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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Senato - Commissione Lavoro,previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro,previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

22 Ottobre 2009
in Senato

49ª Seduta 

Presidenza del Presidente


GIULIANO 


   


La seduta inizia alle ore 14.


IN SEDE CONSULTIVA 


(1315) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale, approvato dalla Camera dei deputati


(Parere alle Commissioni 5a e 6a riunite. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole)  


Prosegue l’esame, sospeso nella seduta di ieri.


Il presidente relatore GIULIANO (PdL), dopo aver ricordato che nella precedente seduta, dopo l’illustrazione del provvedimento, è intervenuta  in discussione generale la senatrice Biondelli,  fa presente che il rappresentante del Governo ha comunicato di essere impossibilitato a intervenire nella seduta odierna.


Il senatore ROILO (PD) sottolinea la gravità della crisi in atto, che non è più unicamente finanziaria, ma riguarda l’economia reale, come testimoniano i dati diffusi dagli uffici studi di Confindustria e della Banca d’Italia, nonché le considerazioni da ultimo rese note dal Consiglio europeo di Bruxelles, tutti concordi nel sottolineare che l’Italia si trova in una condizione di recessione. Anche sulla stampa odierna, la presidente Marcegaglia riferisce di un notevole aumento della disoccupazione e di una forte contrazione della produzione industriale, cui va aggiunta la vera e propria esplosione del ricorso alla Cassa integrazione guadagni. Di fronte ad un quadro economico di tale natura e gravità, l’Esecutivo in carica pone in essere misure tardive ed insufficienti, una tantum, come nell’articolo 1 del decreto-legge in esame, ovvero inadeguate, come quelle disposte dall’articolo 19, e comunque del tutto inaccettabili. L’atteggiamento del Governo di fronte ad una crisi economica ed industriale così pesante si configura pertanto addirittura pericoloso per le ulteriori conseguenze negative che può innescare. Per queste ragioni, la sua parte caldeggia la necessità di una manovra aggiuntiva, pari almeno ad un punto del Pil, e ritiene ineludibile una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali e l’adozione di reale sostegno dei redditi. Su queste misure, egli giudica altresì essenziale che il Governo ricerchi un confronto franco e aperto con l’opposizione e si rapporti correttamente con le associazioni sindacali e con le parti sociali.


Concorda con tali considerazioni la senatrice BLAZINA (PD), che sottolinea l’insufficienza degli interventi disposti dal Governo per ovviare, o almeno attenuare, gli effetti della crisi. Peraltro, i dati ultimamente diffusi dall’Istat sia sul fatturato che sugli ordinativi a suo giudizio dimostrano come si sia appena agli inizi della crisi, di cui si avvertiranno le ripercussioni nel corso del 2009. La situazione del Paese ha dunque i connotati dell’emergenza e richiede perciò interventi energici e non frammentari. L’esigenza di risposte concrete concerne in particolare la necessità di un finanziamento adeguato destinato agli ammortizzatori sociali, anche allo scopo di  ampliare la platea dei fruitori, nonché l’adozione di misure di sostegno alle famiglie. In questo senso, la posizione del suo Gruppo, lungi dal costituire una mera critica all’operato del Governo, intende piuttosto richiamarne l’attenzione sulla gravità della situazione, rispetto alla quale gli interventi disposti nel decreto, pur in parte condivisibili, si rivelano comunque insufficienti. In questo quadro, coglie l’occasione per anticipare che il suo Gruppo ha presentato presso le Commissioni di merito varie proposte di modifica, tra cui una finalizzata a garantire il sostegno all’imprenditoria femminile. Infine esprime forti critiche con riferimento all’articolo 4, comma 2, che modifica la disciplina pensionistica dei periodi di servizio civile nazionale svolti come volontario, rendendoli riscattabili con oneri a carico dell’interessato, rilevando che la modifica penalizza le scelte dei  giovani che si impegnano nel sociale.


La senatrice CARLINO (IdV), premesso che nelle dichiarazioni svolte nella seduta di ieri a proposito del decreto-legge n. 207 ha inteso stigmatizzare le misure riguardanti i lavoratori precari e richiamato che in materia il senatore Belisario ha presentato l’interrogazione 4-00659, riferita alle condizioni di lavoro nelle quali operano i rilevatori Istat, si sofferma sui numerosi punti di criticità che a suo giudizio contiene il provvedimento oggi in esame. In  particolare le critiche si appuntano sull’articolo 1, di cui lamenta l’insufficienza, sull’articolo 2, sull’articolo 4 e soprattutto sull’articolo 19, una norma tampone che elude la reale esigenza di una riforma degli ammortizzatori sociali. Il provvedimento in conversione dà complessivamente luogo a misure frammentarie e del tutto inadeguate, e non può pertanto che registrare la ferma contrarietà del suo Gruppo.


Il senatore TREU (PD), nel riportarsi alle considerazioni già svolte dal sentore Roilo, giudica la situazione al contempo grave e paradossale, atteso che l’assoluta insufficienza delle misure adottate dal Governo risulta da un giudizio unanime delle parti sociali, della Banca d’Italia e della stessa Confindustria. La totale sfasatura degli interventi disposti dal Governo di fronte ad una crisi di dimensioni epocali si palesa così a suo giudizio in tutta la sua gravità. A giustificazione della carenza di misure di efficace contrasto della crisi non giova l’argomento della carenza di risorse, che vanno evidentemente individuate in misura appropriata ed operando delle scelte; non limitandosi, dunque, come ha fatto l’Esecutivo in carica, ad operare dei tagli lineari. La priorità assoluta è peraltro rappresentata dalla riforma degli ammortizzatori sociali, oramai assolutamente indifferibile, e che non può che rivestire carattere strutturale. Su questo punto specifico egli raccomanda che la Commissione invii al Governo un segnale coraggioso, anche per rivendicare orgogliosamente la sua stessa funzione istituzionale.


Il senatore NEROZZI (PD), premesso che il suo Gruppo ha presentato presso le Commissioni di merito alcune proposte di modifica al decreto-legge, che intende riconfermare in vista del successivo esame dell’Assemblea, ribadisce l’inadeguatezza degli interventi in esso contenuti per far fronte ad una crisi economica che appare particolarmente grave ed allarmante, come confermato dai dati diffusi da Confindustria, dalla Banca d’Italia, dalle organizzazioni sindacali e dal Consiglio europeo. In particolare, egli evidenzia che nell’ultimo Bollettino economico della Banca d’Italia si sottolinea che nel terzo trimestre 2008 il Pil è diminuito del 2 per cento, in conseguenza di un forte calo degli investimenti delle imprese, di una flessione delle esportazioni e di una stagnazione dei consumi. A fronte di questa crisi, il Governo ha invece dedicato risorse ad interventi diversi, come l’abolizione dell’Ici, ovvero la questione Alitalia, operando tagli indiscriminati a carattere lineare ed abbandonando la lotta all’evasione ed all’elusione fiscale, che registrano anzi, stando ai dati ultimamente diffusi, un considerevole incremento. Alcune misure disposte dal Governo nel provvedimento in esame, oltre a risultare inefficaci, hanno addirittura i connotati della beffa: tale è il caso delle tanto reclamizzate social card, molte delle quali carenti di credito, ed a proposito delle quali è intenzione del suo Gruppo proporre una interpellanza con carattere di urgenza. Particolari critiche egli rivolge alla disposizione di cui all’articolo 4, comma 2, che riguarda i volontari del servizio civile, laddove prevede l’introduzione di un sistema di contribuzione volontaria in luogo dell’attuale, a carico del fondo nazionale del  servizio civile, rischiando così di disincentivare quei giovani che finora si sono generosamente impegnati nel settore. Particolarmente inadeguate gli appaiono inoltre le misure previste dall’articolo 19 in ordine agli ammortizzatori sociali ed al sostegno ai lavoratori precari. A tale proposito, egli rileva altresì che l’intervento obbligatorio degli enti bilaterali finisce col restringere la stessa platea dei beneficiari, in quanto condiziona all’esistenza di un eventuale accordo di natura privatistica la possibilità di accedere ad una prestazione erogata dalla fiscalità generale. Perplessità gli desta inoltre l’articolo 34, che prevede la proroga delle attività dei lavoratori socialmente utili impegnati presso di istituti scolastici, ma non ricomprende i lavoratori impiegati presso gli enti locali. Complessivamente il provvedimento si presenta inoltre fortemente penalizzante nei confronto delle aree del Mezzogiorno. Per queste ragioni, egli anticipa la presentazione da parte del suo Gruppo di uno schema di parere contrario al provvedimento.


Nessun altro chiedendo di intervenire, il presidente relatore GIULIANO (PdL)  dichiara chiusa la discussione generale, e dà conto di una bozza di parere favorevole da lui predisposta (allegata al resoconto della seduta). Avverte quindi che è pervenuto alla Presidenza uno schema di parere contrario a firma dei senatori Treu ed altri (allegato al resoconto della seduta).


Presente il prescritto numero di senatori, mette quindi ai voti la proposta di parere favorevole da lui stilata, che risulta approvata a maggioranza. Risulta di conseguenza precluso il voto sulla proposta di parere contrario presentata dai senatori Treu ed altri.


   


La seduta termina alle ore 15.


PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE


N. 1315


La 11a Commissione permanente, esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge in titolo, rilevato che esso reca molteplici norme di interesse della Commissione, esprime apprezzamento nei confronti del bonus straordinario concesso per il 2009 ai soggetti residenti, componenti di un nucleo familiare a basso reddito, concesso per i casi di reddito di lavoro dipendente, di pensione e assimilati, di cui all’articolo 1;


fa osservare che l’eventuale sopravvenienza di risorse è destinata dal comma 5-bis dell’articolo 2, inserito nel corso dell’esame dall’altro ramo del Parlamento, ad assegni per il nucleo familiare, prospettando anche un’estensione di tale istituto ai lavoratori autonomi che si siano adeguati agli studi di settore;


con riferimento all’articolo 4:


segnala con favore l’istituzione del Fondo di credito per i nuovi nati, destinato all’attuazione di iniziative, a carattere nazionale, volte a favorire l’accesso al credito delle famiglie aventi un figlio nato o adottato nell’anno di riferimento, di cui ai commi 1 e 1-bis;


nota che il comma 2, il quale modifica la disciplina pensionistica dei periodi di servizio civile nazionale svolti come volontario, attualmente riconosciuti validi ai fini del diritto e della misura della pensione, con oneri a carico del Fondo nazionale per il servizio civile, rendendoli invece, in tutto o in parte, riscattabili su domanda, con oneri a carico dell’interessato, non incoraggia certamente le scelte da parte dei giovani che intendono impegnarsi nel sociale e che pertanto è auspicabile che si eviti di porre a carico degli stessi tale esborso;


sottolinea che i commi 4 e 5 estendono ai dipendenti pubblici la disciplina sulle possibilità di anticipazione del trattamento di fine rapporto prevista per i dipendenti privati;


apprezza la proroga, disposta per il 2009 dall’articolo 5, del regime di agevolazione fiscale per i lavoratori dipendenti del settore privato, concernente le remunerazioni corrisposte in relazione a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e ad altri elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico dell’impresa;


in ordine all’articolo 6:


esprime favore nei confronti della deducibilità ai fini IRES e IRPEF del 10 per cento dell’IRAP, disposta dai commi da 1 a 4, in deroga al principio generale di non deducibilità, stabilito dalla legislazione vigente;


condivide l’estensione alle zone delle Province di Campobasso e Foggia maggiormente colpite dagli eventi sismici del 31 ottobre 2002 dell’applicazione di alcune riduzioni e facoltà di pagamento rateale di tributi e contributi previdenziali (commi 4-bis e 4-ter);


apprezza la portata semplificativa dell’articolo 16-bis, che dispone, al comma 10, che, in tutti i procedimenti in cui sia necessaria la produzione del documento unico di regolarità contributiva, le stazioni appaltanti pubbliche lo acquisiscano d’ufficio e introduce ai commi 11 e 12 semplificazioni per gli adempimenti amministrativi relativi al rapporto di lavoro domestico;


è particolarmente favorevole al comma 1 dell’articolo 17, che introduce norme a carattere fiscale dirette a favorire il rientro in Italia di docenti e ricercatori operanti all’estero;


manifesta consenso riguardo all’istituzione del Fondo sociale per occupazione e formazione (articolo 18), nel quale affluiscono anche le risorse del Fondo per l’occupazione, quelle destinate al finanziamento degli ammortizzatori sociali concessi in deroga alla normativa vigente, le disponibilità riservate in via ordinaria dal CIPE alla formazione, nonché una quota del Fondo aree sottoutilizzate, fermo restando il vincolo di destinare l’85 per cento di quest’ultima quota alle Regioni del Mezzogiorno ed il restante 15 per cento alle Regioni del Centro-Nord;


esprime apprezzamento nei confronti delle misure disposte dall’articolo 19; nello specifico, evidenzia che:


i commi 1 e 1-bis introducono alcuni trattamenti di sostegno del reddito in favore dei lavoratori sospesi per crisi aziendali o occupazionali e che non rientrino nell’àmbito di applicazione degli interventi di integrazione salariale. In particolare, la Commissione sottolinea che, per quanto concerne gli apprendisti, la previsione – limitata, in via sperimentale, al triennio 2009-2011 – concerne anche il caso di licenziamento, ed introduce pertanto una misura di tutela della quale tali lavoratori sono allo stato sprovvisti, fatte salve parziali eccezioni;


il comma 2 dell’articolo 19 introduce, in via sperimentale, per il triennio 2009-2011, un trattamento di sostegno al reddito a favore dei collaboratori in forma coordinata e continuativa operanti in regime di monocommittenza, in caso di fine del rapporto;


il comma 5-bis (introdotto dalla Camera) promuove, anche al fine di assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali, misure intese ad ampliare il numero dei vettori ammessi ad operare sulle rotte nazionali, internazionali ed intercontinentali e ad elevare il numero delle frequenze e delle destinazioni possibili per ciascun vettore;


il successivo comma 7-bis (inserito dalla Camera) reca norme sulla mobilità tra i fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua;


il comma 8 (come modificato dalla Camera) specifica, tra l’altro, che i decreti di concessione degli ammortizzatori sociali in base a norme speciali ed in deroga alla disciplina ordinaria possono differenziare tali trattamenti anche in funzione della compartecipazione finanziaria a livello regionale o locale ovvero in ragione dell’armonizzazione dei trattamenti in deroga con i regimi di tutela introdotti dai precedenti commi 1 e 1-bis; tuttavia, tali differenziazioni devono rispettare il limite massimo di importo dei trattamenti previsto dalla disciplina ordinaria nonché l’uniformità dell’ammontare complessivo di ciascuna delle misure di tutela del reddito di cui ai commi 1 e 1-bis.


Quanto ai commi 9 e da 11 a 17, la Commissione rileva che essi recano, con talune modifiche, gran parte delle disposizioni di cui all’articolo 27 del disegno di legge n. 1167, già approvato dalla Camera dei deputati e che essa sta esaminando in sede referente con la Commissione Affari costituzionali. Si tratta di norme in materia di ammortizzatori sociali, strumenti per il sostegno del reddito dei lavoratori, incentivi per il reimpiego, formazione, nonché di un contributo finanziario per Italia Lavoro Spa, che dispongono proroghe di termini oppure recano misure temporanee, identiche o simili ad altre già disposte per gli anni precedenti il 2009. Occorrerà pertanto tenerne conto nel corso dell’esame del predetto disegno di legge;


esprime consenso nei confronti della disposizione di cui all’articolo 19-bis, inserito dalla Camera dei deputati, che contiene misure destinate a favorire i lavoratori e gli imprenditori giovani;.


concorda sull’opportunità dell’indennizzo mensile disposto dall’articolo 19-ter, anch’esso introdotto dalla Camera, in caso di cessazione definitiva dell’attività, a favore degli esercenti attività commerciali di età superiore a 62 anni (57 per le donne), fino al compimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia;


ritiene altresì opportuna l’ulteriore proroga per il 2009 del finanziamento delle attività volte a favorire la stabilizzazione occupazionale dei soggetti impegnati in lavori socialmente utili presso gli istituti scolastici, disposta dall’articolo 34.


Con queste sottolineature ed evidenziazioni la Commissione, conclusivamente, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.


SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI  TREU, ROILO, ADRAGNA, BIONDELLI, BLAZINA, GHEDINI, ICHINO, NEROZZI, PASSONI SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1315


La 11ª Commissione permanente,


esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge n. 1315, di conversione del decreto-legge n. 185 del 2008, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale;


considerato che:


di fronte alla forte crisi economica a livello internazionale che sta investendo il nostro paese in maniera preoccupante, la politica economica fino ad ora proposta non è intervenuta su nessun aspetto strutturale della crisi in atto, al fine di operare a difesa dei salari, dei posti di lavoro, del rilancio dei consumi;


il Governo ha posto in essere una serie di interventi inadeguati per far fronte ad una crisi economica di tale rilevante gravità, soprattutto in un contesto produttivo imprenditoriale particolarmente allarmante come quello italiano, nell’ambito del quale sono a rischio i posti di lavoro di milioni di dipendenti;


questa situazione, più volte denunciata e criticata dal Partito Democratico, trova triste conferma anche da quanto affermato, a livello nazionale, da Confindustria, dalla Banca d’Italia e dalle organizzazioni sindacali e, a livello internazionale, dal Consiglio europeo di Bruxelles;  


recentemente la Confindustria ha reso noti alcuni dati che configurano il 2009 e il 2010 come due anni di recessione con conseguente crollo dei posti di lavoro: secondo gli stessi dati nell’anno in corso saranno 600 mila i lavoratori che perderanno il posto di lavoro e la disoccupazione salirà al 8,4;


Confindustria ha sottolineato l’insufficienza delle risorse previste dal decreto-legge in esame per il 2009, la necessità di riforme strutturali che portino risparmi e aumentino la credibilità del Paese, nonché misure che stabilizzino i mercati, alimentino il credito, sostengano la domanda e migliorino le condizioni strutturali;


nel Bollettino economico della Banca d’Italia del mese di gennaio 2009 si sottolinea che il PIL dell’Italia, diminuito dell’1,6 per cento in ragione d’anno nel secondo trimestre del 2008, è caduto del 2,0 nel terzo, riflettendo un forte calo degli investimenti delle imprese, una flessione delle esportazioni, una stagnazione dei consumi delle famiglie. Il peggioramento congiunturale si è accentuato negli ultimi mesi del 2008: si stima che nella media del quarto trimestre l’indice della produzione industriale, corretto per il numero di giorni lavorativi e per i fattori stagionali, sia disceso di circa il 6 per cento. La fiducia delle imprese è scesa a livelli minimi nel confronto storico; recenti sondaggi congiunturali prefigurano la prosecuzione della fase di debolezza dell’attività di investimento nell’anno in corso, in un contesto di diffuso pessimismo sulle prospettive della domanda. L’occupazione, in crescita da oltre dieci anni, ha subito una battuta d’arresto nel terzo trimestre dell’anno scorso; si è intensificato nello scorcio del 2008 il ricorso alla Cassa integrazione guadagni.


il Consiglio europeo di Bruxelles dell’11 e 12 dicembre 2008 ha confermato, considerata  l’ampiezza della crisi, la necessità di uno sforzo maggiore e coordinato, nell’ambito di un approccio comune fondato sulle seguenti linee direttrici: a) le misure di sostegno alla domanda devono puntare a un effetto immediato, essere limitate nel tempo e mirate ai settori maggiormente colpiti e più importanti rispetto alla struttura dell’economia; b) in funzione della situazione nazionale, queste misure possono rivestire la forma di un aumento della spesa pubblica, di riduzioni ragionevoli della pressione fiscale, di una diminuzione degli oneri sociali, di sostegni a talune categorie d’imprese o di aiuti diretti alle famiglie, soprattutto le più vulnerabili;


alcuni paesi europei hanno stanziato ingenti risorse a sostegno di settori strategici per il proprio sviluppo economico ed ambientale, prevedendo una riduzione della pressione fiscale a vantaggio di imprese, lavoratori e famiglie, nonché interventi in favore della scuola e della ricerca scientifica;


considerato, in particolare; che:


le misure previste dall’articolo 1 del provvedimento relative al bonus straordinario per famiglie, lavoratori pensionati e non autosufficienza si configurano come interventi una tantum, assolutamente insufficienti e concessi con modalità inadeguate, che non hanno carattere universale, poiché basate unicamente sul rispetto dell’ordine cronologico di presentazione delle domande, con la conseguenza di escludere una vasta platea di soggetti. Inoltre, non è previsto l’accesso al beneficio di cui all’articolo in oggetto ai titolari di partita IVA, pur con limiti di reddito previsti dalla norma in questione;


basti pensare che il dipendente o pensionato che è anche titolare di redditi di fabbricati per uno o più immobili in affitto per una ammontare superiore a 2.500 euro, è escluso dal bonus. Al contrario non è escluso dal bonus il dipendente o pensionato il cui reddito complessivo al nucleo familiare rientra tra i limiti previsti dalla norma, che è anche titolare di un piccolo terreno, per il quale ricava poco più di 2.000 euro l’anno e dichiara come reddito domenicale e agrario l’importo di 250 euro;


la concessione di questo beneficio economico alle famiglie è subordinato alla presenza di criteri e requisiti troppo stringenti e contraddittori, sia con riferimento alla misura del reddito che alla composizione del nucleo familiare;


nella prospettiva di uno sviluppo della crescita, sarebbe stato auspicabile, come richiesto più volte da tutte le forze sociali, sindacati e imprenditori, un intervento diretto a sostegno dei salari e delle pensioni e interventi strutturali, e non disposizioni che sono largamente insufficienti e che trasformano l’assistenzialismo in “intervento per i poveri”;


particolarmente delicata è la previsione di cui all’articolo 4, comma 2 (Fondo per il credito per i nuovi nati e disposizione per i volontari del servizio civile nazionale), che riguarda i volontari del servizio civile, laddove prevede dal 1o gennaio 2009 l’introduzione di un sistema di contribuzione volontaria in luogo dell’attuale a carico del Fondo nazionale Servizio Civile, cosa che rischia di creare un disincentivo per i giovani che intendono svolgere il servizio civile;


tale disposizione rischia di introdurre una disparità di trattamento previdenziale tra coloro che svolgono il servizio civile e coloro che svolgono il servizio militare: sarebbe pertanto  necessario evitare di prevedere esborsi a carico dell’obiettore al fine di incentivando lo svolgimento di un servizio essenziale per gli stessi enti locali ed un’attività volontaria di grande rilevanza sociale;


l’articolo 5 (Detassazione contratti di produttività) proroga per l’anno 2009 il regime di agevolazione fiscale per i lavoratori dipendenti del settore privato per quanto riguarda i premi di produttività. Una misura che risulta del tutto estemporanea e asincrona, dato che il deteriorarsi delle condizioni macroeconomiche indurrà le imprese a un minor ricorso di straordinari e premi;


l’articolo 18 (Ferma la distribuzione territoriale, riassegnazione delle risorse per formazione ed occupazione e per interventi infrastrutturali) ridisegna gli interventi di natura economica finalizzando le risorse del Fas, il Fondo per le aree sottoutilizzate che vengono indirizzate verso tre Fondi, appositamente costituiti, il Fondo sociale per occupazione e formazione, il Fondo infrastrutture ed il Fondo per la competitività e lo sviluppo. Nel primo Fondo affluiscono anche le risorse del Fondo per l’occupazione, nonché qualsiasi altra risorsa destinata al finanziamento degli ammortizzatori sociali concessi in deroga alla normativa vigente e quelle destinate in via ordinaria alla formazione. In particolare il comma 2 dispone che le risorse di tale fondo sono destinate in via prioritaria per attività di apprendimento, svolta in base a libere convenzioni volontariamente sottoscritte anche con università e scuole pubbliche, e per il sostegno al reddito. Tale finalizzazione prioritaria all’apprendimento, risulta riduttiva, dato che le risorse del Fondo sono attualmente destinate per un complesso di strumenti di varia natura;


appaiono inadeguati e insufficienti i fondi stanziati per finanziare gli strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione dal lavoro o di disoccupazione previsti dall’articolo 19 (Potenziamento ed estensione degli strumenti di tutela del reddito in caso di sospensione dal lavoro o di disoccupazione, nonché disciplina per la concessione degli ammortizzatori in deroga), erroneamente riferiti, peraltro, alla categoria di collaboratori coordinati e continuativi, laddove la normativa introdotta con la cosiddetta «legge Biagi» è intervenuta a disciplinare il «lavoro a progetto». Gli stanziamenti previsti e la platea alla quale si riferiscono i benefici appaiono sottostimati e totalmente inadeguati a far fronte alla grave crisi economica ed occupazionale che investirà il nostro paese nei prossimi due anni; secondo recenti stime i lavoratori atipici sarebbero arrivati complessivamente a quota 3 milioni, per molti dei quali il contratto nel 2009 non verrà rinnovato; si tratta di una vera e propria emergenza nazionale che deve essere affrontata con risorse appropriate e strumenti validi ed efficaci, come una vera riforma organica degli ammortizzatori sociali;


l’erogazione di una somma pari al 10 per cento del reddito percepito l’anno precedente è del tutto insufficiente a garantire un minimo di sussistenza per i lavoratori in questione;


tale condizione può dar luogo a pesanti discriminazioni, in grado di escludere una parte sostanziale di lavoratori precari, dal momento che la valutazione dei settori in crisi è rimessa ad una discrezionalità troppo ampia, che può essere esercitata da soggetti non meglio identificati. Il Governo ha risposto con un intervento modesto e improvvisato al clima di protesta e di sfiducia diffusosi negli ultimi tempi nell’opinione pubblica, a seguito dei ripetuti tagli alla spesa operati con gli ultimi provvedimenti a svantaggio dei lavoratori precari.


fra l’altro con una modifica introdotta alla Camera con un emendamento dei relatori si prevede il rinvio ad un decreto per decidere le modalità di utilizzo delle risorse del fondo sociale per la formazione e l’occupazione per le diverse tipologie di rapporti di lavoro, in coerenza con gli indirizzi assunti in sede europea, rinviando così a data da destinarsi l’utilizzo degli  ammortizzatori;


l’intervento obbligatorio degli enti bilaterali, con una partecipazione pari al 20 per cento dell’erogazione prevista, determina un inaccettabile restringimento della platea dei beneficiari, dato che l’assenza dei degli enti citati provocherà l’impossibilità per i lavoratori interessati di percepire il sussidio. Tale previsione, così come formulata, condiziona all’esistenza di un eventuale accordo di natura privata la possibilità di accedere ad una prestazione erogata dalla fiscalità generale. Il ricorso alla cassa integrazione, peraltro, secondo le ultime stime, per il settore industriale ed edile, nel mese di dicembre 2008, è aumentata del 110,28 per cento, un’impennata dovuta al ricorso alla cassa integrazione ordinaria;


l’articolo 34 (LSU Scuola) prevedendo la proroga delle attività per i lavoratori socialmente utili impegnati presso gli istituti scolastici non ricomprende i lavoratori impiegati presso gli enti locali;


ciò che sarebbe necessario sarebbe un provvedimento che salvaguardi il percorso di risanamento puntando a sostenere il Pil. È la crescita la via per la sostenibilità della finanza pubblica. A tal fine occorrerebbe prevedere l’ampliamento degli ammortizzatori sociali;  l’innalzamento delle detrazioni sui redditi da lavoro dipendente, autonomo e da pensione per un importo medio di 500 euro e l’introduzione della dote fiscale per i figli; il sostegno delle imprese; il parziale ripristino delle risorse sottratte agli investimenti nel Mezzogiorno; l’allentamento del Patto di stabilità interno per interventi emergenziali di carattere sociale e per spese in conto capitale, così da consentire agli enti locali di completare le opere avviate e bloccate dalla cosiddetta manovra d’estate (decreto-legge n. 112 del 2008);


per far fronte a questa crisi drammatica è indispensabile prevedere una manovra aggiuntiva che salvaguardi il percorso di risanamento puntando a sostenere il Pil. È la crescita la via per la sostenibilità della finanza pubblica. A tal fine chiediamo occorrerebbe dare corso a proposte strutturali da noi più volte sostenute come: una riforma organica degli ammortizzatori sociali,  l’innalzamento delle detrazioni sui redditi da lavoro dipendente, autonomo e da pensione per un importo medio di 500 euro e l’introduzione della dote fiscale per i figli; il sostegno delle imprese, il parziale ripristino delle risorse sottratte agli investimenti nel Mezzogiorno, nonché l’allentamento del Patto di stabilità interno per interventi emergenziali di carattere sociale e per spese in conto capitale, così da consentire agli enti locali di completare le opere avviate e bloccate dalla cosiddetta manovra d’estate (decreto-legge n. 112 del 2008);


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PARERE CONTRARIO.

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