Inflazione stabile allo 0,6 per cento annuo a giugno sulla media dei Paesi avanzati dell’Ocse. Una debolezza generale che continua a riflettere i cali dei prezzi dell’energia, legati alla forte flessione del petrolio: a giugno il comparto energetico ha visto i prezzi al meno 9,3 per cento, un calo marginalmente più basso del meno 9,8 per cento di maggio.
Nel frattempo, prosegue l’Ocse con un comunicato, i beni alimentari hanno segnato una dinamica poco mossa con un più 1,5 per cento a fronte del più 1,6 per cento del mese precedente. Al netto di energia e alimentari, l’inflazione dell’area Ocse è rimasta stabile all’1,6 per cento.
La stabilità generale di giugno ha riguardato la maggioranza dei paesi Ocse. I livelli di inflazione più contenuti si sono registrati in Gran Bretagna, crescita a zero, e negli Stati Uniti, più 0,1 per cento. Nell’area euro il caro vita ha segnato una limatura allo 0,2 per cento e in Italia una lieve accelerazione allo 0,2 per cento.
I valori più elevati sono invece quelli di Russia, (15,3%), Brasile (8,9%) e India (6,1%). In Cina infine il caro vita si è attestato all’1,4 per cento a giugno.



























