Se la Fiat va bene, va bene per tutti. O perlomeno per chi ci lavora. La rilettura di un vecchio slogan torinese sembra fatto apposta per definire le nuove politiche retributive del gruppo FCA, così come sono state illustrate dall’Ad Sergio Marchionne ai sindacati nell’incontro di questa sera al Lingotto.Anche se lo slogan con cui lo stesso Marchionne ha presentato la novita’ suona diversamente, il succo e’ lo stesso: ”stop alle contrapposizioni tra capitale e lavoro”, ha detto l’Ad, annunciando il nuovo sistema di retribuzione che prevede la partecipazione dei lavoratori ai risultati aziendali. E poiché stamattina, nell’assemblea degli azionisti, lo stesso Marchionne ha annunciato che il gruppo gode di ottima salute, si metteranno in tasca un bonus niente male. In caso di conseguimento degli obiettivi il dipendente potrà ottenere oltre 7mila euro nel quadriennio, e in caso di superamento dell’obiettivo il totale potrà crescere fino a 10.700 euro. Il costo totale dell’operazione, per le casse del gruppo, sara’ di circa 600 milioni di euro.
“Le sterili contrapposizioni tra capitale e lavoro sono finite”, ha detto Marchionne, commentando il nuovo sistema retributivo del gruppo illustrato questa sera ai sindacati firmatari del contratto e ai segretari generali di Cisl e Uil, Furlan e Barbagallo. “Il nuovo sistema retributivo – ha proseguito k’Ad- rappresenta un significativo passo in avanti nel coinvolgimento delle persone per raggiungere i risultati previsti dal piano industriale”.
“Con l’introduzione di precisi criteri di risultato nella definizione delle retribuzioni – ha aggiunto- tutti potranno verificare i frutti del proprio lavoro. Se gli obiettivi finali del piano saranno quelli attesi, e sono sicuro che lo saranno, tutti i nostri lavoratori in Italia avranno vantaggi economici di assoluto rilievo che deriveranno direttamente dal loro lavoro e dal loro impegno”.
“Negli scorsi anni – ha detto ancora Marchionne – Fca ha dovuto fare i conti con un sistema di relazioni industriali stagnante basato su sterili contrapposizioni tra capitale e lavoro. Quei giorni sono finalmente finiti. Quello che abbiamo proposto oggi è un sistema che riconosce la centralità dei nostri lavoratori per il raggiungimento degli obiettivi del piano industriale 2015-2018. Senza il loro contributo e il loro impegno gli obiettivi del piano sarebbero irragiungibili. Il miglioramento dell’efficienza operativa (Wcm) e il raggiungimento degli obiettivi finanziari che rispecchiano le nostre ambizioni di costruttore globale, dipendono da loro ed è per questo che riteniamo che debbano ricevere benefici economici significativi al raggiungimento dei risultati previsti”.























