Secondo la società di ricerche Ihs Markit, il rafforzamento dell’attività economica nell’area euro si conferma più solido del previsto, con l’indice dei responsabili degli approvvigionamenti salito ai massimi da sei anni a questa parte, a 56,8 punti ad aprile. In Italia l’indice è ai massimi da 10 anni a questa parte, anche in questo caso 56,8 punti. In queste indagini i 50 punti solo il limite tra crescita e calo dell’attività.
I dati di aprile sono stati completati con la parte relativa alle aziende del terziario, su cui il realtivo Purchasing managers’ index (indice Pmi) è salito a 56,4 punti, dai 56 di marzo, e a 56,2 punti sui servizi in Italia, dai 52,9 di marzo e toccando il valore più alto da agosto 2007.
Secondo l’economista di Markit Phil Smith dati sulla Penisola “rafforzano i già incoraggianti risultati ottenuti nei primi tre mesi dell’anno. L’espansione ha alimentato una soddisfacente creazione di nuovi posti di lavoro, il che porta a pensare che nei prossimi mesi dovremmo aspettarci un ulteriore calo della disoccupazione.”
Guardando all’intera area euro, il capo economista Chris Williamson stima che i dati corrispondano ad un tasso di crescita del Pil dello 0,7% sul secondo trimestre. “Il quadro incoraggiante potrebbe innalzare le aspettative di crescita economica dell’eurozona nel 2017 da parte di coloro che predicono gli andamenti futuri, e saranno frequenti le ipotesi di una politica sempre più aggressiva da parte della Bce.”



























