(Dal Resoconto Sommario)
248a Seduta (pomeridiana)
Presidenza del Presidente
ZANOLETTI
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Brambilla.
La seduta inizia alle ore 15,05.
IN SEDE REFERENTE
(2058) Delega al Governo in materia previdenziale, misure di sostegno alla previdenza complementare e all’ occupazione stabile e riordino degli enti di previdenza e assistenza obbligatoria, approvato dalla Camera dei deputati
(421) MAGNALBO’. – Modifiche e integrazioni all’ articolo 71 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in materia di totalizzazione dei periodi di iscrizione e contribuzione
(1393) VANZO ed altri. – Abrogazione delle disposizioni concernenti il divieto di cumulo tra redditi di pensione e redditi di lavoro autonomo
– e petizioni nn. 66, 84, 200, 255, 393, 427, 574, 582, 583 e 634 ad essi attinenti
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Si riprende l’esame congiunto sospeso nella seduta di ieri.
IL PRESIDENTE avverte che la votazione degli emendamenti relativi all’articolo 1 del disegno di legge n. 2058 proseguirà a partire dall’emendamento 1.100, che, posto ai voti, viene respinto dalla Commissione.
Con successiva votazione viene respinto il sub-emendamento 1.1000/27.
Con votazione congiunta vengono poi respinte le proposte emendative 1.1000/3, 1.85 e 1.49 – dopo che la senatrice PILONI (DS-U) le ha fatte proprie al fine di evitarne la decadenza per l’assenza dei proponenti – e 1.192, tutte soppressive del numero 2 della lettera g) del comma 2.
Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.1000/13, nonché sugli emendamenti e sub-emendamenti di identico tenore, evidenziando che la disposizione normativa contenuta nello stesso contempla la possibilità di trasferire la posizione individuale, trascorso il periodo minimo di tre anni, a tutti i fondi pensionistici di cui al decreto legislativo n. 124 del 1993 e prefigura altresì l’equiparazione tra i diversi fondi, sia sotto il profilo delle regole di funzionamento che della trasparenza.
Poste congiuntamente ai voti, vengono respinte le proposte emendative 1.1000/13, 1.203, 1.1000/48, 1.310 e 1.50, di analogo tenore.
Con successiva votazione viene respinto il sub-emendamento 1.1000/38.
Con votazione congiunta vengono poi respinte le proposte emendative 1.1000/47, 1.204, 1.51 e 1.311, di identico contenuto.
Viene quindi respinto il sub-emendamento 1.1000/50.
Il relatore MORRA (FI) fa quindi proprio il sub-emendamento 1.1000/32, riformulandolo nel sub-emendamento 1.1000/32 (testo 2), al quale aggiungono la firma tutti i senatori presenti.
Su tale sub-emendamento il rappresentante del GOVERNO esprime parere favorevole.
Con successiva votazione la Commissione accoglie il sub-emendamento 1.1000/32 (testo 2), con conseguente assorbimento dei sub-emendamenti 1.1000/25, 1.1000/35, 1.1000/52, 1.1000/73, 1.1000/74, 1.1000/30, 1.1000/33 e 1.1000/24.
Viene poi respinto il sub-emendamento 1.1000/16.
Su invito del relatore MORRA (FI) il senatore PETERLINI (Aut) riformula l’emendamento 1.18 nell’emendamento 1.18 (testo 2), al quale aggiunge la firma la senatrice PILONI (DS-U).
Posto ai voti, l’emendamento 1.18 (testo 2) viene accolto, con conseguente assorbimento delle proposte emendative 1.1000/62, 1.1000/63, 1.19, 1.1000/34, 1.1000/54 e 1.1000/51.
Il senatore PETERLINI (Aut) riformula poi, su invito del RELATORE, il sub-emendamento 1.1000/61, che posto ai voti nella nuova versione (testo 2) viene accolto dalla Commissione, con conseguente assorbimento dell’emendamento 1.17.
Il senatore PETERLINI (Aut) dichiara quindi di ritirare i sub-emendamenti 1.1000/70 e 1.1000/71.
Con successiva votazione congiunta vengono respinte le proposte emendative 1.1000/49, 1.1000/15, 1.205 e 1.312, di analogo tenore.
Posti congiuntamente ai voti, in quanto di analogo tenore, sono quindi respinte le proposte emendative 1.1000/17, 1.207 e 1.313, dopo che il rappresentante del GOVERNO ha prospettato la possibilità che parte dei contenuti di esse possano essere approfonditi e riconsiderati nella successiva fase della discussione in Assemblea.
Viene poi respinto il sub-emendamento 1.1000/26.
Vengono respinte le proposte emendative 1.1000/64 e 1.20, poste congiuntamente ai voti in quanto di analogo tenore.
Con separate votazioni vengono poi respinti i sub-emendamenti 1.1000/19, 1.1000/18, 1.1000/14 e 1.1000/20.
Il PRESIDENTE ricorda che in una precedente seduta il relatore e il rappresentante del Governo si erano riservati di esprimere il loro avviso sul sub-emendamento 1.1000/21. Li invita pertanto a pronunciarsi in ordine ad esso.
Dopo che il relatore MORRA (FI) ed il rappresentante del GOVERNO hanno espresso parere contrario sul sub-emendamento 1.1000/21, lo stesso posto ai voti viene respinto dalla Commissione.
Il PRESIDENTE fa presente che il sub-emendamento 1.1000/22 è assorbito a seguito dell’accoglimento, nel corso della seduta di ieri, del sub-emendamento 1.1000/12 (testo 2), pubblicato in allegato al resoconto sommario della seduta medesima.
La senatrice PILONI (DS-U), dopo aver aggiunto la firma al sub-emendamento 1.1000/23, preannuncia a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole in ordine allo stesso, sottolineando che la previdenza integrativa rientra fra le materie a competenza concorrente, ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione, per le quali è necessaria quindi la determinazione da parte dello Stato dei criteri direttivi degli interventi regionali.
Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti i sub-emendamenti 1.1000/23, 1.1000/28, 1.1000/29, 1.1000/56 – dopo che il senatore BATTAFARANO (DS-U) lo ha fatto proprio al fine di evitare la decadenza dello stesso per l’assenza del proponente – 1/1000/65, 1.1000/66, 1.1000/69 e 1.1000/68.
Dopo che il senatore PETERLINI (Aut) ha dichiarato di ritirare il sub-emendamento 1.1000/67, la Commissione accoglie l’emendamento governativo 1.1000, nel testo emendato, con conseguente preclusione o assorbimento degli emendamenti 1.59, 1.201, 1.308, 1.362, 1.371, 1.206, 1.208, 1.275, 1.314, 1.209 e 1.315.
Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) raccomanda quindi l’accoglimento dell’emendamento 1.211 che punta a ridurre in modo significativo il carico fiscale sui rendimenti dei fondi pensione.
Il senatore BATTAFARANO (DS-U) annuncia il voto favorevole del Gruppo Democratici di sinistra – l’Ulivo sull’emendamento 1.211, recante una condivisibile misura di incentivazione fiscale, indispensabile ai fini del rilancio della previdenza complementare. Si tratta, peraltro, di un obiettivo che dovrebbe essere condiviso anche dalle forze politiche che fanno capo alla attuale maggioranza, e pertanto risulta incomprensibile l’avviso contrario espresso dal relatore e dal rappresentante del Governo.
Posto ai voti, l’emendamento 1.211 è respinto.
Sono quindi posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico tenore, e respinti, gli emendamenti 1.52 e 1.317.
Viene quindi accantonata temporaneamente la trattazione degli emendamenti 1.319 e 1.213.
Il PRESIDENTE avverte poi che gli emendamenti 1.214 e 1.320 risultano assorbiti in conseguenza dell’accoglimento, nella seduta di ieri, del già ricordato sub-emendamento 1.1000/12 (testo 2).
Sono quindi posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico tenore, e respinti, gli emendamenti 1.210 e 1.316.
Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U), a nome del gruppo politico di appartenenza, annuncia il voto favorevole sugli emendamenti 1.215 e 1.321, di identico tenore, richiamando l’attenzione sull’esigenza di assicurare che gli interventi regionali in materia di previdenza integrativa individuale si svolgano conformemente alle finalità enunciate dall’articolo 38, secondo e quarto comma, della Costituzione.
Il senatore BATTAFARANO (DS-U) dichiara quindi che i senatori appartenenti al gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo voteranno a favore degli emendamenti 1.215 e 1.321, che, opportunamente, sottolineano l’obbligo delle regioni di esercitare le competenze loro assegnate in materia di previdenza complementare in conformità al dettato costituzionale.
Posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico tenore, gli emendamenti 1.215 e 1.321, sono respinti.
Sono altresì posti ai voti congiuntamente, in quanto di identico tenore, e respinti gli emendamenti 1.318 e 1.212.
Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 1.23 e 1.25.
Il PRESIDENTE ricorda che, in una precedente seduta il relatore e il rappresentante del Governo si erano riservati di esprimere il parere sull’emendamento 1.24. Li invita pertanto a far conoscere il loro avviso su di esso.
Il relatore MORRA (FI) e il sottosegretario BRAMBILLA esprimono quindi parere contrario sull’emendamento 1.24 che, posto ai voti, è respinto.
Posti separatamente ai voti, sono altresì respinti gli emendamenti 1.26, 1.27 e 1.193.
Sono quindi posti congiuntamente ai voti, in quanto entrambi soppressivi del numero 3 della lettera g) del comma 2, e respinti, gli emendamenti 1.216 e 1.322.
Dopo la reiezione dell’emendamento 1.217, prende la parola il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) per dichiarare, a nome del gruppo politico di appartenenza, il voto favorevole sugli emendamenti 1.218 e 1.324, entrambi finalizzati a garantire che l’eventuale contributo del datore di lavoro confluisca nei fondi di natura negoziale, come previsto dalla normativa vigente.
Posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico tenore, gli emendamenti 1.218 e 1.324 sono respinti.
Sono altresì respinti gli emendamenti 1.219 e 1.325, posti congiuntamente ai voti in quanto di identico tenore, ed è successivamente respinto l’emendamento 1.276.
Sono quindi posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico tenore, e respinti gli emendamenti 1.220 e 1.326.
Nel dichiarare il voto favorevole sull’emendamento 1.323, a nome del gruppo politico di appartenenza, il senatore BATTAFARANO (DS-U) osserva che la garanzia di un rendimento minimo in relazione al conferimento ai fondi pensione del trattamento di fine rapporto costituisce un elemento imprescindibile per assicurare uno sviluppo equilibrato e costante della previdenza complementare. Si tratta, infatti, di introdurre una misura di garanzia, che anche i gruppi politici di maggioranza, ove volessero essere coerenti con la loro impostazione, dovrebbero considerare con particolare favore. Sorprende, pertanto, la contrarietà manifestata dal relatore e dal rappresentante del Governo a tale emendamento.
Il relatore MORRA (FI) fa presente che la previsione di un rendimento minimo è in contrasto con l’impostazione del decreto legislativo n. 124 del 1993: in generale, infatti, tali forme di garanzia, oltre a comportare costi considerevoli, non sembrano pienamente rispondenti alla logica ed ai principi della previdenza complementare.
Il senatore PETERLINI (Aut), non ritenendo convincenti le argomentazioni del relatore, aggiunge la firma all’emendamento 1.323, a favore del quale voterà. Osserva quindi che la previsione di un rendimento minimo, così come definito nella proposta emendativa in votazione, può concorrere in modo determinante al decollo della previdenza complementare e, a tal fine, auspica che il Governo modifichi la sua attuale posizione e studi soluzioni idonee ad assicurare il finanziamento delle garanzie da predisporre in favore dei lavoratori contribuenti.
Posto ai voti, l’emendamento 1.323 è respinto.
Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) annuncia il voto favorevole del gruppo politico di appartenenza agli emendamenti soppressivi del numero 4 della lettera g) del comma 2, sottolineando la sua contrarietà al principio di delega in esso contenuto, finalizzato alla rimozione dei vincoli per la piena equiparazione tra i fondi chiusi ed i fondi aperti.
Posti congiuntamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 1.221, 1.327 e 1.53, tutti soppressivi del numero 4 della lettera g) del comma 2.
Il PRESIDENTE riformula l’emendamento 1.363 nell’emendamento 1.363 (testo 2).
Sull’emendamento 1.363 (testo 2) prende quindi la parola il sottosegretario BRAMBILLA, osservando preliminarmente che la nuova formulazione proposta dal Presidente recupera in parte gli spunti contenuti in alcuni emendamenti, già posti in votazione e respinti: il Governo non poteva condividere la loro impostazione, in quanto essi intendevano sostituire integralmente il principio di delega relativo al silenzio-assenso per il conferimento del trattamento di fine rapporto, ma non è indifferente alle sollecitazioni volte a favorire una maggiore comparabilità e trasparenza delle diverse forme della previdenza integrativa. In particolare, l’emendamento in votazione ripristina il principio della libera adesione e circolazione dei lavoratori all’interno del sistema della previdenza complementare, completando il disegno già delineato con il decreto legislativo n. 124 del 1993, ma in parte contraddetto dal decreto legislativo n. 47 del 2000. Tale norma ha infatti introdotto piani individuali di previdenza a carattere assicurativo, non adeguatamente raccordati agli altri istituti della previdenza complementare. Come ha sottolineato anche l’annuale relazione della Covip, occorre invece individuare forme di collegamento tra i due ambiti della previdenza integrativa, attualmente gestiti in modo difforme, assoggettando i fondi individuali alle medesime norme di trasparenza e portabilità che caratterizzano le altre forme di previdenza integrativa. In assenza di tali interventi correttivi, vi è infatti il rischio di pregiudicare la posizione patrimoniale dei lavoratori che hanno fatto ricorso alla previdenza individuale.
E’ altresì da notare, prosegue il rappresentante del Governo, che con un successivo emendamento vengono rafforzati i poteri della Covip per quanto riguarda la vigilanza sui fondi di cui all’articolo 9-ter del citato decreto legislativo n. 124, creando un sistema unitario, in base al quale le diverse forme di previdenza integrativa rispondono alle medesime regole di trasparenza e portabilità.
Il senatore PETERLINI (Aut) dichiara di aderire alle finalità perseguite con l’emendamento 1.363 (testo 2). Aggiunge pertanto la sua firma al suddetto emendamento e ritira l’emendamento 1.28.
Il senatore VIVIANI (DS-U) osserva che si rende necessaria una riflessione relativamente alla collocazione delle disposizioni contenute nell’emendamento 1.363 (testo 2) che, a suo avviso, potrebbero forse essere più congruamente trasposte al numero 1 della lettera g), con il quale si introduce il principio del silenzio-assenso nel conferimento del trattamento di fine rapporto ai fondi pensione. Propone pertanto di sospendere brevemente la trattazione del predetto emendamento, per valutarne meglio il contenuto e la posizione nell’ambito dei principi di delega di cui all’articolo 1 del disegno di legge in titolo.
Il senatore TREU (Mar-DL-U) si associa alla richiesta di un breve rinvio della trattazione dell’emendamento 1.363 (testo 2), testé avanzata dal senatore Viviani, sottolineando la necessità di compiere un particolare sforzo di chiarezza nella formulazione dei principi di delega riguardanti una materia complessa e delicata.
Il PRESIDENTE, considerato anche l’imminente inizio dei lavori dell’Assemblea, aderisce all’invito del senatore Viviani e rinvia il seguito della trattazione dell’emendamento 1.363 (testo 2) alla seduta già convocata per questa sera alle ore 20.30.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE
Il senatore DI SIENA (DS-U) ricorda di avere inviato al presidente Zanoletti una lettera, sottoscritta da altri componenti della Commissione, contenente la richiesta di attivare le procedure per lo svolgimento di una indagine conoscitiva sullo stato di tutela e garanzia delle libertà sindacali e dei diritti individuali dei lavoratori e delle lavoratrici presso lo stabilimento SATA di Melfi e nelle fabbriche dell’indotto ad esso collegato.
Precisa quindi che tale richiesta non è da ricondurre alle agitazioni che hanno interessato in questi giorni tale stabilimento, ed auspica che la Commissione possa prendere in considerazione quanto prima la proposta di avviare la predetta procedura informativa.
Rivolgendosi al sottosegretario Brambilla, ricorda altresì che i senatori di tutte le parti politiche eletti in Basilicata si sono rivolti con lettera alla Presidenza del Consiglio, per sollecitare la convocazione delle aziende e dei sindacati di Melfi, al fine di avviare un confronto per la ripresa di un corretto sistema di relazioni industriali. Auspica che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali assuma come proprio tale obiettivo e si impegni attivamente per il suo conseguimento.
Il PRESIDENTE fa presente al senatore Di Siena che è sua intenzione, subito dopo la conclusione dell’esame in sede referente del disegno di legge n. 2058, che auspica imminente, procedere alla convocazione dell’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi politici, per programmare i lavori delle settimane successive. In tale sede, verrà attentamente valutata anche la proposta di indagine conoscitiva sulla situazione della SATA di Melfi.
La seduta termina alle ore 16.
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