Si è aperto con un minuto di silenzio per Ullah, Waseem, Amin e Safi, i quattro braccianti bruciati vivi dai caporali dentro un van ad Amendolara, l’ottavo congresso nazionale della Uila Uil. Nella relazione introduttiva della segretaria generale, Enrica Mammucari, il caporalato occupa un posto centrale tra i temi affrontati, caporalato che si insinua nei punti più deboli del sistema e che colpisce i lavoratori più deboli, soprattutto migranti e irregolari
Mammuccari ha sottolineato i risultati ottenuti nel contrasto allo sfruttamento e all’illegalità grazie alla rete del lavoro agricolo di qualità, nata nel 2014, passando per la legge 199, quella contro il caporalato, che quest’anno compie dieci anni. Punti che però da soli non bastano e che necessitano di una maggiore implementazione. Se sotto il profilo della repressione i passi in avanti ci sono stati, ha sottolineato la numero uno della Uila, serve una maggiore cultura della prevenzione e della legalità, serve un potenziamento della rete del lavoro agricolo rafforzando le sezioni territoriali.
Ma ci sono anche altri strumenti che per il sindacato devono essere attuati. Tra questi c’è la banca dati sugli appalti. “Sappiamo bene che tra le forme moderne di caporalato c’è anche il fenomeno delle cosiddette imprese senza terra” ha detto Mammuccari. Questa banca dati “consentirebbe di mettere in trasparenza le aziende regolari estromettendo dagli appalti i banditi che schiavizzano i lavoratori. Una norma dissuasiva che prevede una white list di aziende in possesso dei requisiti per svolgere l’appalto, che introduce inoltre l’obbligo di sottoscrizione di una polizza fideiussoria tutelando i crediti patrimoniali dei lavoratori”.
Uno strumento che, nonostante due anni di confronti, ancora aspetta di essere applicato, così come la Uila si aspetta che, entro giugno, diventi pienamente operativo il Silca, ossia l’interoperabilità delle banche dati di diversi enti, necessario per ispezioni più mirate e chirurgiche e per mettere a terra le misure legate alla condizionalità sociale.
La numero della Uila ha poi toccato la questione della sicurezza lavorativa per chi opera in agricoltura. Con l’estate alle porte e le ondate di caldo la Uila sostiene la “sottoscrizione di protocolli settoriali, in linea con quanto già previsto dal Decreto Ministeriale dello scorso anno, in modo da intervenire con soluzioni organizzative che consentano di tutelare la salute senza il fermo le attività. Questi ammortizzatori, infatti, oltre a garantire una necessaria protezione per i lavoratori rappresentano uno strumento per garantire continuità occupazionale e rinsaldare quel vincolo di fidelizzazione sempre più importante tra i lavoratori e le imprese”
I cambiamenti climatici e la nuova organizzazione del lavoro si intrecciano con i cambiamenti demografici e occupazionali del settore. L’invecchiamento della forza lavoro, la difficoltà nel reperire manodopera e profili qualificati mettono a rischio il futuro della filiera. Per questo la presenza dei lavoratori stranieri è divenuta un fatto strutturale. Per la Uila la strada maestra da seguire è solo una: una vera inclusione da attuare attraverso lo studio della lingua, la formazione professionale, alloggi e trasporti.
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