• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
mercoledì, 8 Aprile 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Meloni, l’underdog dal consenso inossidabile ottenuto rinnegando sé stessa

    Tutti gli indicatori contro Meloni, rischio harakiri per la sinistra

    L’Apocalisse di Pasquetta

    Bomba o non bomba: dalla grande paura alla disfatta di Trump. Ma l’ottimismo è fuori luogo

    Disabilità e comporto: quando la regola uguale per tutti diventa discriminatoria

    Assenze per malattia e licenziamento: perché non basta il “disagio organizzativo” se il comporto non è superato

    L’ “anno molto peggio’” di Meloni, insidie e opportunità per Giorgia

    Il centrodestra ribaltato dopo la vittoria del no. L’unicum di Salvini che rifiuta un ministero e l’azione tranquillizzante di Marina Berlusconi

    L’Apocalisse di Pasquetta

    L’Apocalisse di Pasquetta

    Una premier nella corrente

    La ramazza di Giorgia e il rischio autogol. La comunicazione di Meloni fa cilecca, latita il tocco magico

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    L’evasione fiscale: un fenomeno ancora da interpretare

    Tfs, i sindacati alla resa dei conti: “basta storture a danno dei dipendenti pubblici. Si apra un vero confronto con il governo”

    enel

    Call center Enel, lavoratori a rischio continuità occupazionale: sciopero e presidi in tutta Italia

    Niente fondi pubblici al documentario su Giulio Regeni: la decisione degli esperti diventa un caso politico

    Niente fondi pubblici al documentario su Giulio Regeni: la decisione degli esperti diventa un caso politico

    Energia e petrolio, siglata ipotesi di accordo per rinnovo

    Guerra in Iran, dalla ceramica all’autotrasporto il caro energia preoccupa imprese e sindacati

    Sanità, firmato accordo ponte su contratto Aiop Rsa

    Lavoro domestico, il settore “invisibile”. Blanca (Fisascat): una riforma necessaria per rompere l’isolamento dei più fragili

    I dolori della giovane Giorgia

    Il precedente Renzi e l’ombra sul governo Meloni: quando il consenso si sgretola

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Sintesi della piattaforma per il rinnovo del contratto del credito

    Banche, sindacati: torni l’obbligo di appuntamento per entrare in filiale

    Bancari, i sindacati chiedono 518 euro di aumento e la riduzione dell’orario a 35 ore settimanali

    Il documento conclusivo dell’assemblea generale della Cgil 2026

    Ikea, Tribunale Milano, il licenziamento della lavoratrice madre non è discriminatorio

    Ikea Italia, rinnovato il contratto integrativo aziendale. Coinvolti oltre 7.600 dipendenti

    Il testo dell’ipotesi del rinnovo contratto Istruzione e Ricerca 2025-2027 e le tabelle contrattuali

    I dati Istat sul commercio al dettaglio – Febbraio 2026

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile, di Francesco Zirpoli – L’ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica, di Niccolò Zancan

    Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile, di Francesco Zirpoli – L’ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica, di Niccolò Zancan

    Prepotenti, di Lara Ghiglione. Editrice Futura

    Prepotenti, di Lara Ghiglione. Editrice Futura

    Dal 20 al 22 marzo torna Libri Come: 100 incontri e 300 autori per ragionare sulla Democrazia. Al Festival romano la Medaglia del Quirinale per il valore culturale

    Dal 20 al 22 marzo torna Libri Come: 100 incontri e 300 autori per ragionare sulla Democrazia. Al Festival romano la Medaglia del Quirinale per il valore culturale

    Disintermediare stanca. Democrazia economica, populismo e crisi del collettivo. FrancoAngeli Editore

    Disintermediare stanca. Democrazia economica, populismo e crisi del collettivo. FrancoAngeli Editore

    L’Italia che non arriva a fine mese. Lavoro e salari: una questione di sinistra, a cura di Mimmo Carrieri, Cesare Damiano e Agostino Megale. Edizioni Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

    L’Italia che non arriva a fine mese. Lavoro e salari: una questione di sinistra, a cura di Mimmo Carrieri, Cesare Damiano e Agostino Megale. Edizioni Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

    Natura, cultura e disuguaglianze, di Thomas Piketty. Edizioni La nave di Teseo

    Natura, cultura e disuguaglianze, di Thomas Piketty. Edizioni La nave di Teseo

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Meloni, l’underdog dal consenso inossidabile ottenuto rinnegando sé stessa

    Tutti gli indicatori contro Meloni, rischio harakiri per la sinistra

    L’Apocalisse di Pasquetta

    Bomba o non bomba: dalla grande paura alla disfatta di Trump. Ma l’ottimismo è fuori luogo

    Disabilità e comporto: quando la regola uguale per tutti diventa discriminatoria

    Assenze per malattia e licenziamento: perché non basta il “disagio organizzativo” se il comporto non è superato

    L’ “anno molto peggio’” di Meloni, insidie e opportunità per Giorgia

    Il centrodestra ribaltato dopo la vittoria del no. L’unicum di Salvini che rifiuta un ministero e l’azione tranquillizzante di Marina Berlusconi

    L’Apocalisse di Pasquetta

    L’Apocalisse di Pasquetta

    Una premier nella corrente

    La ramazza di Giorgia e il rischio autogol. La comunicazione di Meloni fa cilecca, latita il tocco magico

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    L’evasione fiscale: un fenomeno ancora da interpretare

    Tfs, i sindacati alla resa dei conti: “basta storture a danno dei dipendenti pubblici. Si apra un vero confronto con il governo”

    enel

    Call center Enel, lavoratori a rischio continuità occupazionale: sciopero e presidi in tutta Italia

    Niente fondi pubblici al documentario su Giulio Regeni: la decisione degli esperti diventa un caso politico

    Niente fondi pubblici al documentario su Giulio Regeni: la decisione degli esperti diventa un caso politico

    Energia e petrolio, siglata ipotesi di accordo per rinnovo

    Guerra in Iran, dalla ceramica all’autotrasporto il caro energia preoccupa imprese e sindacati

    Sanità, firmato accordo ponte su contratto Aiop Rsa

    Lavoro domestico, il settore “invisibile”. Blanca (Fisascat): una riforma necessaria per rompere l’isolamento dei più fragili

    I dolori della giovane Giorgia

    Il precedente Renzi e l’ombra sul governo Meloni: quando il consenso si sgretola

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Sintesi della piattaforma per il rinnovo del contratto del credito

    Banche, sindacati: torni l’obbligo di appuntamento per entrare in filiale

    Bancari, i sindacati chiedono 518 euro di aumento e la riduzione dell’orario a 35 ore settimanali

    Il documento conclusivo dell’assemblea generale della Cgil 2026

    Ikea, Tribunale Milano, il licenziamento della lavoratrice madre non è discriminatorio

    Ikea Italia, rinnovato il contratto integrativo aziendale. Coinvolti oltre 7.600 dipendenti

    Il testo dell’ipotesi del rinnovo contratto Istruzione e Ricerca 2025-2027 e le tabelle contrattuali

    I dati Istat sul commercio al dettaglio – Febbraio 2026

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile, di Francesco Zirpoli – L’ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica, di Niccolò Zancan

    Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile, di Francesco Zirpoli – L’ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica, di Niccolò Zancan

    Prepotenti, di Lara Ghiglione. Editrice Futura

    Prepotenti, di Lara Ghiglione. Editrice Futura

    Dal 20 al 22 marzo torna Libri Come: 100 incontri e 300 autori per ragionare sulla Democrazia. Al Festival romano la Medaglia del Quirinale per il valore culturale

    Dal 20 al 22 marzo torna Libri Come: 100 incontri e 300 autori per ragionare sulla Democrazia. Al Festival romano la Medaglia del Quirinale per il valore culturale

    Disintermediare stanca. Democrazia economica, populismo e crisi del collettivo. FrancoAngeli Editore

    Disintermediare stanca. Democrazia economica, populismo e crisi del collettivo. FrancoAngeli Editore

    L’Italia che non arriva a fine mese. Lavoro e salari: una questione di sinistra, a cura di Mimmo Carrieri, Cesare Damiano e Agostino Megale. Edizioni Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

    L’Italia che non arriva a fine mese. Lavoro e salari: una questione di sinistra, a cura di Mimmo Carrieri, Cesare Damiano e Agostino Megale. Edizioni Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

    Natura, cultura e disuguaglianze, di Thomas Piketty. Edizioni La nave di Teseo

    Natura, cultura e disuguaglianze, di Thomas Piketty. Edizioni La nave di Teseo

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - L'Editoriale - Il precedente Renzi e l’ombra sul governo Meloni: quando il consenso si sgretola

Il precedente Renzi e l’ombra sul governo Meloni: quando il consenso si sgretola

di Massimo Mascini
7 Aprile 2026
in L'Editoriale
I dolori della giovane Giorgia

GIORGIA MELONI

L’errore nel quale rischia di incorrere Giorgia Meloni è lo stesso che causò la caduta del governo di Matteo Renzi. Questi, poco prima di affrontare il referendum costituzionale nel 2016, si accorse improvvisamente di essere restato solo. Con le sue politiche poco accorte, con la fretta di fare piazza pulita di quelli che considerava solo pericolosi ritardatari, con la voglia di spazzare via chi non lo apprezzava, alla fine si rese conto di essersi inimicato intere fette della società civile, che al momento del voto avrebbero volentieri votato contro la sua riforma costituzionale. Come poi fecero. Aveva contro i sindacati, tutti indistintamente i pubblici dipendenti, i piccoli risparmiatori e così via. Troppi nemici in un momento in cui doveva al contrario stringere le falangi alleate.

La Meloni corre adesso lo stesso rischio, come del resto ha provato l’esito del referendum che si è appena tenuto, e sul quale nessuna delle grandi associazioni di impresa si è spesa a favore. Ma poi, basta pensare a cosa sta accadendo tra il suo governo e la Confindustria. La confederazione degli industriali è sempre stata tendenzialmente filogovernativa, per avere una sponda sicura cui fare riferimento, per non crearsi troppi problemi, per una tendenza spiccata al conservatorismo. Fino a quando però gli interessi dei suoi iscritti non vengono messi in pericolo, perché a quel punto ci mette poco a cambiare bandiera. Ed è quello che sta accadendo, come dimostrano i numerosi atti di opposizione che hanno caratterizzato la confederazione di Emanuele Orsini, che peraltro ha trovato accanto a sé tutte le altre grandi confederazioni datoriali, dal commercio alle cooperative, agli artigiani.

L’ultimo episodio, la protesta del mondo della produzione contro il recente decreto fiscale, è esplicito. Il governo ha avanzato un programma di politica industriale chiedendo agli imprenditori di investire e promettendo una serie di benefici fiscali, le imprese hanno effettuato gli investimenti, ma i benefici sono arrivati in misura drasticamente ridotta. Di qui la protesta, anche abbastanza plateale, rientrata poi mercoledi scorso, grazie alla precipitosa marcia indietro dell’esecutivo che ha ripristinato le risorse tagliate, ma è chiaro che si tratta solo di una tregua assai precaria.

Gli industriali, di fatto, sono arrivati a bocciare indistintamente tutta la politica industriale del governo, disertando perfino alcune riunioni convocate al Mimit, non ritenendo il ministro titolare sufficientemente affidabile. Per non parlare delle numerose proteste delle grandi associazioni datoriali, tutte, per i reiterati tentativi del governo di sostenere i contratti pirata contro la contrattazione portata avanti dalle parti sociali maggiormente rappresentative. Anche in questo caso disertando – e stavolta a guidare la rivolta era stata Confcommercio- gli appuntamenti con l’esecutivo, perché allargati anche ad associazioni non rappresentative.

Nel fonte avverso al governo Meloni milita poi certamente la Cgil, che è stata il perno della campagna referendaria. Ma la presidente del Consiglio sbaglia se pensa di affidarsi al sostegno delle altre due grandi confederazioni sindacali. Cisl e Uil non scioperano contro le manovre economiche del governo, ma stanno trattando, accanto alla Cgil, con gli imprenditori per un nuovo grande patto sociale. E sempre assieme Cgil, Cisl e Uil si battono tutti i giorni ai tavoli contrattuali, così come, quest’anno, festeggeranno ancora una volta unite il primo maggio a Marghera, per protestare contro la precarietà.

Ma a questo punto, tolte Confindustria, Confcommercio e tutte le altre confederazioni datoriali, tolto il sindacato, alla Meloni cosa resta come riferimento sicuro oltre a Coldiretti?

E potremmo ricordare anche il caso dei pubblici dipendenti. I contratti nazionali di lavoro che li interessano o non sono stati rinnovati negli ultimi anni o lo sono stati con grande difficoltà e spesso senza la firma della Cgil. Non per partito preso, ma perché le intese prospettate prevedevano quasi sempre aumenti salariali ridotti rispetto all’inflazione, il che avrebbe causato un impoverimento delle retribuzioni. Alcuni sindacati hanno preferito firmarli per far avere comunque degli aumenti retributivi ai lavoratori, ma questi ultimi sanno bene come sono andate le cose e probabilmente non lo dimenticheranno al momento buono.

Insomma, sembra ripetersi lo stesso schema che ha caratterizzato la fine del governo Renzi e non è una buona notizia per Giorgia Meloni. La quale non può certo contare sui giovani. Il dato più interessante giunto dal referendum di due settimane fa (sembra un secolo, tante cose sono successe!) è proprio quello che interessa la generazione Z, i ragazzi nati nel nuovo millennio, che in buona percentuale hanno votato a favore del No. Lo hanno fatto perché sono diversi, e sono diversi anche perché hanno altri riferimenti rispetto al passato, soprattutto non dipendono più dalla televisione per informarsi e acculturarsi, come facevano sostanzialmente le precedenti generazioni. Loro hanno i social, i computer, Instagram, tutto un mondo diverso che li informa di quanto accade a livello internazionale e non condiziona l’informazione come faceva e fanno mamma Rai e le televisioni berlusconiane. Hanno votato in maniera differente da come qualcuno si aspettava e quelli che arriveranno dopo, anche alle prossime elezioni politiche, non si comporteranno diversamente. Forse è stata imboccata una strada nuova, certamente interessante.

Massimo Mascini

Massimo Mascini

Massimo Mascini

Direttore responsabile de Il diario del lavoro

In evidenza

L’evasione fiscale: un fenomeno ancora da interpretare

Tfs, i sindacati alla resa dei conti: “basta storture a danno dei dipendenti pubblici. Si apra un vero confronto con il governo”

8 Aprile 2026
Sanità, sottoscritta la pre-intesa per il contratto di unificazione Anpas-Misericordie

Alla ricerca di un modello concreto di rappresentatività sindacale. La tavola rotonda organizzata da COSTANTINO&partners

8 Aprile 2026
enel

Call center Enel, lavoratori a rischio continuità occupazionale: sciopero e presidi in tutta Italia

8 Aprile 2026
Niente fondi pubblici al documentario su Giulio Regeni: la decisione degli esperti diventa un caso politico

Niente fondi pubblici al documentario su Giulio Regeni: la decisione degli esperti diventa un caso politico

8 Aprile 2026
Smart working: Cgil, positiva la sottoscrizione del protocollo

Smart working e incentivi alle imprese: le novità della nuova legge sulle Pmi

8 Aprile 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi