84ª Seduta
Presidenza del Presidente
Intervengono il sottosegretario di Stato per la solidarietà sociale Cecilia Donaggio e il sottosegretario di Stato per le politiche per la famiglia Maria Chiara Acciarini.
La seduta inizia alle ore 15.
IN SEDE REFERENTE
(1695) Deputati NICCHI ed altri. – Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonché del prestatore d’opera e della prestatrice d’opera, approvato dalla Camera dei deputati
(1248) PISA ed altri. – Disposizioni in materia di modalita’ per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie del prestatore d’ opera
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Riprende l’esame congiunto dei provvedimenti in titolo, sospeso nella seduta di ieri.
Interviene nella discussione generale il senatore DI SIENA(SDSE), il quale, nel sottolineare la rilevanza della disciplina in discussione, esprime l’auspicio che il disegno di legge trasmesso dalla Camera dei deputati non subisca modifiche nel corso della sua trattazione e possa pertanto essere definitivamente approvato quanto prima dal Senato.
La senatrice ALFONZI(RC-SE), nell’associarsi all’auspicio testé espresso dal senatore Di Siena, osserva che i disegni di legge in titolo, pur circoscritti ad un singolo aspetto, si misurano su un problema fondamentale, relativo alla necessità di assicurare adeguati livelli di tutela nei confronti di atti posti in essere con chiaro intento discriminatorio, soprattutto nei confronti della lavoratrici. E’ infatti necessario ed urgente adottare misure idonee a contrastare la pratica delle dimissioni sottoscritte “in bianco” contestualmente all’assunzione, compiendo così un primo importante atto, al quale devono però seguire altri interventi legislativi, per superare le varie disparità di trattamento che ancora penalizzano le donne, come, ad esempio, quelle riguardanti i trattamenti retributivi e lo sviluppo delle carriere.
Poiché non vi sono altre richieste di intervenire nella discussione generale, il presidente TREU la dichiara conclusa, e dà la parola alla relatrice Mongiello per la replica.
La relatrice MONGIELLO (Ulivo) replica quindi agli intervenuti, sottolineando in primo luogo l’urgenza di un intervento legislativo per arginare una prassi tanto deprecabile quanto diffusa, come l’imposizione della sottoscrizione di una lettera di dimissioni “in bianco” al momento dell’assunzione, imposizione, che, come è stato ricordato, colpisce essenzialmente – ma non soltanto – le lavoratrici, e si verifica con preoccupante frequenza in particolare nel Mezzogiorno. Nella consapevolezza di compiere un atto di civiltà, la Camera dei deputati ha licenziato all’unanimità il disegno di legge n. 1695 – già adottato dalla Commissione come testo base – ed è pertanto auspicabile che tale convergenza tra forze politiche di maggioranza e di opposizione si riproduca anche in Senato, superando le perplessità espresse ieri, nel corso della discussione generale, dal senatore Sacconi.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
(1515) BOBBA ed altri. – Norme per la promozione del welfare familiare e generazionale
(1544) VALPIANA ed altri. – Istituzione del reddito minimo di cittadinanza per i bambini e le bambine
(1576) LIVI BACCI ed altri. – Istituzione del Fondo per i neonati e dotazione di capitale per i Giovani
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Riprende l’esame congiunto dei provvedimenti in titolo, sospeso nella seduta del 19 luglio scorso.
Il presidente TREU ricorda che nella scorsa seduta è iniziata la discussione generale sui disegni di legge in titolo.
La senatrice ALFONZI (RC-SE) prospetta l’opportunità di congiungere i disegni di legge in titolo con altri atti di iniziativa legislativa, assegnati alla Commissione, recanti misure di contrasto alla povertà.
Dopo che il senatore ZUCCHERINI (RC-SE) ha fatto presente che le questioni attinenti al reddito minimo di inserimento risultano distinte rispetto a quelle concernenti il welfare familiare, il PRESIDENTE chiarisce che i tre disegni di legge in titolo presentano un oggetto più circoscritto rispetto a quelli, di più ampia portata, relativi al reddito sociale, citati dalla senatrice Alfonzi.
La senatrice VALPIANA(RC-SE), intervenendo in discussione generale, si sofferma sul disegno di legge di cui è prima firmataria, sottolineando l’esigenza di fronteggiare la povertà fin dalla nascita, in una realtà come quella italiana, in cui un grande numero di bambine e bambini versa in gravi condizioni di disagio economico e familiare. Per fronteggiare efficacemente questa situazione, occorre peraltro incidere sull’impianto complessivo dello Stato sociale, che, in Italia, presenta non pochi squilibri e si rivolge ad alcuni segmenti della società, trascurandone invece altri. In tale ottica, va tenuto presente che le gravi difficoltà economiche presenti nell’infanzia di un individuo sono suscettibili di ostacolarne il pieno sviluppo intellettivo e conseguentemente l’inserimento lavorativo, una volta raggiunta l’età adulta.
Da tali circostanze emerge la necessità di un intervento legislativo fondato su un modello di welfare “preventivo”, in grado di intervenire con misure di sostegno economico che tutelino il minore, considerato quale autonomo soggetto di diritto, al quale va garantita un’esistenza dignitosa.
Il senatore LIVI BACCI (Ulivo) fa preliminarmente presente che in Italia la popolazione giovanile – in netta diminuzione, a causa del calo della natalità verificatosi negli ultimi decenni – fa registrare un ingresso nel mondo del lavoro notevolmente ritardato rispetto agli altri Paese europei, e a condizioni retributive di minor favore.
Il disegno di legge n. 1576, per fronteggiare il sopra evidenziato fenomeno, provvede all’istituzione di un Fondo per i neonati e per la dotazione di capitali a favore dei giovani, alimentato sia da contribuzioni pubbliche, sia da contributi elargiti da privati, con i conseguenti sgravi fiscali. Al compimento del diciottesimo anno di età il soggetto interessato può decidere di acquisire la piena disponibilità del capitale maturato fino a quel momento e, qualora intenda investirlo per progetti di formazione o per attività professionali o imprenditoriali, ha la possibilità di ottenere da parte di istituti di credito un prestito di autonomia garantito in parte dallo Stato.
L’obiettivo di tale intervento è quello di incentivare il conseguimento dell’autonomia finanziaria da parte dei giovani, in modo tale da anticiparne e comunque favorirne l’ingresso nella vita lavorativa, con tutti i conseguenti benefici economici e psicologici anche per la famiglia di origine. Peraltro, le misure proposte dal disegno di legge n. 1576 sono suscettibili di incidere positivamente sulla natalità, poiché il differimento dell’ingresso nel mondo del lavoro comporta anche un ritardo nell’assunzione di responsabilità familiari.
Concludendo il suo intervento, il senatore Livi Bacci osserva che l’impostazione del disegno di legge di cui è primo firmatario presenta numerosi profili di contiguità con quella del disegno di legge n. 1544 e risulta altresì non distante dalla parte del disegno di legge n. 1515 che contempla misure di sostegno del reddito a favore dei giovani.
Il senatore TOFANI (AN) rileva che le impostazioni dei tre disegni di legge in titolo risultano fortemente divergenti, dato che il disegno di legge n. 1544 considera il minore quale entità avulsa da un contesto familiare, mentre al contrario il disegno di legge n. 1515 si incentra sul welfare familiare. Analogamente va evidenziato che le misure atte a favorire l’inserimento lavorativo dei giovani attraverso la dotazione di capitale, contenute nel disegno di legge n. 1576, risultano distanti dall’intento di assicurare una dotazione finanziaria ad ogni neonato, intento sul quale si basa invece il disegno di legge n. 1544. Tale ultima proposta, peraltro, configurandosi di fatto come un sussidio a favore della maternità, potrebbe dare luogo all’indesiderato effetto – già prodottosi in alcuni paesi anglosassoni – di incoraggiare comportamenti distorsivi da parte di donne che compiono scelte riproduttive in base a mere considerazioni di convenienza economica.
La senatrice VALPIANA (RC-SE) precisa che la ratio sottesa al disegno di legge n. 1544 risulta analoga a quella del disegno di legge n. 1576, anche se quest’ultimo prefigura interventi a favore del giovane che abbia appena raggiunto la maggiore età mentre il primo prevede misure atte a garantire l’esistenza dignitosa del minore, anche in ossequio ai principi sanciti nella Convenzione sui diritti del fanciullo stipulata a New York il 20 novembre 1989. Peraltro, la questione posta dal senatore Tofani è senz’altro meritevole di attenzione, ma occorre tenere presente che in Italia il problema principale è costituito dall’esigenza di promuovere efficacemente la natalità, e l’istituzione del reddito minimo di cittadinanza per i minori può di certo favorirla, contribuendo ad abbattere gli ostacoli di natura economica che inducono molte donne a rinviare o addirittura a rinunciare alla scelta della maternità.
Il senatore VIESPOLI (AN) dichiara di condividere le considerazioni critiche espresse dal senatore Tofani, ravvisando anch’egli una sostanziale divergenza tra il disegno di legge n. 1544, relativo all’istituzione del reddito minimo di cittadinanza per i minori, e il disegno di legge n. 1576 che prefigura invece una dotazione di capitale finalizzata all’incentivazione dell’inserimento lavorativo dei giovani, sollevando, peraltro, una questione di particolare complessità, che può incidere sulla legislazione vigente e che richiede pertanto adeguati approfondimenti.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16.

























