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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale

Commissione Lavoro, previdenza sociale

22 Ottobre 2009
in Senato


(Dal Resoconto Sommario)

Presidenza del Presidente

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Sacconi.


IN SEDE REFERENTE

(848-B) Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati
(Seguito dell’esame e rinvio)

Si riprende l’esame sospeso nella seduta dell’11 dicembre scorso.

Il PRESIDENTE avverte che si riprenderà la votazione degli emendamenti all’articolo 4 del disegno di legge n. 848-B.

Il senatore BATTAFARANO annuncia il voto favorevole del Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo sull’emendamento 4.39 che riformula in modo più rigoroso il principio di delega relativo alla disciplina del lavoro occasionale.

L’emendamento 4.39, posto ai voti, è respinto.

Posti separatamente ai voti, sono altresì respinti gli emendamenti 4.9, 4.5 e 4.34.

Dopo una dichiarazione di voto favorevole del senatore BATTAFARANO, a nome del Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo, è quindi respinto l’emendamento 4.15.

Il senatore BATTAFARANO annuncia quindi che i senatori del Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo voteranno a favore dell’emendamento 4.48, che riconosce alcune tutele fondamentali in tema di esercizio dei diritti sindacali e di contrattazione collettiva ai titolari del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa.

L’emendamento 4.48 è quindi posto ai voti e respinto.

Il senatore BATTAFARANO annuncia il voto favorevole della sua parte politica sull’emendamento 4.51, che introduce un condivisibile riferimento alla legislazione vigente in materia di sicurezza e igiene del lavoro.

L’emendamento 4.51, posto ai voti, è respinto.

Dopo una dichiarazione di voto favorevole del senatore BATTAFARANO, a nome del Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo, è quindi posto ai voti e respinto l’emendamento 4.49.

Posti separatamente ai voti sono quindi respinti gli emendamenti 4.50 e 4.13.

Sono altresì posti separatamente ai voti e respinti gli emendamenti 4.14, 4.12 e 4.46, dopo che su ciascuno di essi il senatore BATTAFARANO ha annunciato il voto favorevole del Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo.

Il senatore BATTAFARANO riformula quindi l’emendamento 4.47, a favore del quale voteranno i senatori del Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo, recependo la condizione posta dalla Commissione bilancio in sede di espressione del relativo parere e riguardante l’inserimento di una previsione di spesa a carattere permanente. Dopo le parole “2003 e 2004,” sono pertanto aggiunte le parole “e a regime,”.

L’emendamento 4.47, nel testo riformulato, è quindi posto ai voti e respinto.

Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 4.11, 4.10, 4.16, 4.17, 4.18 e 4.19.

Il senatore BATTAFARANO dichiara quindi che i senatori del Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo voteranno a favore della soppressione della lettera f) del comma 2 dell’articolo 4. Si tratta infatti di un principio di delega, introdotto dalla Camera dei deputati, di difficile interpretazione e non attinente al contenuto del disegno di legge all’esame, in quanto ha per oggetto prestazioni occasionali di breve periodo non riconducibili ad un vero e proprio rapporto di lavoro.

Intervenendo in dissenso dal proprio gruppo politico, il senatore VIVIANI annuncia che non prenderà parte al voto sugli emendamenti soppressivi della lettera f), ricordando che in mattinata l’Assemblea ha introdotto nel disegno di legge finanziaria una disposizione molto simile al principio di delega in discussione che, pertanto, potrebbe risultare superfluo.

Posti congiuntamente ai voti, in quanto entrambi soppressivi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 4, sono quindi respinti gli emendamenti 4.41 e 4.52.

Il senatore BATTAFARANO annuncia quindi il voto favorevole del Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo sull’emendamento 4.40, che si propone di dettare una migliore formulazione della lettera f), limitandola alle sole attività agricole organizzate in forma non imprenditoriale, svolte in modo occasionale, senza compenso, a titolo meramente solidaristico e senza l’aspettativa di un vantaggio futuro.

Posto ai voti, l’emendamento 4.40 è respinto.

Nell’annunciare il voto favorevole del Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo sull’emendamento 4.53, il senatore VIVIANI sottolinea che esso intende introdurre un esplicito riferimento alla normativa in materia di sicurezza sul lavoro all’interno del principio di delega di cui alla lettera f).

Posto ai voti l’emendamento 4.53 è respinto.

Il PRESIDENTE avverte che la votazione degli emendamenti riferiti all’articolo 4 è conclusa. Si passerà pertanto alla votazione degli emendamenti riferiti all’articolo 5, sui quali il relatore e il rappresentante del Governo hanno già espresso parere contrario.

Dopo la reiezione dell’emendamento 5.11, il senatore BATTAFARANO annuncia il voto favorevole del Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo sugli emendamenti che sopprimono l’inserimento dell’università tra gli organi suscettibili di essere preposti allo svolgimento di compiti di certificazione del rapporto di lavoro. A suo avviso, infatti, non si vede come gli atenei possano svolgere funzioni che, almeno nel settore pubblico, richiedono competenze proprie delle direzioni provinciali del lavoro. Su tale aspetto gradirebbe un chiarimento da parte del rappresentante del Governo.

Il sottosegretario SACCONI fa presente che il Governo condivide l’integrazione della lettera b) del comma 1 dell’articolo 5, introdotta dalla Camera dei deputati: negli atti di esercizio della delega si provvederà a definire, tra l’altro, con quali modalità e a quali condizioni le università potranno assolvere a tale compito. Giova ricordare, peraltro, che tale disposizione deriva da alcune interessanti sperimentazioni poste in essere presso l’università di Modena dal compianto professor Marco Biagi.

Posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico contenuto, sono quindi respinti gli emendamenti 5.9, 5.12, 5.6 e 5.4.

Stante l’assenza dei rispettivi proponenti, gli emendamenti 5.3 e 5.2 sono dichiarati decaduti.

Il senatore FLORINO ritira quindi l’emendamento 5.1.

Il senatore BATTAFARANO annuncia quindi il voto favorevole della sua parte politica sugli emendamenti 5.5 e 5.13 che si propongono di sopprimere una modifica introdotta dalla Camera dei deputati, il cui significato è oscuro e di difficile applicazione.

Posti congiuntamente ai voti, in quanto identici, sono quindi respinti gli emendamenti 5.5 e 5.13.

Dopo la reiezione dell’emendamento 5.7, il senatore MONTAGNINO annuncia il voto favorevole del Gruppo Margherita-DL-l’Ulivo sull’emendamento 5.10, che intende definire le modalità con cui può essere espletato il tentativo obbligatorio di conciliazione innanzi all’organo preposto alla certificazione quando si intende impugnare l’erronea qualificazione dello stesso o la difformità tra il programma negoziale certificato e la sua successiva attuazione. A tal fine, l’emendamento 5.10 prevede che le parti possano rivolgersi ad una Commissione di certificazione, presieduta dal funzionario responsabile della direzione provinciale del lavoro e composta pariteticamente dai rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori. In tal modo viene soppressa la modifica introdotta dalla Camera dei deputati che, in modo penalizzante per il lavoratore, consente la permanenza degli effetti dell’accertamento svolto dall’organo preposto alla certificazione fino al momento in cui venga provata l’erronea qualificazione del programma negoziale ovvero la sua difformità con quanto poi successivamente attuato.

Il senatore BATTAFARANO annuncia che il Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo voterà a favore dell’emendamento 5.10, rifacendosi alle puntuali motivazioni già espresse dal senatore Montagnino.

Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 5.10 e 5.8.

Il PRESIDENTE avverte che la votazione degli emendamenti riferiti all’articolo 5 è conclusa. Poiché non sono stati presentati emendamenti all’articolo 6, si passerà alla votazione degli emendamenti riferiti all’articolo 7, sui quali il relatore ed il rappresentante del Governo hanno già espresso parere contrario.

Il senatore VIVIANI sottoscrive l’emendamento 7.2, a favore del quale voteranno i senatori del Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo. Si dichiara fortemente perplesso sulla formulazione adottata dalla Camera dei deputati relativamente all’adozione di un termine flessibile per quel che riguarda la scadenza del termine concesso per l’esercizio della delega. A suo avviso, il testo licenziato dal Senato risulta più rispettoso del dettato costituzionale, e pertanto dovrebbe essere ripristinato.

Il senatore MONTANGNINO, nell’annunciare il voto favorevole sull’emendamento 7.2 del Gruppo Margherita-DL-l’Ulivo, ritiene che le modifiche introdotte dalla Camera dei deputati siano molto discutibili, in quanto sostanzialmente lesive delle prerogative del Parlamento, e tali da sollevare forti riserve anche per il profilo della costituzionalità, riserve che non mancherà di approfondire per la discussione in Assemblea.

Posto ai voti, l’emendamento 7.2 è respinto.

Sono posti congiuntamente ai voti, in quanto entrambi soppressivi del comma 3 dell’articolo 7, e respinti gli emendamenti 7.3 e 7.1.

Dopo la reiezione dell’emendamento 7.5, la senatrice PILONI, nell’annunciare il voto favorevole del Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo sull’emendamento 7.6, sottolinea il giudizio negativo della sua parte politica sulle modifiche all’articolo 7 introdotte dall’altro ramo del Parlamento: tali modifiche, consentendo di fatto la trasmissione alle Camere degli schemi dei decreti legislativi previsti dal disegno di legge all’esame, anche a ridosso del termine fissato per l’esercizio della delega, sono di dubbia costituzionalità e di certo lesivi delle prerogative del Parlamento.

Il senatore MONTAGNINO sottoscrive l’emendamento 7.6, a favore del quale voterà il Gruppo Margherita-DL-l’Ulivo.

Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 7.6 e 7.7.

E’ altresì respinto l’emendamento 7.4, dopo una dichiarazione di voto favorevole, a nome delle rispettive parti politiche, della senatrice PILONI e del senatore MONTAGNINO.

Il PRESIDENTE avverte che la votazione sugli emendamenti all’articolo 7 è conclusa e che si passerà alla votazione dell’ordine del giorno e degli emendamenti riferiti all’articolo 8. Ricorda altresì che il testo dell’ordine del giorno presentato e già illustrato dal relatore Tofani è il seguente:

0/848-B/1/11
Il Relatore
“Il Senato della Repubblica,
visto l’articolo 4 della legge del 22 luglio 1961, n. 628 che affida all’Ufficio periferico del Ministero del lavoro e della previdenza sociale le funzioni di tutela e vigilanza sugli enti previdenziali,
visto l’articolo 3, comma 6, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463 convertito in legge 11 novembre 1983, n. 638 che affida agli uffici periferici del Ministero del lavoro e della previdenza sociale il potere di coordinamento della vigilanza in materia di previdenza e assistenza sociale obbligatoria,
visto l’articolo 79 della legge del 23 dicembre 1998, n. 448 che affida alle regioni e alle direzioni regionali e provinciali del lavoro il coordinamento dell’attività in materia ispettiva e di controlli degli adempimenti fiscali e contributivi, anche attraverso la predisposizione di appositi programmi mirati, di specifiche iniziative formative comuni del personale addetto ai predetti compiti, nonché l’istituzione di unità operative a ciò preposte,
vista la circolare n. 60 del 7 giugno 2001 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di coordinamento fra i diversi organi preposti all’attività di vigilanza,
considerato che l’articolo 8, comma 2, lettere f) e g), del disegno di legge n. 848-B in materia di occupazione e mercato del lavoro prevede la razionalizzazione degli interventi ispettivi di tutti gli organi di vigilanza, compresi quelli degli istituti previdenziali, con attribuzione della direzione e del coordinamento operativo alle direzioni regionali e provinciali del lavoro,
impegna il Governo
ad individuare nella predisposizione dei decreti legislativi volti a razionalizzare l’attività ispettiva di tutti i soggetti che effettuano vigilanza nei luoghi di lavoro, soluzioni atte a valorizzare le potenzialità e le diverse esperienze dei vari organi a ciò preposti, senza compromettere l’autonomia dell’attività di tali enti.
Ciò da attuarsi mediante l’indicazione di linee di macroattività da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da realizzare sul territorio attraverso le opportune sinergie su base paritaria fra gli organismi preposti alla vigilanza, sia mediante interventi congiunti che mediante il necessario raccordo funzionale tra gli specifici settori e ambiti di operatività”.

Il sottosegretario SACCONI dichiara che il Governo accoglie l’ordine del giorno come raccomandazione.

Il relatore TOFANI non insiste per la votazione.

La senatrice PILONI osserva che lo spirito dell’ordine del giorno sottoscritto dal relatore è senz’altro condivisibile, poiché affronta la problematica del rapporto tra gli organi di vigilanza degli enti previdenziali e gli organi di vigilanza dell’amministrazione centrale in termini di raccordo funzionale e non di dipendenza gerarchica dagli uffici periferici del Ministero del lavoro. Osserva però che il dispositivo dell’ordine del giorno accolto dal Governo contrasta con quanto previsto dalla lettera g) del comma 2 dell’articolo 8 del disegno di legge n. 848-B: in tale disposizione, infatti, si prevede l’attribuzione della direzione e del coordinamento operativo alle direzioni regionali e provinciali del lavoro, sulla base delle direttive adottate dalla direzione generale da istituire presso il Ministero. Poiché il contenuto dei decreti legislativi è vincolato allo spirito e alla lettera dei criteri e principi direttivi contenuti nella legge di delega, è del tutto evidente che le buone intenzioni espresse nell’ordine del giorno rimarranno lettera morta.

Il sottosegretario SACCONI non ravvisa la contraddizione testé evidenziata nell’intervento della senatrice Piloni e ribadisce il suo assenso all’ordine del giorno del relatore, che ritiene del tutto compatibile con il contenuto della delega all’esame. Quando il contenuto di essa venne discusso in via preliminare con gli uffici più direttamente coinvolti del Ministero e degli enti previdenziali, si convenne che il ruolo di direzione e di coordinamento operativo affidato alle direzioni regionali e provinciali del lavoro dovesse intendersi nel senso della trasmissione delle macro direttive del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e della predisposizione delle attività necessarie per dare ad esse attuazione. Non si tratta quindi di delineare un rapporto di subordinazione gerarchica degli organi di vigilanza degli istituti previdenziali, bensì dell’impegno da parte dei competenti organi ministeriali a predisporre programmi comuni e condivisi dai diversi soggetti proposti all’esercizio delle funzioni ispettive e ad adottare criteri idonei ad assicurare il coordinamento delle relative attività, anche al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni. Un tale coordinamento è di vitale importanza, anche in rapporto al rafforzamento e alla prosecuzione dell’attività di contrasto del lavoro nero, più volte indicata come un obiettivo prioritario del Governo, anche nel corso dell’esame del disegno di legge in titolo.

Il senatore VIVIANI osserva che le affermazioni del Sottosegretario sono senza dubbio condivisibili, ma si duole che esse diano indicazioni divergenti rispetto a quanto è scritto nella delega all’esame, che, per questo profilo, è di certo meno convincente e precisa dell’ordine del giorno del relatore.

Il senatore BATTAFARANO annuncia quindi il voto favorevole del Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo sugli emendamenti soppressivi dell’articolo 8. Tale articolo, infatti, aggiunge un’ulteriore delega a quelle, già molto rilevanti per numero e per materia, contenute nel disegno di legge all’esame e nel disegno di legge n. 848-bis, risultante dalla stralcio a suo tempo approvato dall’Assemblea. A proposito di tale ultimo provvedimento, peraltro, occorre ricordare che in esso è contenuta anche la norma di delega relativa al riordino del sistema degli ammortizzatori sociali, che il Governo aveva originariamente previsto senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato. Tale opzione è stata poi rivista, e nel patto per l’Italia figurava, per la finalità predetta, uno stanziamento di 700 milioni di euro che, però, si è andato progressivamente assottigliando nel corso dell’esame del disegno di legge finanziaria per il 2003, passando a 200 milioni di euro, poiché la restante somma, nel succedersi delle votazioni dei diversi emendamenti presentati, ha cambiato destinazione.

Il senatore MONTAGNINO aggiunge la sua firma agli emendamenti 8.60 e 8.2 e dichiara che il Gruppo Margherita-DL-l’Ulivo è favorevole alla soppressione dell’articolo 8 del disegno di legge all’esame. In particolare, la previsione di un quadro regolatorio finalizzato alla prevenzione delle controversie individuali di lavoro in sede conciliativa risulta del tutto estranea alla problematica della razionalizzazione della funzione ispettiva che, di per sé, è materia senza dubbio rilevante e meritevole di ulteriori approfondimenti. Proprio per tale motivo, sarebbe opportuno espungere qualsiasi riferimento alla conciliazione delle controversie individuali di lavoro che, nel contesto della delega all’esame, appare come una surrettizia ed impropria riproposizione del tema dell’arbitrato, di cui all’articolo 4 del disegno di legge n. 848-bis.

Posti ai voti, congiuntamente in quanto entrambi soppressivi dell’articolo 8, gli emendamenti 8.60 e 8.2 sono respinti.

Il senatore VIVIANI sottoscrive l’emendamento 8.4, a favore del quale voteranno i senatori del Gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo. Osserva che il riordino del settore ispettivo, particolarmente rilevante nell’attività del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, interviene anche a seguito del trasferimento a comuni e province delle funzioni in materia di collocamento. Peraltro, su questo tema, sarebbe opportuno che il rappresentante del Governo spiegasse per quale motivo, a parecchie settimane di distanza dal parere favorevole espresso dalle Commissione parlamentari competenti e dalla deliberazione definitiva del Consiglio dei Ministri, non risulti ancora pubblicato il decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo n. 181 del 2000 concernente disposizioni per agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. E’ infatti inammissibile che il Governo risulti inadempiente rispetto al compito elementare di assicurare la tempestiva pubblicazione degli atti da lui stesso deliberati. L’emendamento 8.4 propone opportunamente la sottoscrizione di un avviso comune per il riassetto della disciplina vigente sulle disposizione in materia di disciplina sociale e di lavoro. Si tratta infatti di una materia sulla quale vi è un ampio coinvolgimento delle parti sociali, coinvolgimento che appare ancora più opportuno in relazioni agli obiettivi di lotta al lavoro nero più volte richiamati dal rappresentante del Governo.

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Il Diario del Lavoro

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