Si è tenuto oggi l’incontro tra i sindacati e i vertici di InvestCloud per discutere della procedura di licenziamento collettivo avviata dalla multinazionale. Durante il confronto, l’azienda ha smentito che i tagli siano legati all’impatto dell’intelligenza artificiale, parlando invece di una riorganizzazione strategica. Per la Fiom-Cgil, però, la realtà è un’altra: dietro la chiusura di una sede produttiva e in attivo si celerebbe la mera volontà di delocalizzare le attività nonostante un bilancio in salute, con un utile netto che si attesta sui 500mila euro.
Un’operazione che il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, condanna senza mezzi termini: “Siamo di fronte al paradosso della chiusura di un’azienda sana che produce utili. Chi guadagna non può licenziare ledendo la dignità delle persone. L’azienda deve fermarsi e contrattare una soluzione che tuteli i lavoratori e gli interessi del Paese”.
La Fiom-Cgil chiede ora un passo indietro immediato sulla chiusura, richiamando i manager alla propria responsabilità sociale e contrattuale per evitare che un’eccellenza del settore venga smantellata per logiche di puro profitto.
Per il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, i licenziamenti in InvestCloud, siano motivati dall’uso dell’intelligenza artificiale e dalla delocalizzazione, “rappresentano una delle forme più gravi di irresponsabilità sociale nei confronti dei lavoratori e del territorio. Ancora più grave quando riguardano attività che, per loro natura, non richiedono una presenza fisica e quindi possono tranquillamente essere svolte nel nostro territorio”.
La richiesta, dunque, è di ritirare “immediatamente” la procedura di licenziamento collettivo. Ma la stoccata più dura è rivolta a Confindustria, di cui Uliano sottolinea l’atteggiamento “incomprensibile e profondamente deludente” durante l’incontro sindacale, non avendo assunto “le posizioni di netta condanna espresse dal suo vicepresidente nazionale Vincenzo Marinese. L’associazione degli industriali deve assumersi fino in fondo la propria responsabilità sociale, pretendendo lo stesso dalle aziende associate e impedendo il ricorso a licenziamenti sommari come quelli annunciati da Investcloud”.
“Continueremo a incalzare le associazioni imprenditoriali, come già fatto in occasione del rinnovo del contratto, affinché le transizioni vengano governate con strumenti adeguati e con veri piani sociali, per evitare espulsioni dal lavoro e licenziamenti inaccettabili”, conclude il leader della Uilm.



























