Come difendere i contratti ‘’buoni’’, come contrastare quelli ‘’pirata’’, e soprattutto come definire il cosiddetto “salario giusto”: sono questi i tre capitoli sui quali la Uil attende risposte da Giorgia Meloni. L’occasione sarà il XIX Congresso nazionale che si apre a Padova il 2 luglio. L’intervento di Meloni è fissato per le 17.30, subito dopo la relazione introduttiva del segretario generale Pierpaolo Bombardieri, che la premier ascolterà seduta in prima fila accanto a una nutrita delegazione di ospiti: dai vertici del mondo delle imprese ai colleghi delle altre confederazioni sindacali, a esponenti del governo, tra i quali anche la ministra del Lavoro Calderone, che nei giorni scorsi ha ringraziato le parti sociali “per il contributo” dato al decreto primo maggio, da pochissimo legge dello stato.
Ma è da Giorgia Meloni che la Uil attende risposte: ‘’quando parla la premier, parla a nome di tutto il governo” spiega Bombardieri, e dunque “da lei ci aspettiamo risposte riguardo alla continuazione del confronto sui temi di queste settimane. Per noi, il lavoro e il recupero del salario e del potere d’acquisto sono la priorità. Quindi, come difendere i contratti, come definire il salario giusto, come combattere contro i contratti pirata: ci aspettiamo delle risposte soprattutto su questi temi”.
Il decreto che interviene su questi argomenti, come si diceva, è stato appena trasformato in legge nei giorni scorsi, col via libera definitivo del Senato. “Alcune delle nostre proposte – afferma Bombardieri -sono state recepite”, ma la partita è tutt’altro che chiusa: in ballo c’è infatti la trattativa tra sindacati e imprese per arrivare a una intesa generale su contratti, salari e rappresentanza, cioè gli stessi argomenti oggi già parzialmente disciplinati dalla nuova legge. Ma un testo sottoscritto da tutti gli attori delle relazioni industriali, sembra di capire, avrà la forza di influire anche sulla legge stessa, quanto meno precisandone e ampliandone i contenuti. Uno degli obiettivi dichiarati dai sindacati nel testo del 17 giugno, ricorda Bombardieri, “è ottenere l’estensione erga omnes dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative”; e questo solo come primo passo in attesa che si riesca, prima o poi, a ottenere l’applicazione dell’articolo 39 della Costituzione. Del resto, il sindacato, oggi, ha tutte le caratteristiche necessarie per essere riconosciuto nei termini indicati dalla Carta: ‘’abbiamo gli iscritti, le certificazioni, le sedi, la presenza capillare nei territori, tutto”, sottolinea il segretario Uil.
Rispetto all’accordo raggiunto tra Cgil, Cisl e Uil, Bombardieri spiega che già l’intesa in sé è un risultato: non è un segreto che su alcuni argomenti le sensibilità delle confederazioni non siano le stesse ma, dice, ‘’abbiamo lavorato giorno e notte per trovare una mediazione tra noi, e ci siamo riusciti”. In questo modo sono stati identificati i principi e i criteri per arrivare a una discussione anche col mondo delle imprese sui contratti e sul concetto di rappresentanza, partendo dalla disponibilità a farsi ‘’pesare’’: ‘’noi, come sindacati, siamo pronti a misurarci”. Molti dati del resto sono già noti, sia quelli del pubblico impiego, dove si votano periodicamente le Rsu, e dunque si sa chi rappresenta chi, sia quelli dei settori privati, Chimici e Metalmeccanici, dove è stata avviata la sperimentazione e i cui dati sono depositati all’Inps: non ancora diffusi, ma esistenti e certificati, e parlano chiaro. Tra l’altro, nell’intesa raggiunta dalle tre confederazioni, c’è anche la novità del voto per le Rsu esteso a tutti i luoghi di lavoro, anche nelle Pmi: sarà sufficiente che lo richieda il 30% dei lavoratori. ‘’Facciamoli votare, e si vedrà chi rappresenta chi’’, sollecita il leader Uil.
Bombardieri ribadisce però la necessità che anche le imprese, a loro volta, mostrino la stessa disponibilità a farsi contare. Le numerose associazioni coinvolte nella trattativa, dalle maggiori, Confindustria e Confcommercio, fino a Confapi, artigiani, coop, non hanno ancora risposto al documento inviato a tutti da Cgil, Cisl e Uil il 17 giugno, ma i contatti sono in corso. Una prima riunione di tutte le associazioni datoriali c’è già stata, un’altra, non si sa quanto e se definitiva, dovrebbe seguire a giorni. I nodi da sciogliere infatti non sono pochi: per certi versi, si potrebbe dire che le associazioni delle imprese hanno più complicazioni a mettersi d’accordo tra loro che con i sindacati. Ma Bombardieri è fiducioso che alla fine la quadra, anche da quel lato, sarà trovata: ‘’ci aspettiamo una risposta positiva, perché il problema dei contratti pirata non riguarda solo noi ma anche, e forse anche di più, proprio il mondo delle imprese’’.
Il sindacato è inoltre disponibile a ragionare, con le imprese e il governo, anche sulla produttività, grande tema irrisolto del nostro paese, introducendo il concetto di contrattazione decentrata, ovvero distinta per filiera, distretto o territorio. “La produttività non si recupera certo tagliando i salari o riducendo i diritti’’, ma “investendo in innovazione e tenendo anche conto del contesto”: ‘’sappiamo tutti che investire in Calabria -chiosa Bombardieri, originario della Locride- non è altrettanto produttivo che investire in Brianza’’.
Insomma, come si diceva, la partita non è finita anzi, è forse appena iniziata. L’obiettivo, ricorda il segretario Uil, è “riscrivere le relazioni industriali italiane’’. Obiettivo ambizioso, certo, ma anche urgente e necessario.
Nunzia Penelope



























