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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

22 Ottobre 2009
in Camera

RISOLUZIONI


Giovedì 12 febbraio 2009. – Presidenza del presidente della XII Commissione Giuseppe PALUMBO. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali, Eugenia Maria Roccella.

La seduta comincia alle 10.15.

7-00072 Caparini: Libro Verde sul futuro del modello sociale.

7-00089 Cazzola: Libro Verde sul futuro del modello sociale.

7-00116 Delfino: Libro Verde sul futuro del modello sociale.

7-00118 Damiano: Libro Verde sul futuro del modello sociale.
(Seguito della discussione congiunta e rinvio).

Le Commissioni proseguono la discussione congiunta delle risoluzioni in oggetto, rinviata nella seduta del 5 febbraio 2009.

Cesare DAMIANO (PD) illustra la risoluzione 7-00118, di cui è primo firmatario. Pur dichiarando di considerare apprezzabile l’intenzione del Governo di puntare – attraverso un procedimento di consultazione pubblica – alla costruzione di un nuovo modello sociale, nel quale dovrebbe assumere centralità la persona e la tutela della sua dignità, riscontra una contraddizione tra alcuni condivisibili principi indicati nel Libro Verde e l’azione concreta posta in essere dall’esecutivo. Nel ritenere che la costruzione di un nuovo sistema di welfare non possa prescindere dall’analisi approfondita del nuovo contesto economico di crisi globale che si è andato determinando negli ultimi mesi, fa notare che il Libro Verde sembra delineare uno scenario completamente avulso da tale nuova drammatica realtà, non cogliendone in alcun modo le ragioni e non indicando valide proposte per affrontarla. Fa notare che gli impegni contenuti nel Libro Verde sembrano contraddetti dalla contestuale drastica riduzione del complesso della spesa pubblica per il sistema welfare – ad eccezione di quella pensionistica – in particolar modo in materia di sanità, di politiche sociali, di immigrazione, di sostegno all’occupazione femminile e alla non autosufficienza. Rileva che a fronte di questa quadro di grave crisi economica, che non presenta caratteristiche meramente congiunturali, il Governo ha predisposto misure non solo inadeguate ma persino controproducenti, come l’abolizione totale dell’ICI sulla prima casa e la detassazione sugli straordinari.
Sottolinea quindi come l’esecutivo, inoltre, non abbia ancora provveduto a dare attuazione alla delega prevista dalla legge di attuazione del protocollo del 23 luglio 2007 in materia di riforma organica, in senso universalistico ,degli ammortizzatori sociali, limitandosi a prevedere misure tampone assolutamente insufficienti. In proposito, evidenzia che appare non convincente il ruolo che il Libro Verde sembrerebbe attribuire in materia agli enti bilaterali, vista la forma ancora sperimentale delle esperienze a questi legata, la mancata generalizzazione della loro presenza in ancora molti settori produttivi e la loro carenza nella realtà delle piccole aziende. Sempre in materia di ammortizzatori sociali, fa notare che l’esecutivo ha seguito un comportamento quantomeno contraddittorio, avendo stanziato inizialmente una cifra irrisoria che è stata ridefinita solo recentemente, a fronte di un dato occupazionale ed economico sempre più drammatico. Al riguardo, fa notare che si registrano tuttora dichiarazioni pubbliche rese dai rappresentanti del Governo, che sottolineano la necessità di incrementare le risorse per offrire sostegno al reddito, senza però specificare dove reperirle e in che modo utilizzarle.
Esprime perplessità inoltre sulla parte del Libro Verde connessa al tema della formazione, manifestando preoccupazione che le attività volte ad accrescere le potenzialità professionali dei lavoratori siano relegate alla dimensione aziendale.
Nello stigmatizzare quindi l’operato del Governo in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, fa notare che si è provveduto a depotenziare il contenuto del Testo unico in materia, rinviandone la completa attuazione. A conferma della sottovalutazione del tema della sicurezza da parte dell’esecutivo, cita la proposta emendativa presentata da alcuni esponenti della maggioranza in Senato – nell’ambito dell’esame del cosiddetto decreto-legge «milleproroghe» – al fine di eliminare l’obbligo per le aziende con meno di sedici dipendenti di avere un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, ricordando che solo grazie al contributo dell’opposizione è stato possibile sventare questo tentativo di colpire i diritti dei lavoratori.
In conclusione, chiede che il Governo si impegni ad intraprendere valide politiche in tema di famiglia, lotta alla povertà e alla precarietà, occupazione e politiche sociali.

Luciana PEDOTO (PD), riprendendo alcune delle considerazioni svolte dal ministro Sacconi nel corso della sua audizione sul Libro Verde, osserva che – come ha ricordato l’onorevole Cazzola – il citato documento è stato concepito in un contesto economico e sociale profondamente diverso dall’attuale. Il Libro Verde contiene indubbiamente alcune affermazioni che, in linea di principio, sono condivisibili, ma le politiche attuate dal Governo e le risorse a sostegno di tali politiche non appaiono idonee a tradurre tali affermazioni in interventi concreti. Esprime inoltre forti perplessità sull’impostazione del Libro Verde in materia di salute e sulla scarsa considerazione che esso dedica al ruolo del terzo settore. Al riguardo, ritiene che sarebbe necessario un riordino complessivo della disciplina del terzo settore e una riflessione più approfondita sul tema, mentre nel Libro Verde il ruolo del volontariato viene trascurato. Chiede quindi chiarimenti in ordine alla parte del documento che concerne i medici di medicina generale e ricorda i consistenti tagli operati dal Governo alla spesa sociale e sanitaria. Rileva inoltre che il documento del Governo non è soddisfacente per quanto riguarda il riferimento ai livelli essenziali di assistenza. Anche in tema di famiglia, il Libro Verde non appare adeguato al fine di elevare il livello di sicurezza sociale delle famiglie meno abbienti, limitandosi a misure che, come la tessera per la spesa, assomigliano più a un’elemosina che ad una seria politica di assistenza. In conclusione, auspica che il Governo, correggendo la condotta sin qui tenuta, renda le proprie politiche sociali più coerenti con le affermazioni di principio contenute nel Libro Verde.

Donata LENZI (PD), pur condividendo alcune enunciazioni di principio contenute nel Libro Verde, tese a tracciare le linee guida per una riforma del modello sociale, evidenzia nei fatti un drastico ridimensionamento delle risorse pubbliche operato dal Governo, che mal si concilia con la necessità di finanziare in modo adeguato quel sistema di welfare, ormai sempre più indispensabile in un quadro economico di crisi strutturale.
Fa altresì notare che il disegno di modello sociale che viene presentato non tiene in alcun conto l’esperienza e le responsabilità dei comuni – su cui grava la maggior parte della spesa sociale non pensionistica – che ritiene al contrario fondamentali al fine di creare quel clima di coesione sociale cui mira lo stesso Libro Verde.
Esprime preoccupazione in ordine alla volontà espressa nel documento di ridurre il ruolo dei livelli essenziali di assistenza a mero strumento di confronto, soprattutto in prospettiva del varo della delega al Governo sul federalismo, che sembrerebbe mirare ad un sostanziale ridimensionamento della spesa delle regioni a discapito delle prestazioni sociali nell’ambito dei diversi territori. Sottolinea come il Libro Verde non sembra tener conto di alcuni grandi cambiamenti avvenuti nella società, soprattutto a livello di composizione del nucleo familiare – dove servirebbero politiche attive di sostegno alle famiglie separate e ricostituite, che risultano più esposte alle difficoltà economiche e sociali – e in materia di immigrazione. Nell’evidenziare che sono sempre più numerosi gli immigrati presenti nel nostro territorio che lavorano onestamente e pagano i contributi, rappresentando così una risorsa preziosa per il Paese, ritiene sia doveroso assicurare loro un livello adeguato di servizi sociali.
Rileva infine la necessità di predisporre politiche attive per i giovani – per i quali ritiene sussista un’emergenza a livello educativo, a fronte degli ingenti tagli alla spesa pubblica operati dal Governo in materia scolastica – auspicando un più incisivo impegno in tema di lotta alla povertà, attraverso l’adozione di provvedimenti ben più efficaci della cosiddetta social card di recente introdotta dall’esecutivo.

Giuliano CAZZOLA (PdL), dopo aver ringraziato l’opposizione per il contributo fornito nel corso del dibattito, ribadisce che il Libro Verde è stato predisposto e presentato in un contesto economico sensibilmente diverso dall’attuale, evidenziando che occorre in questa fase far tesoro delle sollecitazioni pervenute dai diversi soggetti intervenuti durante la consultazione pubblica, al fine di tradurle, nel Libro Bianco, in proposte concrete. Ritiene pertanto che in quella sede il Governo possa approntare le risposte più adeguate al nuovo quadro economico delineatosi negli ultimi mesi, affrontando in modo più organico le questioni strutturali indicate nel Libro Verde, come quella legata al problema demografico, che si intreccia inevitabilmente con gli aspetti dell’immigrazione, dell’occupazione, della spesa previdenziale e, più in generale, con l’esigenza di un più complessivo riequilibrio della spesa sociale. Con riferimento alle considerazioni svolte dal collega Damiano, secondo il quale il Governo avrebbe incrementato tardivamente l’ammontare degli stanziamenti in materia di ammortizzatori sociali – in un momento in cui la crisi economica era ormai emersa in tutta la sua evidenza – fa notare che la capacità di modificare con flessibilità i propri orientamenti, adeguandoli a contesti differenti, è da considerare un merito e non un difetto della maggioranza. All’interno della maggioranza, d’altronde, possono emergere – sicuramente in modo isolato, circoscritto e, in taluni casi, poco avveduto – anche posizioni differenti in ordine a talune specifiche questioni, come quella ricordata dal deputato Damiano in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, che ha visto protagonisti alcuni senatori della maggioranza, la cui proposta non ha comunque avuto seguito, grazie all’intervento di autorevoli esponenti del centrodestra.

Luisa BOSSA (PD) ricorda che, nell’Agenda sociale dell’Unione europea, la lotta alla povertà è richiamata come elemento fondamentale per la promozione della coesione sociale. È altresì noto come tale problema, in Italia, sia particolarmente grave nelle regioni meridionali. Nonostante ciò, il Libro Verde non dedica sufficiente attenzione a questa parte del Paese, mentre numerosi interventi del Governo, come la frequente riduzione delle risorse destinate al Fondo per le aree sottoutilizzate, hanno penalizzato proprio il Meridione.

Ivano MIGLIOLI (PD) ritiene che ad una grave crisi economica, che ha determinato un brusco calo della produzione industriale, un aumento della disoccupazione, del ricorso alla Cassa integrazione guadagni, del livello di povertà e delle disuguaglianze sociali, il Governo abbia riposto con provvedimenti del tutto insufficienti, presentando inoltre al Paese un progetto di riforma del modello sociale che sembra far leva soprattutto sul privato e sul ridimensionamento della spesa pubblica. Richiamato l’ingente investimento sostenuto dai Governi dei più grandi Paesi europei nel campo della spesa sociale, sottolinea al contrario l’esiguità degli interventi predisposti dal Governo italiano, soprattutto in materia di ammortizzatori sociali.
Rileva poi una contraddizione tra il Libro Verde, che lascia intravedere un grave ridimensionamento del ruolo dei comuni nella gestione della spesa sociale, e il disegno di legge sul federalismo fiscale, attualmente all’esame della Camera dei deputati, che dovrebbe invece mirare ad una loro valorizzazione.
Nel rivendicare pertanto il ruolo insostituibile dello Stato nell’erogazione dei servizi sociali alla persona – che può essere eventualmente integrato, ma mai sostituito da altre attività di sostegno svolte dal cosiddetto privato sociale, dal volontariato, dagli enti bilaterali o da altri soggetti che operano in regime di mercato – auspica che, in sede di predisposizione del Libro Bianco, il Governo, accettando un ampio confronto con il Parlamento e le istituzioni, possa delineare un modello di welfare più efficiente, equo e aderente all’attuale quadro economico e sociale.

Il sottosegretario Eugenia Maria ROCCELLA osserva che, verosimilmente, nella predisposizione del Libro Bianco sarà necessario aggiornare alcune delle considerazioni contenute nel Libro Verde, in conseguenza del mutato contesto economico e sociale. Peraltro, ricorda che il Libro Verde non rappresenta il programma dell’attuale Governo in ambito sociale e sanitario, quanto piuttosto un documento volto a suscitare un ampio dibattito pubblico e a definirne i contorni.

Giuseppe PALUMBO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 11.

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