Nulla di fatto al tavolo convocato dal Ministero del Lavoro con le organizzazioni sindacali NIdiL Cgil, FeLSA Cisl, UilTemp e Confcommercio per discutere delle misure a tutela dei rider di Glovo e Deliveroo, entrambe sottoposte a controllo giudiziario, in seguito alle ordinanze regionali anti-caldo che impongono lo stop obbligatorio delle consegne nelle ore più calde della giornata. Si tratta di lavoratrici e lavoratori fragili, spesso migranti, che pur essendo formalmente inquadrati come autonomi, restano esclusi dagli ammortizzatori sociali proprio nel momento in cui le ondate di calore li costringono a fermarsi, senza reddito e senza tutele. L’incontro si è tenuto all’indomani delle mobilitazioni dei ciclofattorini a Firenze, Bologna e Milano e in concomitanza con un altro sciopero in Piemonte.
NIdiL Cgil ha proposto l’istituzione di un fondo, alimentato da un contributo delle piattaforme di food delivery, destinato ai lavoratori individuati dall’articolo 47-bis del decreto legislativo 81/2015, con l’obiettivo di integrare il reddito nelle ore di inattività imposte dalle ordinanze anti-caldo. La proposta ricalca il meccanismo già previsto dall’Inail per garantire una copertura ai lavoratori indipendentemente dalla tipologia contrattuale. Anche FeLSA Cisl e UilTemp hanno avanzato proprie proposte, accomunate dalla richiesta di un intervento urgente che assicuri una continuità di reddito oggi negata dall’inquadramento come autonomi. Il Ministero si è riservato ulteriori approfondimenti, rinviando il confronto a una nuova convocazione, per la quale non è stata ancora fissata una data.
Il confronto si inserisce nel clima di tensione seguito alla rottura della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del food delivery. Dopo quattro incontri con Confcommercio, che riunisce anche Conftrasporto e AssoDelivery, NIdiL Cgil e UilTemp hanno infatti deciso di abbandonare il tavolo negoziale, denunciando l’assenza di aperture sui tre punti ritenuti irrinunciabili: il riconoscimento del lavoro subordinato per i rider continuativi, il superamento del cottimo e un rafforzamento delle tutele in materia di salute e sicurezza.
«Il Governo non metta la testa sotto la sabbia ignorando un problema che riguarda migliaia di lavoratrici e lavoratori poveri, esposti ogni giorno ai rischi della strada – dichiarano Andrea Borghesi e Roberta Turi di NIdiL Cgil –. A pagare continuano a essere solo le rider e i rider. Ci auguriamo che nei prossimi giorni arrivino risposte concrete e urgenti: non possiamo più aspettare».
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente esposizione dei lavoratori agli effetti del cambiamento climatico. Secondo il rapporto “Lavoratori a rischio per le ondate di calore”, realizzato da Greenpeace Italia sulla base delle previsioni del progetto Worklimate con il contributo della Cgil e presentato nella Giornata europea per le vittime della crisi climatica globale, negli ultimi cinque anni le giornate estive caratterizzate da un rischio caldo elevato sono aumentate del 60%. Nello stesso periodo una media di 670 mila lavoratori al giorno, con punte fino a 1,5 milioni, è stata potenzialmente esposta a condizioni di rischio elevato. L’Organizzazione mondiale della sanità stima inoltre che negli ultimi quattro anni il caldo estremo abbia provocato circa 200 mila morti in Europa.
e.m.




























