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Il Diario del Lavoro

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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale

Commissione Lavoro, previdenza sociale

22 Ottobre 2009
in Senato

(Dal Resoconto Sommario)
241a Seduta (pomeridiana)


Presidenza del Presidente
ZANOLETTI


Interviene il ministro del lavoro e delle politiche sociali Maroni.

La seduta inizia alle ore 15,10.


IN SEDE REFERENTE

(2058) Delega al Governo in materia previdenziale, misure di sostegno alla previdenza complementare e all’ occupazione stabile e riordino degli enti di previdenza e assistenza obbligatoria, approvato dalla Camera dei deputati
(421) MAGNALBO’. – Modifiche e integrazioni all’ articolo 71 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in materia di totalizzazione dei periodi di iscrizione e contribuzione
(1393) VANZO ed altri. – Abrogazione delle disposizioni concernenti il divieto di cumulo tra redditi di pensione e redditi di lavoro autonomo
– e petizioni nn. 66, 84, 200, 255, 393, 574, 582, 583 e 634 ad essi attinenti
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Si riprende l’esame congiunto sospeso nella seduta del 24 marzo scorso.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U), intervenendo sull’ordine dei lavori, ricorda che il 26 marzo si è tenuto lo sciopero generale indetto dalle confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL: chiede pertanto al Ministro se, dopo tale importante scadenza, il Governo non ritenga opportuno pervenire in tempi brevi ad una convocazione delle organizzazioni sindacali, per aprire una nuova fase di consultazione sulle tematiche economico-sociali e previdenziali.

Il ministro MARONI fa presente che la prevista convocazione delle parti sociali sarà comunque incentrata su tematiche diverse rispetto a quelle oggetto del disegno di legge n. 2058, all’esame della Commissione.

Il PRESIDENTE avverte che si procederà alla votazione degli emendamenti e sub-emendamenti all’articolo 1 sui quali, nella precedente seduta, hanno espresso il loro parere il relatore e il rappresentante del Governo.

Dopo che il senatore BATTAFARANO (DS-U) ha dichiarato preliminarmente di fare propri, per la odierna seduta, al fine di evitarne la dichiarazione di decadenza per assenza dei proponenti, tutti gli emendamenti sottoscritti dai senatori Malabarba e Pagliarulo, impossibilitati ad essere presenti, gli emendamenti 1.42 e 1.7, entrambi soppressivi dell’articolo 1, sono posti congiuntamente ai voti e respinti.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/74, evidenziando preliminarmente che, nel testo normativo all’esame della Commissione, la commistione tra parti con valenza immediatamente prescrittiva e norme di delega costituisce un fattore di confusione e non favorisce certo la comprensibilità dell’articolato.
L’articolo 1-bis dell’emendamento governativo 1.0.1 – prosegue l’oratore – non è idoneo a fornire adeguate garanzie in ordine ai diritti acquisiti dei lavoratori che abbiano maturato il diritto al pensionamento entro il 31 dicembre 2007, in quanto la disposizione normativa in questione potrebbe essere abrogata da un successivo provvedimento legislativo.

Successivamente, posti congiuntamente ai voti, vengono respinti i sub-emendamenti 1.0.1/120, 1.0.1/74, 1.0.1/3 e 1.0.1/35, tutti soppressivi dell’articolo 1-bis, di cui all’emendamento 1.0.1 del Governo.

Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti i sub-emendamenti 1.0.1/8, 1.0.1/10, 1.0.1/7, 1.0.1/9 1.0.1/11, 1.0.1/13, 1.0.1/15, 1.0.1/16, 1.0.1/17, 1.0.1/18, 1.0.1/19, 1.0.1/20, 1.0.1/62, 1.0.1/63, 1.0.1/114 e 1.0.1/78.

Con separate votazioni, la Commissione accoglie quindi i sub-emendamenti 1.0.1/55 e 1.0.1/54.

Il PRESIDENTE ricorda che nella precedente seduta il rappresentante del Governo si era riservato di esprimere in fase successiva il proprio parere sul sub-emendamento 1.0.1/53.

Dopo che il ministro MARONI ha espresso il parere favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/53, lo stesso, posto ai voti, viene accolto dalla Commissione.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/75, evidenziando che l’avverbio ‘liberamente’ contenuto al comma 3 dell’articolo 1-bis, – introdotto con l’emendamento governativo 1.0.1 – risulta del tutto superfluo e ridondante.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/121, sottolineando che le forze politiche di maggioranza – strenue sostenitrici, nella passata legislatura, delle ragioni della semplificazione e della chiarezza normativa -, introducono ora nel testo all’esame un termine assolutamente pletorico.

Posti congiuntamente ai voti, in quanto identici, vengono respinti i sub-emendamenti 1.0.1/75 e 1.0.1/121.

Successivamente, posti congiuntamente ai voti, vengono respinti i sub-emendamenti 1.0.1/76 e 1.0.1/122, anch’essi di identico tenore.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/77, evidenziando che l’articolo 1-ter, contenuto nell’emendamento governativo 1.0.1, altera l’impostazione di fondo della legge n. 335 del 1995, e incide altresì su diritti acquisiti dei lavoratori, in modo del tutto insostenibile sul piano sociale.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il proprio voto favorevole sui sub-emendamenti soppressivi dell’articolo 1-ter, contenuto nell’emendamento governativo 1.0.1, sottolineando che quest’ultimo, nell’innalzare i requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso al pensionamento – per un lasso di tempo suscettibile di giungere fino a circa sei anni, considerati anche gli effetti del dimezzamento delle cosiddette ‘finestre’, prefigurato nel sub-emendamento governativo 1.0.1/1000 – stravolge l’impostazione di fondo sottesa alla legge n. 335 del 1995, incentrata su principio della flessibilità dell’età del pensionamento.

Posti congiuntamente ai voti, vengono respinti i sub-emendamenti 1.0.1/77, 1.0.1/123, 1.0.1/22 e 1.0.1/38, tutti soppressivi dell’articolo 1-ter, di cui all’emendamento governativo 1.0.1.

Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti i sub-emendamenti 1.0.1/37 e 1.0.1/36.

Posti congiuntamente ai voti, vengono poi respinti i sub-emendamenti 1.0.1/81 e 1.0.1/124, entrambi soppressivi del comma 1 dell’articolo 1-ter; posti separatamente ai voti, sono altresì respinti i sub-emendamento 1.0.1/39 e 1.0.1/1000/2.

Il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/65, che, a garanzia della sostenibilità finanziaria e dell’equità del sistema pensionistico obbligatorio, prevede una rideterminazione su base quinquennale del coefficiente di trasformazione di cui all’articolo 1, comma 6, della legge n. 335 del 1995, sulla base dei parametri costituiti dall’andamento effettivo del tasso di variazione del prodotto interno lordo rispetto alle dinamiche dei redditi soggetti a contribuzione, nonché dall’aspettativa media di vita della popolazione. In tal modo, è possibile infatti pervenire ad un innalzamento dell’età media di pensionamento su base volontaria.

Posto ai voti, il sub-emendamento 1.0.1/65 viene respinto.

Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti i sub-emendamenti 1.0.1/66 e 1.0.1/67.

Vengono poi dichiarati decaduti, stante l’assenza del proponente, i sub-emendamenti 1.0.1/118 e 1.0.1/116.

Successivamente, posto ai voti, viene respinto il sub-emendamento 1.0.1/1000/48.

La senatrice PILONI (DS-U) preannuncia, a nome del gruppo politico di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/1000/8, evidenziando che la finalità di stabilizzare la spesa previdenziale attraverso le misure all’esame, enunciata nell’alinea dell’articolo 1-ter del sub-emendamento governativo 1.0.1/1000, è in palese contraddizione rispetto alle intenzioni effettive dell’Esecutivo, che, mosso da una logica meramente di cassa, intende pervenire, con l’approvazione del disegno di legge n. 2058, ad una riduzione del debito pubblico.
Anche alla luce delle risultanze della relazione tecnica di accompagnamento del sub-emendamento governativo 1.0.1/1000, appare infatti plausibile la tesi in base alla quale la riduzione della pressione fiscale, più volte prospettata dal Presidente del Consiglio e posta al centro del programma del Governo in carica, verrà compensata attraverso un’iniqua riduzione della spesa previdenziale, operata attraverso l’elevazione dei requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso al pensionamento.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia, a nome del gruppo politico di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/1000/8, osservando che l’elevazione dei requisiti anagrafici e contributivi prefigurata dall’Esecutivo reca un rilevante pregiudizio esclusivamente ai lavoratori dipendenti, e soprattutto alle lavoratrici e ai lavoratori precoci.
Il testo normativo in esame, inoltre, non chiarisce se la verifica prevista per il 2013 abbia carattere aggiuntivo o sostitutivo di quella prefigurata per il 2005 dalla legge n. 335 del 1995; su tale questione, occorrerebbe un pronunciamento definitivo da parte del Governo.

Posti congiuntamente ai voti, vengono respinti i sub-emendamenti 1.0.1/1000/3 e 1.0.1/1000/8, entrambi soppressivi del comma 1 dell’articolo 1-ter.

Il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/1000/69, che individua nell’andamento effettivo del tasso di variazione del PIL, rispetto alle dinamiche dei redditi soggetti a contribuzione nonché nell’aspettativa media di vita i parametri in base ai quali deve essere effettuata la revisione dei coefficienti di trasformazione per il calcolo degli importi pensionistici, a seguito della verifica prevista dalla legge n. 335 del 1995 per il 2005.
Ai commi 1-bis e 1-ter del sub-emendamento in votazione vengono attribuite ai lavoratori ragionevoli ed equilibrate facoltà di opzione, in ambito previdenziale, mentre al comma 1-quater vengono delineate discipline speciali per talune categorie.
Nonostante l’enfasi posta da taluni esponenti dell’Esecutivo e della maggioranza sulla improcrastinabilità di un intervento di riforma per salvaguardare soprattutto i diritti delle giovani generazioni, in realtà l’impostazione di fondo della disciplina all’esame risulta incompatibile con tale finalità, poiché persegue esclusivamente un obiettivo di riduzione della spesa.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/1000/69.

Posto ai voti, il sub-emendamento 1.0.1/1000/69 viene respinto.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia il voto favorevole della sua parte politica sul sub-emendamento 1.0.1/1000/12: la disposizione soppressiva contenuta nello stesso è finalizzata infatti a rendere più chiare e più veritiere le enunciazioni circa le finalità dell’intervento di riforma, contenute nell’alinea del comma 1 dell’articolo 1-ter, considerato che la sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale viene già adeguatamente garantita per effetto delle misure adottate a tal fine nel corso degli anni Novanta, e che le stime dell’Esecutivo relative alla cosiddetta ‘gobba previdenziale’ risultano del tutto incongrue e strumentali.

Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti i sub-emendamenti 1.0.1/1000/12 e 1.0.1/1000/13. Il sub-emendamento 1.0.1/1000/47 viene dichiarato decaduto per l’assenza del proponente.

Successivamente, il senatore FABBRI fa proprio il sub-emendamento 1.0.1/1000/46, che, posto ai voti, viene respinto.

Posti congiuntamente ai voti, vengono poi respinti i sub-emendamenti 1.0.1/1000/40 e 1.0.1/86.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/1000/49, chiedendo altresì al Ministro Maroni di chiarire se la verifica prevista dalla legge n. 335 del 1995 per il 2005, finalizzata alla revisione dei coefficienti di trasformazione, sia da considerarsi abrogata dalla disciplina introdotta dal Governo in relazione al disegno di legge in titolo, o se viceversa la stessa si aggiunga alla verifica prevista, nell’ambito del sub-emendamento governativo 1.0.1/1000, per il 2013.

Il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U) preannuncia, anche a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole al sub-emendamento 1.0.1/1000/49, precisando preliminarmente che l’atteggiamento assunto dai gruppi politici dell’opposizione durante l’iter procedurale in questione non è mai stato orientato in una prospettiva ostruzionistica. L’attenzione riservata al destino della verifica prevista del 2005 non ha pertanto un significato strumentale, ma investe una questione centrale del dibattito in corso: data l’imminenza di tale scadenza, sarebbe stato preferibile infatti attendere le risultanze della stessa, prima di mettere mano ad un discutibile riassetto del sistema previdenziale, che altera ingiustificatamente l’impostazione del riordino attuato nel corso degli anni Novanta.
In realtà, le scelte assunte dall’Esecutivo lasciano intravedere l’ intenzione di aggiungere surrettiziamente gli interventi di modifica dei coefficienti di trasformazione, conseguenti alla verifica del 2005, a quelli volti all’ elevazione dei requisiti anagrafici e contributivi, i quali , tra l’altro, costituiscono l’oggetto della verifica prevista per il 2013. E’ opportuno che il Governo chiarisca i propri intendimenti in relazione a tale profilo.

Il ministro MARONI conferma quanto da lui affermato in proposito, in una precedente seduta della Commission: ad avviso del Governo, la verifica prevista per il 2013 assorbe quella del 2005, contemplata dalla legge n. 335 del 1995.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia, anche a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/1000/9, sottolineando i rilevanti costi sociali della riforma in questione, soprattutto per le lavoratrici.

Posti congiuntamente ai voti, vengono respinti i sub-emendamenti 1.0.1/1000/49 e 1.0.1/1000/9.

Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti i sub-emendamenti 1.0.1/1000/50, 1.0.1/1000/35 e 1.0.1/1000/85.

La senatrice PILONI (DS-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/1000/71, evidenziando che il progetto di riforma all’esame comporta una sostanziale eliminazione della pensione di anzianità per le lavoratrici, che, qualora fosse accolta la proposta del Governo, subirebbero un innalzamento dei requisiti anagrafici per il pensionamento tale da farli coincidere con quelli necessari per la pensione di vecchiaia.
Peraltro le lavoratrici difficilmente riescono a maturare i requisiti di anzianità contributiva di quaranta anni previsti dal sub-emendamento governativo 1.0.1/1000 in alternativa al requisito anagrafico di sessanta anni, in quanto, come emerge anche da un recente studio del CNEL, la vita lavorativa delle donne è fortemente condizionata dagli impegni familiari: per una larga percentuale di lavoratrici ciò implica un tardivo inizio dell’attività lavorativa e frequenti interruzioni della stessa, con conseguente oggettiva difficoltà a raggiungere prima dell’età di sessanta anni la soglia di anzianità contributiva di quaranta anni.

Posto ai voti il sub-emendamento 1.0.1/1000/71 viene respinto.

Il senatore VIVIANI (DS-U) preannuncia il voto della sua parte politica a favore del sub-emendamento 1.0.1/1000/51, atteso che la disciplina di cui all’articolo 1-ter del sub-emendamento governativo 1.0.1/1000 risulta incompatibile con i moduli lavorativi flessibili introdotti dalla legge n. 30 del 2003, rendendo altresì particolarmente difficile l’esercizio da parte dei lavoratori del diritto alla sicurezza sociale, costituzionalmente garantito.

Successivamente, posti congiuntamente ai voti, vengono respinti i sub-emendamenti 1.0.1/1000/51 e 1.0.1/1000/10.

Posto ai voti, viene poi respinto il sub-emendamento 1.0.1/1000/11.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/1000/14, che è volto a ridurre gli effetti pregiudizievoli conseguenti all’intervento di riforma all’esame, escludendo dall’ambito di applicabilità dello stesso le lavoratrici e i lavoratori cosiddetti precoci.

La senatrice PILONI (DS-U) preannuncia che i senatori del gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo voteranno a favore del sub-emendamento 1.0.1/1000/14, precisando che la disciplina prospettata dal Governo risulta fortemente pregiudizievole per le donne, nonché per i lavoratori precoci.

Posto ai voti, il sub-emendamento 1.0.1/1000/14 viene respinto.

Successivamente, posti congiuntamente ai voti, vengono respinti i sub-emendamenti 1.0.1/1000/38 e 1.0.1/84.

Il PRESIDENTE ricorda che il relatore e il rappresentante del Governo si erano riservati nella precedente seduta di esprimere in fase successiva il proprio parere sui sub-emendamenti 1.0.1/1000/37 e 1.0.1/83.

Il relatore alla Commissione MORRA (FI) esprime parere contrario sui sub-emendamenti 1.0.1/1000/37 e 1.0.1/83, che introducono misure particolarmente onerose sul piano economico-finanziario, e contengono disposizioni di copertura incompatibili con le linee di politica economica perseguita dalla coalizione governativa.

Il ministro MARONI dichiara di conformarsi al parere espresso dal relatore.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) si duole per il parere contrario espresso dal relatore e dal Ministro, preannunciando a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/1000/37.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U) preannuncia il voto favorevole della sua parte politica sul sub-emendamento 1.0.1/1000/37, valutando congrua e logica la disciplina contemplata nell’ambito dello stesso e facendo altresì presente che il Governo, ove condivida la proposta di modifica avanzata, ha sempre la facoltà di individuare forme di copertura diverse.

Il senatore TREU (Mar-DL-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/1000/37, sottolineando che la disciplina contenuta nello stesso risulta compatibile con la logica complessiva del sistema previdenziale, alla stregua delle normative attualmente vigenti.

Posti congiuntamente ai voti, vengono respinti i sub-emendamenti 1.0.1/1000/37 e 1.0.1/83.

Successivamente, con votazione congiunta, vengono respinti i sub-emendamenti 1.0.1/1000/39 e 1.0.1/85.

Posti congiuntamente ai voti, vengono poi respinti i sub-emendamenti 1.0.1/1000/52 e 1.0.1/1000/15, entrambi soppressivi della lettera b) del comma 1, di cui al sub-emendamento governativo 1.0.1/1000.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U) preannuncia a nome del gruppo parlamentare di appartenenza,il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/1000/53, sottolineando che la disciplina contemplata al comma 1, lettera b) dell’articolo 1-ter risente di una impostazione di tipo dirigista, in palese contrasto con i principi liberisti e liberali ai quali l’attuale maggioranza dichiara di ispirarsi.

Posto ai voti, viene respinto il sub-emendamento 1.0.1/1000/53.

Il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U) preannuncia, a nome della sua parte politica, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/73, che è volto ad escludere espressamente i lavoratori destinatari di trattamenti di mobilità lunga dall’incremento dei requisiti anagrafici e contributivi per il pensionamento, in modo tale da eliminare qualsivoglia dubbio interpretativo in ordine a tale profilo.

Il ministro MARONI precisa che tale categoria di lavoratori risulta già esclusa dall’ambito di applicabilità della disciplina in questione.

Posto ai voti, il sub-emendamento 1.0.1/73 viene respinto.

Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti i sub-emendamenti 1.0.1/1000/72 e 1.0.1/1000/54.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/1000/16.

Posto ai voti, il sub-emendamento 1.0.1/1000/16 viene respinto.

Successivamente con separate votazioni la Commissione respinge i sub-emendamento 1.0.1/1000/17, 1.0.1/1000/36 e 1.0.1/80.

La senatrice PILONI (DS-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole al sub-emendamento 1.0.1/1000/18, sottolineando l’incongruità della disciplina contemplata alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 1-ter, in relazione alle cosiddette ‘finestre’, la disciplina delle quali viene inopportunamente estesa anche ai lavoratori che hanno raggiunto l’anzianità contributiva di quaranta anni.

Posto ai voti, il sub-emendamento 1.0.1/1000/18 viene respinto.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U) fa presente che il gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo voterà a favore del sub-emendamento 1.0.1/1000/55, atteso che attraverso il dimezzamento delle ‘finestre’ si produce un effetto di ulteriore innalzamento dei requisiti anagrafici di pensionamento.

Posto ai voti, il sub-emendamento 1.0.1/1000/55 viene respinto.

Successivamente viene respinto il sub-emendamento 1.0.1/1000/20.

Dopo che il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U) ha preannunciato il voto favorevole, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, in ordine al sub-emendamento 1.0.1/1000/84, lo stesso , posto ai voti, viene respinto.

Successivamente, posto i voti, viene respinto il sub-emendamento 1.0.1/1000/22.

Posti congiuntamente ai voti, vengono poi respinti i sub-emendamenti 1.0.1/1000/21 e 1.0.1/1000/56, e, con successiva votazione, viene respinto il sub-emendamento 1.0.1/1000/57.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/1000/23, sottolineando la necessità di ampliare le tutele per le categorie di lavoratori discontinui di cui alla lettera d) dell’articolo 1-ter.

Posti congiuntamente ai voti, vengono respinti i sub-emendamenti 1.0.1/1000/58 e 1.0.1/1000/23.

Il senatore TREU (Mar-DL-U) preannuncia che i senatori del gruppo della Margherita-DL-l’Ulivo voteranno a favore del sub-emendamento 1.0.1/1000/74, che esclude opportunamente dall’ambito di applicabilità della disciplina di riforma all’esame i lavoratori collocati in mobilità, quelli destinatari di fondi di solidarietà di settore ed infine i prosecutori volontari di contribuzione finalizzata al conseguimento della pensione di anzianità.

Posti ai voti, viene respinto il sub-emendamento 1.0.1/1000/74.

Dopo che la senatrice PILONI (DS-U) ha preannunciato, a nome del gruppo di appartenenza, il voto favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/1000/73, relativo ai lavoratori precoci, lo stesso, posto ai voti, viene respinto.

Il senatore TREU (Mar-DL-U), dopo aver richiamato l’attenzione del Governo sulla tematica dei lavoratori che svolgono attività usuranti, fa presente che i senatori del gruppo Margherita-DL-l’Ulivo voteranno a favore del sub-emendamento 1.0.1/1000/75.

Dopo che il ministro MARONI ha precisato che l’articolo 1-ter già contempla una disciplina speciale per i lavori usuranti, il sub-emendamento 1.0.1/1000/75, posto ai voti, viene respinto.

Il PRESIDENTE ricorda che il relatore e il rappresentante del Governo si sono riservati, nella precedente seduta, l’espressione del parere sul sub-emendamento 1.0.1/1000/44.

Il relatore MORRA (FI) si rimette al Governo per quel che concerne la prima parte del sub-emendamento 1.0.1/1000/44, esprimendo altresì un parere contrario in ordine alla disposizione finanziaria di copertura contenuta nella seconda parte dello stesso.

Il MINISTRO esprime parere favorevole sul sub-emendamento 1.0.1/1000/44, a condizione che lo stesso venga riformulato, in modo tale da eliminare la disposizione di copertura finanziaria contenuta nella seconda parte dello stesso.

Il PRESIDENTE propone di accantonare temporaneamente la votazione sul sub-emendamento 1.0.1/1000/44, come pure sui sub-emendamenti 1.0.1/1000/45, 1.0.1/1000/19, 1.0.1/1000/78, 1.0.1/1000/79 e 1.0.1/1000/76.

La Commissione conviene.

Rispondendo al alcuni quesiti circa le modalità di prosecuzione dell’esame posti dal senatore RIPAMONTI, il quale riterrebbe opportuno non tenere la seduta notturna già convocata per domani, il PRESIDENTE propone di procedere all’espressione dei pareri di relatore e rappresentante del Governo sui restanti emendamenti relativi all’articolo 1 nell’odierna seduta notturna, rinviando alla seduta già convocata per il pomeriggio di domani la valutazione della proposta del senatore Ripamonti.

La Commissione conviene.

Stante l’imminente inizio dei lavori dell’Assemblea, il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

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