ invece accolto l’emendamento 5.101.

Viene quindi respinto l’emendamento 5.50 ed accolto l’emendamento 5.1.

Con riferimento all’invito al ritiro formulato dal rappresentante del Governo, il senatore TREU dichiara di insistere per la votazione dell’emendamento 5.102, annunciando su di esso il voto favorevole del gruppo Margherita-l’Ulivo.
Osserva infatti che la formula adottata al comma 1 dell’articolo 13 contempla la mera consultazione della Conferenza unificata, mentre l’emendamento in votazione prevede che il riordino dei contratti con contenuto formativo venga effettuato previo accordo con la Conferenza medesima, inteso a definire gli ambiti di competenza dello Stato e delle regioni in materia, conformemente a quanto previsto dall’articolo 117 della Costituzione. Si tratta pertanto di una formulazione molto più stringente, volta ad introdurre un elemento di cautela procedurale e a prevenire l’insorgere di un contenzioso, presumibilmente esteso, innanzi alla Corte costituzionale.

Il sottosegretario SACCONI precisa che il Governo potrebbe accogliere un ordine del giorno che recepisca i contenuti dell’emendamento 5.102, poiché ritiene comprensibile la preoccupazione in esso rappresentata. Non ritiene invece di poter accettare l’introduzione nella delega di una disposizione eccessivamente vincolante e suscettibile, contrariamente a quanto ha testé affermato il senatore Treu, di incentivare – e non di scoraggiare – il contenzioso di carattere costituzionale.

Il senatore BATTAFARANO annuncia il voto favorevole del gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo sull’emendamento 5.102, il cui recepimento renderebbe obiettivamente più agevole l’esercizio della delega in materia di contratti a contenuto formativo, assicurando il rispetto del riparto delle competenze tra Stato e regioni, così come esso è definito dall’articolo 117 della Costituzione.

Anche il senatore RIPAMONTI annuncia il voto favorevole del gruppo Verdi-l’Ulivo sull’emendamento 5.102, sottolineando l’esigenza di pervenire ad un accordo tra lo Stato e le regioni sui rispettivi ambiti di competenza preliminarmente al riordino di cui all’articolo 5 del disegno di legge all’esame.

Posto ai voti, l’emendamento 5.102 è respinto.

Con successive votazioni sono altresì respinti gli emendamenti 5.2, 5.3, 5.103 e 5.51 dopo che su quest’ultimo hanno annunciato il voto favorevole, a nome dei rispettivi gruppi politici, i senatori RIPAMONTI e BATTAFARANO.

Il senatore RIPAMONTI raccomanda l’accoglimento dell’emendamento 5.52, volto ad assicurare lo sviluppo della formazione continua.

Posto ai voti l’emendamento 5.52 è respinto.

Il senatore RIPAMONTI raccomanda quindi l’accoglimento dell’emendamento 5.53, che si propone di superare l’attuale dualismo tra apprendistato e contratto di formazione lavoro – anche in relazione alle censure mosse a quest’ultima tipologia di rapporto dall’Unione europea – e di valorizzare il contratto di apprendistato, attraverso una sua più puntuale definizione.

Nell’annunciare il voto favorevole del gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo sull’emendamento 5.53, la senatrice PILONI osserva che su tale argomento sarebbe stata opportuna, da parte del rappresentante del Governo e del relatore, una riflessione più approfondita sul merito dell’esigenza in esso rappresentata.

Il senatore TREU, nell’annunciare il voto favorevole della sua parte politica sull’emendamento 5.53, si associa alla richiesta di un approfondimento della riflessione, come testé suggerito dalla senatrice Piloni. Osserva infatti che anche le indicazioni dell’Unione europea sui contratti a causa mista vanno sia nel senso del rafforzamento di tali strumenti, sia nel senso della semplificazione e dell’unificazione delle tipologie contrattuali e, in effetti, i sistemi più efficienti nei singoli Stati membri si articolano intorno ad un solo tipo di rapporto, riconducibile, in qualche misura, all’apprendistato. Inoltre, se si guarda concretamente all’evoluzione dei contratti a contenuto formativo in Italia, si può verificare un sostanziale svuotamento del contratto di formazione lavoro, il cui mantenimento, propugnato dal Governo, appare anacronistico, e suscettibile di dare adito a nuove censure in sede comunitaria.

Il sottosegretario SACCONI fa presente che l’ipotesi prospettata dal Governo con l’articolo 5 del disegno di legge n. 848 consiste nella specializzazione di due strumenti contrattuali: in primo luogo, l’apprendistato, rivolto essenzialmente al mercato del lavoro nel suo complesso e con una formazione di carattere ampio, riferita all’occupabilità dei soggetti in entrata sul mercato del lavoro; in secondo luogo, il contratto di formazione lavoro, mirato, anche con riferimento a contenuti formativi più specifici, al reinserimento in una determinata realtà aziendale, e di conseguenza, senza limitazioni riferite all’età. Occorre ricordare che le obiezioni dell’Unione europea riguardano il trattamento agevolato assicurato dalla legislazione vigente al contratto di formazione lavoro, e non il suo profilo specificamente formativo. Peraltro, le predette agevolazioni dovranno essere oggetto di specifica trattativa con le sedi comunitarie competenti.

Il senatore Tommaso SODANO, nell’annunciare il voto favorevole della sua parte politica sull’emendamento 5.53, osserva che le affermazioni del rappresentante del Governo concorrono ad aumentare le preoccupazioni relative al rischio che il riordino dei contratti con contenuto formativo, di cui all’articolo 5 del disegno di legge n. 848, possa tradursi in una ulteriore precarizzazione dei rapporti di lavoro, finalità peraltro riscontrabile anche nel progetto governativo di riforma della scuola attualmente all’esame del Senato.

Posto ai voti, l’emendamento 5.53 è quindi respinto.

Il senatore RIPAMONTI raccomanda quindi l’accoglimento dell’emendamento 5.55, soppressivo della lettera b) del comma 1. L’enfasi posta da tale principio di delega sulla formazione professionale svolta in azienda appare infatti volta a sminuire il ruolo complessivo della formazione come risorsa strategica essenziale a rafforzare la competitività del sistema produttivo nel suo complesso.

Posto ai voti l’emendamento 5.55 è respinto.

Con distinte votazioni, sono altresì respinti gli emendamenti 5.54 e 5.5.

Nel raccomandare l’accoglimento dell’emendamento 5.86, il senatore VIVIANI osserva che nel precedente intervento del rappresentante del Governo è stata sottolineata la condivisibile esigenza di perfezionare le modalità del reinserimento professionale dei lavoratori nelle aziende attraverso lo strumento formativo. Tuttavia, tale importante obiettivo può essere conseguito senza la rivitalizzazione di istituti obsoleti come è appunto il contratto di formazione lavoro, oggetto di censure da parte dell’Unione europea e superato da una pluralità di forme di ingresso flessibile sul mercato del lavoro, più efficaci di quella proposta dal Governo.

Il senatore TREU, nell’annunciare il voto favorevole del gruppo Margherita-l’Ulivo all’emendamento 5.86, osserva che la riproposizione del contratto di formazione lavoro, ormai superato, è un’operazione poco realistica, anche con riferimento alle esigenze poste in luce nell’intervento del rappresentante del Governo. Inoltre, occorre considerare che l’inserimento e il reinserimento professionale, richiamati alla lettera b) del comma 1, sono concetti diversi e, come tali, riconducibili a tipologie formative differenziate: in particolare, per quello che riguarda il reinserimento, la nuova realtà del mercato del lavoro scoraggia un eccesso di specializzazione e, ai fini dell’occupabilità, sollecita tipologie formative ad ampio spettro. Mentre è del tutto condivisibile la sottolineatura, anche nella delega all’esame, del ruolo strategico della formazione continua ai fini del rientro sul mercato del lavoro di lavoratori non più giovani, la riproposizione di una tipologia contrattuale specifica suscita forti perplessità, anche perché contrasta con la più volte asserita volontà del Governo di semplificare le normative sul rapporto di lavoro.

Il senatore RIPAMONTI dichiara che il gruppo Verdi-l’Ulivo voterà a favore dell’emendamento 5.86 che, posto ai voti, è respinto.

E’ altresì respinto l’emendamento 5.105.

Il senatore RIPAMONTI auspica quindi l’accoglimento dell’emendamento 5.107, che sopprime il riferimento unilaterale all’attività formativa svolta in azienda, secondo la proposta del Governo, e specifica il ruolo dell’apprendistato come strumento per l’assolvimento dell’obbligo formativo a 18 anni.

Nell’annunciare il voto favorevole del gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo sull’emendamento 5.107, il senatore BATTAFARANO osserva che l’intervento del Sottosegretario ha chiarito l’intenzione del Governo di pervenire ad una specializzazione delle due tipologie contrattuali in discussione. Osserva tuttavia che sia dal punto di vista lessicale, sia per quel che riguarda la sua storia, il contratto di formazione lavoro è tradizionalmente riferito a lavoratori in entrata sul mercato del lavoro, e quindi di giovane età. Il Governo ripropone ora una trasposizione di tale tipologia contrattuale riferendola non soltanto e non prevalentemente a lavoratori giovani: tuttavia, l’apprezzabile obiettivo di realizzare attività di formazione e aggiornamento volte al reinserimento professionale può essere conseguito con altri strumenti normativi, senza mantenere in vita una tipologia contrattuale ormai obsoleta, come è stato posto in rilievo anche dalle censure rivolte dall’Unione europea. E’ auspicabile pertanto, che, al di là dell’esito della votazione sull’emendamento 5.107, la maggioranza approfondisca la riflessione nel merito della questione, valutando l’opportunità di pervenire ad una diversa sistemazione della materia.

Il sottosegretario SACCONI fa presente che il Governo condivide il riferimento all’obbligo formativo, ma ritiene limitativa la formulazione dell’emendamento 5.107, nella parte in cui fa di tale obbligo l’unico elemento qualificante del contratto di apprendistato. L’ampliamento delle tipologie contrattuali, al quale più volte si è fatto riferimento nel corso della discussione, risponde al criterio della adattabilità, indicato dall’Unione europea e, come si vedrà più precisamente in sede di esame dell’articolo 8, nella proposta del Governo esso si configura come una ridefinizione di tipologie già esistenti, soprattutto per quel che riguarda i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa. Non vi è peraltro nessuna difficoltà ad accogliere l’invito, rivolto dal senatore Battafarano, ad una riflessione nel merito, e senza pregiudiziali, sulla proposta di specializzazione dei contratti di formazione lavoro e di apprendistato, né si può escludere che su questo tema si possa pervenire a nuove proposte in sede di discussione del provvedimento in titolo in Assemblea. Per quel che riguarda la formazione svolta in azienda, non ritiene che si possa ravvisare, nell’impostazione dell’articolo 5, un tentativo di sminuire il ruolo della formazione esterna, rispetto alla quale vi sono proposte specifiche tendenti, tra l’altro, a valorizzare il ruolo di proposta e di verifica delle parti sociali; non vi è dubbio, peraltro, che nell’esperienza concreta, la formazione in azienda abbia fatto registrare risultati più convincenti, in termini di efficacia, rispetto a quella svolta da centri esterni.

Il senatore LAURO annuncia quindi il voto contrario del gruppo di Forza Italia sull’emendamento 5.107 che, posto ai voti, è respinto.

Viene quindi accolto l’emendamento 5.4.

Dopo che il rappresentante del Governo ha svolto brevi considerazioni sull’emendamento 5.106, prende la parola, sull’ordine dei lavori, il senatore BATTAFARANO, osservando che alcuni senatori, equivocando le parole iniziali del rappresentante del Governo, e ritenendo, erroneamente, che questi avesse modificato il parere contrario precedentemente annunciato, hanno espresso il loro voto favorevole sullo stesso emendamento 5.106 che dovrebbe, pertanto, ritenersi accolto.

Il PRESIDENTE fa presente che, dopo le considerazioni del rappresentante del Governo, il quale, peraltro, ha ribadito il suo parere contrario sull’emendamento 5.106, si è effettivamente verificato un fraintendimento circa lo svolgimento della votazione: al di là di quanto può essere stato inteso da alcuni componenti della Commissione, egli però non ha né indetto la votazione né comunicato l’esito della stessa, come previsto dal Regolamento. Pertanto, in realtà, non si può sostenere che abbia avuto luogo alcuna votazione.

Il senatore VANZO ritiene che non debba essere posta in discussione la correttezza della Presidenza nella gestione del dibattito.

Il senatore MONTAGNINO fa presente che, in questa ed in altre occasioni, la sua parte politica insieme agli altri gruppi politici di opposizione, ha sempre manifestato il più assoluto rispetto e la piena fiducia nei confronti della Presidenza. Nel caso di specie, a suo avviso, il problema si pone a causa dell’avvenuta manifestazione di volontà della Commissione, in senso favorevole all’emendamento all’esame, sia pure con modalità non del tutto rituali. Negare tale circostanza, sarebbe contrario alla verità e, ove si volesse assumere un tale atteggiamento, egli non potrebbe che prenderne atto, con rammarico, rinunciando però, per protesta, a prendere parte alle successive votazioni sul disegno di legge in titolo. Si può però consentire con il Presidente circa il fatto che, subito dopo la dichiarazione del rappresentante del Governo, c’è stato un momento di confusione che, in una qualche misura, ha coinvolto anche la Presidenza e che rende comunque necessario procedere ora alla votazione dell’emendamento 5.106.

Il PRESIDENTE, nel prendere atto della dichiarazione del senatore Montagnino, conviene con lui, sia sulla momentanea confusione che si è venuta a determinare dopo le precisazioni del rappresentante del Governo, sia sull’opportunità di procedere comunque alla votazione dell’emendamento 5.106.

Interviene quindi per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 5.106, la senatrice PILONI, secondo la quale la soppressione del riferimento unilaterale all’attività formativa svolta in azienda consentirebbe di superare un’ambiguità del testo proposto dal Governo, che potrebbe portare ad una sostanziale eliminazione della formazione esterna, prevista invece dalla legislazione vigente come elemento costitutivo del contratto di apprendistato.

Il senatore Tommaso SODANO annuncia il voto favorevole della sua parte politica sull’emendamento 5.106.

Dopo che il sottosegretario SACCONI ha precisato che la proposta del Governo non tende affatto ad escludere la formazione esterna, il senatore LAURO annuncia che il gruppo Forza Italia voterà contro l’emendamento 5.106.

Il senatore MONTAGNINO ritiene che l’emendamento 5.106 non costituisca un elemento di stravolgimento della proposta del Governo, in quanto si propone di pervenire ad una piena ed equilibrata valorizzazione dell’attività formativa nel suo complesso. Per tale motivo, il gruppo Margherita-l’Ulivo voterà a favore di tale proposta.

Il senatore RIPAMONTI ritiene che dalle affermazioni del Sottosegretario risulti in modo incontrovertibile che l’orientamento del Governo è volto a privilegiare la formazione in azienda a scapito di quella esterna. Per tale motivo, il gruppo Verdi-l’Ulivo voterà a favore dell’emendamento 5.106, che prospetta una formulazione più equilibrata del principio di delega di cui alla lettera b) del comma 1.

L’emendamento 5.106 è quindi respinto.

E’ altresì respinto l’emendamento 5.87.

Il senatore TREMATERRA ritira l’emendamento 5.48.

Il sottosegretario SACCONI invita quindi i proponenti a ritirare l’emendamento 5.60 il cui significato non è del tutto chiaro, anche perché appare incongruo il riferimento all’istituto della certificazione.

Il senatore RIPAMONTI dichiara di condividere le perplessità del rappresentante del Governo e insiste per la votazione dell’emendamento 5.60 esclusivamente per motivi tecnici, poiché il ritiro dell’emendamento ne precluderebbe la ripresentazione in Assemblea, considerato che il Regolamento del Senato detta una specifica disciplina per gli emendamenti riferiti ai disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica, quale è quello all’esame.

Posto ai voti l’emendamento 5.60 è respinto.

Nel dichiarare il voto favorevole del gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo sull’emendamento 5.59, il senatore VIVIANI osserva che le valutazioni espresse dal rappresentante del Governo riflettono una contrapposizione di qualità tra formazione in azienda e formazione esterna, a suo avviso datata e sostanzialmente condizionata da un atteggiamento ideologico. Tale contrapposizione, poi, è inesistente per il contratto di apprendistato, anche per effetto delle riforme attuate nella passata legislatura, che hanno consentito di realizzare esperienze di positiva integrazione tra formazione esterna e formazione aziendale. Pertanto, non vi è motivo di spezzare l’equilibrio tra i diversi momenti formativi garantito dalla legislazione vigente.

Posto ai voti l’emendamento 5.59 è respinto.

Il senatore Tommaso SODANO auspica quindi l’accoglimento dell’emendamento 5.116, mirante ad evitare che il riordino del contratto di apprendistato si traduca in una ulteriore precarizzazione di tale rapporto di lavoro, secondo un orientamento tipico dell’attuale Governo, che caratterizza anche il progetto di riforma della scuola.
Con riferimento all’andamento delle votazioni nella seduta odierna, il senatore Tommaso Sodano osserva poi che, malgrado i ripetuti richiami da parte dei gruppi politici dell’opposizione, il discutibile susseguirsi di sostituzioni di senatori appartenenti ai gruppi politici di maggioranza, anche a pochi minuti dalla conclusione dei lavori della Commissione, rende particolarmente caotico l’andamento delle votazioni.

Il senatore RIPAMONTI sottoscrive l’emendamento 5.116, dichiarando il voto favorevole del gruppo Verdi-l’Ulivo su di esso.

Posto ai voti, l’emendamento 5.116 è respinto.

Il PRESIDENTE stante l’imminente inizio dei lavori dell’Assemblea rinvia il seguito dell’esame congiunto.





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